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5 modi per migliorare la vostra autoefficacia nello sport

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance 5 modi per migliorare la vostra autoefficacia nello sport Torino self-efficacy psicologia dello sport mental training dinamiche mentali autoefficacia

5 modi per migliorare la vostra autoefficacia nello sport.

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Una delle dinamiche mentali più potenti che sostengono la pratica sportiva è sicuramente l’autoefficacia. Spesso confusa con il termine “autostima”, l’autoefficacia è la fiducia nelle proprie capacità all’interno di una situazione specifica. L’autostima invece è una visione più allargata della propria personalità e, nello sport soprattutto, ha un’influenza minore sulla performance rispetto all’autoefficacia.

Per esempio io posso considerarmi una persona simpatica e con facilità di apprendimento ma se vengo messo per la prima volta su di un campo da golf con una mazza in mano senza mai essermi allenato, la mia autoefficacia sarà bassissima. Viceversa uno può anche considerarsi una persona timida ed introversa ma se è capace di mettere 10 canestri su 10, la sua autoefficacia nei tiri liberi sarà sicuramente alta e utile a raggiungere il proprio scopo e la propria performance.

Potete anche essere il più forte, più alto, più potente atleta sul campo, ma se non siete sicuri nelle vostre abilità, avrete problemi a raggiungere i vostri obiettivi. Lavorate per migliorare la vostra autoefficacia, mettendo lo stesso impegno che dedicate allo sviluppo delle vostre competenze specifiche per lo sport, e vi accorgerete di quanto migliorerà la qualità della prestazione.

Se non sapete come farlo, ecco 5 consigli della psicologia dello sport per poter migliorare la vostra autoefficacia:

 

Rendetevi conto che l’autoefficacia oscilla

La fiducia in se stessi, per tutti gli atleti (anche di alto livello) ha sempre dei momenti più alti e dei momenti più bassi ma non è mai o tutto o niente. E ‘uno stato d’animo che oscilla, quindi non vi abbattete se la vostra autoefficacia, in un certo momento, è bassa. Basta concentrarsi sul proprio miglioramento, e la vostra fiducia farà altrettanto.

 

Concentrarsi su se stessi, non sugli altri

Invece di pensare a quello che stanno facendo i vostri avversari o i vostri compagni di squadra, concentratevi esclusivamente sulla vostra prestazione e su come potrete migliorare. Questa è la vostra carriera da atleta, quindi è necessario concentrarsi su ciò che è necessario fare per migliorare ogni giorno. E quando si migliora come atleta, l’autoefficacia aumenta di conseguenza.

 

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Focalizzatevi sul successo giorno per giorno

Quando si ha un successo in allenamento, in partita, o anche soltanto in palestra (basta anche il più piccolo dei successi), la vostra autoefficacia aumenta. Se la vostra fiducia in voi stessi aumenta di una piccola quantità ogni giorno, provate a pensare a come sarà il vostro livello fra un mese, fra sei mesi o fra un anno!

 

Concentratevi sulla prestazione, non sui risultati

Quando ci si concentra su come migliorare il proprio rendimento si diventa più fiduciosi perché ci si concentra su qualcosa di cui si ha il controllo. Non è possibile, ovviamente, controllare i risultati, infatti potrete anche fare la vostra migliore prestazione in assoluto ma se l’avversario è più forte, il risultato sarà negativo. Se siete concentrati sulla prestazione, rimarrete magari delusi dopo una sconfitta, ma la vostra autoefficacia rimarrà alta, perché saprete di aver dato il vostro meglio.

 

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance 5 modi per migliorare la vostra autoefficacia nello sport Torino self-efficacy psicologia dello sport mental training dinamiche mentali autoefficacia Concentratevi su ciò che state facendo

Imparare dai propri errori è importante, ma non ha senso rimanere a rimuginare su di essi.

Se passate troppo tempo a pensare ai vostri errori, la vostra autoefficacia andrà a scemare. Se comincerete a concentrarvi sulla vostra prestazione e su come poter dare il vostro meglio, senza focalizzarvi eccessivamente sugli errori, aumenterà la fiducia che provate verso voi stessi.

 

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Questi consigli su come aumentare l’autoefficacia sono utili per ogni sportivo che pratica sport di qualsiasi livello. Se però sentite di aver bisogno di un percorso professionale per aumentare la vostra autoefficacia contattaci pure a info@bskilled.it e avrai a disposizione un team di psicologi dello sport a tua disposizione!

