Author:

Affrontare il cambiamento nello sport

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Affrontare il cambiamento nello sport Torino performance passaggio di categoria mental training crisi

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Affrontare il cambiamento nello sport Torino performance passaggio di categoria mental training crisi   Si dice che l’unica cosa certa nella vita sia il cambiamento. Il cambiamento può essere definito come “un atto o processo attraverso il quale qualcosa diventa diverso ‘. Nello sport, gli atleti subiscono molti cambiamenti e “periodi di transizione“. 

I “cambiamenti” nella vita di uno sportivo

Per gli atleti che desiderano praticare sport ad alto livello, è fondamentale affrontare ed essere flessibili ai cambiamenti. Wylleman e Lavallee (2004) propongono quattro fasi di transizione che un atleta sperimenta per tutta la vita, per quanto riguarda:

  • Carriera atletica (ad es. Inizio di uno sport, infortunio, ritiro dalla carriera sportiva).
  • Sviluppo psicologico (ad es. Passaggio dall’adolescenza all’età adulta, dal gioco ricreativo alla competizione).
  • Sviluppo sociale (ad es. Adattamento a un nuovo allenatore, nuovi compagni di squadra).
  • Sviluppo educativo e professionale (ad es., Passaggio dal principiante al professionista, dal college all’università).
Come affrontare i cambiamenti in modo positivo?

Il successo attraverso ogni fase di transizione è determinato da differenze individuali, in relazione al modo in cui il soggetto è in grado di cambiare e affrontare i problemi che sorgono.
Ad esempio, un giocatore può avere difficoltà a giocare con un nuovo allenatore, mentre un altro può apprezzare e trarre beneficio in questa esperienza. Gli individui che traggono benefici dal cambiamento tendono ad essere ottimisti e vedono il cambiamento come una nuova sfida e un’opportunità da raggiungere. D’altra parte, coloro che sono pessimisti nei confronti del cambiamento o che si sentono cauti nei confronti del cambiamento, possono avere difficoltà ad adattarsi in questi periodi di transizione. La scarsa consapevolezza e la mancanza di capacità di far fronte e adattarsi al nuovo contesto, possono provocare sentimenti di ansia e disagio (Alfermann e Stambulova, 2007).

Il superamento positivo di un periodo di transizione si verifica quando l’atleta ha effettuato un adeguamento relativamente rapido e semplice alle esigenze richieste dal nuovo status. Di solito si verifica più facilmente nei casi in cui sono stati creati i presupposti necessari durante le fasi precedenti (ad esempio solide conoscenze e abilità sportive, attitudini personali al cambiamento, ecc.)
Le “crisi” hanno luogo, invece, quando l’atleta deve mobilitare “risorse speciali” e un certo sforzo di auto-miglioramento, necessario per adattarsi ai nuovi requisiti.

Alcuni segnali ci possono far intuire che l’atleta stia vivendo un momento di incapacità di adattamento:

  • abbassamento dell’autostima dell’atleta;
  • varie forme di disagio emotivo;
  • aumento della sensibilità ai fallimenti e alle critiche;
  • comparsa di “barriere psicologiche”;
  • disorientamento nel processo decisionale e nel comportamento.

Inoltre, questi sintomi generalmente correlano con una diminuzione dei risultati sportivi dell’atleta che performa al di sotto delle sue normali potenzialità.
Ciò supporta le famose parole di Arnold Bennet, che una volta disse che “qualsiasi cambiamento, anche un cambiamento in meglio, è sempre accompagnato da inconvenienti e disagi “.

Le fasi del cambiamento

Si pensa che ci siano cinque fasi che attraversiamo quando affrontiamo un cambiamento, e mentre attraversiamo queste fasi si pensa che siamo progressivamente desensibilizzati dal cambiamento stesso (Zutphen, 2008). Le cinque fasi consistono di:

  1. Negazione: la lotta iniziale contro la nuova proposta di cambiamento;
  2. Rabbia: la sensazione di insicurezza e frustrazione contro il cambiamento;
  3. Depressione: lo stato depressivo che un individuo sente quando riconosce che si verificherà un cambiamento;
  4. Accettazione: sapere che il cambiamento avverrà e prepararsi per esso.
  5.  Apprendimento: riflettere sull’idea che il cambiamento può essere utile per le prestazioni e può portare dei benefici.

Molte persone temono il cambiamento e l’inconsapevolezza del futuro. Questa paura stimola convinzioni pessimistiche sulla possibilità di risultato, a causa spesso di preconcetti del tipo: “Abbiamo sempre fatto così e funzionava: come mai cambiare?”. (Cao, Han, Hirshleifer e Zhang, 2011).
Per quanto riguarda lo sport, un esempio di questa paura del cambiamento potrebbe verificarsi nel passaggio ad una squadra diversa oppure nel passaggio in una categoria superiore.

Il passaggio verso le massime categorie: un momento di transizione importante

Il passaggio al più alto livello di sport agonistico richiede che gli atleti performino costantemente al massimo delle loro capacità, il più a lungo possibile. Gli atleti devono quindi prepararsi ad un periodo della loro vita in cui il coinvolgimento nella preparazione, nella partecipazione ad allenamenti e alle competizioni di alto livello è pressoché totale. Questo aspetto è ancor più “critico” nelle realtà semi-professionistiche. Con il termine semiprofessionismo nello sport si intende una “condizione in cui gli atleti sono vincolati ad un contratto con una società sportiva ma sono liberi di svolgere un’altra attività” (Diz. Italiano Sabatini Colletti). In realtà, la libertà di svolgere un’altra attività è spesso una necessità in quanto i proventi derivanti dalla pratica sportiva non sono sufficienti al sostentamento individuale. Questo necessariamente comporta un livello di sacrificio ulteriore per cercare di far “quadrare” i conti nella propria vita. Se avete piacere di esplorare il mondo psicologico dello sport semi-professionistico, vi invitiamo a leggere un articolo scritto da noi in merito.

L’insicurezza deriva da questo cambiamento e può stimolare la rabbia e la frustrazione, che alla fine possono essere dannose per le prestazioni di un atleta. D’altra parte, accettare il cambiamento e riconoscere che il cambiamento può essere benefico può portare a una transizione positiva e ad un aumento generale della fiducia in se stessi. 

Per concludere, il cambiamento è un avvenimento naturale nella vita che tutti sperimentano, che ne siano consapevolmente consapevoli o meno. Gli atleti possono sperimentare molti cambiamenti durante la loro carriera, sia pianificati, come un cambio di club, sia non pianificati, come un infortunio. Ma solo cambiando, possiamo crescere e possiamo evolvere!

La sera prima di gara 5 della finale, Michael Jordan mangiò una pizza e si beccò una intossicazione alimentare. Volle scendere ugualmente in campo e segnò 40 punti. È questo il doping del campione vero: la voglia di giocare.
(Spike Lee)

 

Bibliografia:
  • Alfermann, D., & Stambulova, N. (2007). Career transitions and career termination. Handbook of Sport Psychology, Third Edition, 712-733.
  • Cao, H. H., Han, B., Hirshleifer, D., & Zhang, H. H. (2011). Fear of the Unknown: Familiarity and Economic Decisions*. Review of Finance, 15(1), 173-206.
  • Schlossberg, N. K. (1981). Major contributions. Counseling Psychologist, 9(2), 2-15.
  • Wylleman, P., Alfermann, D., & Lavallee, D. (2004). Career transitions in sport: European perspectives. Psychology of sport and exercise, 5(1), 7-20.
  • Zutphen, G. (2008). It starts with one: changing individuals changes organisations. Available: http://knowledge.insead.edu/operations-management/changing-individuals-changes-organisations-2086. Last accessed 20th May 2014.

 

Articolo tradotto e ampliato da: https://believeperform.com/change-and-transitional-periods-in-sport/

Psicologia e calcio

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Psicologia e calcio team psicologo dello sport nel calcio psicologia e calcio calcio
Quanto è importante la psicologia nel calcio?

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Psicologia e calcio team psicologo dello sport nel calcio psicologia e calcio calcio

 

 

 

 

 

La figura dello Psicologo dello Sport sta subendo, negli ultimi anni, un processo di cambiamento su vari fronti.

Innanzitutto sono cambiati molto gli strumenti e le tecniche, si parla infatti, sempre più spesso di utilizzo di strumenti scientifici come Neuro e BioFeedback o videoanalisi comportamentale. L’evoluzione tecnologica permette allo Psicologo dello Sport di poter aggiornare i suoi metodi e per poter lavorare al meglio per raggiungere gli obiettivi che vengono definiti insieme allo staff.

