Sei un “combattente” o un “choker” nei momenti che contano?

La resistenza mentale di un giocatore fa la differenza nelle occasioni che contano. In  quelle situazioni l’atteggiamento mentale dell’atleta lo può far diventare un “combattente” o un “choker“.
Cerchiamo di capire cosa succede!

Nelle finali importanti ogni sportivo sa che quello è il momento in cui si arriva alla resa dei conti e si decide tra un successo e un fallimento.
Alcuni atleti sono “combattenti” e possono aumentare la loro performance proprio in questi momenti critici. Pensate a Wayne Gretzky (hockey), a Michael Jordan (basket) o a Serena Williams (tennis) per citare alcuni atleti extra-confine. ma ci sono tanti esempi nazionali che possiamo citare: ad esempio, Gigi Buffon (calcio), Ivan Zaytsev (pallavolo), il “dottore” Valentino Rossi (motociclismo) o anche Federica Pellegrini (nuoto) che ormai data per finita ha comunque vinto gli ultimi mondiali, tirando fuori una grinta decisiva.

Altri atleti soffocano o si piegano sotto la pressione di questi momenti e in gergo possono essere definiti “chokers“. Il “choking” è definito come il crollo di prestazione inaspettato in un atleta a fronte di una sua scarsa capacità di fronteggiare la situazione stressante.

Questa storia descrive abbastanza bene il fenomeno del choking sotto pressione.

Marco è un un portiere di hockey e anche il punto di riferimento per la sua squadra. Ha riflessi rapidi e grande anticipazione, due dei suoi maggiori punti di forza in gara.
Ha iniziato a giocare a hockey giovanissimo e ha avuto un grande successo. I compagni di squadra e gli allenatori hanno una grande fiducia nella sua capacità tenere unita la squadra ma… durante i play-off, emerge un altro portiere! La fiducia di Marco è minata da dubbi: i suoi punti di forza crolla e la sua performance diventa drammatica. Lui stesso dichiara di sentirsi come una statua di marmo in porta.
Nonostante abbia dimostrato di essere affidabile e combattente durante tutta la stagione in questa particolare occasione diventa un altro!
Marco durante i playoff, e solo durante i playoff diventa, purtroppo per lui, un choker!

Che cosa impedisce a Marco di restare il “combattente” di sempre?

Sicuramente il dialogo interno di Marco (self-talk) si modifica drasticamente senza che lui riesca né a riconoscerlo né a modificarlo. Questo determina un aumento dello stato di attivazione psicofisica che determina l’ingresso in uno stato di ansia molto forte, capace di bloccarlo completamente (la statua di marmo). Questa condizione di crollo di performance determina un crollo del senso di auto-efficacia di Marco con conseguenti pensieri di impotenza e di incapacità di auto-controllo. Tutto ciò impatta fortemente sulla motivazione di Marco che, in questi momenti, desidera solo terminare la partita il prima possibile!

Se anche a te succede la stessa cosa di Marco, un percorso di mental training potrà esserti di aiuto per imparare le strategie necessarie ad evitare il circolo vizioso che abbiamo precedentemente descritto e tornare ad essere il “combattente” di sempre!

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