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Le parole che aumentano l’efficacia di un team

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Le parole che aumentano l'efficacia di un team team self talk psicologia dello sport mental training individuale dialogo interno collettiva autoefficacia allenamento mentale   Albert Bandura definiva il senso di efficacia collettiva (EC) come “la convinzione condivisa di un gruppo riguardo alla capacità congiunta di organizzare ed eseguire corsi d’azione necessari per realizzazioni di vario livello” (Bandura, 2000). Una definizione comunemente utilizzata di EC nello sport e nell’esercizio fisico è “la credenza di un gruppo (ad esempio, una squadra sportiva) nella sua capacità di produrre determinati livelli di risultato.”

Un membro del team può avere credenze sulle proprie capacità in relazione a un particolare compito di prestazione individuale che può differire dalle proprie convinzioni nell’abilità del team in relazione a un particolare compito di prestazione del team.  Allo stesso modo, i singoli atleti all’interno della stessa squadra possono differire in modo marcato nella valutazione dell’abilità della squadra in relazione a un particolare compito di prestazione della squadra (variabilità all’interno del gruppo di EC per le prestazioni della squadra).

Su cosa incide il senso di efficacia collettivo?

Albert Bandura ha proposto che le convinzioni di efficacia collettiva siano spesso determinanti primarie del comportamento di gruppo e dei modelli di pensiero che avvengono all’interno dei team. Le convinzioni EC influenzano:

  • le scelte che un gruppo fa;
  • lo sforzo che un gruppo dedica a un compito particolare (faremo del nostro meglio per svolgere questo compito?);
  • la persistenza che un gruppo mostra mentre sta lavorando per il completamento di un compito particolare (data una battuta d’arresto, raddoppieremo i nostri sforzi verso l’attuazione di questo compito o molleremo?);
  • gli obiettivi che un gruppo imposta (selezioneremo un obiettivo che spinge il nostro team a dare il meglio o ci accontenteremo di uno più facile?);
  • le attribuzioni che un gruppo fa (data una battuta d’arresto, individueremo spiegazioni interne o esterne per il risultato?);
  • e le reazioni emotive che un gruppo ha nelle diverse circostanze.

L’effetto delle convinzioni di efficacia collettiva sulle prestazioni della squadra e/o sul funzionamento della squadra è uno degli aspetti più studiato nei diversi sport.

Come si costruisce il senso di efficacia collettiva?

Albert Bandura ha proposto che le convinzioni efficacia collettiva, proprio come le convinzioni di efficacia individuale, siano basate sulla complessa elaborazione cognitiva di circa quattro categorie generali di potenziali fonti di informazione:

  • risultati ottenuti in passato;
  • esperienze vicarie;
  • persuasione verbale;
  • il livello di attivazione psicofisiologico.

Oggi ci soffermeremo principalmente sulla persuasione verbale perché essa ha dimostrato di essere un modo efficace per aumentare il livello di efficacia collettivo.

Cosa si intende per persuasione verbale in una squadra?

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Le parole che aumentano l'efficacia di un team team self talk psicologia dello sport mental training individuale dialogo interno collettiva autoefficacia allenamento mentale   Si fa riferimento ai processi comunicativi mirati a mostrare fiducia nelle altrui capacità. Questi processi comunicativi si osservano spontaneamente all’interno dei team che funzionano bene in tutti quei momenti in cui i giocatori si rimandano vicendevolmente dei riscontri positivi sul proprio operato (es. “in quell’azione sei stato veramente bravo…”, “la tua capacità di anticipare l’avversario è strepitosa…” ecc).

Ovviamente questo processo di persuasione verbale funziona se non viene esagerato, cercando di alimentare un senso di capacità irrealistico (“Siamo i più forti e mai nessuno ci batterà!”). Ma quando questo processo è sano e le persone protagoniste di questo scambio comunicativo nutrono fiducia e rispetto reciproco, ecco che questi messaggi possono andare ad incidere sul senso di auto-efficacia personale e collettivo. E’ importante che questi processi si mantengano anche quando la situazione inizia a farsi critica o difficile.

