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Preferisci vincere o partecipare?

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Preferisci vincere o partecipare? vittoria vincere sport sfida risultato psicologia dello sport prestazione partecipare obiettivi mental training importante è partecipare atleti allenatori   Siamo cresciuti e viviamo in un’era dove, qualsiasi sia la competizione in atto, ci si sente spesso dire: “Dai, l’importante è partecipare!”. Ciò a cui non si fa caso però, è che questa frase la si dice prevalentemente, dopo le sconfitte. Quali sono le motivazioni per cui si dice questa frase?

“L’IMPORTANTE E’ PARTECIPARE”

Per i  bimbi molto piccoli, che si imbattono nelle prime competizioni, è spesso un modo per evitare che rimangano delusi in una eventuale sconfitta.

Per gli adolescenti, l’adulto la ripete perché, in cuor suo, sa che il ragazzo molto probabilmente non sarà all’altezza della competizione e quindi, mette le mani avanti. “L’importante è partecipare, divertiti!”

Infine, la frase ripetuta ad un adulto denota la triste verità di ritenerlo un probabile perdente. Stesso discorso vale per quanto riguarda il “self-talk”. Ripetendoci mentalmente questa frase, non facciamo altro che minare la fiducia, le ambizioni e le motivazioni che abbiamo.

 Sono questi i motivi per cui credo che sia una delle frasi più pericolose che si possano dire ad un atleta, qualsiasi tipo di competizione egli stia per affrontare.

“L’IMPORTANTE NON E’ PARTECIPARE…”

“… come l’importante non è vincere.” Fino ad alcuni livelli per lo meno. Provate a dire alla Juventus, ora che ha preso Cristiano Ronaldo, che vincere la Champions League non è importante.

“WINNING IS NOT EVERTHING. BUT WANTING TO WIN IS”
Vince Lombardi

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Preferisci vincere o partecipare? vittoria vincere sport sfida risultato psicologia dello sport prestazione partecipare obiettivi mental training importante è partecipare atleti allenatori   L’importante è dare tutto quello che si ha. L’importante è faticare per provare a vincere! L’importante è impegnarsi con tutte le proprie forze per migliorare se stessi. Si potrà vincere o perdere, ma giocare, tanto per giocare, a parer mio non è educativo.

Supponiamo uno sport in cui non esistono premi. “L’importante è partecipare” sottintende il fatto di non dare importanza ad una ”ricompensa”. Allora che senso ha il sacrificio? Che senso hanno tutti gli allenamenti? Si potrebbe gareggiare e basta? Non ci sarebbero riconoscimenti se non ci fossero competizioni. Non sarebbe un po’ triste? Si potrebbe veramente chiamare sport?

Uno sport, di fatto, insegna anche a perdere, insegna una miriade di valori come il rispetto per l’avversario, la motivazione, il sacrificio, l’ambizione … ed allora non può essere “importante partecipare”.

Ci sarà sicuramente qualcuno che, leggendo queste parole potrebbe non condividerle. “Io vado a correre al parco per il piacere di correre “,”Io vado a sciare la domenica perché mi piace sciare, non ho mai fatto una gara!” e queste persone hanno sicuramente ragione. Lo sport è soprattutto passione, ma in fondo, ognuno di noi, ogni volta che compie un gesto sportivo ha qualche tipo di scopo. Non saranno medaglie olimpiche o coppe del mondo ma potrebbe essere, ad esempio, il mantenersi in forma. Allora la corsa al parco per “divertirsi” si concluderà col salire sulla bilancia e vedere quanti kg abbiamo smaltito, oppure anche solo la soddisfazione di aver fatto qualcosa per noi stessi, per il nostro benessere psico-fisico; ed il nostro sciatore della domenica proverà ad arrivare a fine pista prima del suo amico o di sua moglie… poco importa se la ricompensa sarà una birretta dissetante!

Infine ci sono quelle persone che vanno a correre e fanno sport perché lo devono fare. Perché sanno che se non vanno a fare movimento la loro salute e la loro forma fisica peggiorerà. Magari fanno una fatica immensa ma nonostante questo, si infilano le scarpe ed escono a sudare. Ciò che le rende appagate è il fatto di fare qualcosa per se stessi, per la propria salute ed a volte per la propria professione.

