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7 modi per sfruttare la Psicologia dello Sport nel lavoro

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance 7 modi per sfruttare la Psicologia dello Sport nel lavoro stress lavoro correlato psicologo dello sport Torino psicologia dello sport psicologia del lavoro mental training b-skilled allenamento

7 modi per sfruttare la Psicologia dello Sport nel lavoro

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Molto spesso ci capita di lavorare con atleti che non hanno la possibilità di vivere tramite i guadagni del loro sport, ma che si sostengono tramite un’attività lavorativa esterna al loro sport.

 

In questo articolo, quindi, vedremo come questi atleti possono sfruttare le loro capacità mentali acquisite per sfruttare il loro percorso di Psicologia dello Sport nel lavoro.

 

 

 

Prepararsi alla giornata lavorativa:

 

Esattamente come gli atleti si preparano alle competizioni importanti, essi possono prepararsi mentalmente alle giornate lavorative pesanti. Programmare la giornata, prepararsi allo stress quotidiano, organizzarsi ed essere resilienti ai fallimenti sono tutte abilità che possono essere riportate nel lavoro.

 

Definire obiettivi di carriera:

 

Tramite un percorso di Psicologia dello Sport, un atleta impara a creare i propri obiettivi per definire al meglio la propria carriera sportiva. Nello stesso modo può sfruttare queste capacità per porsi obiettivi SMART a breve, medio e lungo termine per la propria carriera lavorativa.

 

Bilanciamento vita personale e lavorativa:

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Una delle prime cose che un atleta impara è che le energie non sono infinite; esattamente come le macchine, abbiamo un limite di benzina che non possiamo superare se non vogliamo andare in burn-out.

Nella sua attività sportiva, un atleta, impara a gestire le proprie energie bilanciando correttamente la vita da agonista con quella personale. In questo contesto viene inserito anche il lavoro, con il quale bisogna riuscire a trovare il bilanciamento perfetto per rendere al meglio in tutti gli ambiti.

 

Concentrarsi tra le distrazioni:

 

Un’abilità che l’atleta impara a sviluppare all’interno dello sport è quella di concentrarsi nonostante tutte le distrazioni che possono accadere durante un allenamento o una partita. Aver la possibilità di riportare questa skill all’interno dell’ambito lavorativo, permetterà alla persona di ottimizzare le prestazioni senza sprecare tempo ed energie.

 

Lavorare sotto stress:

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Sullo stress all’interno dello sport sono state dette tante cose. Esistono infatti diversi programmi di Psicologia dello Sport che permettono agli atleti di migliorare la propria prestazione tramite una gestione ottimale dello stress. Nel mondo lavorativo le fonti di stress sono molto simili a quelle presenti all’interno dello sport (Aspettative, risultati, clima non favorevole, compiti difficili, prestazioni decisive…) e molto simili sono anche le modalità di gestione come il controllo del self-talk, l’attivazione psico-fisiologica, la gestione delle emozioni, ecc…, tutte tecniche per poter sfruttare al meglio la Psicologia dello Sport nel lavoro

 

Focalizzarsi sul compito e non sui risultati:

 

Quello che uno Psicologo dello Sport insegna all’atleta in un percorso di mental training è che è molto più importante la focalizzazione su obiettivi di prestazione e non sul risultato perché, tra i vari motivi, il compito è influenzato da molte più variabili che dipendono direttamente dal soggetto e non da situazioni esterne (avversario-competitor, situazioni avverse non controllabili, errori che non dipendono direttamente dalla persona…). Anche sul lavoro, focalizzarsi sul migliorare la propria prestazione e non solo sul raggiungere dei risultati, è un modo per migliorare la propria auto-efficacia.

