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Psicologia e calcio

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Quanto è importante la psicologia nel calcio?

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La figura dello Psicologo dello Sport sta subendo, negli ultimi anni, un processo di cambiamento su vari fronti.

Innanzitutto sono cambiati molto gli strumenti e le tecniche, si parla infatti, sempre più spesso di utilizzo di strumenti scientifici come Neuro e BioFeedback o videoanalisi comportamentale. L’evoluzione tecnologica permette allo Psicologo dello Sport di poter aggiornare i suoi metodi e per poter lavorare al meglio per raggiungere gli obiettivi che vengono definiti insieme allo staff.

All’interno del mondo del calcio, la figura dello Psicologo dello Sport sta prendendo sempre più piede per diversi motivi: in primis perché una corretta informazione sullo Psicologo dello Sport sta facendo cadere diversi pregiudizi scorretti che potevano esserci in precedenza, e poi perché La F.I.G.C. sta facendo un lavoro graduale di inserimento della figura tramite il progetto Centri Federali Territoriali e Scuole Calcio d’ Élite.

Ma cosa può fare uno Psicologo all’interno di una squadra di calcio?

In questo articolo cercheremo analizzare in che modo lo Psicologo dello Sport può mettere al servizio del calcio le sue conoscenze e capacità.

Innanzitutto è utile ed importante definire una differenza tra settore giovanile e prima squadra.

In genere tra le due categorie può esserci una grande differenza di obiettivi: mentre per quanto riguarda il settore giovanile l’obiettivo principale può essere una crescita sana ed efficace degli atleti, la prima squadra ha solitamente obiettivi di performance sportiva. Ci sono ovviamente casi in cui gli obiettivi sono differenti.

Cominciando dal settore giovanile, in genere le aree di lavoro dello psicologo dello sport sono 3:

Allenatori, genitori e squadra.

Allenatori: Per quanto riguarda gli allenatori, lo psicologo dello sport ha il compito di poter fornire indicazioni su come poter lavorare sul miglioramento dello stile di comunicazione, sulla gestione dei vari gruppi sportivi in base ai bisogni legati all’età, sulla gestione delle varie problematiche legate a differenti fasi di crescita e sulla gestione del ruolo.

Genitori: Il genitore è un ruolo fondamentale per la crescita sana dell’atleta del settore giovanile. Molto spesso però il rischio è quello di creare una confusione di ruoli. Il lavoro con i genitori è fondamentale per poter rendere essi un alleato importante e non un ostacolo.

Squadra: Il lavoro sulla squadra e sugli atleti del settore giovanile è basato, principalmente sul riconoscimento e la gestione delle emozioni e delle pressioni che piano piano cambiano in base all’età ed al livello. E’ importante cominciare a capire come poter conoscere e gestire il proprio rapporto con lo stress, con la rabbia ed altre emozioni che sono considerate in maniera negativa. E’ anche importante lavorare con il gruppo per poter supportare gli atleti nel lavoro di squadra con i propri compagni.

Un ulteriore ambito di lavoro con gli atleti del settore giovanile è basato sulle life skills che possono permettere al giovane calciatore di crescere in maniera sana e serena non solo come sportivo ma come persona.

Per quanto riguarda la prima squadra, come dicevamo in precedenza, l’obiettivo è principalmente di miglioramento della prestazione sportiva.

Anche in questo caso è importante la collaborazione con l’allenatore in modo tale da poter fornire un supporto mentale alla preparazione dell’allenamento e della partita che sia funzionale al raggiungimento di obiettivi.

Con gli atleti, invece, il lavoro dello psicologo dello sport può essere funzionale sia sull’atleta individuale, sia sul gruppo squadra.

A livello individuale, tramite un percorso di preparazione psicologica, si può lavorare su:

  • Gestione di ansia da prestazione
  • Miglioramento di capacità cognitive (concentrazione, attenzione, ecc.)
  • Preparazione mentale alla gara
  • Superamento difficoltà ed errori

Con la squadra e lo staff, invece si lavora, principalmente su dinamiche di:

  • Team Building
  • Goal Setting
  • Gestione del chocking under pressure
  • Gestione delle difficoltà relazionali
  • Comunicazione efficace tra i membri

Il lavoro all’interno dello staff di una squadra calcistica, quindi, permette allo psicologo dello sport di poter mettere a disposizione i suoi strumenti indipendentemente dal livello della società e dal fatto che si parli di professionismo o dilettantismo. E’ quindi fondamentale poter inserire questa figura come una modalità di supporto pratico e professionale per la preparazione psicologica di tutte le figure che ruotano all’interno del mondo del calcio.

Le 9 abilità mentali per lo sport

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Le 9 abilità mentali per lo sport

Non c’è bisogno di essere un atleta professionista o di un campione olimpico per essere un atleta di successo.