Che tu creda di farcela o di non farcela, avrai comunque ragione.

Henry Ford, quando affermava che questo concetto, faceva riferimento agli aspetti legati al linguaggio interiore o dialogo interno. Il self-talk è stato studiato scientificamente e i primi studi risalgono ai lavori dei ricercatori del 1880 che si interessarono alla comprensione della natura e della funzione del linguaggio interiore e delle cose che la gente dice a se stessa.
Il self-talk è ampiamente usato nella psicologia dello sport a causa dei suoi effetti nel migliorare le prestazioni atletiche; è stato dimostrato che può essere il differenziatore tra prestazioni atletiche molto buone e quelle eccellenti!

In che modo il nostro dialogo interno si collega sul senso di autoefficacia individuale e collettivo?

Numerose ricerche hanno messo in evidenza che il self talk può essere funzionale o disfunzionale rispetto ad un compito che siamo chiamati ad eseguire.
Il self-talk costruttivo è caratterizzato da un’accurata autoanalisi che non ignora le proprie aree di miglioramento ma è in grado anche di valorizzare i propri punti di forza e quelli dei propri compagni di squadra (soprattutto durante i momenti critici). E’ un dialogo non giudicante, non disprezzante e ha l’intento di aiutarci a trovare una soluzione.
Il self-talk disfunzionale è caratterizzato dalla tendenza a concentrarsi sugli aspetti negativi delle situazioni difficili, sugli errori fatti e sui rimpianti (cosa avrei potuto o dovuto fare). Questo tipo di pensiero non abbraccia cambiamenti o sfide, si concentra sugli ostacoli della situazione e non riesce a prospettare una via di uscita. Giudica, colpevolizza e tende ad essere accompagnato da emozioni di rabbia, sconforto, tristezza e demotivazione.

Vi sarà facile notare come gli atleti che sono dotati di un self talk costruttivo per se stessi saranno anche più capaci di attivare processi di persuasione verbale efficaci nei confronti della squadra, riuscendo a tenere alto il proprio senso di auto-efficacia personale e quello del team.

Landin sostiene che l’efficacia della tecnica del Self Talk sia da attribuire ai suoi effetti sull’attenzione: monitorando e dirigendo il pensiero verso stimoli positivi si orienta il focus attentivo e la concentrazione su parti rilevanti dell’allenamento e/o della gara; in questo modo vengono attivate le giuste risorse a disposizione dell’atleta che riesce a mettere in gioco la sua prestazione ottimale. Bunker e Williams trovano che gli effetti attentivi del Self Talk incidano anche sull’aumento di autoefficacia e sicurezza, mentre Hardy e Jones indicano che grazie a tale meccanismo, il Self Talk potesse essere efficace anche per controllare l’ansia e sviluppare reazioni emotive appropriate.

Quando utilizzare la tecnica del self-talk?

Uno studio condotto da Hardy e Hall nel 2001 si è occupato di indagare a fondo le modalità con cui si utilizza il Self Talk e il perché gli atleti vi ricorrano.

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Per chi volesse approfondire questi aspetti legati al self talk (cosa dirsi e perché è efficace) consigliamo la lettura di questo articolo a cura della collega Chiara Francesconi che ci spiega nel dettaglio lo studio di Hardy e colleghi.

Buon dialogo interno a tutti!

  1. Bandura, A., Autoefficacia: teoria e applicazioni. Tr. it. Erikson, Trento, 2000.
  2. J. Hardy, K. Gammage, C. Hall. A descriptive study of athlete Self-Talk. The Sport Psychology, 2001.

5 modi per migliorare la vostra autoefficacia nello sport

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5 modi per migliorare la vostra autoefficacia nello sport.

Una delle dinamiche mentali più potenti che sostengono la pratica sportiva è sicuramente l’autoefficacia. Spesso confusa con il termine “autostima”, l’autoefficacia è la fiducia nelle proprie capacità all’interno di una situazione specifica. L’autostima invece è una visione più allargata della propria personalità e, nello sport soprattutto, ha un’influenza minore sulla performance rispetto all’autoefficacia.