 “…l’Italia finiva cosi la sua corsa verso la medaglia olimpica, ai piedi del podio […] al di là del risultato […] da Capitano di questa squadra ero comunque contenta della gara. Delle mie compagne e del loro atteggiamento dentro e fuori la pedana. Delle tante soddisfazioni personali e dell’unione che si era creata nel nostro gruppo, nonostante qualche vicissitudine durante l’anno. Per me però finiva li. Avevo concluso la mia carriera agonistica. Ero soddisfatta di tutto ciò che avevo fatto negli anni, senza rimpianti. Lo so, sembrerà strano, ma ero contenta, a differenza delle mie compagne disperate dal dispiacere della sconfitta […] certo, avrei preferito vincere un’altra medaglia e regalare altre gioie, ma ero fondamentalmente appagata.”
Marta Pagnini

Quindi mi rivolgo a tutti gli atleti,  i genitori, gli allenatori e chiunque abbia a che fare con sportivi di qualsiasi età e livello … SIATE AMBIZIOSI!!

Non accontentatevi di partecipare. Sognate in grande e ponetevi degli obiettivi raggiungibili, in modo da prendere confidenza con la vittoria e poter alzare l’asticella di volta in volta.

Piuttosto che dire ”l’importante è partecipare” dite “l’importante è dare tutto!”

 

Autrice:
Alessandra Visconti, psicologa dello sport, giocatrice di basket in A1 e A2, ha militato nelle nazionali giovanili e nella nazionale senior 3×3.

La Psicologia dello Sport per gli atleti Top, quali differenze?

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La Psicologia dello Sport per gli atleti Top, quali sono le differenze?

 

Sono da poco conclusi i Giochi Olimpici di Rio 2016 e, oltre a tutti gli atleti che hanno raggiunto o meno gli obiettivi che si erano prefissati, anche tutte le figure che ruotano attorno all’atleta, hanno dato il massimo per poter aiutarli nel cercare di raggiungerli.

Tra queste figure ci sono stati anche molti Psicologi dello Sport.

La Psicologia dello Sport, infatti, negli ultimi anni sta sempre più al fianco di atleti professionisti per aiutarli a dare il massimo in gare e a stare bene fuori.

Come abbiamo sottolineato più volte, la Psicologia dello Sport non è e non deve essere dedicata soltanto agli atleti professionisti, ma può essere di aiuto ad un atleta di qualsiasi livello e sport.

Quali sono, quindi, le differenze di lavoro tra un atleta “top” e uno “amatore”?

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Tempi

Gli Atleti Professionisti, solitamente, dedicano la maggior parte del loro tempo al loro sport, avendo programmi di allenamento personalizzati a 360°. Questo fatto può aiutare molto il lavoro dello Psicologo dello Sport che può ritagliarsi attivamente una parte di questo tempo per lavorare anche sulla mente dell’atleta.

Il fatto di poter lavorare, anche tutti i giorni, può essere un aiuto decisamente importante per prepararsi al meglio alle competizioni.

Ma non temete! Con gli atleti che non hanno questa possibilità, perciò, la qualità del lavoro sarà assolutamente la stessa, ma sarà strutturata in tempi e obiettivi diversi.

Team

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Uno dei valori aggiunti che possono avere gli atleti professionisti è quello di essere seguiti da un team di professionisti che possa seguirli costantemente.

Il lavoro dello Psicologo dello Sport, come saprete, non è soltanto un lavoro individuale uno a uno con l’atleta, ma è molto importante la collaborazione con tutto il team che segue l’atleta, sia per avere uno scambio di informazioni ottimale (programmi di allenamento, infortuni, preparazione atletica, nutrizione…), sia per preparare tutti insieme dei progetti individualizzati (sull’atleta o sulla squadra).

Anche in questo caso la preparazione mentale per atleti non professionistici è sempre importante e fondamentale. La collaborazione sarà magari ristretta con l’allenatore o, in caso di infortunio, con l’equipe medica che si occupa del recupero, ma sarà comunque garantita al massimo delle potenzialità.

Strumenti

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance La Psicologia dello Sport per gli atleti Top, quali differenze? psicologo dello sport Torino psicologo dello sport psicologia dello sport torino psicologia dello sport mental training mental coaching atleti allenatori   Lo Psicologo dello Sport utilizza, come supporto al lavoro con gli atleti, alcune strumentazioni scientifiche che permettono di massimizzare le potenzialità del programma di mental training.