Né si deve avere una stanza piena di trofei, vincere un campionato, o essere citato in prima pagina dei giornali sportivi.

Ci sono infatti molti elementi che accomunano i professionisti “top” e tutti gli altri atleti, cioè che per tutti il proprio sport è molto importante e che tutti gli atleti, di ogni categoria, si impegnano per raggiungere il meglio che possono nel loro livello.

Essi fissano obiettivi realistici, elevati per se stessi e si allenano sodo per raggiungerli.

Essi hanno successo perché perseguono i loro obiettivi e si godono il loro sport. La loro pratica sportiva arricchisce la loro vita e tutto ciò che danno in termini di tempo, fatica e rinunce, tornerà indietro in ogni ambito della vita, professionale e privata.

Le abilità mentali

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Le 9 abilità mentali per lo sport tennis sport piemonte psicologo dello sport Torino psicologia dello sport torino psicologia dello sport pallavolo mental training mental coach calcio basket b-skilled allenamento mentale abilità mentali   Un’altra cosa che accomuna tutti gli atleti di ogni categoria è l’utilizzo delle abilità mentali. Il centro di psicologia dello sport dell’Ohio ha identificato 9 abilità mentali che possono permettere a tutti gli atleti di migliorare le proprie performance.

 

 

 

 

Le abilità mentali sono:

  1. Scegliere e mantenere un atteggiamento positivo.
  2. Mantenere un elevato livello di auto-motivazione.
  3. Porsi obiettivi realistici.
  4. Confrontarsi efficacemente con le persone.
  5. Utilizzare un self-talk positivo.
  6. Utilizzare immagini mentali positive (imagery).
  7. Gestire in modo efficace l’ansia.
  8. Gestire efficacemente le emozioni.
  9. Mantenere la concentrazione.

La piramide delle prestazioni

Anche se ciascuna delle nove competenze è importante, l’importanza di ogni capacità mentale può essere più efficace se inserita nel momento corretto di preparazione

Per spiegare meglio, immaginiamo di dividere la preparazione in tre momenti:

  1. Preparazione a lungo termine della prestazione (ad esempio prepararsi per una maratona importante che si svolgerà fra 5-6 mesi)
  2. Preparazione precedente alla prestazione (ad esempio la settimana prima di una partita importante)
  3. Durante la prestazione.

Per ogni momento ci saranno delle abilità mentali più importanti di altre.

Livello I – (Atteggiamento Positivo, Auto-Motivazione, Obiettivi Realistici, Confrontarsi efficacemente con le persone).

Queste abilità mentali costituiscono un un’ampia base per il raggiungimento di obiettivi a lungo termine, per allenarsi efficacemente, e per sostenere la pratica quotidiana. Essi sono necessari giorno per giorno per lunghi periodi di tempo, spesso mesi e anni.

Livello II – (Self-Talk, Imagery).

Queste abilità sono utilizzate immediatamente prima delle prestazioni. Devono essere sfruttate poco prima dell’inizio della gara, o immediatamente prima di uno specifico gesto atletico o di un’azione, come ad esempio un servizio di tennis o un tiro libero nel basket.

Livello III – (Gestione Ansia, Gestione Emozioni e Concentrazione).

Queste sono le abilità mentali che vengono utilizzate durante le prestazioni. E’ molto importante saperle gestire per poter dare il meglio durante una gara.

Qui di seguito c’è illustrata la piramide in forma grafica.

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La figura dello psicologo dello sport, quindi, non è solo importante per gli atleti di livello “top”, ma per tutti gli atleti che desiderano prepararsi al meglio per le sfide che ricevono quotidianamente dal proprio sport. La conoscenza e l’allenamento delle abilità mentali è fondamentale per poter aggiungere alla propria preparazione, un programma completo di allenamento a 360° che permetterà all’atleta di poter sfruttare il 100% delle proprie potenzialità.

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Se sei interessato ad approfondire le tue conoscenze sulla Psicologia dello Sport o ad essere seguito da un team di Psicologi Sportivi, non esitare a contattarci su info@bskilled.it!

La preparazione mentale agli Europei

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La preparazione mentale in vista degli Europei di Francia 2016

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E’ arrivato il momento in cui in Europa ma non solo, si sente una carica importante, una elettricità strana. Non è l’arrivo dell’estate ma l’inizio degli Europei!

Quello di cui vogliamo parlare oggi, però, è di come una Nazionale può prepararsi ad affrontare gli Europei con una corretta preparazione mentale.

Come si può preparare mentalmente una Nazionale in vista degli Europei?