Per esempio io posso considerarmi una persona simpatica e con facilità di apprendimento ma se vengo messo per la prima volta su di un campo da golf con una mazza in mano senza mai essermi allenato, la mia autoefficacia sarà bassissima. Viceversa uno può anche considerarsi una persona timida ed introversa ma se è capace di mettere 10 canestri su 10, la sua autoefficacia nei tiri liberi sarà sicuramente alta e utile a raggiungere il proprio scopo e la propria performance.

Potete anche essere il più forte, più alto, più potente atleta sul campo, ma se non siete sicuri nelle vostre abilità, avrete problemi a raggiungere i vostri obiettivi. Lavorate per migliorare la vostra autoefficacia, mettendo lo stesso impegno che dedicate allo sviluppo delle vostre competenze specifiche per lo sport, e vi accorgerete di quanto migliorerà la qualità della prestazione.

Se non sapete come farlo, ecco 5 consigli della psicologia dello sport per poter migliorare la vostra autoefficacia:

 

Rendetevi conto che l’autoefficacia oscilla

La fiducia in se stessi, per tutti gli atleti (anche di alto livello) ha sempre dei momenti più alti e dei momenti più bassi ma non è mai o tutto o niente. E ‘uno stato d’animo che oscilla, quindi non vi abbattete se la vostra autoefficacia, in un certo momento, è bassa. Basta concentrarsi sul proprio miglioramento, e la vostra fiducia farà altrettanto.

 

Concentrarsi su se stessi, non sugli altri

Invece di pensare a quello che stanno facendo i vostri avversari o i vostri compagni di squadra, concentratevi esclusivamente sulla vostra prestazione e su come potrete migliorare. Questa è la vostra carriera da atleta, quindi è necessario concentrarsi su ciò che è necessario fare per migliorare ogni giorno. E quando si migliora come atleta, l’autoefficacia aumenta di conseguenza.

 

Focalizzatevi sul successo giorno per giorno

Quando si ha un successo in allenamento, in partita, o anche soltanto in palestra (basta anche il più piccolo dei successi), la vostra autoefficacia aumenta. Se la vostra fiducia in voi stessi aumenta di una piccola quantità ogni giorno, provate a pensare a come sarà il vostro livello fra un mese, fra sei mesi o fra un anno!

 

Concentratevi sulla prestazione, non sui risultati

Quando ci si concentra su come migliorare il proprio rendimento si diventa più fiduciosi perché ci si concentra su qualcosa di cui si ha il controllo. Non è possibile, ovviamente, controllare i risultati, infatti potrete anche fare la vostra migliore prestazione in assoluto ma se l’avversario è più forte, il risultato sarà negativo. Se siete concentrati sulla prestazione, rimarrete magari delusi dopo una sconfitta, ma la vostra autoefficacia rimarrà alta, perché saprete di aver dato il vostro meglio.

 

Concentratevi su ciò che state facendo

Imparare dai propri errori è importante, ma non ha senso rimanere a rimuginare su di essi.

Se passate troppo tempo a pensare ai vostri errori, la vostra autoefficacia andrà a scemare. Se comincerete a concentrarvi sulla vostra prestazione e su come poter dare il vostro meglio, senza focalizzarvi eccessivamente sugli errori, aumenterà la fiducia che provate verso voi stessi.

 

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Questi consigli su come aumentare l’autoefficacia sono utili per ogni sportivo che pratica sport di qualsiasi livello. Se però sentite di aver bisogno di un percorso professionale per aumentare la vostra autoefficacia contattaci pure a info@bskilled.it e avrai a disposizione un team di psicologi dello sport a tua disposizione!

Dimmi come pensi…. e ti dirò se posso aiutarti!

