articoli

La genitorialità nello sport: alcuni spunti operativi

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance La genitorialità nello sport: alcuni spunti operativi sport giovanile sport sergio costa genitorialitò genitorialità genitori nello sport formazione bambini

 

In questo articolo, il collega Sergio Costa (www.sergiocostapsicologosport.com) esplora il mondo della genitorialità nello sport attraverso i dati emersi da alcune ricerche scientifiche.BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance La genitorialità nello sport: alcuni spunti operativi sport giovanile sport sergio costa genitorialitò genitorialità genitori nello sport formazione bambini

Nell’ultimo decennio è cresciuto notevolmente l’interesse accademico nei confronti dei genitori e del loro coinvolgimento nello sport giovanile, fornendo spunti interessanti sui fattori di stress, sulle esperienze e sui comportamenti positivi e negativi associati alla genitorialità (Holt & Knight, 2014).

Il genitore, che lo voglia o no, fa sempre un investimento sul figlio in termini di emozioni e aspettative, e convive anche lui con una serie di fattori stressanti, quali aspetti organizzativi e preoccupazioni relative allo sviluppo che possono condizionarlo, se non gestite bene. La consapevolezza di sé e delle proprie capacità è un elemento fondamentale sia nella carriera di un atleta che in quella del genitore, soprattutto se stiamo parlando di giocatori in fase giovanile.

Quali sono quindi le caratteristiche che dovrebbe avere il genitore e quale dovrebbe essere il suo ruolo?

Mi piacerebbe pensare al genitore che contribuisca alla crescita del proprio figlio, che lo stimoli e lo esorti se ne ha bisogno, o che ascolti le sue impressioni, le sue difficoltà e i suoi dubbi. Che partecipi alle esperienze del proprio figlio e lo aiuti a confrontarsi con il maestro e con i suoi problemi, che gioisca con lui per i successi ottenuti e lo conforti in caso di necessità.

Knight e colleghi (2010) hanno evidenziato che i giocatori di tennis junior dichiaravano di desiderare caratteristiche e modalità genitoriali differenti a seconda della situazione. Prima delle partite, infatti, i ragazzi preferivano comportamenti e suggerimenti legati al match che dovevano affrontare, mentre durante la competizione, volevano che i loro genitori si concentrassero più sullo sforzo e l’atteggiamento piuttosto che sul tennis giocato, abbinando comportamenti non verbali positivi (come espressioni facciali e posizioni del corpo) e commenti di aiuto e supporto.

Concludendo, dato l’impatto che i genitori possono avere sulle esperienze sportive e di crescita dei loro figli, diventa fondamentale progettare un programma per aiutarli a capire e gestire il loro ruolo, il modello aspettativa-valore e l’importanza dell’intelligenza emotiva (Horn e Horn, 2007; Harwood e Knight, 2015).

Molte società, per affrontare questo problema, fissano un decalogo, consigliando i genitori di sdrammatizzare, incoraggiare, esaltare i risultati positivi e alleggerire le sconfitte. Spesso li obbligano a non entrare in campo e negli spogliatoi, di lasciare che la borsa se la portino i ragazzi da soli e di non discutere con l’allenatore di aspetti tecnici o tattici, nonché di rispettare i compagni e gli altri genitori, senza tuttavia riscontrare spesso grande successo.

Vicent e colleghi (2015) suggeriscono di dare l’opportunità ai genitori di conversare su una tematica, di esplorare e confrontare le proprie esperienze, piuttosto che creare una serie di lezioni ed incontri formativi, utili ma fini a sé stessi. Seguendo infatti la teoria dell’autodeterminazione (Ryan e Deci, 2002), è solo attraverso l’autonomia, la relazione e la competenza, creata attraverso un lavoro sulla consapevolezza di sé, che si riesce ad ottenere un clima basato su una forte motivazione intrinseca utile al cambiamento e all’apprendimento del genitore.

