Tag: miglioramento della prestazione sportiva

Come focalizzare l’attenzione durante la prestazione

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Come focalizzare l'attenzione durante la prestazione Torino scuola respirazione psicologia dello sport psicologi dello sport miglioramento della prestazione sportiva frasi di ancoraggio focus focalizzazione attenzione difensore de-condizionamento errori concentrazione calcio autoipnosi attenzione atleti allenamento mentale allenamento allo studio allenamento

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Come focalizzare l'attenzione durante la prestazione Torino scuola respirazione psicologia dello sport psicologi dello sport miglioramento della prestazione sportiva frasi di ancoraggio focus focalizzazione attenzione difensore de-condizionamento errori concentrazione calcio autoipnosi attenzione atleti allenamento mentale allenamento allo studio allenamento   Mattia è un giovane calciatore dilettante, gioca in ruolo difensivo. Recentemente si è accorto che gli errori in ricezione del passaggio sono aumentati. Anche il mister lo ha più volte richiamato per questo. La sua concentrazione è troppo bassa.
Mattia va anche a scuola e i professori gli fanno notare spesso che è “disattento”.
Le sue prestazioni sia scolastiche che sportive sono peggiorate notevolmente negli ultimi mesi. Il problema è aggravato dal fatto che Mattia non riesce a non pensare agli errori commessi nelle partite precedenti o ai brutti voti presi alle interrogazioni, andando così a compromettere anche le prestazioni successive.
“Sono frustrato e non ho più voglia di giocare, né di studiare”: questo è quello che Mattia ci dice quando lo conosciamo la prima volta.

Il problema di Mattia è molto comune nello sport . Gli atleti si lamentano spesso di non essere in grado di lasciar andare di errori o di concentrarsi nei momenti critici. Questo aspetto è uno dei temi che si affronta spesso in un programma di allenamento mentale perché per molti atleti non è facile riuscire a “de-condizionarsi dagli errori”. Vediamo allora una, delle diverse tecniche, che si possono usare in questi casi.

In inglese viene chiamata “Cue Statement”, in italiano può essere definita in molti modi, noi la chiamiamo “Frase di ancoraggio”.

Che cosa è una frase di ancoraggio?
Una frase di ancoraggio è una breve dichiarazione che ha lo scopo di rimettere a fuoco la vostra concentrazione . Le frasi di ancoraggio aiutano a smettere di pensieri negativi e distrazione che incidono sul rendimento . Queste dichiarazioni devono essere:

Personali  – Hai bisogno di trovare una dichiarazione spunto che funziona per te! Questa potrebbe essere una sola parola come ” duro” o ” dominare ” o una breve serie di parole. Un modo per sviluppare una dichiarazione spunto personale è quello di porre la domanda: “Se fossi il miglior atleta che potrei essere, come vorrei sentirmi, cosa vorrei trasmettere in campo?” Spesso cercando di rispondere a questa domanda emergono ricordi di episodi passati che possono essere anche esaminati in profondità con tecniche di imagery o tecniche di autoipnosi. Alla fine arriverete a trovare la parola o la frase che identifica per voi lo stato mentale desiderato.

Positive – Per essere efficace nella rifocalizzazione dell’attenzione dopo gli errori , una frase di ancoraggio deve essere positiva . Il self-talk negativo è stato collegato a cali di prestazioni e aumento di ansia . Quindi… la frase di ancoraggio deve permetterti di visualizzare cosa vuoi essere e non cosa non vuoi essere!

Corte – La dichiarazione spunto ideale permette di riorientare rapidamente, ma non interferisce con i pensieri necessari durante le prestazioni . Come accennato in precedenza , alcuni atleti preferiscono una sola parola come ” focus” , mentre altri utilizzano una breve dichiarazione personale, come “forte , concentrato, nel gioco. “

Mattia facendo questo esercizio ha scelto come frase di ancoraggio la parola “Stop!”. Per lui aveva un duplice significato: riuscire a stoppare correttamente la palla, intercettando bene i passaggi e stoppare i pensieri negativi che affollavano la sua mente durante la prestazione. Può essere utile associare la frase di ancoraggio con un gesto che siamo abituati a fare, un gesto riturale. Per Mattia questo gesto era darsi un pugno sul quadricipite femorale. La sensazione fisica, unita al richiamo di sensazioni mentali precisa lo ha aiutato, piano piano a rifocalizzare la sua attenzione sul gioco. Questa stessa tecnica l’ha utilizzata anche nello studio.