All’interno del mondo del calcio, la figura dello Psicologo dello Sport sta prendendo sempre più piede per diversi motivi: in primis perché una corretta informazione sullo Psicologo dello Sport sta facendo cadere diversi pregiudizi scorretti che potevano esserci in precedenza, e poi perché La F.I.G.C. sta facendo un lavoro graduale di inserimento della figura tramite il progetto Centri Federali Territoriali e Scuole Calcio d’ Élite.

Ma cosa può fare uno Psicologo all’interno di una squadra di calcio?

In questo articolo cercheremo analizzare in che modo lo Psicologo dello Sport può mettere al servizio del calcio le sue conoscenze e capacità.

Innanzitutto è utile ed importante definire una differenza tra settore giovanile e prima squadra.

In genere tra le due categorie può esserci una grande differenza di obiettivi: mentre per quanto riguarda il settore giovanile l’obiettivo principale può essere una crescita sana ed efficace degli atleti, la prima squadra ha solitamente obiettivi di performance sportiva. Ci sono ovviamente casi in cui gli obiettivi sono differenti.

Cominciando dal settore giovanile, in genere le aree di lavoro dello psicologo dello sport sono 3:

Allenatori, genitori e squadra.

Allenatori: Per quanto riguarda gli allenatori, lo psicologo dello sport ha il compito di poter fornire indicazioni su come poter lavorare sul miglioramento dello stile di comunicazione, sulla gestione dei vari gruppi sportivi in base ai bisogni legati all’età, sulla gestione delle varie problematiche legate a differenti fasi di crescita e sulla gestione del ruolo.

Genitori: Il genitore è un ruolo fondamentale per la crescita sana dell’atleta del settore giovanile. Molto spesso però il rischio è quello di creare una confusione di ruoli. Il lavoro con i genitori è fondamentale per poter rendere essi un alleato importante e non un ostacolo.

Squadra: Il lavoro sulla squadra e sugli atleti del settore giovanile è basato, principalmente sul riconoscimento e la gestione delle emozioni e delle pressioni che piano piano cambiano in base all’età ed al livello. E’ importante cominciare a capire come poter conoscere e gestire il proprio rapporto con lo stress, con la rabbia ed altre emozioni che sono considerate in maniera negativa. E’ anche importante lavorare con il gruppo per poter supportare gli atleti nel lavoro di squadra con i propri compagni.

Un ulteriore ambito di lavoro con gli atleti del settore giovanile è basato sulle life skills che possono permettere al giovane calciatore di crescere in maniera sana e serena non solo come sportivo ma come persona.

Per quanto riguarda la prima squadra, come dicevamo in precedenza, l’obiettivo è principalmente di miglioramento della prestazione sportiva.

Anche in questo caso è importante la collaborazione con l’allenatore in modo tale da poter fornire un supporto mentale alla preparazione dell’allenamento e della partita che sia funzionale al raggiungimento di obiettivi.

Con gli atleti, invece, il lavoro dello psicologo dello sport può essere funzionale sia sull’atleta individuale, sia sul gruppo squadra.

A livello individuale, tramite un percorso di preparazione psicologica, si può lavorare su:

  • Gestione di ansia da prestazione
  • Miglioramento di capacità cognitive (concentrazione, attenzione, ecc.)
  • Preparazione mentale alla gara
  • Superamento difficoltà ed errori

Con la squadra e lo staff, invece si lavora, principalmente su dinamiche di:

  • Team Building
  • Goal Setting
  • Gestione del chocking under pressure
  • Gestione delle difficoltà relazionali
  • Comunicazione efficace tra i membri

Il lavoro all’interno dello staff di una squadra calcistica, quindi, permette allo psicologo dello sport di poter mettere a disposizione i suoi strumenti indipendentemente dal livello della società e dal fatto che si parli di professionismo o dilettantismo. E’ quindi fondamentale poter inserire questa figura come una modalità di supporto pratico e professionale per la preparazione psicologica di tutte le figure che ruotano all’interno del mondo del calcio.

Termini e condizioni di utilizzo della app Evolution4Coaches

1) Termini e condizioni

Questi termini formano un accordo legale vincolante tra lei e Gladys Bounous, P.IVA 08777440013, referente del team B-Skilled.

2)Accettazione

  1. Accettando le presenti Condizioni l’utente accetta di essere vincolato da loro effetto.

Per poter utilizzare l’applicazione software E4C – Evolution4Coaches (d’ora in poi denominata App), è necessario innanzitutto accettare i Termini. E’ vietato utilizzare l’applicazione se non si accettano le Condizioni.

È possibile accettare i Termini cliccando per accettazione sull’opzione resa disponibile a lei da noi nella fase di registrazione per l’accesso alla app.

  1. Possiamo aggiornare o modificare le presenti Condizioni di volta in volta e consigliamo di leggere le Condizioni su base regolare. L’Utente riconosce e accetta che l’uso continuato della app successivamete alla modifica dei termini costituisce accettazione delle Condizioni rivedute. Se eseguiremo una modifica delle Condizioni che materialmente influiscono sull’utilizzo della app, invieremo avviso di modifica dei termini sul nostro sito o tramite email che ha utilizzato in fase di sottoscrizione.

 

3) Costi di utilizzo

  1. L’accesso ad App è disponibile in una versione prova gratuita che consiste in cinque sessioni di utilizzo.
  2. Successivamente è possibile sottoscrivere dei pacchetti di abbonamento ad utilizzo o a tempo sulla base della scelta che vorrete fare. Vi verrà addebitato un canone di abbonamento mensile a rinnovo automatico salvo interruzione del servizio di fornitura da parte sua (Pack 4) o una tantum (Pack 1,2,3) per l’accesso ad App.
  3. Qualsiasi ritardo nel pagamento ci autorizza a sospendere o bloccare l’accesso ad App fino a quando il pagamento non sarà stato eseguito. Indennità di mora possono essere applicati in caso di ritardo del pagamento.
  4. Possiamo in qualsiasi momento, con un preavviso previsto dalla legge applicabile, cambiare il prezzo della commissione di sottoscrizione. Le variazioni di prezzo e istituzione di nuove tasse attuate durante il periodo di abbonamento si applicheranno ai termini di iscrizione successivi e per tutti i nuovi iscritti dopo la data effettiva del cambiamento. Se non accetta tali variazioni di prezzo, allora si deve cancellare l’account e smettere di usare l’App. L’uso continuato di App dopo la data effettiva del cambiamento costituisce l’accettazione di tale cambiamento.

 

4) Utilizzo di App

  1. In considerazione del rispetto da parte di che gli obblighi imposti a voi da questi termini, tra cui il pagamento degli oneri a noi dovuti per l’utilizzo di App, concediamo una licenza non esclusiva, non cedibile, non trasferibile per la durata del contratto creato da questi Termini di utilizzo.
  2. Lei accetta di non accedere (o tentare di accedere) a qualsiasi parte di App con qualsiasi mezzo diverso dall’interfaccia che è fornita da noi. L’utente accetta espressamente di non accedere (o tentare di accedere) a qualsiasi parte di App tramite mezzi automatici, compreso l’uso di script, robot, spider, scraper o web crawler. L’utente accetta di non a) intraprendere alcuna azione che impone, o può imporre (in ogni caso a nostra esclusiva discrezione) un carico irragionevole o sproporzionato sulla nostra infrastruttura; b) (salvo nella misura consentita dalla legge applicabile) copia, duplicare, riprodurre, affittare, noleggiare, prestare, vendere, scambiare, rivendere, modificare, creare opere derivate, distribuire o mostrare pubblicamente qualsiasi parte del App senza previo consenso scritto da noi e qualsiasi terza parte determinato da noi a seconda dei casi; c) interferire o tentare di interferire con il corretto funzionamento di App o qualsiasi attività svolte tramite l’App; d) bypassare le misure che impediscono all’utente l’accesso ad App; e) tentare di decodificare, decompilare o comunque cercare di ottenere l’accesso al codice sorgente in App.
  3. Lei accetta di non essere impegnato in nessuna attività che interferisca con o interrompa il funzionamento di App, o i server e le reti che sono connessi al App.
  4. Potremmo decidere di aggiornare l’app. Questi aggiornamenti possono includere correzioni di bug, miglioramenti delle funzionalità o miglioramenti, o del tutto nuove versioni di App. L’utente accetta che possiamo fornire automaticamente tali aggiornamenti a voi come parte della App e vi sarà dato e installarli come richiesto. Se si sceglie di non installare alcun aggiornamento, riconoscete che le prestazioni di App possono essere influenzate e compromettere la sicurezza dell’account.