Strumenti di Bio-Feedback, Neuro-Feedback, Video-Analisi Comportamentale, Realtà virtuale, macchinari per il lavoro cognitivo sul gesto atletico, sono un aiuto importante che però influiscono sui costi della collaborazione. Costi che, come ben sappiamo, possono essere coperti soltanto da società o atleti che hanno le possibilità economiche per investire su strumentazioni di alto livello.

Per fortuna esistono anche alcuni strumenti che permettono il controllo di alcune variabili mentali che possono essere accessibili a tutti, anche grazie alla diffusione di Smartphone, Smartwatch o braccialetti che controllano la prestazione.

Riassumendo…BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance La Psicologia dello Sport per gli atleti Top, quali differenze? psicologo dello sport Torino psicologo dello sport psicologia dello sport torino psicologia dello sport mental training mental coaching atleti allenatori

La differenza nel lavoro tra un atleta o una squadra “top” rispetto al lavoro con atleti amatori o dilettanti, sta nella tipologia di lavoro e di obiettivi che vengono dati insieme al professionista Psicologo.

Qualsiasi atleta, infatti, può accedere ai servizi di mental training definendo semplicemente l’area di intervento desiderata. Mentre con gli atleti che fanno dello sport la loro vita e il loro lavoro si può fare un programma annuale che copre a 360° le esigenze di miglioramento, per tutti gli altri atleti si può lavorare per micro-obiettivi con pacchetti più o meno brevi in base alle esigenze (Gestione dell’ansia pre-gara, Gestione dei pensieri, Comunicazione tra atleti e staff, ecc.).

Speriamo di aver, tramite questo articolo, chiarito le differenze di lavoro in base al livello delle atleta e alle disponibilità. Non abbiate quindi paura a rivolgervi ad uno Psicologo dello Sport anche se il vostro obiettivo non è quello di partecipare alle Olimpiadi!


 

Per conoscere le offerte di B-Skilled per qualsiasi tipo di atleta e di sport potete consultare il nostro sito o scriverci a info@bskilled.it

 

Accountability e sport: come avere allenatori e squadre “responsabili”

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Accountability e sport: come avere allenatori e squadre "responsabili" video analisi comportamentale Torino sport responsabilità psicologia dello sport matrice responsabilità leadership transformazionale E4C coach app allenatori allenatore accountable accountability   Accountability e sport: che punti di contatto hanno questo due termini? Cosa c’entrano con il mondo della psicologia dello sport? E che ruolo ha l’allenatore in tutto questo? Vediamo di scoprirlo insieme…

In italiano “accountability” non ha un termine diretto equivalente nella nostra lingua e viene spesso tradotto con il termine “responsabilità”. Lo stesso avviene per i due aggettivi collegati: “responsible” ed “accountable” che sono tradotti entrambi con il termine “responsabile”. Ma nella cultura anglosassone c’è differenza fra questi due termini… una persona “responsable” non è necessariamente “accountable” e vediamo di capire perché ma soprattutto a cosa ci serve questa distinzione.

Il termine responsabilità deriva dal latino respònsus, participio passato del verbo respòndere, rispondere cioè, in un significato filosofico generale, impegnarsi a rispondere, a qualcuno o a se stessi, delle proprie azioni e delle conseguenze che ne derivano. Il concetto di accountability è legato al render conto non solo dell’azione fatta ma dei risultati ottenuti, focalizza l’attenzione sul processo messo in atto per arrivare a tali risultati. Una persona responsabile risponde per che ciò che ha fatto, una persona accountable risponde sul come ha fatto ciò che ha fatto e cosa ha prodotto. Per aiutarci a capire meglio il concetto facciamo riferimento alla matrice di assegnazione di responsabilità che si usa all’interno delle organizzazioni aziendali quando parliamo di accountability. La matrice RACI prende la propria denominazione dalle iniziali dei ruoli previsti in lingua inglese per l’esecuzione delle attività dei processi aziendali. I ruoli previsti dalla matrice sono:

  • Responsible (R): è colui che esegue l’attività
  • Accountable (A): è colui che si assume la responsabilità sul risultato dell’attività.
  • Consulted (C): è la persona che aiuta e collabora con il Responsible per l ‘esecuzione dell’attività.
  • Informed (I): è colui che deve essere informato al momento dell’esecuzione dell’attività.