 

Far fronte a conflitti e migliorare il lavoro di team:

 

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance 7 modi per sfruttare la Psicologia dello Sport nel lavoro stress lavoro correlato psicologo dello sport Torino psicologia dello sport psicologia del lavoro mental training b-skilled allenamento   Il lavoro in team comporta, alcune volte, a conflitti e avversità tra i membri del team. All’interno dello sport, come nel mondo lavorativo, è importante conoscere i modi per affrontare e superare questi conflitti e mediare tra le esigenze e le personalità differenti di tutta la squadra. Lavorare insieme al proprio team significa superare insieme tutte le avversità e lavorare per un obiettivo comune sfruttando al meglio le capacità e le competenze comuni. Un altro modo per sfruttare la Psicologia dello Sport nel lavoro è infatti il concentrarsi sulle tematiche di team.

 


 

Per maggiori informazioni, per curiosità o se vuoi iniziare un percorso di Psicologia dello Sport utile sia nello sport ma anche in altri ambiti di vita, contattaci a info@bskilled.it

Incrementare l’impegno

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Obiettivo formativo:BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Incrementare l'impegno Torino psicologia del lavoro psicologia aziendale outdoor training formazione esperienziale formazione aziendale
L’impegno profuso verso il raggiungimento di un obiettivo è determinato da numerose variabili psicologiche, oltre che da caratteristiche individuali di personalità. Dal punto di vista psicologico la qualità e la quantità di impegno investito per il raggiungimento di uno scopo è sicuramente legato alle spinte motivazionali, alla resilienza personale, allo stile di attribuzione causale, al senso di autoefficacia, alla tolleranza alla frustrazione e alla resistenza alla fatica.
A tutti è capitato di sentirsi dire: “Basta impegnarsi di più se vuoi raggiungere risultati!”. Questo è sicuramente vero, però per potersi impegnare di più è necessario conoscere e sviluppare alcune competenze psicologiche importanti.

Come lo abbiamo sviluppato:
Per  condurre i gruppi in un training con le finalità che abbiamo sopra descritto, abbiamo proposto un’attività outdoor invernale basata sui principi dell’alpinismo.
Il team si è trasformato in un team di soccorso alpino che è stato sottoposto a diverse prove fisiche, ciascuna delle quali richiamante diverse attività che vengono svolte da chi pratica alpinismo.

Il progetto prevede:

  • un prework che introduca il gruppo all’ambiente alpino e al concetto di imprevisto;
  • consegna dell’obiettivo della spedizione: trovare un disperso sotto un valanga;
  • equipaggiamento per la salita (ciaspole o sci da alpinismo);
  • diverse prove fisiche lungo il percorso per evidenziare alcuni aspetti del teamwork (gestione degli imprevisti, comunicazione, aiuto, resilienza, tolleranza alla frustrazione, organizzazione e strategia);
  • ricerca del disperso con apparecchiature ARVA;
  • costruzione della lettiga per il trasporto del ferito fino a valle;
  • possibilità di sosta e costruzione di un riparo per il ferito (la truna);
  • discesa a valle e de-briefing finale;
  • strategie per incrementare l’impegno per il raggiungimento di obiettivi aziendali;
  • carry-over dall’alpinismo all’azienda.

L’attività outdoor è di media/alta intensità fisica e conduce i partecipanti nella scoperta di alcuni aspetti fondamentali dell’alpinismo moderno.
Il lavoro di squadra, la resistenza alla fatica, l’organizzazione, la fiducia, l’aiuto reciproco e la strategia sono elementi fondamentali quando si è chiamati ad agire in alta quota in condizioni estreme.
Un’esperienza alpina di questo genere permette ai partecipanti di osservare i propri limiti, le proprie reazioni allo stress, la gestione dell’imprevisto e percepire il proprio senso di autoefficacia.
Ciascun partecipante sarà poi guidato nel riconoscere queste caratteristiche attraverso le riprese video e ad osservare le analogie con il proprio comportamento aziendale.
Il progetto può essere implementato con sessioni di coaching individuale e/o di gruppo per incrementare le aree di miglioramento sperimentate durante l’esperienza outdoor.