Tutti i grandi tornei estivi che coinvolgono le Nazionali di calcio hanno due caratteristiche particolari che rendono la preparazione fisica, tattica e mentale differenti dal campionato a cui partecipano tutti i giocatori:

  • Gruppo: il gruppo è formato da giocatori che, durante l’anno, hanno giocato in squadre di campionati diversi, molte volte anche avversarie tra di loro e che si trovano tutto d’un colpo a giocare insieme e a formare una nuova squadra.
  • Tipologia di torneo: a differenza del campionato a classifica, gli Europei sono strutturati con un mini girone iniziale e, successivamente, tutti scontri ad eliminazione diretta. Questa modalità rende qualsiasi partita praticamente fondamentale per il passaggio del turno con pochissime possibilità di errore.

La preparazione mentale, quindi dovrà essere programmata tenendo assolutamente conto di queste due caratteristiche.

Gruppo

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance La preparazione mentale agli Europei psicologia dello sport preparazione mentale mentali trainer mental coach Italia gladys bounous Europei Italia Europei Francia Europei 2016 edoardo ciofi calcio b-skilled   Come visto prima, il gruppo è uno dei punti cardine su cui lavorare. Giocatori amici/nemici si ritrovano insieme dopo mesi di campionato di club, spesso anche essendo avversari diretti per la lotta al titolo o alle posizioni alte della classifica.

Certo che c’è da considerare che, a differenza delle squadre di club, quando si gioca con la Nazionale c’è una spinta maggiore, da parte del gruppo nel voler dare il massimo per la maglia, sentendosi rappresentanti della propria nazione.

Il sentirsi tutti “italiani” “spagnoli” “francesi” e così via è sicuramente un veicolo di coesione davvero grande da sfruttare per creare un gruppo coeso.

Un’altra difficoltà che riguarda il gruppo è che, soprattutto nelle Nazionali maggiori, i giocatori convocati sono considerati i più forti della nazione. Per questo motivo bisogna porre attenzione al fatto che la responsabilità data non porti qualche soggetto a voler prevalicare rispetto ad altri mettendo la propria immagine davanti a quella della squadra.

Conoscere queste dinamiche e lavorare sul team-building e la creazione di un gruppo completo e coeso è sicuramente un’arma fondamentale per poter arrivare più avanti possibile.

Affrontare le gare

Abbiamo detto che ogni gara, in questi tornei, è praticamente fondamentale. Sbagliare una gara potrebbe pregiudicare la continuazione nel torneo, quindi la difficoltà maggiore, a livello mentale, sta nel non poter permettersi distrazioni o cali. Molto spesso i giocatori e i tecnici lo sanno, lo dicono in conferenza stampa, ma non cercano di preparare la squadra ad affrontare mentalmente questa sfida. La difficoltà sta infatti nel cercare di equilibrare le energie e l’attivazione psico-fisiologica della squadra.

Se è vero che non ci si può permettere di rilassarsi, anche affrontare ogni gara come se fosse la finale può portare a conseguenze negativi nella totalità del torneo.

La preparazione ideale sta nel preparare le singole gare lavorando sul dosaggio della carica emotiva dei giocatori che dovranno essere sempre proiettati sulla lunga durata e non sulla singola gara ma d’altro canto non possono permettersi di sottovalutare nessuna partita.

Porsi gli obiettivi corretti

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance La preparazione mentale agli Europei psicologia dello sport preparazione mentale mentali trainer mental coach Italia gladys bounous Europei Italia Europei Francia Europei 2016 edoardo ciofi calcio b-skilled   Come tutti saprete, la definizione degli obiettivi è fondamentale prima di affrontare ogni sfida. Anche la squadra più piccola, in questi tornei, può permettersi di sognare (come è successo alla Grecia proprio agli Europei del 2004) ma l’importante è sempre costruire l’obiettivo passo a passo per programmare ogni gara al meglio. In primis gli obiettivi devono essere strutturati a lungo, medio e breve termine così da permettere un programma “a scalini” e non trovarsi impreparati ad affrontare una situazione.

L’obiettivo, per esempio non può essere soltanto “Vincere l’Europeo”. Primo perché è un obiettivo che sarà condiviso da altre squadre e che soltanto una potrà raggiungere, quindi il livello di ansia e di carica emotiva sarà troppo grande, soprattutto verso le fasi finale. Non potrà neanche essere “Pensiamo partita per partita e poi cosa accadrà lo vedremo” perché mentalmente bisogna essere preparati anche ad arrivare fino in fondo senza avere la paura di vincere.

Fondamentale anche porsi obiettivi di prestazione e non soltanto di risultato proprio perché, soprattutto nella fase finale, il rischio di rimanere scottati e decisamente amareggiati da un risultato che non arriva, può essere mediato da un buona prestazione con la sensazione di aver dato il massimo. In questo modo il risultato magari non sarà raggiunto, ma a livello mentale i giocatori torneranno con la consapevolezza di aver fatto bene e pronti ad affrontare e preparare la stagione successiva.