Se pensiamo dunque agli atleti che costituisco un team sportivo non possiamo pensare a loro come dei semplici esecutori di attività proposte dal coach ma come elementi proattivi che si assumono pienamente la responsabilità del processo messo in atto per il raggiungimento dei risultati.

Il termine “accountability” è entrato nel mondo dello sport e dell’allenamento anche in riferimento al processo didattico utilizzato dall’allenatore per stabilire e mantenere alta la motivazione degli atleti verso gli obiettivi di squadra, il loro coinvolgimento verso il compito e verso gli esiti della prestazione (Balderson e Sharpe, 2005).

Balderson e Sharpe evidenziano che quando gli atleti sono maggiormente “responsabilizzati” verso le loro azioni, tendono ad essere più strettamente legati al perseguimento del risultato. Secondo la letteratura, lo stile di coaching dell’allenatore fa la differenza. Alcuni aspetti della comunicazione dell’allenatore risultano particolarmente collegati allo sviluppo dell’accountability personale e di squadra (Crouch et al, 1997;. Hastie e Saunders, 1992; Jones, 1992).

Nella fase della consegna delle istruzioni durante l’allenamento è importante monitorare il grado di completezza delle istruzioni per le specifiche attività: maggiore è l’ambiguità nella comunicazione dell’allenatore e minore sarà la capacità degli atleti di essere “accountables”.

Pereira, Mesquita e Graca (2009), in un interessante studio condotto su allenatori di pallavolo, hanno esaminato due modalità di approccio dell’allenatore nella gestione dell’allenamento: il sistema basato sulla responsabilità (accountability system) e il sistema basato sulle istruzioni (instructional approach).

 Il sistema basato sulle istruzioni prevede alcune fasi specifiche:

  • Informazioni sul compito (I): richieste specifiche da parte dell’allenatore per l’esecuzione di un compito/esercizio
  • Progressioni sul compito (E): richiesta di modifica dell’esercizio precedentemente presentato in una progressione che aumenta la complessità o la difficoltà del compito.
  • Rifinitura del compito (R): coinvolge la dimensione della qualità della prestazione fornendo delle informazioni per migliorare della qualità delle prestazioni dagli atleti.
  • Applicazione (A): strutturazione di situazioni di gioco in gli atleti hanno la possibilità di applicare le abilità acquisite, l’allenatore si concentra su come utilizzare il movimento in un contesto simile alla gara, piuttosto che sull’esecuzione precisa del movimento.

 Il contenuto delle informazioni date in queste diverse fasi è di natura:

  • Tecnica (TEC)
  • Tattiche individuali (IT)
  • Tattiche di squadra (TT)
  • Fisica e regole del gioco (PHR)

Il sistema basato sulla responsabilità (accoutability system) integra questi aspetti “tradizionali” del comportamento dell’allenatore, con alcune modalità comunicative finalizzate ad incrementare l’accountability degli atleti.

Uno degli aspetti “accountable” che spesso viene trascurato nella comunicazione diretta agli atleti è l’esplicitazione dei compiti, di cui fanno parte alcuni aspetti salienti che Pereira (et al, 2009) descrivono così:

  • Esito (O): informazioni sull’obiettivo generale rispetto al compito, per esempio, “questo esercizio ci servirà per….”
  • Criteri del prodotto (CP): Informazioni specifiche sui criteri necessari per raggiungere l’esecuzione ottimale del compito, ossia cosa mi aspetto che gli atleti riescano a fare, ad es. “dobbiamo riuscire ad eseguire correttamente questo esercizio per almeno cinque volte durante questo allenamento…”;
  • Criteri sulla forma (CF) – informazioni specifiche sulle aspettative di apprendimento, “con questo esercizio impareremo a fare…”;
  • Partecipazione / sforzo (P/E): l’allenatore esplicita le motivazioni che dovrebbero guidare gli atleti nell’esecuzione del compito, ad esempio: “è importante lavorare su questo aspetto perché…”
  • Qualità della prestazione (PQ): l’allenatore esplicita quali sono gli aspetti da raggiungere per ottenere una prestazione di qualità, ad esempio: “Ci riterremo soddisfatti quando riusciremo a svolgere questo esercizio correttamente e facendo attenzione anche a come si posiziona il corpo in fase di tiro…”

Monitorare il proprio stile comunicativo, integrando questi aspetti sopra descritti, adattandoli chiaramente al livello cognitivo e di capacità degli atleti che stiamo allenando è importante per aumentare il senso di “accountability” personale. In parole molto più semplici: prestare attenzione al processo oltre che al risultato! Un attenzione che gli atleti, adeguatamente guidati, impareranno ad avere…

Nei nostri training di formazione per allenatori E4C basati sulla metodologia della videoanalisi comportamentale, viene prestata particolare attenzione a questi aspetti grazie anche al supporto tecnologico della app E4C che ci permette un accurato monitoraggio delle diverse fasi dell’allenamento: consengna istruzioni, svolgimento esercizio e conclusione attività.