Riflessioni dal 50° Convegno di Psicologia dello Sport

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Riflessioni dal 50° Convegno di Psicologia dello Sport biofeedback allenamento mentale

   Insieme a tanti altri professionisti della Psicologia dello Sport, anche B-Skilled ha partecipato al 50° Convegno di Psicologia dello Sport (Organizzato dall’ISSP) svoltosi a Roma il 19 e il 20 Aprile. Il tema del Convegno era “A bridge from the past to the future” con l’obiettivo di ricordare il primo convegno che, inaugurato da Ferruccio Antonelli, si è svolto proprio nella sede di Roma nel 1965. In questa rassegna, l’obiettivo è quello di raccogliere gli spunti principali che sono emersi dal Convegno.

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From the past…

    Ricordare che il primo convegno internazionale di Psicologia dello Sport si è svolto proprio in Italia, è stato sicuramente un momento molto emozionante per tutti i professionisti italiani presenti al convegno. Grandi nomi della Psicologia dello Sport italiana come Alberto Cei o Fabio Lucidi hanno raccontato le basi culturali che hanno portato un team di psicologi dello sport, rappresentati da Ferruccio Antonelli, nel 1965, a riunirsi per il primo Convegno di Psicologia dello Sport. Da quel momento è nato un movimento che ha portato, all’interno dello sport, una figura fondamentale che, nonostante le difficoltà, sta facendo conoscere sempre di più la propria utilità in qualsiasi livello sportivo.

…To the future

    Durante il convegno abbiamo potuto assistere a vari interventi molto interessanti che hanno illustrato come le nuove tecnologie potranno essere un supporto utile allo psicologo che lavora nell’ambito dello sport. I vari professionisti che hanno preso parte al convegno hanno potuto imparare come, tramite strumenti di neuro-imaging cerebrale, non sia possibile soltanto fare (utilissima) ricerca nel campo psicosportivo, ma sia possibile applicarle nel lavoro quotidiano del preparatore mentale al supporto di squadre o atleti. Oltre agli strumenti di neuro-imaging, ci sono stati spunti interessanti anche sull’evoluzione di strumenti come il bio-feedback o le realtà virtuali applicate all’allenamento mentale.

Prospettiva ecologica 

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Riflessioni dal 50° Convegno di Psicologia dello Sport biofeedback allenamento mentale     Il fatto di poter assistere ad interventi da parte di professionisti provenienti da diverse nazioni europee e mondiali, ci ha permesso di avere una visione più globale di quello che è il lavoro dello psicologo dello sport.

La rivoluzione che sta avvenendo negli ultimi anni è quella che, all’interno del lavoro di allenamento mentale, non considera più soltanto il singolo atleta o la singola squadra come obiettivo principale del lavoro, ma sta piano piano cominciando a considerare, in una prospettiva sempre più ecologica, tutto quello che sta attorno alla figura del singolo atleta: dalle relazioni con le figure importanti, all’ambiente fisico nel quale l’atleta si trova ad allenarsi o a passare la maggiorparte del suo tempo. Ovviamente, per permettere questo, lo psicologo deve avere la possibilità di collaborare con facilità con diverse istituzioni che ruotano all’interno del mondo dello sport; e questo ci porta all’ultimo punto…

La figura dello psicologo dello sport in Italia

     Nonostante il primo Convegno di Psicologia dello Sport sia avvenuto in Italia 50 anni fa e sia stato proprio un italiano a dare inizio a tutto ciò,  è purtroppo emerso, durante il convegno, un senso di arretratezza della figura dello psicologo dello sport in Italia rispetto ad altre nazioni europee e mondiali.

Quando parlo di arretratezza (usando un termine volutamente forte) non intendo a livello di tecniche o strumenti utilizzati, poiché abbiamo avuto la possibilità di ascoltare tanti professionisti italiani che utilizzano tecniche all’avanguardia. L’arretratezza dello psicologo dello sport italiano è dovuto dal fatto che, a differenza di altre nazioni, non abbiamo, nel mondo dello sport, il giusto riconoscimento che ci spetta in quanto professionisti.

L’apoteosi di questo è avvenuta quando ci è stato fatto notare, da un grande professionista straniero, che anche all’interno del sito del CONI, non vi è alcuna menzione alla figura dello psicologo dello sport, neppure nella pagina delle associazioni (in cui compare, ahinoi, addirittura un ente di collezionisti olimpici e sportivi). Nonostante l’apertura del Presidente Malagò, non ci sono riconoscimenti importanti per noi psicologi dello sport, quando all’estero è impensabile che le federazioni sportive o le maggiori squadre e società non abbiano, all’interno del loro staff, uno psicologo dello sport.

Senza scendere nei particolari di quali potrebbero essere le cause di questa arretratezza, quello che possiamo portarci a casa noi psicologi dello sport è che è ora di rimboccarsi le maniche e cominciare a lavorare non solo per se stessi ma per cercare di migliorare la situazione a livello nazionale e, per fortuna, c’è l’idea che qualche cosa si stia muovendo…

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