Se volete approfondire la tematica: http://www.bskilled.it/il-perfetto-genitore-sportivo/

BIBLIOGRAFIA

  • Harwood, C. G., Knight, C. J., The role of parents in the development of tennis players: The past, the present and the future. Journal of Medicine and Science in Tennis, 17, 2012, 9–15.
  • Harwood, C. G., Knight, C. J., Parenting in youth sport: A position paper on parenting expertise. Psychology of Sport & Exercise, 16, 2015, 24–35.
  • Harwood C.G., Knight C.J., Parenting in sport. Sport Exerc. Perform. Psychol, 5, 2016, 84-88.
  • Holt, N. L., Knight, C. J., Parenting in youth sport: From research to practice. London, England: Routledge, 2014.
  • Horn, T. S., Horn, J. L., Family influences on children’s sport and physical activity participation, behavior, and psychosocial responses. In G. Tenenbaum & R. C. Eklund (Eds.), Handbook of sport psychology (3rd ed., pp. 685–711). Hoboken, NJ: Wiley, 2007.
  • Knight, C. J., Boden, C. M., Holt, N. L., Junior tennis players’ preferences for parental behaviors, Journal of Applied Sport Psychology, 22, 2010, 377–391.
  • Vincent A. P. and Christensen D. A., Conversations with Parents: A Collaborative Sport Psychology Program for Parents in Youth Sport, Journal of Sport Psychology in Action, 6, 2015, 73–85.

Superare i momenti di “crisi” come squadra

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Superare i momenti di "crisi" come squadra team building team squadra resistenza resilienza pressione mental training durezza mentale collective psychological collapse collasso psicologico collettivo

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Superare i momenti di "crisi" come squadra team building team squadra resistenza resilienza pressione mental training durezza mentale collective psychological collapse collasso psicologico collettivo

Uniti si vince, ma superare i momenti di crisi come squadra è un aspetto molto complesso della preparazione mentale di un team.

Perdere una partita importante all’ultimo minuto?
Una scarsa prestazione contro avversari tecnicamente più deboli?
I giocatori che “perdono la testa” nei momenti delicati della partita importante?

Questi sono solo alcuni segnali che potrebbero far pensare ad un “collasso psicologico collettivo”. La capacità di affrontare efficacemente questi momenti di crisi psicologica è una competenza che ogni team dovrebbe possedere.

Il workshop proposto mira a fornire alle squadre alcuni strumenti fondamentali per la gestione efficace di queste fasi di gara, migliorando la resistenza mentale e la capacità collettiva di fronteggiare lo stress.

Contattaci per avere maggiori informazioni sul programma e sui costi.

Approfondiamo un pò il concetto di collasso psicologico collettivo.

In generale il collasso collettivo può accadere in due modi: nel primo caso la squadra mostra un radicale decremento della prestazione durante uno specifico match. Nel secondo caso, il match comincia già con una prestazione sotto il livello minimo di prestazione, parametrato rispetto alle prestazioni abituali della squadra. Nella dinamica del collasso collettivo sono coinvolti tutti i giocatori e per questo motivo viene considerato un fenomeno sociale, con alti livelli di “contagio” tra un giocatore e l’altro. Alla base di questo fenomeno viene sempre preso in considerazione il livello di pressione a cui la squadra è sottoposta.

Se vuoi scoprire come abbiamo affrontato una situazione simile con una squadra, leggi il nostro articolo, pubblicato sulla Rivista Movimento – Volume 33 – n.2/3.

Sport mental coaching: le verità nascoste che forse non sapete!

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Sport mental coaching: le verità nascoste che forse non sapete! sport psicologo dello sport Torino psicologo dello sport psicologia sportiva psicologia dello sport mental training mental coaching coaching

In un mondo del lavoro sempre più globale abbiamo visto il proliferare di termini inglesi che sono diventati ormai parte abituale del nostro patrimonio linguistico . Tuttavia, in talune circostanze, questo “chiamare le cose con altri nomi” ha generato confusione nelle persone, se non addirittura disinformazione. Vogliamo quindi ragionare insieme su due termini molto diffusi in psicologia dello sport: lo sport (mental) coaching e il mental training.