Guarda il video dell’esperienza

Sviluppo autoefficacia

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Sviluppo autoefficacia Torino psicologia del lavoro psicologia aziendale outdoor training formazione esperienziale formazione aziendale consulenza aziendale autoefficacia   Obiettivo formativo:
Il concetto di autoefficacia, ossia la percezione individuale di quanto mi sento capace nell’eseguire un determinato compito, è un aspetto molto importante della psicologia umana. Numerosi studi hanno evidenziato come questa competenza mentale sia collegata al livello di performance. Bassi livelli di autoefficacia si traducono in scarso impegno verso l’obiettivo, scarsa motivazione e basso rendimento. Vi rende conto quindi di quanto sia importante, all’interno di un’azienda, curare anche questo aspetto.

Come lo abbiamo realizzato:
Una delle nostre proposte ideate per incrementare il senso di autoefficacia personale si sviluppa all’interno di un parco avventure, ove i partecipanti possono mettersi alla prova in un percorso su corde alte sospese fra gli alberi.
Questa attività è particolarmente adatta all’obiettivo formativo in quanto va a stimolare alcuni processi mentali quali: concentrazione, gestione dell’ansia, riconoscimento delle proprie abilità, resilienza, gestione dell’imprevisto.

Il progetto prevede diverse fasi di lavoro:

  • un prework che introduce al tema dell’autoefficacia da realizzarsi prima dell’evento;
  • un briefing psicologico all’inizio dell’attività;
  • un briefing tecnico, dove i partecipanti vengono istruiti all’uso delle carrucole e delle misure di sicurezza;
  • ricognizione del percorso e prima autovalutazione personale sulle proprie convinzioni di efficacia;
  • 1 prova: esperienza a 2 metri di altezza;
  • autovalutazione personale sui cambiamenti nel senso di autoefficacia;
  • 2 prova: esperienza a 10 metri di altezza;
  • autovalutazione personale sui cambiamenti nel senso di autoefficacia e acquisizione di strategie per incrementare la fiducia personale;
  • 3 prova: esperienza a 18 metri di altezza;
  • ultima autovalutazione personale e profilo della performance;
  • de-briefing finale con riprese video e riflessioni sul ruolo dell’autoefficacia;
  • strategie per implementare il senso di autoefficacia;
  • carry-over

L’obiettivo formativo si sviluppa attraverso una modalità esperienziale in cui i partecipanti sono invitati ad intraprendere un’attività apparentemente banale che porta spesso a sopravvalutare la propria efficacia. Lo svolgimento dell’esperienza mostra tutti i limiti di questa sopravvalutazione e conduce il partecipante a riflettere (con l’aiuto delle autovalutazioni durante le varie prove) su quali sono i fattori che incidono, positivamente o negativamente, sul proprio senso di autoefficacia personale.
I trainer forniscono durante l’attività alcune strategie per la gestione di alcuni aspetti “invalidanti” il senso di autoefficacia, come ad esempio la modifica del linguaggio interno e il controllo dell’attivazione psicofisiologica. L’attività termina con il de-briefing in cui i partecipanti rivivono l’esperienza attraverso delle registrazioni video e iniziano a collegare gli aspetti vissuti con la loro quotidianità professionale.
La sviluppo di questo progetto prevede delle sessioni di coaching individuale o di gruppo per implementare le strategie di potenziamenteo dell’autoefficacia personale e collettiva.

Guarda il video dell’esperienza

Sport e Azienda: due ambiti, un unico approccio.

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Sport e Azienda: due ambiti, un unico approccio. Torino sport e azienda psicologia sportiva psicologia organizzativa psicologia dello sport psicologia del lavoro psicologia aziendale meccanismi mentali formazione esperienziale allenamento mentale   Crediamo fermamente che lo Sport e l’Azienda abbiano delle importanti aree di sovrapposizione. Il nostro obiettivo è attivare il dialogo tra questi due ambiti, non nel senso valoriale, non dal punto di vista del marketing, ma nel capire puntualmente cosa li accomuna in una prospettiva psicologica e di alta prestazione.