Importanza dei gregari

Tutti noi abbiamo in mente la cavalcata dell’Italia che, nel 2006 ha conquistato il Mondiale in Germania. Se ricordate, una delle particolarità di quella squadra è stata che, al momento della chiamata, i gregari si sono fatti trovare pronti e, alcune volte, hanno anche risolto positivamente alcune partite.BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance La preparazione mentale agli Europei psicologia dello sport preparazione mentale mentali trainer mental coach Italia gladys bounous Europei Italia Europei Francia Europei 2016 edoardo ciofi calcio b-skilled

Il lavoro su chi non è sempre titolare è fondamentale. Bisogna far capire che nessuno è in gruppo per “scaldare la panchina” o per una vacanza in Francia, ma che la squadra è fondamentale dal primo all’ultimo elemento. La gestione dei cambi è una parte che riguarda puramente la scelta tecnica ma ovviamente ci sono diversi modi per poter gestire i gregari in modo da motivarli e far tenere loro sempre le energie attivate al punto giusto. Il compito dell’allenatore sarà quindi quello di far sentire ogni persona importante, a partire dall’allenamento, nei momenti di pausa, durante i pranzi e le cene. Il gruppo è fondamentale e, spesso, sono proprio i “panchinari” ad essere fondamentali per la salute mentale della squadra.

Tifosi

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance La preparazione mentale agli Europei psicologia dello sport preparazione mentale mentali trainer mental coach Italia gladys bounous Europei Italia Europei Francia Europei 2016 edoardo ciofi calcio b-skilled   I tifosi possono essere una grande risorsa ma anche una grande difficoltà. Sentire il peso di milioni di persone che buttano sulla squadra tantissime aspettative, passioni, emozioni e sogni, non è per niente facile. L’importante è riuscire a gestire la pressione e le aspettative tramite l’utilizzo di tecniche che vanno a lavorare sull’equilibrio psico-fisiologico (tecniche di rilassamento, lavoro sul self-talk, rituali, respirazione, gestione delle aspettative, ecc…) per fare in modo che i tifosi siano una grande carica nei momenti in cui ce n’è bisogno ma che non diventino un maggiore ostacolo nei momenti di difficoltà.

 

Detto questo come possiamo non chiudere con un grande in bocca al lupo per la nostra Nazionale?

FORZA AZZURRI!

Psicologia dello Sport e squadra. Il ruolo dell’allenatore.

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Psicologia dello Sport e squadra. Il ruolo dell’allenatore

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Qual è il ruolo dell’allenatore in un percorso di psicologia dello sport della sua squadra? Quando uno psicologo dello sport inizia un percorso con una squadra, non lavora da solo. Il suo lavoro, infatti è svolto in collaborazione con l’allenatore e tutto lo staff.

L’allenatore, infatti ha l’importantissimo ruolo di facilitatore delle tecniche che lo psicologo insegna alla squadra. E’ l’allenatore che si occuperà di fare allenare la squadra al meglio, anche a livello mentale.

Vediamo in pratica come l’allenatore potrà sfruttare al meglio il lavoro di uno psicologo dello sport con una squadra:

Implementare la pratica della psicologia dello sport.

E’ fondamentale ricordare sempre agli atleti di utilizzare gli strumenti imparati per migliorare, giorno per giorno le loro capacità mentali. Per esempio, uno degli strumenti forniti dallo psicologo dello sport è il diario delle prestazioni; un allenatore può richiedere di farlo prima e dopo ogni allenamento e, ogni 2-3 settimane fare una discussione di gruppo condividendo i diari.

Durante il riscaldamento, invece, un allenatore può ricordare agli atleti di utilizzare immagini mentali per visualizzare realizzare i loro obiettivi per l’allenamento.

Costruire una mentalità “noi” al posto di una “me”.

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Psicologia dello Sport e squadra. Il ruolo dell’allenatore. squadra psicologia dello sport torino psicologia dello sport pallavolo mental training coach calcio basket allenatore   Semplici esercizi quotidiani possono aiutare a trasformare un gruppo di atleti in una squadra che lavora insieme per raggiungere il successo.

E’ importante mantenere un buon clima sociale, ad esempio favorendo attività sociali come cene di gruppo, tornei di videogiochi, o di qualunque cosa possa piacere agli atleti per fare in modo che essi si conoscano bene l’un l’altro anche fuori dal campo.