In diverse circostanze ci siamo sentiti dire: “Ma voi, come psicologi dello sport fate anche coaching? Perché un mio amico dirigente ha chiamato un mental coach nella sua società e fa delle cose straordinarie con gli atleti!”. Un moto di emozione pervade l’animo del serio psicologo dello sport che oscilla fra lo stupore e la rabbia tentando di spiegare qualcosa che dovrebbe essere ovvio ma che purtroppo, in un mare di disinformazione, è andato perduto.

E allora permetteteci di guidarvi alla scoperta di verità nascoste…

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Sport mental coaching: le verità nascoste che forse non sapete! sport psicologo dello sport Torino psicologo dello sport psicologia sportiva psicologia dello sport mental training mental coaching coaching   Il termine coaching compare nel mondo sportivo tanti anni orsono e viene spesso utilizzato come sinonimo del nostro termine italiano “allenatore”. Ma poiché col tempo si è capito che nello sport l’allenamento verte su molti aspetti, compreso quello mentale, ecco che all’estero hanno iniziato a parlare dei “mental coach” ossia gli allenatori mentali. La moda si è diffusa presto anche da noi perché il moderno “mental coach” è sicuramente più figo, più efficace e più al passo con i tempi dell’ormai desueto e italianissimo “psicologo dello sport”.
Inizialmente questo gioco linguistico è servito per dare una ventata di internazionalità ad una professione, che, ricordiamo, nasce in Italia. Il primo congresso internazionale degli allenatori mentali (anche detti psicologi dello sport!) è stato organizzato da un italiano, Ferrucci Antonelli, nel 1965, a Roma (non a New York!). Ma nel tempo la sferzata markettara ha assunto una dimensione diversa e, a nostro avviso, non corretta. Si è iniziato a pensare che il “coach mentale” facesse qualcosa di profondamente diverso da quello che da più di 30 anni facevano i colleghi psicologi impegnati nell’ambito sportivo. Qualcosa di più moderno, qualcosa di più efficace… qualcosa che non c’entra nulla con la psicologia che, per molti, è ancora solo quella disciplina sanitaria che cura le patologie mentali! E in questa confusione generale, condita da disinformazione qualcuno ha iniziato a trasformare una competenza, il “coaching” in una professione il “coach”.

E’ come se i preparatori tecnici di uno sport (gli allenatori) si sentissero dire dalla propria società: “Abbiamo trovato qualcuno che può fare il tuo lavoro, una nuova figura professionale, il technical coach! Sai in America va alla grande…” “A si? E cosa fa di diverso da me in campo?” “E sai… lui non allena ma fa coaching!” “Ok, e cosa fa di diverso da me?” “ehmm…. Ahmmm…. Lui comunica con i giocatori e favorisce l’apprendimento della tecnica e della tattica…” “Ok, quello che faccio anche io… e cosa altro fa di diverso da me?” “Lui fa coaching, tu alleni…”.
Vi sembra paradossale? Perché è esattamente la situazione che viviamo noi psicologi sportivi, quotidianamente, quando dobbiamo spiegare e motivare la nostra professione!

Partiamo dunque dalla definizione di “professional coaching” data dall’International Coaching Federation (ICF) per scoprire una meravigliosa verità! Alla domanda “Cos’è il coaching?” La risposta è: “una partnership con i clienti che, attraverso un processo creativo stimola la riflessione, ispirandoli a massimizzare il proprio potenziale personale e professionale.” Wow… ma a questo punto qualche collega psicologo dello sport inizierà a dire: “Ma è esattamente quello che faccio io!”

Ecco la prima verità nascosta: “Lo psicologo dello sport fa coaching!”

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Sport mental coaching: le verità nascoste che forse non sapete! sport psicologo dello sport Torino psicologo dello sport psicologia sportiva psicologia dello sport mental training mental coaching coaching   Bene, ma allora cosa fa di più il coach rispetto allo psicologo? Continuando la citazione tratta da ICF: “E’ responsabilità del coach scoprire, rendere chiari e allineare gli obiettivi che il cliente desidera”. Ma anche lo psicologo lo fa…
“Guidare il cliente in una scoperta personale di tali obiettivi”. Ok, ma ancora non mi è chiaro che cosa fa un coach di diverso dallo psicologo dello sport!
“Fa in modo che le soluzioni e le strategie da seguire emergano dal cliente…” Ok, anche questa cosa è alla base del lavoro psicologico. Ma quindi cosa fa un mental coach che non fa lo psicologo dello sport???? La risposta è niente!!!