 

5) Sicurezza account

  1. L’utente dichiara e garantisce a noi che tutte le informazioni fornite da voi siano vere, accurate e complete. Si impegna a comunicarci tempestivamente eventuali cambiamenti di tali informazioni. L’utente accetta di non impersonare qualsiasi altra persona o entità o di usare un nome falso o un nome che non si è autorizzati ad utilizzare. Ci riserviamo il diritto di rifiutare qualsiasi tentativo di registrazione come un utente di App a nostra esclusiva discrezione e / o di sospendere l’utilizzo di App dove, a nostra esclusiva discrezione, crediamo che ci si trovi in violazione di una qualsiasi disposizione di questi Termini .
  2. Lei riconosce e accetta di essere responsabile per il mantenimento della confidenzialità delle password associate a qualsiasi account utilizzato per accedere al App. Di conseguenza, l’utente accetta di essere l’unico responsabile a noi per tutte le attività che avvengono sul suo conto, come stabilito, osservato, o registrato da noi. Tale determinazione, notazione, e registrazione saranno a nostra esclusiva discrezione, e serviranno come prova conclusiva dei fatti ivi indicata e di cui si attestano.
  3. Se venite a conoscenza di qualsiasi uso non autorizzato della propria password o del proprio account, l’utente accetta di notificare immediatamente a gladys.bounous@bskilled.it
  4. Lei ci concede il diritto di accedere al suo account App ai fini di qualsiasi controllo, miglioramento del servizio o l’aggiornamento.

 

6) Contenuti utente

  1. Lei accetta di essere l’unico responsabile per (e che non abbiamo responsabilità nei vostri confronti o di terze parti per) tutti i file multimediali, i metadati, grafica, immagini (inclusi ma non limitati a giocatori e squadre immagini, marchi e / o loghi) , fotografie, video e altri materiali mentre usa l’App e per le conseguenze delle vostre azioni (compresa qualsiasi perdita o danni che possiamo subire) in questo modo. Noi non controlliamo i Contenuti utente utilizzato in App, né garantiamo l’accuratezza, l’integrità o la qualità di tali Contenuti Utente.
  2. Caricando Contenuti utente dichiara e garantisce che:
  3. si ha il diritto legale di riprodurre e distribuire tali Contenuti Utente;
  4. il caricamento, scaricamento, distacco, e-mail o la trasmissione con qualsiasi altro mezzo di Contenuti Utente non costituire o incoraggiare un reato penale, violare i diritti di una delle parti o comunque creare responsabilità o violare qualsiasi locale, statale, nazionale o internazionale;
  5. L’utente prende atto ed accetta che non siamo responsabili in alcun modo per i Contenuti dell’utente fornito da voi o da altri utenti.
  6. L’utente dovrà risarcire noi e ritenerci indenni, senza limitazioni e su richiesta, contro eventuali rivendicazioni, procedimenti, azioni, costi, danni, spese, responsabilità, perdite e richieste (comprese le spese legali ragionevoli) che possono essere sostenute da noi direttamente o indirettamente derivanti da: (a) qualsiasi Contenuto reso disponibile attraverso l’App; (b) l’utilizzo di App; c) qualsiasi violazione da parte di questi Termini; o (d) violazione da voi o il vostro User Content di terzi i diritti di proprietà intellettuale.

 

7) Proprietà intellettuale

  1. L’Utente riconosce e accetta che noi possediamo tutti i diritti legali, titoli e interessi di App, tra cui i diritti di proprietà intellettuale di App (se tali diritti siano o meno registrati e ovunque nel mondo possano esistere tali diritti). L’utente riconosce inoltre che l’App può contenere informazioni che sono qualificate come confidenziali da noi e che non si deve divulgare tali informazioni senza il nostro previo consenso scritto.
  2. Tutte le relazioni, i dati, i record, le statistiche, grafici, risultati, database o come materiale (Risultati) generate dall’analisi condotta dalla App sono nostra proprietà intellettuale. Nella misura in cui tale materiale potrebbe in qualche modo essere ritenuto creato da voi, con il presente documento assegna tutti i diritti, titoli e interessi di tale materiale a noi esclusivamente.
  3. Ci concede dunque una licenza perpetua non trasferibile, non cedibile, non esclusiva, non sub-licenziabile di utilizzare i risultati in relazione all’uso di App.
  4. A meno che non diversamente concordato per iscritto con noi, niente nei Termini le dà il diritto di utilizzare uno qualsiasi dei nostri nomi commerciali, marchi, marchi di servizio, loghi, nomi di dominio e altri segni distintivi del marchio. Lei accetta di non rimuovere, oscurare o alterare qualsiasi diritti di proprietà (inclusi copyright e marchi) che possono essere affisse o contenute all’interno della App.

 

8) Privacy

  1. L’utilizzo di App, incluso qualsiasi processo di registrazione, può comportare la vostra comunicazione a noi dei dati personali (comprendenti i dati personali sensibili) relativi agli interessati (dati personali, i dati personali sensibili e interessati che verranno trattati ciascuno secondo il Regolamento Ue 2016/679, altrimenti detto General Data Protection Regulation – Gdpr). Puoi prendere visione della nostra policy sulla privacy
  2. Nel caso in cui comunicaste i dati personali di terzi:
  • ci garantisce di avere avuto tutti i consensi e le autorizzazioni, e hanno preso tutte le misure necessarie, secondo quanto richiesto dalla legge applicabile ai fini della comunicazione a noi e il successivo utilizzo da parte nostra di tali dati relativi a terzi nel prestazione di App in conformità con la nostra politica sulla privacy;
  • e in relazione ai dati personali che lo riguardano a voi, voi acconsentite al trattamento di tali dati personali in conformità con la nostra politica sulla privacy.

 

 Revoca del servizio

  1. Possiamo in qualsiasi momento, risolvere il nostro contratto con lei e la fornitura a voi di App se:
  • avete materialmente violato una disposizione dei Termini (o ha agito in un modo che dimostra chiaramente che non si intende o non si è in grado di rispettare le disposizioni dei Termini) e, ove tale violazione è in grado di porre rimedio, stabiliamo che non è stato così posto rimedio entro quattordici giorni dalla notifica;
  • o siamo tenuti a farlo per legge (ad esempio, in cui la fornitura di App per voi è, o diventa, illegale);
  • o si diventa insolvente e incapace di pagare i debiti ai sensi della normativa fallimentare applicabile a voi;
  • una persona (compresi il titolare di una carica o di altri interessi di sicurezza) è nominato per gestire o prendere il controllo di tutta la parte della vostra attività o beni,
  • la prestazione di App a voi da noi è, a nostro avviso, non più commercialmente fattibile.
  1. Quando questi Termini giungeranno alla fine la licenza concessa nelle presenti Condizioni termina.
  2. Ci riserviamo il diritto esclusivo e prerogativa di mantenere, gestire, archiviare, proteggere, utilizzare, o conservare qualsiasi e/o tutti i dati o le informazioni, senza limiti di tempo o durata, come si può ritenere ragionevole o necessario per il perseguimento delle nostre attività o interessi , o per proteggere tale attività o interessi, nonostante la risoluzione o cessazione del vostro rapporto con noi.