B-skilled nasce con due anime e dopo anni di lavoro nelle organizzazioni pubbliche e private, e a contatto con sportivi e federazioni abbiamo deciso di unirle in questo approccio. Ma questa storia, oltre che dalla nostra esperienza, nasce anche per motivi più profondi. I tempi che stiamo vivendo infatti sono complessi e allo stesso tempo ricchi di sfide e opportunità. La aziende sono cambiate e molto: a profondi cambiamenti strutturali sono seguiti cambiamenti di mentalità. La coesistenza con l’incertezza è una norma e la responsabilità, intesa come job ownership, è aumentata a tutti i livelli: a ogni attore organizzativo è richiesta più proattività e spirito d’iniziativa per miglioramenti e innovazioni. Il significato del proprio ruolo in poche parole va ridefinito come l’apporto alla organizzazione di appartenenza.

E proprio qui la nostra esperienza come professionisti e esperti in Psicologia di Sport interviene. Sappiamo quali sono le caratteristiche di sport considerati minori come appeal, ma non per questo inferiori come competenze mentali che bisogna mettere in atto. Dal biathlon alla scherma, dalla vela al motocross, dall’hockey al pattinaggio e agli sport  da combattimento per citarne alcuni. Lo sforzo profuso per questi sportivi è molto grande, ma non solo nella gestione della prestazione sportiva, ma anche in quello che è il procacciamento dello sponsor, l’organizzazione degli allenamenti, la gestione del tempo. Se torniamo alla perfomance dello sportivo allora le competenze cognitive più pregiate hanno un parallelismo significativo  con la “prestazione” aziendali.

Facciamo degli esempi. Lo sportivo che riesca a fare un salto mentale dall’essere un atleta all’essere un campione è quello sportivo che conosce, valorizza e porta in campo le proprie risorse. E ciò che in psicologia chiamiamo self-efficacy. In una logica aziendale chi percepisce e valorizza le proprie competenze soft e tecniche ha più credenza positiva nel raggiungere obiettivi, proprio perchè è capace di sfruttare al massimo le proprie capacità. Ma non finisce qui, avere la cultura dell’autoefficacia in azienda significa avere in mente anche qual’è la mappa del tesoro dei miei collaboratori e su quella sposto la mia attenzione. E questo permette di avere una leadership più diffusa e potenzialmente a tutti i livelli mettendo le persone in condizione di giocare al meglio con le carte che si hanno in mano.Fuoriclasse si nasce, ma Campioni si diventa. Cosi come Leader si diventa. Va da che è fondamentale allora capire quali sono le fonti e come alimentare nel tempo il senso di autoefficacia.

Ancora sul dialogo tra Sport a Azienda. La domanda che facciamo spesso nelle nostre aule è: quanto tempo passate in azienda? Dopo il dovuto tempo di riflessione qualcuno ci risponde “troppo”. Troppo, dal nostro punto di vista, vuol dire anche quanto pensiamo al lavoro quando siamo a casa o quanto riusciamo a staccare non appena usciti dall’ingresso e ci dirigiamo verso casa. Le ore lavorative inoltre sono molte più rispetto a quelle che passiamo a casa. Questo vuol dire molte cose: che la nostra identità professionale è importante e che è bene passare quindi con qualità il tempo al lavoro con relazioni proficue e soddisfazione professionale.Allora il lavoro importante è per una persona essere mindful. Avere mindulness vuol dire essere consapevoli di sè nel momento presente per favorire e cogliere tutte le opportunità dell’esperienza diretta. Vanno in direzione contraria aspettative, schemi, pregiudizi e sicuramente, riprendendo l’esempio, pensare in modo eccessivo al lavoro quando si dovrebbe essere nella piena zona personale. Tornando allo sport pensate per un attimo all’atleta che continua ad anticipare mentalmente la prestazione che andrà a fare. L’ansia è infatti anticipare in modo eccessivo, una sorta “memoria” del futuro. Gli atleti che realizzano performance di livello superiore, utilizzano “interruttori” mentali cercando lo stato mentale adeguato alla situazione. Questa è la grande competenza da conquistare nelle organizzazioni. Ma è solo un aspetto di cosa vuol dire praticamente avere piena consapevolezza e piena capacità di utilizzare le competenze.