Seconda verità nascosta: “Il coach non fa nulla di più di quanto uno psicologo sportivo normalmente faccia nella sua pratica professionale!”.

Avete capito bene! “Ma io ho visto che in Italia esistono delle associazioni professionali per il coaching!!” Si, ma sono associazioni private che non abilitano ad una professione.

Terza verità nascosta: “Il coaching è un insieme di competenze che non possono sovrapporsi ad una professione regolamentata quale quella dello psicologo”.

Vabbè ma in pratica, aldilà di questa precisazione teorica, cosa fa in pratica un professionista che fa coaching? Sempre basandoci sulle definizioni riconosciute a livello internazionali, si parla di coaching facendo riferimento ad un processo basato su domande strutturate (da parte del coach) in grado di favorire la consapevolezza e la messa in campo di strategie per la risoluzione dei problemi o l’ottimizzazione del potenziale umano.

Ah… ma quindi il coach fa domande e basta? Se è un vero coach si! Noi, per esempio, utilizziamo un modello di coaching ampiamente utilizzato a livello internazionale, sia nello sport che in azienda, il modello GROW. Questo modello di coaching prevede una sequenza strutturata di domande in cui il coach non interviene mai con suggerimenti personali o proposte di tecniche. Anche perché il presupposto sui cui si basa il processo di coaching è che la persona possieda già tutte le competenze necessarie per raggiungere il suo obiettivo personale o professionale. Il ruolo del coach è quello di aiutare la persona ad avere maggiore chiarezza sugli steps operativi e sulle azioni da pianificare nel tempo per raggiungere tali obiettivi.

Quarta verità nascosta: “Il coach lavora sul favorire l’autoconsapevolezza personale attraverso una metodologia di colloquio strutturato attraverso domande”.

“Ma il mental coach che è venuto nella nostra società ci ha insegnato diverse tecniche ed esercizi per migliorare il nostro assetto mentale…”. E allora non stava facendo coaching! Quindi ha utilizzato impropriamente un termine per identificare il suo lavoro… Se vi ha fornito degli strumenti per sviluppare competenze che non possedevate o se vi ha insegnato delle tecniche di ottimizzazione mentale stava facendo “training” (trad. formazione, allenamento) e non “coaching”.
E parlando di “mental training” scopriremo altre interessanti verità… ma lo faremo in un altro post!

In conclusione speriamo di avervi condotto alla scoperta di qualcosa che forse non sapevate e speriamo che sempre meno persone cadano nella trappola della disinformazione psicologica!

Vi lasciamo dunque  un’ultima e assoluta verità nascosta: lo psicologo dello sport é anche un coach, ma spesso non è vero il contrario!!!

La trappola dell’esperto in psicologia dello sport

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance La trappola dell'esperto in psicologia dello sport Torino psicologo dello sport Torino psicologo dello sport psicologia dello sport psicologia dello psort psicologia

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance La trappola dell'esperto in psicologia dello sport Torino psicologo dello sport Torino psicologo dello sport psicologia dello sport psicologia dello psort psicologia   Torniamo nuovamente ad affrontare un tema banale ma, evidentemente, non scontato: chi può esercitare in qualità di psicologo dello sport? La risposta è quanto mai semplice, quasi tautologica: può esercitare come psicologo sportivo uno psicologo, regolarmente iscritto all’albo professionale!!!

E c’era bisogno di scrivere un articolo?
Ebbene si, perché giusto qualche giorno fa l’ennesimo atleta si presenta nel nostro studio e ci dice (dopo diverse sessioni di lavoro svolte insieme):

“Il mio allenatore è convinto che avrei bisogno di lavorare sulla mia autostima, e mi ha proposto queste tecniche…!”
“Ah interessante! Allora anche lui ha studiato psicologia?”
“No, ma sta facendo un corso per diventare esperto in psicologia dello sport!”