 

10) Limitazione di responsabilità

  1. Niente in questi termini, compresa la clausola 11, deve escludere o limitare qualunque garanzia e responsabilità che non possono essere legittimamente escluse o limitate dalla legge applicabile, anche in caso di frode o per morte o lesioni personali causate da nostra negligenza.
  2. Non ci sono condizioni, garanzie, dichiarazioni o altri termini, esplicite o implicite, che sono vincolanti per noi ad eccezione di quanto espressamente indicato nelle presenti Condizioni (comprese le garanzie implicite e le condizioni di commerciabilità, idoneità per un particolare scopo e non violazione). Qualsiasi condizione, garanzia, dichiarazione o altri termini riguardanti la fornitura di App che potrebbero altrimenti essere impliciti o incorporati nelle presenti Condizioni, o qualsiasi contratto collaterale mediante statuto, diritto comune o altro, è esclusa nella misura massima consentita dalla legge.
  3. Accetta che l’utilizzo di App è a proprio rischio e che l’App viene fornito “come è” e “come disponibile”.
  4. In particolare, noi, le nostre consociate e affiliate, e le nostre licenziatari, non rappresentiamo o garantiamo a voi che:
  • l’utilizzo di App (compreso il suo uso in combinazione con qualsiasi altro software) soddisfi i requisiti, che l’utilizzo di App sarà ininterrotto, tempestivo, sicuro o privo di errori
  • che i difetti nel funzionamento o funzionalità di App fornita a saranno corretti;
  • qualsiasi informazione ottenuta da lei come un risultato del suo uso di App sarà accurati o affidabili;
  • che i difetti nel funzionamento o funzionalità di App saranno corretti, rettificati o rimediati.
  1. Qualsiasi materiale scaricato o altrimenti ottenuto cui si accede tramite l’utilizzo di App è fatto a vostra discrezione e rischio, e sarete l’unico responsabile per eventuali danni, perdite, o pregiudizio al vostro computer o altro dispositivo o la perdita di dati risultati dal download o accesso di tale materiale.
  2. Al fine di poter fare pieno uso di App può essere necessario per l’utilizzo di particolari attrezzature informatiche o di scaricare o installare alcuni pezzi di software. Se non si riesce ad accedere a App, perché non si ha accesso a qualsiasi software o le attrezzature necessarie, ciò non costituisce una violazione delle presenti Condizioni da noi e noi non sarà responsabile per qualsiasi perdita, danno o spesa che possono derivare da vostra incapacità di accedere al App.
  3. Nessun consiglio o informazione, sia orale che scritta, ottenuta da voi da noi o una qualsiasi delle nostre consociate, affiliate, funzionari, dipendenti, o personale, o attraverso o da App genererà tutta la garanzia non espressamente previsto nelle presenti Condizioni. Non saremo in alcuna responsabilità nei confronti di eventuali inesattezze o omissioni in App. Tutte queste responsabilità è esclusa da noi nella misura massima consentita dalla legge.
  4. Espressamente riconosce e accetta che noi e i nostri licenziatari non saremo responsabili per:
  • qualsiasi perdita diretta, indiretta, speciale, incidentale o consequenziale o danni che possono verificarsi nei confronti di App e / o il suo utilizzo o non-disponibilità;
  • perdita di profitto, fatturato, l’avviamento e risparmi previsti:
  • qualsiasi negoziazione o altre perdite che si può incorrere a seguito di utilizzo o affidamento su qualsiasi contenuto;
  • la cancellazione di, la corruzione di, o mancata memorizzazione di tutti i dati contenuti e altre comunicazioni mantenuti o trasmessi da o tramite l’utilizzo di App;
  • eventuali effetti che utilizzano di App può avere su qualsiasi software utilizzato.
  1. Fatte salve le clausole di cui sopra, la responsabilità complessiva di noi in relazione a qualsiasi perdita o danno subito da voi e derivanti da o in connessione con l’utilizzo di App da voi e / o da terzi non deve superare l’ammontare del totale spese effettivamente pagati da voi a noi nei dodici mesi precedenti la data del vostro reclamo.
  2. L’utente accetta e riconosce di essere in una posizione migliore rispetto a noi prevedere e valutare eventuali danni potenziali o perdite che si può soffrire in connessione con l’uso di App; che non siamo in grado di assicurare in modo adeguato il suo potenziale responsabilità nei vostri confronti; e che di conseguenza le esclusioni e le limitazioni contenute in questa clausola sono ragionevoli.

 

11) Generale

  1. Lei non potrà cedere, trasferire o sub-licenzare uno qualsiasi dei vostri diritti o obblighi ai sensi dei presenti Termini. Possiamo cedere in qualsiasi momento, in tutto o in uno qualsiasi dei nostri diritti e di trasferire tutto o uno qualsiasi dei nostri obblighi ai sensi dei presenti Termini.
  2. La mancanza o negligenza da parte nostra per far rispettare una delle disposizioni delle presenti Condizioni in qualsiasi momento non deve essere interpretata o considerata come una rinuncia dei nostri diritti, né sono questo in alcun modo la validità di tutto o parte di questi Termini, non pregiudicare i nostri diritti di agire successiva.
  3. Se una parte di qualsiasi disposizione di questi Termini verrà ritenuta invalida, illegale o inapplicabile in qualsiasi misura, il resto di tale disposizioni e tutte le altre disposizioni di questi Termini continueranno ad essere valide ed applicabili nella misura massima consentita dalla legge.
  4. Le presenti Condizioni rappresentano l’intero accordo di voi e noi in relazione alla materia oggetto delle presenti Condizioni e sostituiscono qualsiasi precedente accordo tra voi e noi in relazione al App. Nessuno di voi e ci ha fatto affidamento su alcuna dichiarazione o rappresentazione fatta dall’altro accettando di entrare in questo accordo.

 

12) Legge e giurisdizione

  1. I presenti Termini saranno interpretati in conformità con la legge italiana e le parti si sottopongono alla giurisdizione esclusiva del giudice italiani per risolvere eventuali controversie che dovessero insorgere in relazione ai presenti Termini.

 

13) Cancellazione e politica di rimborso

  1. Puoi cancellare il tuo account E4C in qualsiasi momento ma non verranno rimborsate le spese sostenute e il servizio non usufruito.
 
 
 
 
 
 
 
 

Evolution4Coaches: la app pensata per gli allenatori sportivi

Puoi iniziare a provare la nostra app per la formazione degli allenatori scaricandola direttamente dall’AppStore.

Il manuale di istruzioni ti darà una panoramica sui parametri comportamentali che puoi monitorare attraverso l’utilizzo della app e ti spiegherà passo dopo passo il funzionamento di Evolution4Coaches.

Scarica il manuale di istruzioni della app e inizia subito ad analizzare le tue performance in campo.

Scaricando la app le prime 5 sessioni sono gratuite.

Se vorrai continuare nel tuo percorso di evoluzione, potrai acquistare i nostri pacchetti con un prezzo decisamente alla portata di tutti coloro che vogliono investire nel miglioramento continuo. La strada verso il miglioramento professionale ha il costo di un caffè: quanto sei disposto ad investire sulla tua crescita?

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Evolution4Coaches: la app pensata per gli allenatori sportivi video analisi comportamentale performance analysis osservazione comportamentela osservazione comportamentale mental training formazione evolution 4 coaches coach app allenatori analisi delle performance

Una volta scaricata la app ed esaurite le sessioni gratuite potrai accedere all’In-App Purchase direttamente dal tuo device.

Per chi volesse approfondire lo strumento o avere una consulenza diretta con i nostri analisti comportamentali, ecco le nostre offerte per voi. Scarica la brochure e contattaci per avere informazioni aggiuntive.

Cos’è la performance analysis?

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Cos'è la performance analysis? video analisi comportamentale performance mental training coaching analisi comportamentale

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Cos'è la performance analysis? video analisi comportamentale performance mental training coaching analisi comportamentale   La performance analysis può consentire l’analisi e la spiegazione accurata di un fenomeno motorio e sportivo. La performance analysis non è legata esclusivamente alla prestazione sportiva ma sicuramente trova ampio spazio in questo ambito di applicazione.

Sempre di più si sente parlare, anche in televisione, di “match analysis”, ossia l’analisi di alcuni parametri osservabili in una competizione sportiva (es. tempo possesso palla, numero di km percorsi dai giocatori, numero di battute corrette, ecc).  In molti sport la “match analysis” è diventata uno strumento fondamentale per l’analisi e il miglioramento della prestazione dei singoli e della squadra.

La performance analysis si basa sull’individuale di KPI “Key performance indicator” (indicatori di prestazione) che forniscono un paramentro oggettivo di misurazione e un’indicazione circa alcune variabili della performance. Nello sport abbiamo numerosi KPI che ci danno un’indicazione sull’andamento delle performance individuali o di squadra. La ricerca nei vari sport ha individuato KPI significativi dal punto di vista fisico, tecnico e tattico. Un’area di ricerca che stiamo sviluppando è quella dell’individuazione di KPI psicologici che possano dare un’indicazione precisa del profilo mentale dell’atleta o della squadra durante la performance sul campo.

Dall’atleta all’allenatore

Spostando il focus sull’allenatore, gli studi scientifici hanno evidenziato alcuni KPI che sembrerebbero avere un’influenza diretta sulla performance degli atleti e del team. La ricerca scientifica sottolinea quindi come una delle variabili che determinano, insieme ad altre, il successo o l’insuccesso di una squadra sia proprio lo stile di leadership del proprio coach. Questo aspetto assume un ruolo via via più rilevante a mano a mano che l’età dei giocatori si abbassa ed entriamo nella fase in cui l’atleta inizia ad apprendere la pratica del suo sport.