Come fanno le frase di ancoraggio a funzionare durante la gara ?
L’uso di una frase di ancoraggio per rifocalizzare l’attenzione durante la competizione non è difficile, ma ci vuole pratica . L’uso di una frase di ancoraggio in combinazione con un respiro profondo o con alcuni esercizi di respirazione diaframmatica permette di riorientare e diminuire la tensione muscolare causata dall’ansia .La continua e costante ripetizione (e qui è fondamentale l’allenamento) di un gesto (respiro o il pugno per Mattia), in combinazione con una parola o frase che richiama un determinato stato mentale permette al nostro cervello di generare un condizionamento che dopo un po’ di tempo diventerà via via più automatico permettendoci una rifocalizzazione dell’attenzione sempre più rapida.

E’ ovvio che l’allenamento mentale non si riduce solo a questo, ma questa tecnica è una delle più utilizzate nello sport, nella scuola e in generale può essere usata in tutte le situazioni stressanti. Molti manager che seguiamo intraprendono percorsi di coaching per miglioare le proprie prestazioni che prevedono l’utilizzo di molte tecniche usate anche in ambito sportivo.
Possiamo dire che questo esercizio è veramente utile per tutti coloro che devono affrontare una prestazione e hanno bisogno di focalizzare l’attenzione in modo selettivo, riducendo l’ansia ed eliminando pensieri disturbanti. Anche gli psicologi dello sport hanno le loro frasi di ancoraggio… ma queste… sono coperte da segreto professionale!!!! 😉

Training per l’ansia competitiva

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Training per l'ansia competitiva psicologia sportiva psicologia dello sport ottimizzazione prestazione sportiva miglioramento della prestazione sportiva mental training dvd cd atleti ansia da prestazione sportiva ansia competitiva allenamento mentale   L‘ansia da competizione è un problema molto diffuso tra gli atleti, a qualsiasi livello si trovino a competere.
Ma d’altronde, chi non ha mai provato ansia di fronte ad una prestazione importante?

L’ansia è una fisiologica reazione di paura che ogni essere umano prova di fronte ad una situazione nuova o potenzialmente rischiosa. Spesso si confonde l’ansia con la normale attivazione pre-gara.
E’ assolutamente normale sentire il cuore che batte più forte, il corpo che inizia a reagire prima di una competizione. Ma quando diventa un problema? Quando mi rendo conto che questa attivazione è eccessiva e produce un decadimento della mia prestazione.

Per capire meglio il processo dell’ansia competitiva, abbiamo realizzato un video esplicativo.

Come spiegato nel video, un atleta che si trovi a dover competere con l’ansia competitiva ha bisogno di apprendere alcune strategie efficaci nella gestione di questo aspetto emotivo:

– tecniche di rilassamento
– tecniche di disattivazione fisiologica
– tecniche di controllo e monitoraggio dei pensieri
– tecniche di de-condizionamento dalla paura

Il percorso “How to compete anxiety” è un servizio che ha l’obiettivo di fornire all’atleta alcuni di questi strumenti, insegnadogli attivamente come auto-gestirli e come applicarli all’interno del suo percorso di allenamento tradizionale.

Il materiale video e audio di supporto, oltre alle schede di allenamento consegnate all’inizio del training consentono all’atleta, una volta imparato come fare di competere l’ansia da competizione in modo rapido ed efficace.

Per saperne di più, scarica la brochure.

Cos’è la psicologia dello sport?