Oltre alla coesione sociale è fondamentale mantenere alta anche quella di lavoro. Fare in modo di condividere gli obiettivi e di utilizzare esercizi di team building (che lo psicologo dello sport potra insegnare) servono per poter creare una squadra in cui è molto più importante il “noi” rispetto al “me”.

Motivare gli atleti.

Uno dei migliori modi per motivare i tuoi atleti è di conoscerli personalmente e dimostrare loro che ci si prende cura di essi, non solo per le loro capacità sportive. Se si nota un calo di motivazione, è molto importante chiedere di parlarne insieme. Si può per esempio portare a loro casi di atleti famosi che hanno attraversato momenti difficili, in cui la motivazione è stata bassa ma che sono riusciti a superarla con l’aiuto dell’allenatore e della squadra.

Lavorare bene con i genitori.

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Per mantenere un buon rapporto con i genitori, un allenatore deve assicurarsi di incontrare i genitori prima di ogni stagione e condividere con loro le sue modalità di lavoro chiedendo loro quali sono le aspettative nei suoi confronti e nei confronti della società.

Se si riesce è importante mantenere un contatto con i genitori attraverso la posta elettronica o un sito Web del team.

Ricordare ai genitori di divertirsi, perché quando loro riescono a prendere lo sport come un divertimento, di consegenza, i loro figli potranno rilassarsi e performare al meglio. Si può spiegare loro che abilità di vita (life skills) sono fondamentali e che possono aiutare i loro figli a prepararsi per il duro lavoro a stabilire le buone abitudini come mangiare bene e riposare a sufficienza, imparare il lavoro di squadra, recuperare la motivazione dopo un errore. Questi concetti possono essere appresi solo tramite il supporto di una squadra che facilità la crescita dell’atleta ma anche di genitori che supportano in maniera sana e favorevole allo sviluppo.

Per approfondire la tematica del rapporto allenatori-genitori, scarica gratuitamente i nostri ebook:

Allenatori e genitori: mission impossibile?! 

Genitori Sportivi: un supporto per i piccoli atleti!

Le 10 caratteristiche del top player nel calcio

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Le 10 caratteristiche del top player nel calcio top player psicologia dello sport psicologia preparazione mentale mental training game intelligence calcio   Avete mai sentito parlare di game intelligence? Secondo voi, che cosa distingue un bravo calciatore da un vero campione?

Le ricerche scientifiche svolte negli ultimi decenni ci dicono che i calciatori esperti, a parità di competenze fisico, tecniche e tattiche:

  • Hanno un’attenzione selettiva ad alcuni stimoli rilevanti per il gioco
  • Attivano di conseguenza processi percettivi più focalizzati e rapidi
  • Hanno un più rapido accesso al magazzino di memoria a lungo termine in cui sono conservati schemi di gioco e di spazio
  • E di conseguenza, eseguono delle predizioni (anticipazioni di eventi) più accurate paragonando la situazione con le informazioni apprese.
  • Le fasi precedenti permettono una rapida ed efficace presa di decisione e soluzione di problemi
  • Inoltre mantengono elevato questo processo anche in condizioni di stress!

Se volete approfondire le 10 caratteristiche mentali che caratterizzano un top player vi consigliamo l’articolo del coach Fabio Patteri, (preparatore atletico professionista con abilitazione a “preparatore atletico” presso la FIGC settore tecnico e ideatore del sistema di allenamento Soccer Training ed Emotional Fitness) con cui collaboriamo per sviluppare l’area dedicata al mental training.

Leggi l’articolo!

Siamo sicuri che siano “sport minori”?

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Cosa intendiamo quando parliamo di “sport minori”?

Una definizione che molto spesso sentiamo all’interno del mondo dello sport è quella che divide gli sport più seguiti e praticati dai cosiddetti sport “minori”.

Per quanto la definizione possa sembrare sminuire gli sport che fanno parte di questa categoria, in realtà gli sport “minori” non sono sport meno belli o importanti, ma sono attività che, all’interno di una certa cultura, sono meno seguiti o praticati. Ovviamente questo è un fattore puramente culturale.

Inutile ricordare come, in Italia per esempio, lo sport più seguito e praticato sia il calcio, seguito da basket e pallavolo per quelli di squadra e tennis, nuoto e sci tra quelli individuali. Essendo questi sport tra i più praticati, hanno anche un riscontro maggiore rispetto ad altri nella classifica di quelli più seguiti… Per questo motivo gli sport minori non godono dello stesso spazio e degli stessi investimenti dei “fratelli maggiori”.

Cosa significa questo? Dal nostro punto di vista, come psicologi dello sport, questo significa che anche se sono stati battezzati come sport minori, questi sport necessitano di maggiori competenze mentali rispetto ad altri.

Cerchiamo dunque di capire insieme la psicologia degli sport minori, ossia quali sono, soprattutto a livello mentale, le competenze maggiori che appartengono a chi pratica uno sport meno “attraente”.

