Tag: allenamento mentale

Riflessioni dal 50° Convegno di Psicologia dello Sport

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   Insieme a tanti altri professionisti della Psicologia dello Sport, anche B-Skilled ha partecipato al 50° Convegno di Psicologia dello Sport (Organizzato dall’ISSP) svoltosi a Roma il 19 e il 20 Aprile. Il tema del Convegno era “A bridge from the past to the future” con l’obiettivo di ricordare il primo convegno che, inaugurato da Ferruccio Antonelli, si è svolto proprio nella sede di Roma nel 1965. In questa rassegna, l’obiettivo è quello di raccogliere gli spunti principali che sono emersi dal Convegno.

From the past…

    Ricordare che il primo convegno internazionale di Psicologia dello Sport si è svolto proprio in Italia, è stato sicuramente un momento molto emozionante per tutti i professionisti italiani presenti al convegno. Grandi nomi della Psicologia dello Sport italiana come Alberto Cei o Fabio Lucidi hanno raccontato le basi culturali che hanno portato un team di psicologi dello sport, rappresentati da Ferruccio Antonelli, nel 1965, a riunirsi per il primo Convegno di Psicologia dello Sport. Da quel momento è nato un movimento che ha portato, all’interno dello sport, una figura fondamentale che, nonostante le difficoltà, sta facendo conoscere sempre di più la propria utilità in qualsiasi livello sportivo.

…To the future

    Durante il convegno abbiamo potuto assistere a vari interventi molto interessanti che hanno illustrato come le nuove tecnologie potranno essere un supporto utile allo psicologo che lavora nell’ambito dello sport. I vari professionisti che hanno preso parte al convegno hanno potuto imparare come, tramite strumenti di neuro-imaging cerebrale, non sia possibile soltanto fare (utilissima) ricerca nel campo psicosportivo, ma sia possibile applicarle nel lavoro quotidiano del preparatore mentale al supporto di squadre o atleti. Oltre agli strumenti di neuro-imaging, ci sono stati spunti interessanti anche sull’evoluzione di strumenti come il bio-feedback o le realtà virtuali applicate all’allenamento mentale.

Prospettiva ecologica 

    Il fatto di poter assistere ad interventi da parte di professionisti provenienti da diverse nazioni europee e mondiali, ci ha permesso di avere una visione più globale di quello che è il lavoro dello psicologo dello sport.

La rivoluzione che sta avvenendo negli ultimi anni è quella che, all’interno del lavoro di allenamento mentale, non considera più soltanto il singolo atleta o la singola squadra come obiettivo principale del lavoro, ma sta piano piano cominciando a considerare, in una prospettiva sempre più ecologica, tutto quello che sta attorno alla figura del singolo atleta: dalle relazioni con le figure importanti, all’ambiente fisico nel quale l’atleta si trova ad allenarsi o a passare la maggiorparte del suo tempo. Ovviamente, per permettere questo, lo psicologo deve avere la possibilità di collaborare con facilità con diverse istituzioni che ruotano all’interno del mondo dello sport; e questo ci porta all’ultimo punto…

La figura dello psicologo dello sport in Italia

     Nonostante il primo Convegno di Psicologia dello Sport sia avvenuto in Italia 50 anni fa e sia stato proprio un italiano a dare inizio a tutto ciò,  è purtroppo emerso, durante il convegno, un senso di arretratezza della figura dello psicologo dello sport in Italia rispetto ad altre nazioni europee e mondiali.

Quando parlo di arretratezza (usando un termine volutamente forte) non intendo a livello di tecniche o strumenti utilizzati, poiché abbiamo avuto la possibilità di ascoltare tanti professionisti italiani che utilizzano tecniche all’avanguardia. L’arretratezza dello psicologo dello sport italiano è dovuto dal fatto che, a differenza di altre nazioni, non abbiamo, nel mondo dello sport, il giusto riconoscimento che ci spetta in quanto professionisti.

L’apoteosi di questo è avvenuta quando ci è stato fatto notare, da un grande professionista straniero, che anche all’interno del sito del CONI, non vi è alcuna menzione alla figura dello psicologo dello sport, neppure nella pagina delle associazioni (in cui compare, ahinoi, addirittura un ente di collezionisti olimpici e sportivi). Nonostante l’apertura del Presidente Malagò, non ci sono riconoscimenti importanti per noi psicologi dello sport, quando all’estero è impensabile che le federazioni sportive o le maggiori squadre e società non abbiano, all’interno del loro staff, uno psicologo dello sport.

Senza scendere nei particolari di quali potrebbero essere le cause di questa arretratezza, quello che possiamo portarci a casa noi psicologi dello sport è che è ora di rimboccarsi le maniche e cominciare a lavorare non solo per se stessi ma per cercare di migliorare la situazione a livello nazionale e, per fortuna, c’è l’idea che qualche cosa si stia muovendo…

Soccer Training

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Soccer Training soccer training psicologia dello sport preparatore atletico forza mentale fabio patteri allenamento mentale allenamento   Diamo il via alla collaborazione con il preparatore atletico, Fabio Patteri, e il suo sistema di allenamento a 360°: Soccer Training.