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Cos'è la psicologia dello sport? Torino psicologo dello sport psicologia sportiva psicologia dello sport miglioramento della prestazione sportiva mental training gladys bounous esperto in psicologia sportiva allenamento mentale alessandro simili   COS’E’ LA PSICOLOGIA DELLO SPORT?
La Psicologia dello Sport, nella sua definizione classica, è un ampio ramo della psicologia dove confluiscono diverse dottrine (psicologia, medicina, psichiatria, sociologia, pedagogia, filosofia, igiene, educazione fisica, scienze motorie, riabilitazione, ecc.) ed è pertanto un argomento di competenza multi – disciplinare aperto al contributo che ciascuno può portare sulla base della propria preparazione specifica. I settori della psicologia dello sport riguardano: lo studio della personalità dell’atleta, i fondamenti psicologici delle capacità motorie, la preparazione alle gare, la selezione degli atleti, la psicologia del gruppo e del singolo sportivo, dell’allenamento e della competizione e nello specifico lo stato mentale della prestazione d’eccellenza.

A CHI E’ UTILE?
La psicologia dello sport è utile per tutti coloro che vogliono lavorare sul migliorare la prestazione sportivo/motoria imparando a sfruttare al meglio le potenzialità della nostra mente. In generale, non si parla di percorsi di allenamento mentale vero e proprio al di sotto dei 16 anni. Ma tuttavia, anche prima di questa età, si può iniziare a “giocare” con la psicologia imparando alcune semplici principi dell’allenamento mentale.

QUANTO E’ UTILE…?
I percorsi di psicologia dello sport sono massimamente efficaci quando si rileva una discrepanza di risultato tra le prestazioni in allenamento e quelle in gara. E soprattutto quando queste differenze di prestazione non sono imputabili ad altre variabili (preparazione fisica, nutrizionale, carenze tecnico/tattiche).

CHE DIFFERENZA C’E’ TRA UN PERCORSO DI PSICOLOGIA DELLO SPORT E UNA PSICOTERAPIA O LA PSICONALISI?
La differenza sostanziale è che quando si intraprende un percorso di psicologia dello sport o allenamento mentale si lavora esclusivamente sulla prestazione. Non si va a toccare l’aspetto “patologico”, la famiglia di origine, i traumi passati, le relazioni affettive. Ci si concentra esclusivamente sulla performance sportiva e sul modo migliore per esprimere le potenzialità e raggiungere risultati. L’allenamento mentale va visto analogamente ai percorsi di preparazione atletica, tecnica o tattica, solo che si va ad allenare una parte intangibile del nostro corpo che si chiama “mente”.
Dunque la psicologia dello sport non ha nulla a che fare con la psicoterapia o la psicoanalisi anche se alcuni professionisti possono avere, nel loro percorso professionale, acquisito tali competenze.

LE RICHIESTE PIU’ FREQUENTI CHE GLI ATLETI CI RIVOLGONO

  • Gestione dell’ansia pre-regata
  • Regolazione dell’energia e gestione dei momenti di attesa pre-competizione
  • Tecniche di rilassamento
  • Aumento fiducia nelle proprie potenzialità
  • Gestione del sonno
  • Aumento autoefficacia
  • Aumento del “feeling”
  • Gestione dei cali di motivazione
  • Pianificazione e organizzazione delle competizioni
  • Miglioramento comunicazione nei gruppi e tra allenatore/atleta
  • Recupero psicologico dopo un infortunio

IN PRATICA…
Un percorso di allenamento mentale consiste in un incontro conoscitivo in cui atleta/allenatore e psicologo sportivo si conoscono e concordano un obiettivo di lavoro (valutando anche eventuali impedimenti nel procedere).
Si stabiliscono un numero di sedute ottimale per il raggiungimento dell’obiettivo prefisso che varia in media da 5 a 8 incontri.
Si stabilisce insieme se inserire nel processo di allenamento alcune sedute di allenamento sul campo (durante allenamenti) o di osservazione in gara. Questa opzione rende il lavoro estremamente più efficace perché diventa confezionato su misura alle esigenze del richiedente.
Fondamentale, per garantire l’autonomia dell’atleta, è la fase conclusiva del percorso che passa attraverso la verifica dei risultati ottenuti con l’allenamento mentale.

QUALI SPORT?
Tutte le discipline sportive possono trarre giovamento da un percorso di allenamento mentale, tuttavia questo deve essere calato nel contesto sportivo specifico, capendo bene le esigenze dei singoli atleti. Non possiamo certo pensare che, a livello mentale, le esigenze di un maratoneta siano identiche ad un centometrista. Questo aspetto fa parte integrante della professionalità dello psicologo a cui ci si rivolge.