Motivazione
Tutti noi sappiamo più o meno dare una definizione di quella che è la motivazione e di quanto possa influire all’interno di uno sport. Ci sono definizioni più o meno corrette ma in linea di massima si può dire che la motivazione sia tutto ciò che ci spinge a fare qualcosa, dall’alzarci dal letto al mattino all’ andare 4-5 volte a settimana ad allenarci duramente, con qualsiasi condizione atmosferica, per cercare di raggiungere qualcosa di significativo all’interno dello sport.
Tra le decine di definizioni date alla motivazione, una delle più concrete è quella che identifica la motivazione intrinseca da quella estrinseca, ovvero, se quel qualcosa che ci spinge a compiere una azione provenga dall’interno (interesse, obiettivi importanti, voglia, passione…) oppure dall’esterno (spinta da parte di persone importanti, soldi, fama).
Per quanto riguarda gli sport minori è scontato dire che ovviamente la motivazione intrinseca sia preponderante per poter andare avanti, infatti, per quanto non mettiamo in dubbio che un giocatore della Nazionale di calcio non sia spinto esclusivamente dai soldi e dalla fama, è più facile pensare che però un giocatore della Nazionale italiana di tamburello abbia una motivazione intrinseca molto più forte.

Resilienza
Tra le conseguenze di questa motivazione intrinseca maggiore, l’atleta degli sport minori avrà una resilienza maggiore, cioè una maggiore capacità di gestire la sconfitta e i momenti difficili; questo perché potrà sempre ancorare la motivazione a qualcosa di interno e che difficilmente potrà perdere, mentre dinamiche come fama e soldi possono facilmente scivolare via (soprattutto in sport che, sebbene considerati tra i maggiori, hanno meno visibilità rispetto ad altri… Si pensi per esempio a sport come il basket e la pallavolo a cui viene dato ampio risalto principalmente durante i mondiali o altre competizioni internazionali).
Anche se la resilienza è una caratteristica più profonda e non solo legata alla motivazione; chi pratica uno sport minore avrà quindi più possibilità di affrontare le sconfitte con una motivazione intrinseca maggiore!

Pressione dei media
Seppur possa sembrare un controsenso, chi pratica uno sport minore deve avere una maggior capacità di gestire le pressioni esterne (media o tifosi). Chi pratica uno sport dove già a livelli non tanto alti ci sono tanti tifosi e magari anche qualche televisione locale a riprendere la partita o l’incontro, con il tempo, impara ad abituarsi alle pressioni da parte dei media e dei tifosi che lo seguono. Chi pratica uno sport minore, invece, molto spesso passa la maggior parte della carriera ad avere come seguito amici, parenti e pochi altri supporters interessati a quel tipo di sport… Poi magari, dopo anni di allenamento si ritrova a partecipare ad un incontro, una gara o un torneo che magari viene trasmesso in tv e quindi dove tante persone si trovano a seguire un atleta della propria nazione facendo alzare di molto il polverone mediatico su di sé (emblematico è il discorso delle Olimpiadi, dove alcuni sport che non vengono mai seguiti durante i 4 anni di pausa, hanno la capacità di far diventare “allenatori esperti” tutti i possessori di un televisore e appassionati di sport).
La capacità di gestire quest’attenzione mediatica deve essere quindi una competenza maggiore per chiunque si trovi ad assaporare la fama per pochi momenti in cui deve compiere la prestazione perfetta non avendo altre possibilità di sbagliare.

Pianificazione del tempo
“Ma chi me lo fa fare??”
Questa domanda, assolutamente legata alla motivazione, sarà passata sicuramente per la testa di ogni atleta di sport minori che si ritrova ad affrontare tutte le difficoltà legate al fatto di aver, oltre allo sport, una vita normale per garantirsi la sopravvivenza sociale ed economica. Essendoci meno investimenti, in molti sport minori, l’atleta (anche di alto livello) ha bisogno di lavorare per poter sopravvivere perché i rimborsi che provengono dalle squadre o dalle federazioni non sono sufficienti per “arrivare a fine mese”. Non è tanto la capacità di organizzarsi e gestire il tempo ad essere una competenza utile per lo sport, ma quando le difficoltà di una vita normale si sommano ad allenamenti durissimi e gare importanti con magari trasferte lontane, solo gli atleti con una motivazione intrinseca più alta potranno avere successo nel loro sport!

In questa revisione sulla psicologia degli sport minori speriamo di aver dato risalto alle maggiori competenze che caratterizzano questi atleti… Sperando che magari da domani guardiate a questi sport con uno sguardo differente!