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Dimmi come pensi.... e ti dirò se posso aiutarti! Torino test resilienza questionario autovalutazione psicologia dello sport motivazione mental training fiducia in se stessi distrazione concentrazione autoefficacia attenzione atleti allenatore allenamento mentale   Questo questionario, lungi dall’essere un test psicologico, può aiutarvi a capire meglio il vosto modo di gestire mentalmente una prestazione, dandovi delle indicazioni su eventuali punti di forza o aree di miglioramento.
Senza la pretesa di sostituirsi agli strumenti di analisi scientifici che ogni psicologo dello sport possiede può però iniziare a darvi un’idea su quanto potrebbe esservi di aiuto iniziare un percorso di allenamento mentale.
Rispondete alle domande con un V o F (e siate onesti con voi stessi) e poi andate nella sezione punteggi per avere un’indicazione in merito ai vostri punti di forza e aree di miglioramento mentali.

1) Mi capita spesso di preoccuparmi per gli errori fatti

2) Mi abbatto facilmente durante la prestazione e vado in confusione

3) E ‘facile per me lasciare andare i miei errori e non pensarci più

4) Se inizio male è difficile recuperare il giusto stato d’animo durante la prestazione

5) Mi distraggo facilmente e penso a cosa l’allenatore potrebbe pensare di me durante la mia prestazione

6) Non mi abbatto facilmente di fronte ad un errore o un imprevisto

7) Faccio meglio quando mi sento sotto pressione

8 ) Mi innervosisco facilmente e non riesco a dare il meglio di me

9) Ottengo migliori prestazioni quando la situazione è importante o impegnativa

10) Perdo facilmente la concentrazione o mi sento in ansia

11) Riesco a mantenere la calma anche quando sono sotto pressione

12) Non riesco a sfruttare le mie grandi occasioni

13) Il mio allenatore riesce, parlando, a distrarmi e farmi perdere la concentrazione

14) Tendo ad essere facilmente distratto .

15 ) Alcuni avversari possono entrare nella mia testa e farmi perdere completamente l’attenzione sul gioco

16) Condizioni di gioco avverse ( meteo, condizioni del campo , temperatura, luogo, ecc ) mi colpiscono negativamente .

17) Non ho problemi a concentrarmi su ciò che è importante e bloccando tutto il resto fuori .

18) Penso troppo a quello che potrebbe andare male prima e durante la prestazione

19) Uno o due fallimenti non incidono sulla fiducia in me stesso

20) Tendo a confrontarmi troppo con i compagni di squadra e avversari .

21) Preferisco competere contro un avversario migliore e perdere che andare contro un avversario più debole e vincere .

22 ) Io sono un atleta fiducioso e sicuro di sé .

23) Tendo a essere troppo negativo .

24) Mi ripeto spesso frasi negative e ho pensieri che mi disturbano durante la gara

25) Sono più motivato dopo i fallimenti e battute d’arresto .

26) E ‘ facile per me allenarmi costantemente a un alto livello di intensità .

27) Penso che l’esperienza di oggi (positiva o negativa) mi aiuterà a raggingere i miei obiettivi

28) Non ho obiettivi chiari che sono importanti per me da raggiungere.

29 ) Io sono un atleta altamente motivato .

PUNTEGGIO :

Sezione 1 : domande 1-6 si occupano di ” resilienza ” ossia la vostra abilità nel gestire mentalmente le battute d’arresto e gli errori . La forza mentale dipende anche dalla vostra capacità di lasciare in fretta errori e fallimenti dietro di voi . Aggrapparsi agli errori andrà ad incidere negativamente sulla prestazione. Calcola 1 punto per ciascuna delle seguenti risposte

1 ) F

2 ) F

3 ) V

4 ) F

5) F

6 ) V

Sezione 2 , le domande 7-12 sono inerenti alla capacità di gestire la pressione . Senza la capacità di mantenere la calma nelle situazioni stressanti un atleta risulterà vulnerabile. Nelle prestazioni importanti un po’ di “nervosismo” sano prima della competizione è importante ma un eccesso porterà un calo di prestazione. Calcola 1 punto per ciascuna delle seguenti risposte :