Soccer training nasce dalla necessita di tutti quei calciatori che, non avendo mai avuto la possibilità di essere allenati da un professionista del settore, hanno il desiderio di migliorare il proprio gioco. A prescindere dall’età, dalla categoria in cui giochi e dal livello di ognuno tutti hanno il diritto di migliorare.

Soccer Training è un sistema di allenamento ideato dal Coach Fabio Patteri per aiutare tutti i calciatori ad esprimere al meglio le proprie potenzialita sviluppando le 4 componenti che fanno la differenza nel gioco del calcio: 1. abilità tecniche (come ad esempio il dribbling, il tiro in porta, il passaggio, lo stop e il controllo della palla)2. capacità fisiche (agilità, rapidità, velocità e resistenza)3. tattica e intelligenza calcistica (saper fare le giuste scelte durante la partita), 4. forza mentale (imparare dai propri errori, gestire lo stress, capacità di attenzione e focalizzazione, autostima). 

Per saperne di più visita il sito del coach Patteri!

Lo psicologo dello sport: differenze tra lavoro individuale e di squadra

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Lo psicologo dello sport: differenze tra lavoro individuale e di squadra Torino tecniche squadre psicologo dello sport protocolli ottimizzazione prestazione mental training definizione obiettivi atleti assessment allenamento mentale   Il lavoro dello psicologo dello sport, in ottica di miglioramento delle performances, può rivolgersi ai singoli atleti o direttamente alle squadre. Ma quali differenze ci sono? Cerchiamo di spiegarlo in questo articolo, basandoci sulla nostra esperienza diretta in più di 10 anni di lavoro sul campo.

Innanzitutto è bene ricordare che il lavoro con i team non è sempre così facile come possa sembrare. In primo luogo perchè spesso la figura dello psicologo è ancora vista come un “intruso” all’interno dello staff e non sempre gli allenatori sono disponibili ad accettare che un’altra persona, oltre a loro interagisca direttamente con il team. Spesso così lo psicologo inserito all’interno delle squadre sportive si trova comunque a fare sessioni di lavoro individuali con i singoli atleti oppure collabora direttamente con l’allenatore per supportarlo nella gestione delle dinamiche di squadra ma senza interagire direttamente con il team.

Partiamo a vedere quali sono, secondo noi, le maggiori differenze tra il lavoro con i singoli e quello con le squadre.

Assessment: la prima fase del lavoro dello psicologo sportivo è la raccolta di informazioni necessarie per poter identificare su quali aspetti strutturare il programma di allenamento mentale. Per fare questo ci serviamo di sessioni di osservazione dirette in campo (allenamenti e partite), test e questionari e strumenti di misurazione psicofisiologica. Partiamo proprio da quest’ultima modalità: le strumentazioni di biofeedback che utilizziamo per avere informazioni circa la psicofisiologia degli atleti sono strumenti che vengono utilizzati con i singoli atleti e che pertanto non possono essere utilizzati nel caso di un “profilo di squadra”. I test e i questionari sono utilizzati in entrambi i casi ma chiaramente si differenziano nei due casi perchè differenti sono gli aspetti che vogliamo andare ad indagare. B-Skilled utilizza due batterie di strumenti, che raccolgono al loro interno i principali test e questionari disponibili in italiano, che abbiamo chiamato “Sports Assessment Questionnaire” e “Sports Assessment Questionnaire for teams”. La prima batteria, pensata per i singoli atleti, si compone di 11 scale dove andiamo ad evidenziare le abilità mentali fonamentali per una buona prestazione sportiva (gestione dell’ansia, livelli di motivazione, livelli di autoefficacia, capacità di concentrazione, capacità di regolazione psicofisiologica, ecc). La seconda batteria, quella per le squadre, raccoglie invece 8 scale che servono ad indagare alcuni fattori chiave nelle dinamiche di team (livelli di comunicazione intragruppo, livelli di autoefficacia collettiva, stili di leadership presenti nel gruppo, ecc). L’osservazione in campo, sebbene sia utile anche nel lavoro con i singoli atleti, è quanto mai fondamentale quando si lavora con le squadre perchè le dinamiche psicologiche e relazionali su cui dovremo lavorare sono visibili durante l’allenaemento e durante la partita e vengono codificate attraversi delle procedure di osservazione strutturate su diverse sessioni.

Protocolli di intervento: dopo la fase di assesment e la fase di definizione di obiettivi, inizia il training di lavoro vero e proprio. In questa fase le differenze principali sono le tecniche che vengono utilizzate e le modalità con cui vengono proposte. Il lavoro con i singoli altleti spesso avviene presso lo studio dello psicologo e si utilizzano tecniche finalizzate al potenziamento delle aree di miglioramento emerse durante la fase di assessment. Tra le tecniche utilizzate troviamo tecniche finalizzate alla modificazione del dialogo interno, tecniche di respirazione e rilassamento, tecniche di ipnosi sportiva, tecniche che utilizzano il biofeedback come strumento di lavoro, tecniche di decondizionamento o di potenziamento delle abilità di coping. Le tecniche che si utilizzano all’interno del team invece sono prevalentemente di tipo cognitivo e vengono proposte a tutta la squadra: si lavora dunque molto con sessioni di brainstorming e problem solving su situazioni specifiche, con sessioni di “psicoeducazione” per spiegare alle squadre alcuni processi psicologici che si creano nei gruppi di lavoro, si utilizzano simulate e roleplaying per favorire l’emergere di aspetti comunicativi, si lavora con tecniche di negoziazione e gestione conflitti, tecniche di teamworking e teambuilding. Ovviamente alcune tecniche individuali (es. esercizi di rilassamento) possono trovare ampio spazio anche nel lavoro con le squadre.