Non intendiamo esaurire qui il discorso, ma l’articolo deve servire solo come spunto. Spunto per costruire finalmente un dialogo costruttivo e vicino al mondo delle aziende su che cosa realisticamente e fuor di metafora, lo sport, e nello specifico la psicologia dello sport può legittimamente “trasferire” alle organizzazioni.

Gestire l’e-vento inatteso con il team building in barca a vela

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Gestire l'e-vento inatteso con il team building in barca a vela Torino team working team building psicologia del lavoro psicologia aziendale outdoor training barca a vela   L’obiettivo di questo breve articolo è spiegare, alla luce dell’esperienza sul campo o meglio sul mare, quali sono le possibilità “visibili” e soprattutto “nascoste” che un team building in barca a vela può offrire alle aziende e qual è l’intervento che uno psicologo del lavoro e dello sport può offrire. Il team building in barca a vela è un’attività spesso proposta in azienda come strumento di formazione: la metafora della barca è infatti molto aderente alla realtà organizzativa:

Se proviamo a dare concretezza e pertinenza alla metafora possiamo generalmente supporre il seguente parallelismo:

  • la barca a vela come lo spazio aziendale e le risorse disponibili;
  • l’equipaggio come il team di lavoro;
  • il mare come il mercato in cui l’azienda “naviga”;
  • le variabili meteo-marine come gli imprevisti/l’inatteso con cui l’azienda deve interagire.
  • Possiamo quindi intendere con visibile tutto ciò che ha a che fare con il gioco di squadra, mentre con più nascosto tutto ciò che riguarda la strategia e la meteorologia.

Facciamo allora una prima puntualizzazione su tutte quelle competenze che sono naturalmente allenabili e più visibili quando si decide di intraprendere un training esperienziale di questa portata.

Dal punto di vista psicologico, le skills che si possono osservare in barca sono molteplici e sono le medesime che caratterizzano i professionisti nel loro lavoro quotidiano:

  • capacità di lavorare in gruppo
  • clima
  • lo stile di leadership
  • la capacità di rispettare i ruoli e di coordinarsi
  • la self-efficacy individuale e di gruppo
  • le strategie di comunicazione efficace
  • la gestione delle emozioni
  • la gestione delle emergenze
  • la capacità di adattamento
  • la gestione dello spazio comune
  • il processo decisionale
  • l’assertività
  • la disciplina e l’autocontrollo

Potremmo continuare ancora, è doveroso da parte nostra dire, per fare ordine, che possiamo lavorare sull’individuo come sul gruppo, su aspetti più hard come il metodo, il ruolo e gli obiettivi come su aspetti più soft come la leadership, la comunicazione e il processo. Senza contare, e questo è un aspetto fin troppo trascurato, la dimensione degli apprendimenti non pianificati in sede di progettazione.

Fin qui abbiamo parlato di aspetti più visibili. Proviamo ora, come accennato all’inizio a identificare e dialogare con potenzialità più “nascoste” nel lavoro in barca a vela.

Abbiamo toccato con mano quanto oramai il confine di un’organizzazione sia molto più sfumato: quello che succede in un lontano paese ha un’incidenza quasi immediata nel mio lavoro, “l’effetto butterfly” si misura nel breve periodo. Le stesse aziende sono un via vai di consulenti: l’outsourcing e abbattimento dei costi sono vitali per il “galleggiamento” di un’azienda che opera in un mercato competitivo e non solo.

Alla luce di queste considerazioni una variabile non più solo episodica e eccezionale, ma diventata una costante nelle organizzazioni è l’incertezza. Non è una variabile dalla sola accezione negativa, ma è costitutiva e generativa dell’esperienza organizzativa. Riconoscerla è fondamentale e i modelli stessi e le prassi adottate rischiano di essere incomplete e limitanti.

Ecco che in questo punto diventa interessante e stimolante lavorare con le potenzialità nascoste di un team building in barca a vela per cogliere appieno e metaforicamente questi aspetti.

Proprio considerando la situazione socio-economico nei tempi che stiamo vivendo con un risvolto a dir poco “tellurico” per le aziende, la metafora del clima calza a pennello, proprio perchè rilevante e pertinente. Tradotto in termini pratici vuol dire in sede di formazione lavorare con i partecipanti ad anticipare l’inatteso.