Come focalizzare l’attenzione durante la prestazione

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Come focalizzare l'attenzione durante la prestazione Torino scuola respirazione psicologia dello sport psicologi dello sport miglioramento della prestazione sportiva frasi di ancoraggio focus focalizzazione attenzione difensore de-condizionamento errori concentrazione calcio autoipnosi attenzione atleti allenamento mentale allenamento allo studio allenamento   Mattia è un giovane calciatore dilettante, gioca in ruolo difensivo. Recentemente si è accorto che gli errori in ricezione del passaggio sono aumentati. Anche il mister lo ha più volte richiamato per questo. La sua concentrazione è troppo bassa.
Mattia va anche a scuola e i professori gli fanno notare spesso che è “disattento”.
Le sue prestazioni sia scolastiche che sportive sono peggiorate notevolmente negli ultimi mesi. Il problema è aggravato dal fatto che Mattia non riesce a non pensare agli errori commessi nelle partite precedenti o ai brutti voti presi alle interrogazioni, andando così a compromettere anche le prestazioni successive.
“Sono frustrato e non ho più voglia di giocare, né di studiare”: questo è quello che Mattia ci dice quando lo conosciamo la prima volta.

Il problema di Mattia è molto comune nello sport . Gli atleti si lamentano spesso di non essere in grado di lasciar andare di errori o di concentrarsi nei momenti critici. Questo aspetto è uno dei temi che si affronta spesso in un programma di allenamento mentale perché per molti atleti non è facile riuscire a “de-condizionarsi dagli errori”. Vediamo allora una, delle diverse tecniche, che si possono usare in questi casi.

In inglese viene chiamata “Cue Statement”, in italiano può essere definita in molti modi, noi la chiamiamo “Frase di ancoraggio”.

Che cosa è una frase di ancoraggio?
Una frase di ancoraggio è una breve dichiarazione che ha lo scopo di rimettere a fuoco la vostra concentrazione . Le frasi di ancoraggio aiutano a smettere di pensieri negativi e distrazione che incidono sul rendimento . Queste dichiarazioni devono essere:

Personali  – Hai bisogno di trovare una dichiarazione spunto che funziona per te! Questa potrebbe essere una sola parola come ” duro” o ” dominare ” o una breve serie di parole. Un modo per sviluppare una dichiarazione spunto personale è quello di porre la domanda: “Se fossi il miglior atleta che potrei essere, come vorrei sentirmi, cosa vorrei trasmettere in campo?” Spesso cercando di rispondere a questa domanda emergono ricordi di episodi passati che possono essere anche esaminati in profondità con tecniche di imagery o tecniche di autoipnosi. Alla fine arriverete a trovare la parola o la frase che identifica per voi lo stato mentale desiderato.

Positive – Per essere efficace nella rifocalizzazione dell’attenzione dopo gli errori , una frase di ancoraggio deve essere positiva . Il self-talk negativo è stato collegato a cali di prestazioni e aumento di ansia . Quindi… la frase di ancoraggio deve permetterti di visualizzare cosa vuoi essere e non cosa non vuoi essere!

Corte – La dichiarazione spunto ideale permette di riorientare rapidamente, ma non interferisce con i pensieri necessari durante le prestazioni . Come accennato in precedenza , alcuni atleti preferiscono una sola parola come ” focus” , mentre altri utilizzano una breve dichiarazione personale, come “forte , concentrato, nel gioco. “

Mattia facendo questo esercizio ha scelto come frase di ancoraggio la parola “Stop!”. Per lui aveva un duplice significato: riuscire a stoppare correttamente la palla, intercettando bene i passaggi e stoppare i pensieri negativi che affollavano la sua mente durante la prestazione. Può essere utile associare la frase di ancoraggio con un gesto che siamo abituati a fare, un gesto riturale. Per Mattia questo gesto era darsi un pugno sul quadricipite femorale. La sensazione fisica, unita al richiamo di sensazioni mentali precisa lo ha aiutato, piano piano a rifocalizzare la sua attenzione sul gioco. Questa stessa tecnica l’ha utilizzata anche nello studio.

Come fanno le frase di ancoraggio a funzionare durante la gara ?
L’uso di una frase di ancoraggio per rifocalizzare l’attenzione durante la competizione non è difficile, ma ci vuole pratica . L’uso di una frase di ancoraggio in combinazione con un respiro profondo o con alcuni esercizi di respirazione diaframmatica permette di riorientare e diminuire la tensione muscolare causata dall’ansia .La continua e costante ripetizione (e qui è fondamentale l’allenamento) di un gesto (respiro o il pugno per Mattia), in combinazione con una parola o frase che richiama un determinato stato mentale permette al nostro cervello di generare un condizionamento che dopo un po’ di tempo diventerà via via più automatico permettendoci una rifocalizzazione dell’attenzione sempre più rapida.