Il ruolo dell’allenatore, indipendentemente dall’età dei giocatori, rimane sempre e comunque un aspetto fondamentale per la prestazione di una squadra. Spesso però gli stessi allenatori sono inconsapevoli di questo impatto durante la gara e durante gli allenamenti.

Please accept YouTube cookies to play this video. By accepting you will be accessing content from YouTube, a service provided by an external third party.

YouTube privacy policy

If you accept this notice, your choice will be saved and the page will refresh.

Come trovare il giusto equilibrio tra scuola e sport.

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Come trovare il giusto equilibrio tra scuola e sport. sport scuola inizio scuola consigli benessere atleti studenti
BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Come trovare il giusto equilibrio tra scuola e sport. sport scuola inizio scuola consigli benessere atleti studenti

La campanella sta per suonare e tra pochi giorni si ritornerà sui banchi di scuola! Un momento difficile per tutti gli studenti ma lo è ancor di più per i nostri studenti-atleti. Trovare il perfetto equilibrio tra scuola, sport, famiglia e amici è la chiave del successo dei nostri giovani atleti-studenti ma spesso è più facile a dirsi che a farsi!

Statisticamente, la ricerca indica che i giovani che praticano sport, siano essi sport scolastici o di comunità, hanno prestazioni accademiche migliori rispetto ai bambini che non praticano sport. Tuttavia riuscire a conciliare i vari impegni scolastici e sportivi richiede alcune attenzioni da parte dei giovani atleti.
 

Ecco alcuni suggerimenti e tecniche che possono tornare utili ai nostri studenti-atleti.  

Organizzazione prima di tutto. Usa un grande calendario da tavolo per la scuola e lo sport. Annota tutte le scadenze per compiti scolastici, progetti e documenti. Annota tutte le sessioni di allenamento e gli impegni per le gare. Ogni settimana rivisita il tuo calendario e apporta le necessarie modifiche. Questo ti aiuterà a non perdere di vista delle scadenze importanti e ti aiuterà a pianificare meglio il tuo studio.

Gestisci il tuo tempo. Con tutti gli impegni che hai devi imparare a gestire al meglio il tuo tempo iniziando a pianificare il tuo programma di “tempo conosciuto”. I tempi noti sono il tempo che trascorri a scuola, il tempo di allenamento e il tempo di viaggio da e verso la scuola, nonché il tempo di viaggio da e verso la sede sportiva. Bloccando questi orari di “tempo conosciuto” sul calendario, è possibile determinare l’orario effettivo che ti rimane per eseguire i compiti e l’orario di studio. Questo ti aiuterà a pianificare come e quando studiare.

Usa i tuoi fine settimana con saggezza. Usa il tuo fine settimana come tempo di preparazione per la settimana a venire. Inizia i compiti per la prossima successiva. Leggi i capitoli e prendi appunti in anticipo. Utilizzare questo tempo per pianificare e preparare progetti e documenti in scadenza.

Usa il tuo tempo di viaggio da e verso la scuola e il campo sportivo: in questo tempo puoi svolgere tutte le attività che non richiedono particolare concentrazione. Rivedi gli appunti, leggi un libro o sistema i quaderni. Non sottovalutare l’aiuto che puoi avere dall’ascolto degli audiolibri per iniziare a memorizzare alcune cose studiate a scuola.

Non procrastinare. Esegui i compiti non appena vengono assegnati, anziché aspettare fino all’ultimo minuto. Certamente, una pianificazione mal fatta e le “maratone di studio” all’ultimo minuto comporteranno allenamenti persi o partite perse.

Rimani motivato: emozionarsi per la scuola può essere difficile, specialmente sugli argomenti che detesti di più! Cerca libri e film che suscitino il tuo interesse per l’argomento. Ad esempio, il film The Martian parla di un uomo che usa scienza e chimica per rimanere in vita su Marte. Vedere come quello che fatichi a studiare potrà servirti nella tua vita quotidiana ti darà un incentivo maggiore a studiarlo!

Trova il tempo di rilassarti. Tutti hanno bisogno di tempo per rilassarsi, soprattutto chi come te dedica tante energie allo studio e allo sport. Dedica del tempo a leggere un libro di piacere, coltivare un hobby, chiamare un amico o guardare la TV anche solo per 15 minuti al giorno. Staccare la spina un attimo e ricaricare le batterie ti aiuterà a dare il massimo nello sforzo successivo.

In conclusione ci sentiamo di ricordare a tutti i nostri studenti-atleti di non dimenticare mai che lo sport sano deve essere sempre e comunque una fonte di piacere. Se inizi a non divertirti più nel praticare lo sport di sempre, se tutti inizia ad essere un dovere o un peso… fermati un attimo e parlare con qualcuno per capire se è un fisiologico calo di motivazione o se è arrivato il momento di fare qualche riflessione su come proseguire.

Buon inizio scuola a tutti!

Istruzioni di sopravvivenza per atleti semiprofessionisti

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Istruzioni di sopravvivenza per atleti semiprofessionisti semiprofessionismo nello sport semiprofessionismo preparazione mentale mental training atleti studenti atleti master
BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Istruzioni di sopravvivenza per atleti semiprofessionisti semiprofessionismo nello sport semiprofessionismo preparazione mentale mental training atleti studenti atleti master

Con il termine semiprofessionismo nello sport si intende una “condizione in cui gli atleti sono vincolati ad un contratto con una società sportiva ma sono liberi di svolgere un’altra attività” (Diz. Italiano Sabatini Colletti).
Nella pratica, la popolazione degli atleti semiprofessionisti italiani è quanto mai vasta e trasversale a tutti gli sport.
Ma cosa vuol dire concretamente essere un semiprofessionista?
Nella nostra esperienza decennale di preparatori mentali di atleti semiprofessionisti vuol dire trovarsi di fronte ad atleti che affrontano sacrifici enormi per poter inseguire un sogno sportivo.
Raccogliendo le loro testimonianze abbiamo voluto creare questo articolo per mettere a fuoco gli ostacoli mentali più diffusi che possono ostacolare il corretto approccio a questa condizione sportiva.

Il primo ostacolo: doppio impegno, doppie difficoltà!

Gli atleti semiprofessionisti sono atleti che, parallelamente ai loro impegni sportivi, mantengono un lavoro o stanno completando il loro percorso di studi. Questo vuol dire trovarsi subito di fronte all’ostacolo di come fare a conciliare i vari impegni. Questa ricerca di soluzioni è quanto mai ardua, soprattutto quando si sale di livello e le sfide sportive diventano più impegnative. Le esigenze della vita quotidiana si scontrano con le esigenze legate allo sport: questi atleti devono prepararsi come dei professionisti ma non possono dedicare tutto il loro tempo alla pratica sportiva a meno di non sacrificare qualcos’altro.

Secondo ostacolo: l’ambiente sociale.

Gli atleti semiprofessionisti (udite udite..) hanno anche una vita sociale, fatta di amicizie, famiglia e amori! E’ bellissimo ritrovarsi a casa e raccontare delle proprie imprese sportive. All’inizio tutti sembrano ammirarti poi, piano piano, capita che ci si trovi a fare i conti con partner che reclamano il loro tempo (anche giustamente, per carità!) o amici che, tra il serio e lo scherzoso, ci ricordano “Ma tu non ci sei mai! Sei sempre impegnato ad allenarti”. E i più esasperanti riescono anche a dirci: “Ma almeno ti pagano??”

Terzo ostacolo: il dio denaro

Sebbene gli atleti semiprofessionisti si trovino ad allenarsi come dei “veri” professionisti, non sono pagati per farlo (se non in minima parte ma a volte neanche quello). Chi non ha intrapreso questa scelta di vita fa spesso fatica a capire come una persona possa fare tutti quei sacrifici senza averne un ritorno economico. Pochi si soffermano a pensare che nella vita non si riduce tutto a quello. Soddisfazione, appagamento, autorealizzazione per molti non sono moneta di scambio sufficiente. Tant’è che spesso l’atleta semiprofessionista si trova a mettersi in dubbio su questo aspetto: “Ma veramente vale la pena di fare tutto questo? In cambio di cosa? Fama… gloria…” Ma se pratichi uno dei cosiddetti “sport minori” non hai neanche questo! Se ti va bene, scriverà di te e delle tue imprese la testata giornalistica locale e dopo qualche giorno nessuno si ricorderà più che cosa hai fatto. Eppure in questi sportivi c’è qualcosa che li spinge ad andare avanti: qualcosa che, a nostro avviso, rappresenta bene l’essenza pura dello sport.

Quarto ostacolo: il risparmio.