Questo dimensione parla un linguaggio nuovo, da qui il titolo “oltre” la barca a vela. Linguaggio nuovo in quanto si tratta di esercitare skills più raffinate, più vicine allo spirito del tempo attuale. Non è banale infatti costruire un valore assieme alle persone su cos’è un e-vento inatteso, quali sono i meccanismi che anticipano in modo negativo una situazione e come, in termini pratici, anticipare, prefigurare a essere pienamente mindful o concentrati. Proprio qui, il lavoro ad esempio con la meteorologia, rappresenta un’interessantissima analogia con l’azienda e il sui ambiente di riferimento per allenare innanzitutto la consapevolezza e poi, come in termini pratici, trasferire nella propria organizzazione questa variabile (carry-over).

E poi l’obiettivo. La direzione che la barca deve prendere o meglio quello che il gruppo ha deciso di intra-prendere. Anche qui la il lavoro con la strategia e con gli obiettivi, sapendo esattamente come si muove una barca a vela che la pianificazione assoluta è un’utopia e che la direzione necessita continui accorgimenti, virate, prese di decisione ed ad un lavoro complesso più che comlicato.

L’esperienza in barca a vela in sintesi ha il vantaggio accelerare il processo facendo emergere dinamiche individuali e di gruppo in tempi relativamente brevi, essendo una situazione che “rompe” i normali schemi di pensiero e facilita la “caduta” della maschera individuale (come se fosse un role-play). E’ così facile per i facilitatori poter osservare e filmare le persone mentre agiscono senza censura, mettendo in campo i comportamenti automatici, evidenziando così gli schemi efficaci da valorizzare e eventuali schemi disfunzionali da portare a conoscenza e migliorare. Un lavoro quindi su potenzialità visibili (fattori di base) e un lavoro su potenzialità meno visibili (fattori di ordine superiore)

Il lavoro dello psicologo aziendale che propone all’azienda questo tipo di esperienza è molteplice:

  • in primis, dall’analisi dei bisogni identifica le skills che l’azienda desidera implementare;
  • attraverso l’osservazione e il feedback aiuta i partecipanti a diventare consapevoli del proprio comportamento e della modalità con cui manifestano le suddette skills;
  • propone delle situazioni in cui i partecipanti sono obbligati a mettere in campo e allenare le skills in questione, con il supporto dei facilitatori che forniscono strumenti psicologici adeguati per lo sviluppo e il potenziamento delle competenze.

Fare una formazione esperienziale in barca a vela è quindi molto di più di fare un semplice giro in barca e spesso sono le stesse aziende a non cogliere appieno le potenzialità di questa esperienza formativa, soffermandosi maggiormente sulla parte ludica ed emotiva che caratterizza il momento in cui si è in barca.

Ma poichè l’obiettivo ultimo di questo tipo di formazione non è regalare una gita alternativa, così come non è insegnare alle persone ad andare in barca, riteniamo che vi siano alcuni aspetti spesso trascurati dalla formazione (come delineato sopra)

E sono proprio quegli aspetti su cui il gruppo può essere invitato a lavorare e, in molti casi, rappresentano i veri momenti formativi perchè pongono il soggetto e il gruppo in una vera “learning zone” dove diventano protagonisti attivi aldilà del divertimento che si può provare in barca, proprio il tempo che stiamo vivendo impone più responsabilità da parte di tutti e a tutti i livelli.

Per questo motivo parliamo di team building “oltre la barca”. E per fare questo è necessario che il team formatori sia composto da professionisti con competenze diverse e specialistiche.

Il nostro team di lavoro si avvale della consulenza di skipper formati alle dinamiche aziendali e con competenze specialistiche nell’analisi delle variabili meteo-marine.

L’armamento della barca, il carteggio, lo studio e l’analisi delle condizioni meteo-marine sono aspetti spesso molto trascurati nei sailing teambuilding, eppure rappresentano un’occasione meravigliosa per osservare e allenare le skills individuali e di gruppo.