Coinvolgimento dell’allenatore: spesso seguiamo atleti individualmente che non possono o vogliono far sapere al loro allenatore che vanno da un preparatore mentale (e non ci soffermiamo sulle implicazioni che questo comporta!!!). Nonostante si cerchi, laddove possibile, di coinvolgere gli allenatori, anche solo per avere informazioni utili per l’atleta, se il nostro committente (l’atleta) decide di lasciare fuori l’allenatore il lavoro di mental training individuale è comunque possibile. Il lavoro con i team invece non può prescindere dal coinvolgimento attivo dell’allenatore con il quale si deve per prima cosa instaurare una relazione di fiducia e scambio reciproco. Paradossalmente, nel lavoro con le squadre, gran parte del nostro tempo è dedicato proprio a questo delicato aspetto.

Setting: nel lavoro individuale l’ambiente di lavoro è prevalentemente lo studio del professionista che accoglie l’atleta anche se, a differenza di quanto può accadere nella clinica, lo spazio di lavoro “fuori casa” è sempre molto ampio. Spesso le sessioni di lavoro con gli atleti quando si è in trasferta con loro viene svolto dove capita e dove si riesce: a noi (ma come a tutti i colleghi che sono operativi sul campo!) è successo di fare sessioni di mental training nei container, negli spogliatoi, nelle camere di albergo… e in ogni spazio che si trova a disposizione sul luogo di allenamento. Nel lavoro con le squadre invece le sessioni vengono prevalentemente svolte in palestra dove il team si allena, anche perchè molte delle tecniche che vi abbiamo descritto sopra richiedono ampi spazi per far muovere 10 o più persone contemporaneamente.

Abilità e competenze che si allenano: come abbiamo anticipato nella fase di assessment i punti di attenzione del lavoro individuale sono molto differenti da quelli di un team. Se siete incuriositi di sapere esattamente su cosa andiamo ad operare vi consigliamo di leggere i nostri e-booklet sull’argomento entrando così nel nostro mondo, MAGIC (per il lavoro di squadra) ed EVOLUTION (per il lavoro individuale).

E ora concludiamo con la domanda fatidica: per uno psicologo sportivo è più facile lavorare con i singoli atleti o direttamente con le squadre? Noi una risposta ce l’abbiamo ma fateci sapere la vostra se volete!!!

 

Psicologo dello sport o Motivatore?

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Psicologo dello sport o Motivatore? Torino sport psicologia sportiva psicologia nello sport psicologia dello sport motivazione motivatore mental trainer mental coach ferrarini alberto bonucci atleti allenamento mentale   Atleta: “Ma tu sei un motivatore sportivo?”
Professionista: “No… sono uno psicologo dello sport… e non mi vergogno nel dirlo”
Atleta: “E che differenza c’è?”
Professionista: “Una laurea, un perfezionamento, una specializzazione… insomma più di 10 anni di percorso universitario, studi e ricerche, che supporta in modo scientifico ogni parola che ti dirò da questo momento in poi…”

In questi giorni spopolano tweet e articoli (anche su grandi testate giornalistiche) in cui si torna a parlare di “motivatori sportivi“, accompagnati da grandi interviste degli interessati che tengono a precisare che “loro non sono psicologi dello sport” quasi come se fosse uno svantaggio esserlo! Seguono racconti raccapriccianti di tecniche (le più disparate!) utilizzate per aiutare gli atleti a superare i loro limiti mentali: tecniche di cui chiaramente non vi è evidenza scientifica in nessuna pubblicazione che non sia un rotocalco di psicologia spicciola!

Il caso di Bonucci e del suo preparatore mentale riporta a galla un tema su cui stiamo lottando da anni e che speravamo fosse superato ma invece pare proprio di no, quindi cerchiamo di raccontarvi chi è e cosa fa uno psicologo dello sport quando opera con atleti e squadre sportive.

Partiamo dall’inizio… siamo psicologi… è vero… questo vuol dire che abbiamo fatto un percorso universitario, riconosciuto dal ministero dell’istruzione italiana, abbiamo superato un esame di stato per l’abilitazione professionale… questo non è sicuramente una garanzia di competenza ma almeno possiamo certificare il percorso di studi e tutelare i nostri atleti che non ci siamo formati su internet o con qualche corso full immersion di 3 giornate!
Poi abbiamo fatto un percorso professionalizzante per acquisire competenze specialistiche da utilizzare in campo sportivo perchè… ebbene si… lavorare in psicologia dello sport è molto diverso che lavorare in psicologia clinica. Nonostante molti abbiano ancora paura del termine “psicologia” perchè lo associano alla pazzia, in psicologia dello sport non lavoriamo sulle patologie mentali, sulle diagnosi cliniche, sui disturbi di personalità, ma sulle performances e sui meccanismi mentali che ognuno di noi possiede e che dovrebbe allenare per riuscire ad affrontare al meglio le sfide agonistiche. In altre parole, lavoriamo come degli allenatori ma non ci piace chiamarci “mental coach” o “mental trainer” perchè amiamo la nostra lingua nativa e valorizziamo gli studi che abbiamo fatto. Le tecniche di “allenamento mentale” applicate allo sport sono patrimonio del bagaglio formativo di uno psicologo che opera nello sport quindi… non ce ne vogliate a male, non vi spaventate, ma noi continueremo a chiamarci “psicologi dello sport”.

