L’effetto Pigmalione nello Sport

L’effetto Pigmalione nello Sport

In Psicologia si parla di “effetto Pigmalione” quando le aspettative che si hanno sugli altri, influiscono molto sui risultati che queste persone otterranno in vari ambiti della vita.

Proprio come Pigmalione, protagonista di un mito greco in cui, da bravo scultore scolpisce una statua talmente bella (Galatea) da innamorarsene e chiedere ad Afrodite di farla diventare in carne ed ossa, tutti noi vorremmo modellare alcune persone secondo le nostre aspettative, anche se la maggior parte delle volte lo facciamo in modo inconsapevole

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Sono stati fatti diversi esperimenti per dimostrare la valenza di questo effetto. Il più famoso esperimento è quello compiuto nel 1965 da Rosenthal & Jacobson che, dopo aver indicato ad un’insegnante di scuola elementare quali, tra i suoi studenti, avevano i risultati migliori di un test fittizio (gli studenti sono stati scelti casualmente dai ricercatori), hanno riscontrato che effettivamente questi studenti hanno avuto, più avanti durante il percorso scolastico, risultati migliori rispetto alla media della classe.

Ma questo perché?

L’insegnante, in questo caso, si era creata un’aspettativa su alcuni studenti, (aspettativa che, addirittura, le era stata fornita da alcuni scienziati!) e quindi tutti i suoi comportamenti, durante gli anni di scuola hanno diretto, in modo inconsapevole, le prestazioni di questi bambini portandoli, alla fine della scuola elementare ad avere una media di punteggio decisamente più alta rispetto alla media.

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance L’effetto Pigmalione nello Sport psicologo dello sport Torino psicologia dello sport torino psicologi dello sport mental coach torino mental coach Effetto Pigmalione   Quando noi abbiamo delle aspettative su qualcuno, quindi, tendiamo a comportarci in modo tale che queste aspettative si verifichino.

Nello sport, soprattutto in quello giovanile, possiamo ritrovare svariate applicazioni di questo effetto, sia in positivo, sia in negativo.

Basti pensare, ad esempio, ad una squadra di calcio giovanile: l’allenatore ha certamente le sue aspettative e le sue idee su quali siano i più bravi ed i meno bravi della squadra. Anche se questa valutazione si basa su parametri reali, il comportamento dell’allenatore sarà quello volto a confermare le sue aspettative. Vediamo come:

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Chiunque di voi abbia avuto a che fare con una squadra giovanile (abbiamo preso ad esempio il calcio ma vale per ogni sport, anche quelli individuali), sa che, nonostante in genere si cerchi di far giocare tutti gli atleti (soprattutto se si tratta di fasce d’età basse), l’allenatore avrà una preferenza verso qualcuno che giocherà qualche minuto in più degli altri.

Questi atletini considerati più bravi, non solo saranno quelli che giocheranno di più ma magari saranno quelli che, in allenamento, saranno presi come esempio per gli altri, che nelle partitelle saranno scelti per primi, che saranno chiamati più spesso per nome o che riceveranno più spesso i numeri di maglia più ambiti.

 

All’opposto invece ci sono quelli che, considerati meno bravi rispetto agli altri, saranno impiegati sempre di meno, saranno scelti per ultimi durante le partitelle in allenamento, dovranno sempre dimostrare di essere all’altezza di quelli più forti, ecc.

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Nonostante molto spesso i comportamenti dell’allenatore siano inconsapevoli, le conseguenze che possono creare sono importantissime poiché le loro aspettative possono influenzare di molto la carriera sportiva dei giovani che, venendo etichettati sin da piccoli come “talenti” o “scarsi”, difficilmente riusciranno ad uscire da questa aspettativa, soprattutto perché anche loro interiorizzeranno queste aspettative modellandosi essi stessi (E da “Effetto Pigmalione” passiamo all’ “Effetto Galatea” dove siamo noi stessi, con le nostre aspettative, ad influenzare in positivo o in negativo la nostra vita).

Chiaramente questo non significa che il talento o il mancato talento siano esclusivamente questione di etichette, sia chiaro, ma che il comportamento dell’allenatore (ma anche di altre figure che ruotano attorno ai giovani atleti) può avere conseguenze importanti, soprattutto quando si crea qualche aspettativa.

Un buon allenatore dovrebbe quindi cercare di mettere sempre in discussione le aspettative che ha sugli atleti, facendo in modo che tutti si sentano allo stesso livello e che sia unicamente il vero talento, la capacità e la motivazione di questi a farli emergere nello sport.

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