Dato tutto quello che abbiamo descritto prima, l’atleta semiprofessionista si muove con una enorme capacità di ottimizzare il suo tempo ma a volte non basta, se non si è disposti o nelle possibilità di sacrificare qualcosa. Per cui, alcuni fanno la scelta “kamikaze” di sacrificare il tempo dell’allenamento, togliendo qua e là quello che loro ritengono meno importante.
Dedicare tempo alla preparazione atletica viene per molti considerato un “di più”, con grande disperazione dei preparatori atletici. Perché seguire un programma strutturato di allenamento fisico quando mi basta fare un pò di ginnastica o una corsetta ogni tanto? Molti atleti che abbiamo incontrato, anche di alto livello (parliamo di atleti impegnati anche in competizioni di livello internazionale), dimenticano che la preparazione atletica non serve solo per essere più performanti a livello fisico, ma è l’unico modo per prevenire efficacemente il rischio di infortunio. Il risultato è che la qualità della loro preparazione fisica è spesso non adeguata agli obiettivi che cercano di perseguire. Questo determina una tremenda frustrazione dei preparatori atletici e un aumento di lavoro dei fisioterapisti o degli osteopati: almeno qualcuno nello sport semiprofessionistico sembra guadagnarci!
Amici fisioterapisti passateci un pò di ironia visto che non apriamo neanche il capitolo del dedicare tempo alla preparazione mentale che viene ancora considerata un lusso di cui solo i professionisti hanno bisogno!

Quinto ostacolo: Volemose bene!

Le squadre semiprofessionistiche, a differenza degli atleti che praticano sport individuale, hanno un vantaggio che può diventare anche un grande tallone d’Achille. Quello che noi abbiamo riscontrato è che, spesso, nelle squadre semiprofessioniste, è presente una forte coesione sociale fra gli atleti. Visto tutte le difficoltà che si vivono, avere qualcuno che può comprenderti perché le condivide con te, ti porta subito a fare squadra, ad aiutarsi, a venirsi incontro. Questo aspetto è indubbiamente molto positivo ma questi atleti devono sempre ricordarsi che può diventare controproducente se se ne abusa. Il venirsi incontro nelle complesse esigenze individuali non può far perdere di vista l’obiettivo e i passi necessari per raggiungerlo. Il fare le cose così, alla “volemose bene” può essere funzionale per la squadra di calcetto dilettantistico che si trova una volta a settimana per giocare insieme ma non può funzionare per chi ha delle pretese di risultato un pò più elevate.

Sesto ostacolo: gli allenatori semiprofessionisti

Ovviamente il semiprofessionismo colpisce anche loro! E qua vediamo due situazioni diverse tra loro. La prima (sempre più rara per fortuna) è l’allenatore improvvisato, che ama lo sport, magari in passato ci ha giocato e nel suo tempo libero si dedica ad allenare una squadra. La seconda invece è fatta di uomini e donne che passano il loro tempo post-lavoro a documentarsi, a seguire corsi di aggiornamento federali, studiano manuali, fanno schemi (sono sempre pieni di foglietti di appunti scritti nei ritagli di tempo!) perché, pur non essendo il loro primo lavoro, vogliono guidare la loro squadra a raggiungere buoni risultati. E spesso anche loro si scontrano con uno stereotipo dominante (purtroppo anche negli atleti): “Se tu fossi veramente bravo, faresti questo lavoro a tempo pieno!”. E invece il fatto che loro abbiamo un’altra professione (semplicemente quella che gli serve per vivere!) fa si che possano non essere presi pienamente sul serio dagli atleti o che gli atleti sottovalutino la loro guida.

Settimo ostacolo: l’arte dell’arrangiarsi!

I nostri atleti semiprofessionisti sono speciali. Hanno imparato presto l’arte dell’arrangiarsi per riuscire a conciliare ristrettezze di budget con il loro sogno sportivo. Abbiamo motocrossisti che sono diventai ottimi meccanici, velisti che fanno la messa a punto della loro barca meglio di un ingegnere. Abbiamo atleti autisti che guidano il pulmino della loro squadra per andare in trasferta. Abbiamo gli addetti cuochi che preparano i panini per i loro compagni di squadra. Abbiamo doppi ruoli: atleta-direttore sportivo, atleta-preparatore atletico, atleta-massaggiatore e in alcuni casi abbiamo il player coach (che detto in inglese suona meglio che atleta-allenatore). E sono anche bravi nel fare tutto questo! Anche a livello societario spesso abbiamo le stesse dinamiche del “tutti fanno tutto” e “lo facciamo dopo il lavoro principale”. Questo di per sé non è un problema se non si sottovaluta il fatto che squadre di lavoro che funzionano bene, funzionano bene perché sono rispettati dei criteri minimi di rispetto di ruolo, processi di delega, processi comunicativi e metodologie di lavoro condiviso. Tutti quegli aspetti, troppo spesso sottovalutati, sono cose che uno psicologo esperto in dinamiche aziendali conosce bene. Capita così che anche lo psicologo dello sport viene chiamato (se viene chiamato!) a fare un doppio lavoro: la preparazione mentale degli atleti e un supporto nelle dinamiche organizzative.

Se siete arrivati a leggere fino a questo punto, avete lo spirito giusto per affrontare le sfide del semiprofessionismo. Non vi fermate davanti agli ostacoli (e ve ne abbiamo messi ben 7!) ma andate fino in fondo… nonostante tutto. Ciò che possiamo dirvi per esperienza è che fare questo tipo di scelta richiede una profonda riflessione, ma se siete arrivati a dire: “Lo voglio fare!” allora impegnatevi come dei veri professionisti. Solo questo può ripagarvi di tutti i sacrifici che dovrete fare. E a chi porta avanti questa scelta, incomprensibile ai più, va la nostra stima oltre che il nostro supporto.

Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione…
Ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti

(F. De Andrè – Smisurata Preghiera)

Agonismo: un bene o un male per i giovani sportivi?

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Agonismo: un bene o un male per i giovani sportivi? vincere valori sport sano agonismo ragazzi life skills giovani età evolutiva competizione agonismo aggressività

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Agonismo: un bene o un male per i giovani sportivi? vincere valori sport sano agonismo ragazzi life skills giovani età evolutiva competizione agonismo aggressività   Quando si parla del rapporto tra sport e agonismo in età evolutiva nascono sempre grandi dibattiti tra le parti. C’è chi afferma che lo sport deve privarsi della competizione per poter dare spazio alla creatività dei bambini. Chi invece preferisce non fare sconti perché “prima lo si vive e prima si cresce”. Chi ancora propone una competizione “soft” per paura delle conseguenze.
E’ un tema controverso che coinvolge tutte le figure che ruotano attorno al mondo sportivo: dai genitori, agli allenatori, alle società, agli arbitri. Ed è forse qui l’errore: il fatto che siano gli occhi adulti a dover decidere per i più piccoli. Proviamo a fare un passo indietro per considerare il punto di vista del giovane sportivo.

Una ricerca di grossa portata di Gill, Gross e Huddlestone (1983) ha cercato di analizzare, su oltre 700 giovani atleti, le motivazioni che spingono alla pratica sportiva in ragazzi e ragazze dagli 8 ai 18 anni di diverse discipline. Il lavoro ha permesso di conseguire diversi risultati, primo tra tutti una ragione comune che spinge maschi e femmine a intraprendere uno sport: migliorare le proprie abilità sportive. Un’analisi più approfondita, inoltre, ha permesso di individuare 5 ragioni comuni che motivano gli atleti a praticare un’attività sportiva: l’acquisizione di competenze, il divertimento, il desiderio di eccitazione, il desiderio di competere e quello di stare in squadra.

Nessuna distinzione quindi tra maschi e femmine, grandi o piccoli: il desiderio di competere e di gareggiare è presente in tutte le fasce d’età.

Infatti ogni bambino nasce con una componente sana di aggressività che utilizza in modo istintivo per raggiungere la vittoria. Il bisogno di gareggiare deriva dalla forte esigenza di misurarsi con gli altri e di verificare le proprie abilità, non da un ambizione sfrenata di successo. Infatti nonostante la vittoria sia un risultato che ogni bambino apprezza, non ha così importanza quanto ne ha per noi. Il suo fine ultimo è il gioco stesso!

Come mai per noi adulti l’agonismo tende ad avere un significato differente?