Spostandoci dalle parole ai fatti… cosa facciamo dunque di tanto terribile ai poveri atleti che si affidano ad uno “strizzacervelli” sportivo? Cerchiamo di capire quali aspetti del suo approccio mentale alla gara sono ben allenati e quali vanno potenziati. E come facciamo questo? Noi non abbiamo il potere soprannaturale di capire queste cose semplicemente guardandovi negli occhi, con un pendolino in mano, con una sfera di cristallo o con delle tecniche quanto mai curiose e divertenti, tanto da diventare delle esileranti gag della Gialappa’s Band. Noi psicologi dello sport facciamo dei test! Oddio che terribile parola… misuriamo le competenze!!! Terribile… E lo facciamo con strumenti che hanno avuto una validazione scientifica cioè che hanno dimostrato una attendibilità intorno al 90-95%. Tanto per capirci… se voglio sapere “questo atleta ha un problema di ansia da prestazione sportiva?” e per avere questa risposta lancio una monetina in aria… avrò il 50% di possibilità di azzeccarci o meno… se utilizzo uno strumento validato ho una probabilità di circa il 90% di avere una risposta corretta alla mia domanda… se utilizzo uno dei metodi che (sfortunatamente) abbiamo letto sui giornali in questi giorni, quanta probabilità ho di avere una risposta corretta alla mia domanda? Purtroppo questo aspetto sembra non interessare ad alcuni sportivi che preferiscono affidarsi a procedure molto suggestive, sicuramente più divertenti che mettersi lì e rispondere a domande con crocette ma il cui risultato può avere più o meno l’affidabilità della nostra famosa monetina.

Se i nostri atleti sopravvivono a questa prima terribile fase di assessment procediamo con il dir loro su quali aspetti andare a lavorare per potenziare le loro performances… E voi tutti penserete… La motivazione?? Perchè da quanto leggiamo dai giornalisti sportivi sembra il male dello sport moderno dopo i tagli di budget!! Sicuramente gli aspetti motivazionali sono uno degli aspetti che andiamo ad indagare… insieme ad altri 20 almeno! Perchè non tutti i problemi di uno sportivo sono motivazionali… E poi ancora… ma sappiamo quali sono i  meccanismi di base che alimentano la motivazione nell’essere umano che pratica sport? Noi si… perchè abbiamo passato le notti durante il periodo dell’università a studiare pagine e pagine noiosissime sulle ricerche in neuroscienze che ci hanno spiegato questo! E sappiamo inoltre che anche una pistola puntata alla tempia può miracolosamente motivare una persona e spingerla a fare qualcosa che non credeva avrebbe mai fatto prima… Ma forse non è la strada giusta per alimentare il meccansimo della motivazione intrinseca fondamentale per un buon risultato sportivo.

Dopo che abbiamo spiegato ai nostri atleti che il loro, forse, non è un problema di motivazione, ma magari devono lavorare su altri aspetti, procediamo con il fornire loro un programma strutturato di allenamento, offrendogli delle tecniche che hanno dimostrato una evidenza scientifica (e ritorniamo alla nostra famosa monetina). Nel mondo moderno, dove tutti sono alla ricerca della pillola magica, della tecnica ultra moderna e strafiga per ottenere risultati in tempo zero, risultano particolarmente noiose le persone che ci dicono: “senti, questa cosa che ti propongo è stato dimostrato funzionare però è necessario che tu faccia questa cosa per un po’ di tempo per vedere dei risultati che però rimarrano stabili nel tempo!”. E noi psicologi dello sport, per questo motivo siamo particolarmente noiosi! Noi non abbiamo imparato tecniche magiche che funzionano subito e senza sforzo; i nostri insegnanti ci hanno spiegato l’effetto placebo e sappiamo che, se ben proposta, anche una caramella all’aglio può generare una suggestione tale per cui l’atleta si sente più forte e performa meglio,  ma non possiamo garantire che questa caramella funzioni per tutti! Le tecniche che noi proponiamo sono frutto di una ricerca che non abbiamo fatto noi, ma ricercatori che da almeno 100 anni fanno questo nella vita!!  E ci piacerebbe tanto pensare che basti urlare nelle orecchie ad un atleta “sei grande, sei il migliore, vai forte, nessuno ti ferma!!” per aumentare il suo livello di autoefficacia personale ma sappiamo che non è così… o meglio può anche verificarsi questa eventualità ma non è sicuramente merito della tecnica utilizzata e soprattutto non è così scontato che i benefici si mantengano nel tempo. Ma anche questa cosa sembra essere poco rilevante per molte persone: basta che funzioni poi “chissenefrega” se ho preso una pastiglia di zucchero invece che una medicina e sono guarito. Volendo anche noi psicologi siamo bravi a costruire “pastiglie di zucchero” e venderle come “medicine” ma non ci sembra corretto e cerchiamo di non farlo!