Bibliografia

  • Balderson D.W., Sharpe T. (2005) The effects of personal accountability and personal responsibility instruction on select off-task and positive social behaviors. Journal of Teaching in Physical Education 24, 66-87
  • Crouch D., Ward P., Patrick C. (1997) The effects of peer-mediated accountability on task accomplishment during Volleyball drills in elementary physical education. Journal of Teaching in Physical Education 17, 26-39
  • Hastie P. (1999) An instrument for recording coaches’ comments and instructions during time-outs. 
Journal of Sport Behavior 22, 467
  • Jones D. (1992) Analysis of task systems in elementary physical education classes. Journal of Teaching 
in Physical Education 11, 411-425

Evolution4Coaches: il training mentale per allenatori

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Evolution4Coaches: il training mentale per allenatori video analisi Torino psicologia sportiva psicologia dello sport prestazione pisa soccer school performance parma football school gladys bounous gara Evolution for coaches analisi comportamentale allenatori allenatore sportivo allenamento alessandro simili   Evolution4Coaches è un training di allenamento comportamentale per allenatori basato sulle più moderne tecnologie di videoanalisi, sviluppato da B-Skilled.

Partendo dalla letteratura scientifica, con il confronto con enti universitari internazionali, attraverso l’esperienza maturata sul campo della formazione degli allenatori, il team di BSkilled ha realizzato una piattaforma di analisi comportamentale per valutare le competenze verbali e non verbali dell’allenatore sul campo, durante gli allenamenti e in gara.

Partendo dalla video-analisi di circa 30 schemi comportamentali che l’allenatore può manifestare sul campo, si ottiene in tempo reale profilo quantitativo della performance di ogni singolo allenatore. La rielaborazione dei video permette una lettura qualitativa della stessa performance, garantendo così un’analisi a 360° dell’atteggiamento del coach nelle varie situazioni di gioco.

Questo lavoro viene svolto con il supporto tecnologico della app E4C, appositamente studiata e sviluppata da B-Skilled per questo training comportamentale.

Questo programma è stato parte integrante della metodologia Calcio4D, il progetto di formazione per allenatori di calcio promosso da Adriano Bacconi e Roberto Baggio.

Ad oggi B-Skilled sta portando avanti due progetti di ricerca per lo sviluppo della metodologia sia in ambito della formazione dei giovani che a livello professionistico. Il continuo interscambio tra la ricerca e la pratica sul campo consente ad Evolution4Coaches di adattarsi alle esigenze di ogni singolo allenatore in qualsiasi disciplina sportiva.

Ogni sessione di videoanalisi comprende l’elaborazione computerizzata della performance + 1h di restituzione individuale o 2 h in caso di gruppi. Il training minimo prevedere 2 sessioni: una baseline e un re-test dopo 1 mese. Le sessioni possono essere fatte anche via skype o di gruppo.

Per saperne di più scarica la brochure informativa oppure guarda il nostro tutorial su youtube e il video promo.


Contattaci per avere maggiori informazioni o per organizzare un presentazione della metodologia con gli allenatori del tuo club sportivo.

Parma Football School

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Parma Football School psicologia dello sport parma football school gladys bounous coaching analisys calcio analisi comportamentale allenatori alessandro simili   Parma Football School rappresenta, nel panorama sportivo e calcistico giovanile italiano, un’organizzazione attenta ai repentini cambiamenti di stile di vita, di comportamento e di apprendimento dei giovani.

Parma Football School riesce a stare al passo con i tempi e a proporre svariati progetti e programmi di insegnamento calcistico ideonei all’età ed ai bisogni dei giovani grazie alla creazione del Centro Ricerche e Formazione. Quest’ultimo, fortemente voluto da Marco Marchi, responsabile del progetto, composto da esperti di calcio  ed esperti di attività motorie, da Università e da Aziende è impegnato a creare sia programmi didattici completi che sistemi organizzativi evoluti. I progetti ideati e realizzati in questi primi sei mesi di attività sono riconosciuti di grande qualità organizzativa.