Agōnè il termine greco da cui prende origine la parola agonismo. All’epoca dell’antica Grecia gli Agoni erano manifestazioni pubbliche in corrispondenza di celebrazioni religiose che venivano organizzate con gare e giochi per la conquista di premi. Nei duelli, il concetto di agonismo veniva pervaso non solo di competizione e successo, ma anche di un sottile equilibrio tra bellezza esteriore e nobiltà d’animo. Da queste manifestazioni nascono le più celebri competizioni sportive odierne: i Giochi Olimpici.

Con il passare del tempo il concetto di agonismo ha perso parte del suo valore etico ed umano. Sempre più vediamo emergere la ricerca della vittoria con ogni mezzo possibile, dove il fine giustifica sempre i mezzi se il fine ultimo è primeggiare.

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Agonismo: un bene o un male per i giovani sportivi? vincere valori sport sano agonismo ragazzi life skills giovani età evolutiva competizione agonismo aggressività   Si tratta di una posizione estrema dell’agonismo, che sfrutta l’aggressività con lo scopo di soddisfare il proprio ego o anche di ledere o raggirare chi sta attorno. L’aggressività è un istinto indispensabile per la sopravvivenza della persona, ma quando viene canalizzata verso comportamenti lesivi per i compagni, o gli avversari, sfocia irrimediabilmente nella violenza.

Questo genere di aggressività viene spesso confusa con “giusto” agonismo, ma anche con “scaltrezza”, “furbizia” e “malizia”, andando così a svilire sentimenti come disponibilità, rispetto, e correttezza, perché considerati solo forme di debolezza a vantaggio degli avversari.

E’ bene rivalutare il concetto di agonismo in una direzione più sana ed etica, che si fonda sul divertimento e sulla voglia di fare, sulla lucidità e sulla concentrazione, abilità fondamentali nello sport come nella vita. La difficoltà sta proprio nel trasferire al giovane sportivo gli strumenti per gestire la propria parte istintuale senza sfogarla, per prendere così le decisioni migliori e perseguire il proprio impegno con grinta e coraggio.

Agonismo e aggressività devono essere convogliate in una direzione di autocontrollo e di espressione sana nello sport.

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Agonismo: un bene o un male per i giovani sportivi? vincere valori sport sano agonismo ragazzi life skills giovani età evolutiva competizione agonismo aggressività   Senza di esse verrebbe a mancare una parte formativa di grande spessore umano, dal quale derivano valori importanti come la dedizione e il sacrifico. Tutto questo a discapito dell’atleta che rimarrà bloccato nella sua crescita, come sportivo e persona.

Vivere un sano agonismo può essere una grande occasione di apprendimento per i giovani. Alla base non deve mancare l’educazione all’espressione sana delle emozioni, aiutandoli a canalizzare i loro istinti in una direzione strategica ma funzionale alla loro crescita. L’aggressività diventa così una spinta a vincere, a valorizzarci e a imporci sugli altri ma senza un sentimento violento o ostile di prevaricazione.

Riferimenti:

  • Gill D.L., Gross J.B., Huddleston S. (1983) Partecipation Motivation in Youth Sports, in <<International Jourmal of Sport Psychology>>, 14, pp.1-14
  • Rossi B. Marziali F. “Il maestro di sport. Vademecum per allenatori di bambini e ragazzi”. Calzetti e Mariucci
  • Prunelli V. “Sport e agonismo” . Franco Angeli
  • Cortese C.G “Dallo sport alla vita” . Ananke
Articolo a cura del Dott. Andrea Martinetti – https://andreamartinetti.it

Donne e sport: la lunga strada per superare le differenze di genere

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Donne e sport: la lunga strada per superare le differenze di genere sport ruolo della donna nello sport psicologia dello sport festa della donna donne differenze di genere copertura mediatica

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Donne e sport: la lunga strada per superare le differenze di genere sport ruolo della donna nello sport psicologia dello sport festa della donna donne differenze di genere copertura mediatica   Le donne hanno combattuto per l’uguaglianza nel corso della storia. Nello sport, in particolare, alle donne una volta non era nemmeno permesso di guardare i Giochi Olimpici. Dopo aver finalmente potuto partecipare agli sport, le donne hanno dovuto sottoporsi a test di genere per assicurarsi che non fossero uomini che cercavano di imbrogliare il sistema.  Ad oggi, le atlete hanno ancora una copertura mediatica significativamente inferiore e diversa rispetto alle controparti maschili.

Scheadler e Wagstaff  nel 2018 hanno effettuato uno studio volto esaminare come l’aumento dell’esposizione mediatica allo sport femminile influenzi un atteggiamento positivo verso lo sport femminile e una riduzione delle discriminazioni di genere. Ne riportiamo qui un piccolo estratto tradotto e rimandiamo all’articolo completo in inglese per chi volesse approfondire.

Miglioramenti nella parità di genere nello sport

Sebbene le donne abbiano affrontato molte sfide nel corso della storia, si sono avvicinate sempre più al raggiungimento dell’uguaglianza di genere e tali progressi non possono essere ignorati, rimango sicuramente della aree di miglioramento.
Le Olimpiadi di Londra 2012 hanno visto rappresentato, per la prima volta nella storia, un numero uguale di sport per le donne e per gli uomini. In seguito all’espansione degli sport femminili, molti paesi come gli Stati Uniti hanno registrato una grande crescita del numero di donne olimpioniche: così grandi che le donne olimpioniche degli Stati Uniti hanno superato gli uomini olimpici statunitensi e hanno guadagnato più medaglie, tra cui più medaglie d’oro, per gli Stati Uniti. I Giochi del 2012 hanno offerto opportunità tutti i paesi coinvolti tanto che ogni singolo paese partecipante, per la prima volta in assoluto, aveva almeno una donna rappresentante la propria nazione ai giochi.

Esiste ancora una disuguaglianza di genere negli sport?

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Donne e sport: la lunga strada per superare le differenze di genere sport ruolo della donna nello sport psicologia dello sport festa della donna donne differenze di genere copertura mediatica   Nonostante i miglioramenti nel raggiungimento dell’uguaglianza di genere nello sport, le atlete affrontano ancora numerosi ostacoli. I media, ad esempio, presentano sport come se esistessero sport maschili (ad esempio, il calcio e l’hockey su ghiaccio) e femminili (es. Ginnastica e pattinaggio artistico), il che rende è più difficile rompere le tradizionali barriere di genere e permettere alle donne di partecipare agli sport “maschili” e agli uomini agli sport “femminili”.

In effetti, molte atlete sono accettate dalla società e ricevono una copertura mediatica solo se partecipano a sport tradizionalmente femminili. Se una donna osa partecipare a uno sport maschile, la sua sessualità viene ancora oggi messa in discussione. I media tendono a ignorare i risultati atletici delle donne concentrandosi sul loro aspetto fisico, sulle vite private, sulla femminilità e sulla sessualità, anche se raggiungono imprese sportive più impressionanti.

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Donne e sport: la lunga strada per superare le differenze di genere sport ruolo della donna nello sport psicologia dello sport festa della donna donne differenze di genere copertura mediatica   Spesso capita ancora che i canali mediatici scelgano di mostrare immagini con diverse prospettive e inquadrature mettendo in mostra non tanto il gesto atletico quanto il corpo femminile, soprattutto in alcuni sport, come il beach volley ad esempio. L’enfasi sul loro corpo e sulla sessualità potrebbe mettere a rischio donne e ragazze per l’ansia e la paura. Le donne che sperimentano l’enfasi mediatica di qualità attraenti hanno maggiori probabilità di sperimentare anche anoressia, bulimia, insoddisfazione del corpo e una spinta alla magrezza.

Queste disuguaglianze possono sembrare minime per alcuni, ma è comunque una discriminazione.

Esposizione mediatica di sport femminili

La disuguaglianza di genere, come notato, ha molte conseguenze negative per le atlete. Gli sport femminili sono spesso percepiti come meno eccitanti e più lenti degli sport maschili. I media contribuiscono a consolidare questa credenza non offrendo agli sport delle donne molta copertura, riducendo al minimo la frequenza con cui gli appassionati di sport vedono gli sport femminili. Infatti, meno del 10% dei media sportivi copre gli sport femminili e meno del 2% dei media sportivi copre gli sport femminili che sono considerati maschili (es. hockey o football americano).

Anche se i Giochi olimpici stanno offrendo lo stesso numero di sport per le donne che per gli uomini, i Giochi olimpici mostrano anche una copertura ineguale attraverso le loro reti. Ad esempio, la squadra di basket femminile degli Stati Uniti ha vinto la quinta medaglia d’oro consecutiva nel 2012, ma ha ricevuto meno di mezzo minuto in prima serata mentre la squadra maschile che ha vinto la seconda medaglia d’oro consecutiva ha ricevuto circa mezz’ora di copertura temporale nella stessa fascia oraria.