E tanto per farvi capire con quanta leggerezza viene trattato l’argomento dell’allenamento mentale nello sport, cita TuttoSport: ““Solo chi vince il giudizio è libero di essere se stesso e di esprimersi per quello che è veramente. Nel corso degli anni, ho portato Bonucci nella mia cantina, sotto terra. Al buio. E lì, con un tono di voce tutt’altro che buono o dolce, lo offendevo in ogni modo, lo giudicavo. Lo insultavo. Così, se lui faceva persino un piccolo cenno con lo sguardo, per lui c’era un pugno dritto nello stomaco. Obiettivo? Vincere il giudizio, affinché Leo stesse sempre sul pezzo”… Presumiamo si stesse utilizzando una rivisitazione colorita della tecnica di esposizione ai pensieri negativi… e non commentiamo oltre!!!

Se avete letto fino a questo punto avrete capito che anche gli psicologi vivono il sentimento di frustrazione: nel nostro caso legato al fatto di leggere tanta dis-informazione che arriva alle persone che magari hanno un interesse reale a capire cosa fa una persona che aiuta gli atleti a migliorare le loro prestazioni dal punto di vista mentale. Se siete fra questi interessati vi proponiamo di leggere alcuni articoli presenti sul nostro sito  o quelli presenti su altri siti di colleghi molto bravi che lavorano con impengo e serietà e che non leggerete mai su sportmediaset, gazzetta o tuttosport… perchè non fanno notizia e non fanno aumentare i “like” sui social ma sicuramente fanno un ottimo lavoro.

Se siete colleghi e/o condivite il nostro pensiero, partecipate anche voi alla campagna “Salvate gli Psicologi dello Sport dall’estinzione” e diffondete l’articolo… la Gazzetta dello Sport non ci considererà sicuramente ma forse il WWF ci darà un sostegno psicologico!!! 😀

Bibliografia in psicologia dello sport

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Per tutti gli appassionati che vogliono approfondire l’argomento del mental training e della psicologia dello sport ecco una breve bibliografia di alcuni testi essenziali.

Buona lettura!!!

TITOLO

AUTORE

EDITORE

ANNO

Panoramica Generale

Nella stanza del Mental Coach  Bounous, Ciofi  Ferrari Sinibaldi  2016
Psicologia dello sport Antonelli, Salvini Lombardo 1978
Mental Training Cei Pozzi 1987
La psicologia dell’atleta Guicciardi, Salvini Giuffrè 1988
Vincere con la mente Vercelli Ponte alle Grazie 2006
La preparazione mentale nello sport Robazza, Bortoli, Gramaccioni Pozzi 1994
Lo spogliatoio. Le dinamiche di gruppo nei giochi di squadra Mazzali Piccin 1995
Psicologia dello sport Cei Il Mulino 1998
Neuroscienze e Sport Tamorri Utet 1999
Sport: flow e prestazione eccellente. Dai modelli teorici all’applicazione sul campo Muzio Psicologia – Monografie 2009
Letture di psicologia sportiva Antonelli Pozzi 1987
La psicologia dello sport tra performance e benessere Bal Filoramo Celid 2001
Tecniche di mental training nello sport Brugnoli RED 2005
Psicologia e attività sportiva. Guida pratica per migliorare la prestazione Butler Il pensiero scientifico 1998
Gudia pratica all’allenamento psicologico dell’atleta Cei Pozzi 1987
Nella stanza del mental coach Bounous, Ciofi Ed. Ferrari Sinibaldi 2017

Testi sport specifici

Preparazione psicologica nel basket Biccardi F.I Pallacanestro 1986
Con la testa in alto mare. Manuale di allenamento mentale per velisti Bounous Magenes Editore 2010

Coesione di gruppo e dinamiche psicologiche nello sport: uno studio su squadre giovanili di calcio

 Ciofi  Amazon Publishing  2018
Psicologia per gli arbitri di pallavolo Ceridono, Formica, Bergerone Stampa Sportiva 1986
Il training autogeno nel calcio Facchini Società Stampa Sportiva 1992
Psicologia del calciatore Facchini Società Stampa Sportiva 1993
Psicologia dell’immersione Polani Olimpia 1999
Psicologia per lo sport in 400 domande e risposte Prunelli Calzetti Mariucci 1998

Testi per allenatori

Il maestro di sport. Vademecum per allenatori dei bambini e dei ragazzi  Rossi, Marziali  Calzetti Mariucci

 

 2009
Psicologia dello sport: manuale per allenatori Martens, Bumps Borla 1991
Pallacanestro antifragile. Come allenarsi all’imprevedibilità sportiva Sighinolfi Calzetti Mariucci 2017
Fare centro. Training mentale per arcieri Whitney Planetario 2005

Testi per età evolutiva

La motivazione alla pratica sportiva nei giovani Buonamano, Cei, Mussino Scuola dello Sport 1993
Lo psicologo dello sport nella scuola calcio Merola, Benedetti, Landi Pozzi 2007