7 ) V

8 ) F

9 ) V

10) F

11 ) v

12 ) F

Sezione 3 , le domande 13-18  sono inerenti alla vostra capacità di concentrazione . In tutti gli sport , la capacità di concentrarsi su ciò che è importante e bloccare tutto il resto è una delle chiavi principali per l’eccellenza. Scarsa concentrazione è la ragione principale per cui gli atleti soffocano e si bloccano, con cali di prestazione.  Calcola 1 punto per ciascuna delle seguenti risposte :

13 ) F

14) F

15) F

16 ) F

17) V

18 ) F

Sezione 4 , le domande 19-24 sono inerenti al vostro livello di fiducia e ai fattori che influenzano la fiducia . Una caratteristica dell’atleta mentalmente forte è che possiede un livello di confidenza che sembra essere inattaccabile da insuccessi e fallimenti. Calcola 1 punto per ciascuna delle seguenti risposte :

19) V

20 ) F

21 ) V

22 ) V

23 ) F

24 ) F

Sezione 5 , le domande 25-29 si occupano di motivazione . La motivazione è il carburante che guiderà l’allenamento e la realizzazione dei vostri obiettivi . Senza motivazione non sarà possibile mettere nel lavoro l’energia necessaria per arrivare a raggiungere i vostri obiettivi.  Calcola 1 punto per ciascuna delle seguenti risposte :

25 ) V

26 ) V

27 ) V

28 ) F

29 ) V

Interpretazione :

Un punteggio di 5-6 in una qualsiasi delle cinque sezioni indica uno speciale punto di forza in quell’area. Punteggi di 4 o meno evidenziano una possibile area di miglioramento che deve essere affrontata con un percorso strutturato di mental training imparando le tecniche necessarie per gestire quell’aspetto..

Punteggio complessivo :

Un punteggio di 26-29 indicano un atteggiamento mentale molto solido nell’affrontare la competizione. I punteggi di 23-25 ​​indicano una moderata abilità nel gestire gli aspetti mentali, con un piccolo aiuto si potrebbe performare ancora meglio. I punteggi di 22 o al di sotto sono indicatori che un percorso di allenamento mentale sarebbe più che utile per affrontare al meglio le prestazioni.

Welcome to EVOLUTION: cosa si allena in psicologia dello sport?

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Welcome to EVOLUTION: cosa si allena in psicologia dello sport? Torino sport resilienza psicologia sportiva psicologia dello sport performance mental training locus of control gladys bounous gestione imprevisto evolution emozioni concentrazione autoefficacia ansia da prestazione alessandro simili abilità mentali

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Welcome to EVOLUTION: cosa si allena in psicologia dello sport? Torino sport resilienza psicologia sportiva psicologia dello sport performance mental training locus of control gladys bounous gestione imprevisto evolution emozioni concentrazione autoefficacia ansia da prestazione alessandro simili abilità mentali   Questo e-booklet nasce per rispondere a quella che forse è la domanda più frequente che ci viene rivolta: “Ma un preparatore mentale o psicologo dello sport o mental trainer… cosa allena??!!”.

La risposta più banale sarebbe: “La mente umana!”. Ma la ricerca scientifica degli ultimi decenni ci ha aiutato a capire esattamente quali sono gli aspetti della mente umana che incidono maggiormente sulle performance sportive.

In questo e-booklet ve le introduciamo dandovi anche qualche indicazione su quali tecniche si usano nei programmi di allenamento in psicologia dello sport.
Come al solito l’e-booklet è gratuito e vi saremo grati se vorrete farlo leggere anche ai vostri amici sportivi!

Buona lettura!

Scarica l’e-booklet

I 10 errori da evitare prima di una gara

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance I 10 errori da evitare prima di una gara routine pre-gara preparazione mentale mental training gara competizione autoefficacia ansia da prestazione ansia da competizione   Partendo dalla nostra esperienza sul campo abbiamo realizzato un e-booklet gratuito e scaricabile per fornire qualche indicazione pratica agli atleti sulla gestione della routine pre-gara.