Lo studio di Scheadler e Wagstaff ci aiuta a capire quali strade possibili ci sono per migliorare questi aspetti e lascia delle indicazioni al personale sportivo (ad esempio, allenatori, emittenti dei media sportivi, amministratori, ecc.) su come promuovere lo sport delle donne.

Visto che lo sport è da sempre un veicolo importante di valori e principi, ci auguriamo che la strada che porta alla “non discriminazione” possa passare anche di qua.

 

Articolo originale e bibliografia: http://thesportjournal.org/article/exposure-to-womens-sports-changing-attitudes-toward-female-athletes/

Le parole che aumentano l’efficacia di un team

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Le parole che aumentano l'efficacia di un team team self talk psicologia dello sport mental training individuale dialogo interno collettiva autoefficacia allenamento mentale

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Le parole che aumentano l'efficacia di un team team self talk psicologia dello sport mental training individuale dialogo interno collettiva autoefficacia allenamento mentale   Albert Bandura definiva il senso di efficacia collettiva (EC) come “la convinzione condivisa di un gruppo riguardo alla capacità congiunta di organizzare ed eseguire corsi d’azione necessari per realizzazioni di vario livello” (Bandura, 2000). Una definizione comunemente utilizzata di EC nello sport e nell’esercizio fisico è “la credenza di un gruppo (ad esempio, una squadra sportiva) nella sua capacità di produrre determinati livelli di risultato.”

Un membro del team può avere credenze sulle proprie capacità in relazione a un particolare compito di prestazione individuale che può differire dalle proprie convinzioni nell’abilità del team in relazione a un particolare compito di prestazione del team.  Allo stesso modo, i singoli atleti all’interno della stessa squadra possono differire in modo marcato nella valutazione dell’abilità della squadra in relazione a un particolare compito di prestazione della squadra (variabilità all’interno del gruppo di EC per le prestazioni della squadra).

Su cosa incide il senso di efficacia collettivo?

Albert Bandura ha proposto che le convinzioni di efficacia collettiva siano spesso determinanti primarie del comportamento di gruppo e dei modelli di pensiero che avvengono all’interno dei team. Le convinzioni EC influenzano:

  • le scelte che un gruppo fa;
  • lo sforzo che un gruppo dedica a un compito particolare (faremo del nostro meglio per svolgere questo compito?);
  • la persistenza che un gruppo mostra mentre sta lavorando per il completamento di un compito particolare (data una battuta d’arresto, raddoppieremo i nostri sforzi verso l’attuazione di questo compito o molleremo?);
  • gli obiettivi che un gruppo imposta (selezioneremo un obiettivo che spinge il nostro team a dare il meglio o ci accontenteremo di uno più facile?);
  • le attribuzioni che un gruppo fa (data una battuta d’arresto, individueremo spiegazioni interne o esterne per il risultato?);
  • e le reazioni emotive che un gruppo ha nelle diverse circostanze.

L’effetto delle convinzioni di efficacia collettiva sulle prestazioni della squadra e/o sul funzionamento della squadra è uno degli aspetti più studiato nei diversi sport.

Come si costruisce il senso di efficacia collettiva?

Albert Bandura ha proposto che le convinzioni efficacia collettiva, proprio come le convinzioni di efficacia individuale, siano basate sulla complessa elaborazione cognitiva di circa quattro categorie generali di potenziali fonti di informazione:

  • risultati ottenuti in passato;
  • esperienze vicarie;
  • persuasione verbale;
  • il livello di attivazione psicofisiologico.

Oggi ci soffermeremo principalmente sulla persuasione verbale perché essa ha dimostrato di essere un modo efficace per aumentare il livello di efficacia collettivo.

Cosa si intende per persuasione verbale in una squadra?

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Le parole che aumentano l'efficacia di un team team self talk psicologia dello sport mental training individuale dialogo interno collettiva autoefficacia allenamento mentale   Si fa riferimento ai processi comunicativi mirati a mostrare fiducia nelle altrui capacità. Questi processi comunicativi si osservano spontaneamente all’interno dei team che funzionano bene in tutti quei momenti in cui i giocatori si rimandano vicendevolmente dei riscontri positivi sul proprio operato (es. “in quell’azione sei stato veramente bravo…”, “la tua capacità di anticipare l’avversario è strepitosa…” ecc).

Ovviamente questo processo di persuasione verbale funziona se non viene esagerato, cercando di alimentare un senso di capacità irrealistico (“Siamo i più forti e mai nessuno ci batterà!”). Ma quando questo processo è sano e le persone protagoniste di questo scambio comunicativo nutrono fiducia e rispetto reciproco, ecco che questi messaggi possono andare ad incidere sul senso di auto-efficacia personale e collettivo. E’ importante che questi processi si mantengano anche quando la situazione inizia a farsi critica o difficile.

Che tu creda di farcela o di non farcela, avrai comunque ragione.

Henry Ford, quando affermava che questo concetto, faceva riferimento agli aspetti legati al linguaggio interiore o dialogo interno. Il self-talk è stato studiato scientificamente e i primi studi risalgono ai lavori dei ricercatori del 1880 che si interessarono alla comprensione della natura e della funzione del linguaggio interiore e delle cose che la gente dice a se stessa.
Il self-talk è ampiamente usato nella psicologia dello sport a causa dei suoi effetti nel migliorare le prestazioni atletiche; è stato dimostrato che può essere il differenziatore tra prestazioni atletiche molto buone e quelle eccellenti!

In che modo il nostro dialogo interno si collega sul senso di autoefficacia individuale e collettivo?

Numerose ricerche hanno messo in evidenza che il self talk può essere funzionale o disfunzionale rispetto ad un compito che siamo chiamati ad eseguire.
Il self-talk costruttivo è caratterizzato da un’accurata autoanalisi che non ignora le proprie aree di miglioramento ma è in grado anche di valorizzare i propri punti di forza e quelli dei propri compagni di squadra (soprattutto durante i momenti critici). E’ un dialogo non giudicante, non disprezzante e ha l’intento di aiutarci a trovare una soluzione.
Il self-talk disfunzionale è caratterizzato dalla tendenza a concentrarsi sugli aspetti negativi delle situazioni difficili, sugli errori fatti e sui rimpianti (cosa avrei potuto o dovuto fare). Questo tipo di pensiero non abbraccia cambiamenti o sfide, si concentra sugli ostacoli della situazione e non riesce a prospettare una via di uscita. Giudica, colpevolizza e tende ad essere accompagnato da emozioni di rabbia, sconforto, tristezza e demotivazione.

Vi sarà facile notare come gli atleti che sono dotati di un self talk costruttivo per se stessi saranno anche più capaci di attivare processi di persuasione verbale efficaci nei confronti della squadra, riuscendo a tenere alto il proprio senso di auto-efficacia personale e quello del team.

Landin sostiene che l’efficacia della tecnica del Self Talk sia da attribuire ai suoi effetti sull’attenzione: monitorando e dirigendo il pensiero verso stimoli positivi si orienta il focus attentivo e la concentrazione su parti rilevanti dell’allenamento e/o della gara; in questo modo vengono attivate le giuste risorse a disposizione dell’atleta che riesce a mettere in gioco la sua prestazione ottimale. Bunker e Williams trovano che gli effetti attentivi del Self Talk incidano anche sull’aumento di autoefficacia e sicurezza, mentre Hardy e Jones indicano che grazie a tale meccanismo, il Self Talk potesse essere efficace anche per controllare l’ansia e sviluppare reazioni emotive appropriate.

Quando utilizzare la tecnica del self-talk?

Uno studio condotto da Hardy e Hall nel 2001 si è occupato di indagare a fondo le modalità con cui si utilizza il Self Talk e il perché gli atleti vi ricorrano.

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Le parole che aumentano l'efficacia di un team team self talk psicologia dello sport mental training individuale dialogo interno collettiva autoefficacia allenamento mentale

Per chi volesse approfondire questi aspetti legati al self talk (cosa dirsi e perché è efficace) consigliamo la lettura di questo articolo a cura della collega Chiara Francesconi che ci spiega nel dettaglio lo studio di Hardy e colleghi.

Buon dialogo interno a tutti!

  1. Bandura, A., Autoefficacia: teoria e applicazioni. Tr. it. Erikson, Trento, 2000.
  2. J. Hardy, K. Gammage, C. Hall. A descriptive study of athlete Self-Talk. The Sport Psychology, 2001.