Tecniche

Sport Hypnosis Ligget Human Kinetics 2008
L’arte del rilassamento, della concentrazione e della meditazione Levey Ubaldini 1988
Vincere l’ansia per negati Elliot, Smith Mondadori 2006
Team Building

The Team Approach: With Teamwork Anything Is Possible

 Stowell, Mead  CMOE Press  2002
Gruppo di lavoro, lavoro di gruppo Quaglino, Casagrande, Castellano  Franco Angeli  1992

Team Coaching

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Team Coaching Torino team squadre psicologia sportiva psicologia dello sport motivazione mental training gestione dello stress gestione dell'ansia gestione conflitto comunicazione allenamento mentale

Pacchetti formativi di team coaching su tematiche specifiche della psicologia dello sport per squadre o gruppi sportivi che vogliono iniziare ad acquisire competenze nell’ambito del mental training per un proprio percorso di allenamento mentale personale (atleti).
I percorsi prevedono una parte di formazione teorica alteranta a momenti di pratica e acquisizione di tecniche e strumenti di ottimizzazione della performance.
I moduli hanno la durata di 120’ a sessione.

Tariffa Partnership
 Moduli             180 euro cad (+IVA) * richiedici come avere uno sconto
riservato ai partner
Il costo totale del team coaching è calcolato sul numero di moduli presenti in ogni pacchetto per un massimo di 15 persone. Per ogni partecipante in più vanno aggiunti 20 euro/pers.

Le nostre offerte formative:

Pacchetti
Gestione dell’ansia e stress da competizione
4 moduli
Goal setting e obiettivi 2 moduli
Motivazione 2 moduli
Comunicazione nel gruppo
3 moduli
Teamwork 5 moduli
Gestione conflitto
3 moduli

Personal Coaching

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Pacchetti formativi su tematiche specifiche della psicologia dello sport rivolti a singoli utenti che vogliono iniziare ad acquisire competenze  nell’ambito dell’allenamento mentale per un proprio percorso di allenamento mentale personale (atleti) o per integrare la propria professione (psicologi dello sport).
I percorsi prevedono una parte di formazione teorica alteranta a momenti di pratica e acquisizione di tecniche e strumenti di ottimizzazione della performance.
I moduli hanno la durata di 60’ a sessione e possono essere svolti anche via skype.

Tariffa
 Moduli             60 euro cad

Le nostre offerte formative:

Pacchetti
 Gestione dell’ansia 4 moduli
 Motivazione 3 moduli
 Tecniche di rilassamento 4 moduli
 Tecniche di auto-ipnosi sportiva 4 moduli
 Gestione dei pensieri negativi 4 moduli
 Outplacement: ricollocarsi a fine carriera sportiva 4 moduli

Il costo totale dei personal è calcolato sul numero di moduli presenti in ogni pacchetto.

Muay Farang Team

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Muay Farang Team Torino thai boxe skype training psicologia sportiva psicologia dello sport preparazione mentale muai thay mathias gallo cassarino allenamento mentale   Nel corso dei secoli la Muay Thai divenne innanzitutto un efficace sistema di difesa, per poi passare alla forma sportiva e la Thailandia è sicuramente il paese in cui questa disciplina si è maggiormente sviluppata, vantando atleti considerati i più forti al mondo.
Quando un occidentale sostiene un combattimento di Muay Thai viene chiamato dai locali “farang”, termine utilizzato per indicare tutte le persone di origine caucasica e più in generale tutto ciò che è occidentale.

Il team Muay Farang è un team di atleti che si allena in Thailandia, seguendo programmi di allenamento thailandesi con un’approccio alla preparazione di tipo occidentale. I “muay farang” sfidano i grandi nomi della thai internazionale e hanno una sfida… cambiare le cose e spodestare i thailandesi dal loro primato di massimi rappresentanti mondiali di questa disciplina.

Il team, capitanato da Mathias Gallo Cassarino, si avvale, per la preparazione mentale del team di B-Skilled utilizzando lo Skype Training e portando un pò di occidente in oriente.

Per maggiori informazioni sul team, visitate il sito www.muayfarang.com

Dimmi come pensi…. e ti dirò se posso aiutarti!

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Dimmi come pensi.... e ti dirò se posso aiutarti! Torino test resilienza questionario autovalutazione psicologia dello sport motivazione mental training fiducia in se stessi distrazione concentrazione autoefficacia attenzione atleti allenatore allenamento mentale   Questo questionario, lungi dall’essere un test psicologico, può aiutarvi a capire meglio il vosto modo di gestire mentalmente una prestazione, dandovi delle indicazioni su eventuali punti di forza o aree di miglioramento.
Senza la pretesa di sostituirsi agli strumenti di analisi scientifici che ogni psicologo dello sport possiede può però iniziare a darvi un’idea su quanto potrebbe esservi di aiuto iniziare un percorso di allenamento mentale.
Rispondete alle domande con un V o F (e siate onesti con voi stessi) e poi andate nella sezione punteggi per avere un’indicazione in merito ai vostri punti di forza e aree di miglioramento mentali.