A questo punto, un brivido corre lungo la nostra schiena per due motivi: il primo è che quanto è stato consigliato all’atleta è stato un estratto di psicologia spicciola che ha messo quanto mai in confusione il ragazzo e la seconda è perché… non esiste un corso per diventare psicologo dello sport!!! O meglio esiste, ma è molto diverso da quello che normalmente si immagina seguendo la logica molto italica del “in fondo siamo tutti un po’ psicologi!”.

Facciamo un salto indietro nel tempo e arriviamo al lontano 1989 quando venne emanata la legge 56/89 per istituire una professione regolamentata: lo psicologo!
In questo testo vengono elencati i requisiti per poter esercitare in qualità di psicologo e vengono poste le basi a tutela della popolazione che da quel giorno non ha più dovuto barcamenarsi in un mondo fatto di confusione, dove c’era poca differenza tra stregone, consigliere, prete o un professionista pagato per fare quattro chiacchiere! A distanza di quasi 30 anni però vediamo ogni giorno spuntare gli “esperti in psicologia” e quindi ci sembra doveroso fare chiarezza per aiutare le persone a non cadere nelle “trappole degli esperti”!

Esperto: dal vocabolario, colui che ha acquisito una lunga pratica in un determinato campo o conosce bene un determinato argomento di studio o lavoro. Sul concetto di “lunga pratica” ci si pone la domanda: quanto lunga? In uno studio del 1993 del professor Anders Ericsson dell’università del Colorado (The role of deliberate practice in the acquisition of expert performance), venne proposta una teoria secondo la quale per diventare esperto in una disciplina si necessitano almeno di 10.000 ore di pratica! Seguendo questo ragionamento viene difficile pensare che basti un corso di un centinaio di ore (a volte anche meno!) per diventare esperto in psicologia dello sport. Se però, alla formazione specifica in psicologia dello sport, sommiamo le ore investite nel percorso di laurea in psicologia con annessi tirocini formativi, ecco che i numeri si avvicinano vertiginosamente. Ha dunque un senso logico, per uno psicologo che dopo la laurea ha seguito un percorso formativo specifico in psicologia dello sport, definirsi esperto.
Ed ecco un altro annoso dilemma: “Ok, io non ho fatto psicologia, però ho seguito numerosi corsi, ho letto tantissimi libri e lavoro nel mondo dello sport da anni… anche il mio monte ore mi consente di definirmi esperto!!!“. Probabilmente si… ma essere esperti in questo settore, in Italia, allo stato attuale delle cose, non ti consente di poter operare come se fossi uno psicologo dello sportRitorniamo a dire che, per legge, gli unici che possono operare come psicologi dello sport sono gli psicologi.

E subito inizia il contraddittorio…
All’estero non funziona così…” “Ok, ma siamo in Italia, nel bene e nel male se vogliamo vivere in questo paese ci adattiamo alle regole del nostro stato. Anche noi se avessimo studiato in Inghilterra non avremmo investito 4 anni in una scuola di specializzazione per poter esercitare come psicoterapeuti… all’estero funziona così!”.

Avere un laurea non garantisce di saper lavorare bene in questo settore!” “Verissimo, un pezzo di carta non è sinonimo di garanzia. Per questo motivo noi psicologi facciamo parte di un ordine professionale che vigila sulle nostre azioni e verso il quale si può rivolgere l’utente insoddisfatto del nostro operato per segnalare eventuali mancanze, omissioni, violazioni del codice deontologico o abusi. Nelle professioni non regolamentate questo supporto di tutela al cliente non c’è. Se vai da uno stregone e questo ti crea dei danni, puoi soltanto lamentarti con te stesso perché nessuno lo convocherà mai davanti ad una commissione disciplinare a giustificare il suo operato con il rischio di radiazione e cessazione della sua attività professionale. Quindi è vero che la laurea non garantisce necessariamente un buon servizio ma c’è una istituzione (l’Ordine professionale a cui è necessario appartenere per poter esercitare!) che svolge questa funzione per noi!”