La routine pre-gara è composta di tutte quelle azioni che un atleta esegue regolarmente prima di scendere in campo. In questa routine si collocano anche i rituali oltre che le normali tappe di riscaldamento, sia fisico che mentale.
Se la routine pre-gara è stata realizzata in modo efficace l’atleta arriva al momento dell’inizio della gara mentalmente e fisicamente pronto.
Tuttavia, qualche volta, in questo processo preparatorio si commettono degli errori!

Scaricate l’e-book per scoprire quali errori sono da evitare e come fare per migliorare la propria preparazione mentale alla gara!

Buona lettura!

Scarica l’e-booklet!

Sviluppo autoefficacia

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Sviluppo autoefficacia Torino psicologia del lavoro psicologia aziendale outdoor training formazione esperienziale formazione aziendale consulenza aziendale autoefficacia   Obiettivo formativo:
Il concetto di autoefficacia, ossia la percezione individuale di quanto mi sento capace nell’eseguire un determinato compito, è un aspetto molto importante della psicologia umana. Numerosi studi hanno evidenziato come questa competenza mentale sia collegata al livello di performance. Bassi livelli di autoefficacia si traducono in scarso impegno verso l’obiettivo, scarsa motivazione e basso rendimento. Vi rende conto quindi di quanto sia importante, all’interno di un’azienda, curare anche questo aspetto.

Come lo abbiamo realizzato:
Una delle nostre proposte ideate per incrementare il senso di autoefficacia personale si sviluppa all’interno di un parco avventure, ove i partecipanti possono mettersi alla prova in un percorso su corde alte sospese fra gli alberi.
Questa attività è particolarmente adatta all’obiettivo formativo in quanto va a stimolare alcuni processi mentali quali: concentrazione, gestione dell’ansia, riconoscimento delle proprie abilità, resilienza, gestione dell’imprevisto.

Il progetto prevede diverse fasi di lavoro:

  • un prework che introduce al tema dell’autoefficacia da realizzarsi prima dell’evento;
  • un briefing psicologico all’inizio dell’attività;
  • un briefing tecnico, dove i partecipanti vengono istruiti all’uso delle carrucole e delle misure di sicurezza;
  • ricognizione del percorso e prima autovalutazione personale sulle proprie convinzioni di efficacia;
  • 1 prova: esperienza a 2 metri di altezza;
  • autovalutazione personale sui cambiamenti nel senso di autoefficacia;
  • 2 prova: esperienza a 10 metri di altezza;
  • autovalutazione personale sui cambiamenti nel senso di autoefficacia e acquisizione di strategie per incrementare la fiducia personale;
  • 3 prova: esperienza a 18 metri di altezza;
  • ultima autovalutazione personale e profilo della performance;
  • de-briefing finale con riprese video e riflessioni sul ruolo dell’autoefficacia;
  • strategie per implementare il senso di autoefficacia;
  • carry-over

L’obiettivo formativo si sviluppa attraverso una modalità esperienziale in cui i partecipanti sono invitati ad intraprendere un’attività apparentemente banale che porta spesso a sopravvalutare la propria efficacia. Lo svolgimento dell’esperienza mostra tutti i limiti di questa sopravvalutazione e conduce il partecipante a riflettere (con l’aiuto delle autovalutazioni durante le varie prove) su quali sono i fattori che incidono, positivamente o negativamente, sul proprio senso di autoefficacia personale.
I trainer forniscono durante l’attività alcune strategie per la gestione di alcuni aspetti “invalidanti” il senso di autoefficacia, come ad esempio la modifica del linguaggio interno e il controllo dell’attivazione psicofisiologica. L’attività termina con il de-briefing in cui i partecipanti rivivono l’esperienza attraverso delle registrazioni video e iniziano a collegare gli aspetti vissuti con la loro quotidianità professionale.
La sviluppo di questo progetto prevede delle sessioni di coaching individuale o di gruppo per implementare le strategie di potenziamenteo dell’autoefficacia personale e collettiva.

Guarda il video dell’esperienza