1) Mi capita spesso di preoccuparmi per gli errori fatti

2) Mi abbatto facilmente durante la prestazione e vado in confusione

3) E ‘facile per me lasciare andare i miei errori e non pensarci più

4) Se inizio male è difficile recuperare il giusto stato d’animo durante la prestazione

5) Mi distraggo facilmente e penso a cosa l’allenatore potrebbe pensare di me durante la mia prestazione

6) Non mi abbatto facilmente di fronte ad un errore o un imprevisto

7) Faccio meglio quando mi sento sotto pressione

8 ) Mi innervosisco facilmente e non riesco a dare il meglio di me

9) Ottengo migliori prestazioni quando la situazione è importante o impegnativa

10) Perdo facilmente la concentrazione o mi sento in ansia

11) Riesco a mantenere la calma anche quando sono sotto pressione

12) Non riesco a sfruttare le mie grandi occasioni

13) Il mio allenatore riesce, parlando, a distrarmi e farmi perdere la concentrazione

14) Tendo ad essere facilmente distratto .

15 ) Alcuni avversari possono entrare nella mia testa e farmi perdere completamente l’attenzione sul gioco

16) Condizioni di gioco avverse ( meteo, condizioni del campo , temperatura, luogo, ecc ) mi colpiscono negativamente .

17) Non ho problemi a concentrarmi su ciò che è importante e bloccando tutto il resto fuori .

18) Penso troppo a quello che potrebbe andare male prima e durante la prestazione

19) Uno o due fallimenti non incidono sulla fiducia in me stesso

20) Tendo a confrontarmi troppo con i compagni di squadra e avversari .

21) Preferisco competere contro un avversario migliore e perdere che andare contro un avversario più debole e vincere .

22 ) Io sono un atleta fiducioso e sicuro di sé .

23) Tendo a essere troppo negativo .

24) Mi ripeto spesso frasi negative e ho pensieri che mi disturbano durante la gara

25) Sono più motivato dopo i fallimenti e battute d’arresto .

26) E ‘ facile per me allenarmi costantemente a un alto livello di intensità .

27) Penso che l’esperienza di oggi (positiva o negativa) mi aiuterà a raggingere i miei obiettivi

28) Non ho obiettivi chiari che sono importanti per me da raggiungere.

29 ) Io sono un atleta altamente motivato .

PUNTEGGIO :

Sezione 1 : domande 1-6 si occupano di ” resilienza ” ossia la vostra abilità nel gestire mentalmente le battute d’arresto e gli errori . La forza mentale dipende anche dalla vostra capacità di lasciare in fretta errori e fallimenti dietro di voi . Aggrapparsi agli errori andrà ad incidere negativamente sulla prestazione. Calcola 1 punto per ciascuna delle seguenti risposte

1 ) F

2 ) F

3 ) V

4 ) F

5) F

6 ) V

Sezione 2 , le domande 7-12 sono inerenti alla capacità di gestire la pressione . Senza la capacità di mantenere la calma nelle situazioni stressanti un atleta risulterà vulnerabile. Nelle prestazioni importanti un po’ di “nervosismo” sano prima della competizione è importante ma un eccesso porterà un calo di prestazione. Calcola 1 punto per ciascuna delle seguenti risposte :

7 ) V

8 ) F

9 ) V

10) F

11 ) v

12 ) F

Sezione 3 , le domande 13-18  sono inerenti alla vostra capacità di concentrazione . In tutti gli sport , la capacità di concentrarsi su ciò che è importante e bloccare tutto il resto è una delle chiavi principali per l’eccellenza. Scarsa concentrazione è la ragione principale per cui gli atleti soffocano e si bloccano, con cali di prestazione.  Calcola 1 punto per ciascuna delle seguenti risposte :

13 ) F

14) F

15) F

16 ) F

17) V

18 ) F

Sezione 4 , le domande 19-24 sono inerenti al vostro livello di fiducia e ai fattori che influenzano la fiducia . Una caratteristica dell’atleta mentalmente forte è che possiede un livello di confidenza che sembra essere inattaccabile da insuccessi e fallimenti. Calcola 1 punto per ciascuna delle seguenti risposte :

19) V

20 ) F

21 ) V

22 ) V

23 ) F

24 ) F

Sezione 5 , le domande 25-29 si occupano di motivazione . La motivazione è il carburante che guiderà l’allenamento e la realizzazione dei vostri obiettivi . Senza motivazione non sarà possibile mettere nel lavoro l’energia necessaria per arrivare a raggiungere i vostri obiettivi.  Calcola 1 punto per ciascuna delle seguenti risposte :

25 ) V

26 ) V

27 ) V

28 ) F

29 ) V

Interpretazione :

Un punteggio di 5-6 in una qualsiasi delle cinque sezioni indica uno speciale punto di forza in quell’area. Punteggi di 4 o meno evidenziano una possibile area di miglioramento che deve essere affrontata con un percorso strutturato di mental training imparando le tecniche necessarie per gestire quell’aspetto..

Punteggio complessivo :

Un punteggio di 26-29 indicano un atteggiamento mentale molto solido nell’affrontare la competizione. I punteggi di 23-25 ​​indicano una moderata abilità nel gestire gli aspetti mentali, con un piccolo aiuto si potrebbe performare ancora meglio. I punteggi di 22 o al di sotto sono indicatori che un percorso di allenamento mentale sarebbe più che utile per affrontare al meglio le prestazioni.