E possiamo continuare per ore…

La lotta per la tutela della professione ha come scopo primario il rispetto degli utenti che, non per colpa loro, vivono perennemente nella confusione e nell’ignoranza (nel senso etimologico del termine!). Ancora oggi, nel 2015, molte persone non conoscono la differenza tra uno psicologo e uno psichiatra! Figuriamoci se si  riesce a cogliere la sottile differenza tra uno psicologo dello sport e un esperto in psicologia dello sport!

Così fioriscono le gabole linguistiche per aggirare il problema. Nascono schiere di “specializzati in psicologia dello sport”, ma l’unica specializzazione riconosciuta a livello ministeriale in Italia è la specializzazione in psicoterapia. Quindi gli “specializzati” in psicologia dello sport non esistono!
Potremmo parlare allora di “formati in psicologia dello sport”: coloro che hanno seguito un corso di formazione. Così saremmo nel giusto ma “formato in…” ha poco appeal nel marketing! E comunque, ribadiamo per la terza volta: avere una formazione in psicologia dello sport non consente di operare come psicologo dello sport se non si è uno psicologo regolarmente iscritto all’albo professionale!!
Allora togliamoci dall’impiccio di usare la parola psicologia e usiamo dei sinonimi: “Esperti di mental training… esperti di mental coaching… esperti di mind performances…” In questi anni ci siamo divertiti a raccogliere le varie diciture (alcune sono veramente da premiare per la loro creatività!) ma vi facciamo una domanda: voi andreste a farvi curare da un “esperto di performances ginecologiche” che non sia un medico specializzato in ginecologia???

E allora diventiamo esperti di tecniche così nessuno ci può dire nulla… Noi siamo “Esperti in tecniche di ottimizzazione della prestazione...” Voilà, non si parla di psicologia, non si parla di mente… siamo a posto!
Lo sappiamo… siamo noiosi… ma dobbiamo ricordare che esistono gli “atti tipici di una professione“, che consistono in “una competenza esecutiva e contestualizzante di una technicality disciplinare, che avviene alla luce di una specifica e dimostrabile capacità di inquadramento scientifico- concettuale, e di un’approfondita comprensione teorica dei processi strutturali che rilevano per la situazione di merito, con uno scopo professionale esplicito. Questo lo distingue da un’azione “generica” (http://www.psy.it/allegati/promozione-e-prevenzione.pdf).  E in Italia, coloro che eseguono atti tipici di una professione senza avere i requisiti per poter esercitare quella professione possono rientrare in una situazione di “abuso professionale”.
Non sentirete mai qualcuno definirsi: “Io non sono un medico, ma sono un esperto in gastroscopie!”. Perchè l’esecuzione di una gastroscopia è un atto tipico della professione medica!!

In conclusione, perché abbiamo scritto tutto questo? Per gettare un sassolino nel mare e cercare di fare chiarezza verso la popolazione che ci legge, per aiutare gli utenti a scegliere il supporto migliore per le loro esigenze. Attraverso la conoscenza possiamo riconoscere le possibili “trappole” che ci vengono poste e possiamo decidere con consapevolezza a chi affidare la nostra salute e la nostra mente.
Se dopo che sappiamo tutto questo, consapevoli dei rischi che corriamo, decidiamo lo stesso di andare a farci curare i denti “dall’esperto” del paese, che non ha la laurea ma ne ha curati tanti”… questo è libero arbitrio e come tale va rispettato!

Servizio di Psicologia dello Sport a Torino

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Servizio di Psicologia dello Sport a Torino Torino servizio di psicologia dello sport psicologo dello sport a Torino psicologo dello sport psicologia dello sport a Torino psicologia dell'esercizio fisico

Stai cercando un servizio di psicologia dello sport a Torino o provincia?
Sei nel posto giusto! I professionisti del team di B-Skilled si occupano, da più di 10 anni, di psicologia dello sport e dell’esercizio fisico. Lavoriamo in tutti gli ambiti dello sport, dal settore amatoriale fino al professionismo, in diverse discipline sportive. Realizziamo progetti e interventi finalizzati alla promozione dello sport come strumento di salute e benessere.