E’ ovvio che l’allenamento mentale non si riduce solo a questo, ma questa tecnica è una delle più utilizzate nello sport, nella scuola e in generale può essere usata in tutte le situazioni stressanti. Molti manager che seguiamo intraprendono percorsi di coaching per miglioare le proprie prestazioni che prevedono l’utilizzo di molte tecniche usate anche in ambito sportivo.
Possiamo dire che questo esercizio è veramente utile per tutti coloro che devono affrontare una prestazione e hanno bisogno di focalizzare l’attenzione in modo selettivo, riducendo l’ansia ed eliminando pensieri disturbanti. Anche gli psicologi dello sport hanno le loro frasi di ancoraggio… ma queste… sono coperte da segreto professionale!!!! 😉

Metodo Calcio 4D

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Metodo Calcio 4D psicologia dello sport metodo calcio 4D gladys bounous formazione psicologica formazione allentaori scuole calcio calcio giovanile calcio 4D calcio adriano bacconi   CALCIO 4D è un nuovo modello formativo promosso da Roberto Baggio, ex Presidente del Settore Tecnico della FIGC, e Adriano Bacconi, allenatore e preparatore atletico professionista e Campione del Mondo 2006 come match analyst della Nazionale Italiana.
CALCIO 4D si appoggia su due pilastri, la metodologia e la tecnologia, che hanno come radice comune l’innovazione e la ricerca, un sistema aperto a idee ed esperienze anche apparentemente lontane.

CALCIO 4D segue la case history di successo della Pisa Soccer School e vuole qualificare, attraverso un nuovo modello formativo, gli istruttori delle Scuole Calcio e dei Settori Giovanili della città che sposi e divulghi sul territorio i valori fondanti dello sport come l’integrazione, l’aggregazione, il benessere psico-fisico.

La Match Analysis, lo studio concettuale prima che informatico della partita, permette oggi di identificare con precisione il modello prestativo del calciatore moderno. Questo sarà l’obiettivo a cui tendere negli anni sviluppando un percorso formativo che abbia la specializzazione tecnico tattica solo come punto di arrivo ma che elimini tutti quei fenomeni deteriori del calcio come la ricerca esaperata del risultato, la selezione e la ruolizzazione precoce.

Il team di B-Skilled è stato coinvolto sia nello sviluppo metodologico, sia nella fase di erogazione della formazione. L’esperienza del nostro team nel settore delle neuroscienze ha contribuito all’approfondimento della ricerca sul campo. Parte integrante del metodo rimane lo sviluppo dell’area psicologica che sviluppa il programma di Video Analisi Comportamentale.

Scarica il documento di presentazione del metodo

Per saperne di più sul metodo e sui corsi: www.calcio4D.com

Parma Football School

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Parma Football School psicologia dello sport parma football school gladys bounous coaching analisys calcio analisi comportamentale allenatori alessandro simili   Parma Football School rappresenta, nel panorama sportivo e calcistico giovanile italiano, un’organizzazione attenta ai repentini cambiamenti di stile di vita, di comportamento e di apprendimento dei giovani.

Parma Football School riesce a stare al passo con i tempi e a proporre svariati progetti e programmi di insegnamento calcistico ideonei all’età ed ai bisogni dei giovani grazie alla creazione del Centro Ricerche e Formazione. Quest’ultimo, fortemente voluto da Marco Marchi, responsabile del progetto, composto da esperti di calcio  ed esperti di attività motorie, da Università e da Aziende è impegnato a creare sia programmi didattici completi che sistemi organizzativi evoluti. I progetti ideati e realizzati in questi primi sei mesi di attività sono riconosciuti di grande qualità organizzativa.

Sono almeno 14 le aree che saranno coinvolte all’interno del Centro Ricerche e Formazione che consentiranno a Parma Football School di diventare unico nel panorama della proposta italiana. Tra queste: l’area medica, l’area socio-psico-pedagogica, l’area comunicazione, l’area motoria, l’area etica, l’area sportiva, l’area didattica, l’area tecnica, l’area della formazione, l’area metodologica, l’area della gestione, l’area programmi, l’area prevenzione, l’area ricerca e l’area valutazioni.

Il team di B-Skilled è stato coinvolto nel progetto affidando a Gladys Bounous il coordinamento dell’area psicologica e ad Alessandro Simili il coordinamento dell’area comunicazione. All’interno del progetto, rivolto agli allenatori sportivi e non solo, verrà sviluppato e sistematizzato il modello di coaching analysis progettato da B-Skilled e sperimentato nel corso degli ultimi anni in collaborazione con diverse realtà sportive.

Per informazioni: www.parmafootballschool.com