Sono almeno 14 le aree che saranno coinvolte all’interno del Centro Ricerche e Formazione che consentiranno a Parma Football School di diventare unico nel panorama della proposta italiana. Tra queste: l’area medica, l’area socio-psico-pedagogica, l’area comunicazione, l’area motoria, l’area etica, l’area sportiva, l’area didattica, l’area tecnica, l’area della formazione, l’area metodologica, l’area della gestione, l’area programmi, l’area prevenzione, l’area ricerca e l’area valutazioni.

Il team di B-Skilled è stato coinvolto nel progetto affidando a Gladys Bounous il coordinamento dell’area psicologica e ad Alessandro Simili il coordinamento dell’area comunicazione. All’interno del progetto, rivolto agli allenatori sportivi e non solo, verrà sviluppato e sistematizzato il modello di coaching analysis progettato da B-Skilled e sperimentato nel corso degli ultimi anni in collaborazione con diverse realtà sportive.

Per informazioni: www.parmafootballschool.com

Vittoria Pattinatori

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Vittoria Pattinatori vittoria pattinatori Torino società sportiva dilettantistica psicologia sportiva psicologia dello sport pattinaggio su pista pattinaggio genitori formazione FIHP piemonte asd allenatori   L’ A.S.D Vittoria Pattinatori di Torino propone corsi di pattinaggio a rotelle e skiroll per bambini e adulti.

Dal 2012 ha intrapreso una collaborazione con il nostro team per il supporto degli atleti della squadra agonistica e per la realizzazione di eventi formativi per genitori e allenatori.

Nel corso del tempo sono stati organizzati diversi eventi a carattere regionale, trasmessi sulle principali emittenti televisive, per diffondere la cultura della psicologia dello sport nel mondo del pattinaggio su pista.

Ecco un piccolo estratto di una conferenza realizzata in collaborazione con FIHP Piemonte e Vittoria Pattinatori:

 

Se vuoi attivare una convenzione con il nostro team, per il supporto psicologico degli atleti della tua società sportiva dilettantistica o per organizzare eventi formativi per genitori e allenatori, contattaci per un incontro conoscitivo!

Come gestire lo stress: consigli pratici per allenatori

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Come gestire lo stress: consigli pratici per allenatori stress sport psicologia dello sport ansia allenatori   Lo stress pre-gara è un fenomeno che colpisce trasversalmente atleti e squadre, questo oramai è risaputo.
Ma spesso gli allenatori con cui collaboriamo ci chiedono: “Cosa posso fare per aiutare i miei atleti a gestire meglio l’ansia e lo stress da competizione?”.

Abbiamo raccolto le nostre esperienze, e quando ci dicono gli studi scientifici nell’ambito della psicologia dello sport, trasformandoli in un piccolo e-booklet con suggerimenti pratici per gli allenatori.

Sperando che possa essere una risorsa utile a molti, vi auguriamo buona lettura!!!

Scarica l’ebooklet!

Allenatori e genitori: mission impossibile?!

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Allenatori e genitori: mission impossibile?! psicologia dello sport psicologia genitori allenatori allenamento mentale

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Allenatori e genitori: mission impossibile?! psicologia dello sport psicologia genitori allenatori allenamento mentale   Lavorando nella formazione degli allenatori sportivi sappiamo che il tema dell’interazione con i genitori è un aspetto sempre molto “caldo”. Gli allenatori spesso si sentono ostacolati dai genitori nello svolgimento del loro ruolo, mentre i genitori si sentono estromessi da un aspetto così importante per la crescita dei loro figli.

Ovviamente non tutte le situazioni sono così, ma basta fare un giro per i campi da calcio la domenica mattina per avere un’idea di cosa stiamo parlando. Genitori che diventano allenatori dagli spalti, allenatori innervositi da tutto questo e alla fine chi viene coinvolto in prima persona è il giovane atleta. La psicologia dello sport può essere di grande aiuto per il supporto degli allenatori che vivono queste dinamiche così impegnative.

In questo e-booklet gratuito abbiamo raccolto alcuni dei suggerimenti che possono essere di aiuto agli allenatori nell’impostazione di una corretta gestione del rapporto con i genitori!
Buona lettura!

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