Per conoscere meglio la nostra attività, puoi navigare sul nostro sito nella sezione sport dove troverai articoli e proposte differenziate per esigenze specifiche.

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Servizio di Psicologia dello Sport a Torino Torino servizio di psicologia dello sport psicologo dello sport a Torino psicologo dello sport psicologia dello sport a Torino psicologia dell'esercizio fisico   Se stai cercando qualcosa di specifico e personalizzato non esitare a contattarci senza impegno e esporci la tua situazione. Valuteremo insieme come esserti di aiuto!

Se sei preoccupato del “ma quanto mi costa??” dai uno sguardo al nostro negozio on-line e scoprirai che sarà un “ma quanto mi è costato non chiamare prima!!

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Servizio di Psicologia dello Sport a Torino Torino servizio di psicologia dello sport psicologo dello sport a Torino psicologo dello sport psicologia dello sport a Torino psicologia dell'esercizio fisico

Allenati per diventare grande

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Allenati per diventare grande sport settori giovanili settori giovani settore giovanile self talk psicologia sportiva psicologia dello sport mental training la fiducia in se stessi nello sport gestire le aspettative nello sport gestire la rabbia nello sport gestire la paura nello sport genitori allenamento mentale

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Allenati per diventare grande sport settori giovanili settori giovani settore giovanile self talk psicologia sportiva psicologia dello sport mental training la fiducia in se stessi nello sport gestire le aspettative nello sport gestire la rabbia nello sport gestire la paura nello sport genitori allenamento mentale   Ciclo di interventi sulla Psicologia dello Sport dedicati ai settori giovanili (dagli 8 fino ai 14 anni) e ai genitori. Gli incontri avverranno presso le strutture societarie in giorni e orari da concordare.

I temi trattati negli incontri saranno:

  • Diventare genitori sportivi  (incontro conoscitivo serale con i genitori)
  • Combattere la paura
  • Scaricare la rabbia
  • Cosa si aspettano gli altri da me?
  • Cosa mi dico in gara?
  • La fiducia in me stesso

Kolbe Torino

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Kolbe Torino servizi consulenza sconto psicologia dello sport partnership kolbe torino associazione sportiva dilettantistica

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Kolbe Torino servizi consulenza sconto psicologia dello sport partnership kolbe torino associazione sportiva dilettantistica   Da gennaio 2015 è attiva la convenzione tra il team di B-Skilled e il Kolbe Torino, associazione sportiva dilettantistica, che promuove corsi di sci, nuoto e fitness aperti a tutte le fasce di età.

Il Kolbe Torino promuove inoltre l’attività agonista, per bambini e ragazzi, nel calcio, pallavolo e basket.

Per tutti i tesserati del Kolbe Torino è previsto uno sconto partnership sui servizi di consulenza psicologica e mental training proposti da B-Skilled.

Per conoscere l’attività del Kolbe Torino visita il sito o la pagina Facebook.

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Kolbe Torino servizi consulenza sconto psicologia dello sport partnership kolbe torino associazione sportiva dilettantistica

Soccer Training

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Soccer Training soccer training psicologia dello sport preparatore atletico forza mentale fabio patteri allenamento mentale allenamento

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Soccer Training soccer training psicologia dello sport preparatore atletico forza mentale fabio patteri allenamento mentale allenamento   Diamo il via alla collaborazione con il preparatore atletico, Fabio Patteri, e il suo sistema di allenamento a 360°: Soccer Training.

Soccer training nasce dalla necessita di tutti quei calciatori che, non avendo mai avuto la possibilità di essere allenati da un professionista del settore, hanno il desiderio di migliorare il proprio gioco. A prescindere dall’età, dalla categoria in cui giochi e dal livello di ognuno tutti hanno il diritto di migliorare.

Soccer Training è un sistema di allenamento ideato dal Coach Fabio Patteri per aiutare tutti i calciatori ad esprimere al meglio le proprie potenzialita sviluppando le 4 componenti che fanno la differenza nel gioco del calcio: 1. abilità tecniche (come ad esempio il dribbling, il tiro in porta, il passaggio, lo stop e il controllo della palla)2. capacità fisiche (agilità, rapidità, velocità e resistenza)3. tattica e intelligenza calcistica (saper fare le giuste scelte durante la partita), 4. forza mentale (imparare dai propri errori, gestire lo stress, capacità di attenzione e focalizzazione, autostima). 

Per saperne di più visita il sito del coach Patteri!

Master in Psicologia dello Sport

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Master in Psicologia dello Sport perfezionamento in psicologia dello sport master psicologia dello sport esperto in psicologia dello sport corsi di psicologia dello sport

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Master in Psicologia dello Sport perfezionamento in psicologia dello sport master psicologia dello sport esperto in psicologia dello sport corsi di psicologia dello sport   Il Master in Psicologia dello Sport ha come finalità la formazione di una figura professionale di esperto di psicologia dello sport in grado di intervenire in contesti sportivi differenti:

  • per il livello agonistico che li caratterizza (Federazioni, squadre nazionali, ma anche contesti di tipo amatoriale o giovanile);
  • per gli obiettivi, quali l’incremento della prestazione ma anche la facilitazione dell’accesso e del mantenimento dell’attività fisico-sportiva nelle diverse fasce della popolazione, l’impostazione e il monitoraggio di programmi che utilizzano lo sport come strumento di integrazione sociale, di educazione, di promozione del benessere individuale e di gruppo.

Questa figura professionale di esperto in Psicologia  dello Sport potrà rispondere dunque alle richieste provenienti da utenze differenti: ad esempio le Federazioni, le Società sportive, i singoli atleti, gli enti di promozione sportiva, ma anche le scuole e le differenti persone coinvolte nella prestazione sportiva (allenatori, genitori, dirigenti, arbitri).

Obiettivi del Master

Consentire ai partecipanti

  • di acquisire  le competenze di esperto in psicologia dello sport attraverso l’attività didattica, il confronto con esperienze di eccellenza, project work e testimonianze di valore;
  • di ampliare le conoscenze psicologiche di base indispensabili per coloro che desiderano operare nei vari  contesti sportivi;
  • di sviluppare la professione di esperto in psicologia dello sport, attraverso la realizzazione di un percorso formativo strettamente correlato alle diverse esigenze del contesto sportivo;
  • di essere aggiornati sulle più recenti acquisizioni scientifiche e metodologiche riguardanti la pratica dello sport;
  • di venire a contatto con professionisti del settore, testimonial, atleti, ex atleti comunicando le più avanzate esperienze negli specifici ambiti del mondo sportivo.
Per informazioni sul programma e sulle modalità di iscrizione, visita il sito dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia o scarica i pdf con il programma (interno, esterno).

Team Coaching

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Team Coaching Torino team squadre psicologia sportiva psicologia dello sport motivazione mental training gestione dello stress gestione dell'ansia gestione conflitto comunicazione allenamento mentale

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Team Coaching Torino team squadre psicologia sportiva psicologia dello sport motivazione mental training gestione dello stress gestione dell'ansia gestione conflitto comunicazione allenamento mentale Pacchetti formativi di team coaching su tematiche specifiche della psicologia dello sport per squadre o gruppi sportivi che vogliono iniziare ad acquisire competenze nell’ambito del mental training per un proprio percorso di allenamento mentale personale (atleti).
I percorsi prevedono una parte di formazione teorica alteranta a momenti di pratica e acquisizione di tecniche e strumenti di ottimizzazione della performance.
I moduli hanno la durata di 120’ a sessione.

Tariffa Partnership
 Moduli             180 euro cad (+IVA) * richiedici come avere uno sconto
riservato ai partner
Il costo totale del team coaching è calcolato sul numero di moduli presenti in ogni pacchetto per un massimo di 15 persone. Per ogni partecipante in più vanno aggiunti 20 euro/pers.

Le nostre offerte formative:

Pacchetti
Gestione dell’ansia e stress da competizione
4 moduli
Goal setting e obiettivi 2 moduli
Motivazione 2 moduli
Comunicazione nel gruppo
3 moduli
Teamwork 5 moduli
Gestione conflitto
3 moduli