Come focalizzare l’attenzione durante la prestazione

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Come focalizzare l'attenzione durante la prestazione Torino scuola respirazione psicologia dello sport psicologi dello sport miglioramento della prestazione sportiva frasi di ancoraggio focus focalizzazione attenzione difensore de-condizionamento errori concentrazione calcio autoipnosi attenzione atleti allenamento mentale allenamento allo studio allenamento

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Come focalizzare l'attenzione durante la prestazione Torino scuola respirazione psicologia dello sport psicologi dello sport miglioramento della prestazione sportiva frasi di ancoraggio focus focalizzazione attenzione difensore de-condizionamento errori concentrazione calcio autoipnosi attenzione atleti allenamento mentale allenamento allo studio allenamento   Mattia è un giovane calciatore dilettante, gioca in ruolo difensivo. Recentemente si è accorto che gli errori in ricezione del passaggio sono aumentati. Anche il mister lo ha più volte richiamato per questo. La sua concentrazione è troppo bassa.
Mattia va anche a scuola e i professori gli fanno notare spesso che è “disattento”.
Le sue prestazioni sia scolastiche che sportive sono peggiorate notevolmente negli ultimi mesi. Il problema è aggravato dal fatto che Mattia non riesce a non pensare agli errori commessi nelle partite precedenti o ai brutti voti presi alle interrogazioni, andando così a compromettere anche le prestazioni successive.
“Sono frustrato e non ho più voglia di giocare, né di studiare”: questo è quello che Mattia ci dice quando lo conosciamo la prima volta.

Il problema di Mattia è molto comune nello sport . Gli atleti si lamentano spesso di non essere in grado di lasciar andare di errori o di concentrarsi nei momenti critici. Questo aspetto è uno dei temi che si affronta spesso in un programma di allenamento mentale perché per molti atleti non è facile riuscire a “de-condizionarsi dagli errori”. Vediamo allora una, delle diverse tecniche, che si possono usare in questi casi.

In inglese viene chiamata “Cue Statement”, in italiano può essere definita in molti modi, noi la chiamiamo “Frase di ancoraggio”.

Che cosa è una frase di ancoraggio?
Una frase di ancoraggio è una breve dichiarazione che ha lo scopo di rimettere a fuoco la vostra concentrazione . Le frasi di ancoraggio aiutano a smettere di pensieri negativi e distrazione che incidono sul rendimento . Queste dichiarazioni devono essere:

Personali  – Hai bisogno di trovare una dichiarazione spunto che funziona per te! Questa potrebbe essere una sola parola come ” duro” o ” dominare ” o una breve serie di parole. Un modo per sviluppare una dichiarazione spunto personale è quello di porre la domanda: “Se fossi il miglior atleta che potrei essere, come vorrei sentirmi, cosa vorrei trasmettere in campo?” Spesso cercando di rispondere a questa domanda emergono ricordi di episodi passati che possono essere anche esaminati in profondità con tecniche di imagery o tecniche di autoipnosi. Alla fine arriverete a trovare la parola o la frase che identifica per voi lo stato mentale desiderato.

Positive – Per essere efficace nella rifocalizzazione dell’attenzione dopo gli errori , una frase di ancoraggio deve essere positiva . Il self-talk negativo è stato collegato a cali di prestazioni e aumento di ansia . Quindi… la frase di ancoraggio deve permetterti di visualizzare cosa vuoi essere e non cosa non vuoi essere!

Corte – La dichiarazione spunto ideale permette di riorientare rapidamente, ma non interferisce con i pensieri necessari durante le prestazioni . Come accennato in precedenza , alcuni atleti preferiscono una sola parola come ” focus” , mentre altri utilizzano una breve dichiarazione personale, come “forte , concentrato, nel gioco. “

Mattia facendo questo esercizio ha scelto come frase di ancoraggio la parola “Stop!”. Per lui aveva un duplice significato: riuscire a stoppare correttamente la palla, intercettando bene i passaggi e stoppare i pensieri negativi che affollavano la sua mente durante la prestazione. Può essere utile associare la frase di ancoraggio con un gesto che siamo abituati a fare, un gesto riturale. Per Mattia questo gesto era darsi un pugno sul quadricipite femorale. La sensazione fisica, unita al richiamo di sensazioni mentali precisa lo ha aiutato, piano piano a rifocalizzare la sua attenzione sul gioco. Questa stessa tecnica l’ha utilizzata anche nello studio.

Come fanno le frase di ancoraggio a funzionare durante la gara ?
L’uso di una frase di ancoraggio per rifocalizzare l’attenzione durante la competizione non è difficile, ma ci vuole pratica . L’uso di una frase di ancoraggio in combinazione con un respiro profondo o con alcuni esercizi di respirazione diaframmatica permette di riorientare e diminuire la tensione muscolare causata dall’ansia .La continua e costante ripetizione (e qui è fondamentale l’allenamento) di un gesto (respiro o il pugno per Mattia), in combinazione con una parola o frase che richiama un determinato stato mentale permette al nostro cervello di generare un condizionamento che dopo un po’ di tempo diventerà via via più automatico permettendoci una rifocalizzazione dell’attenzione sempre più rapida.

E’ ovvio che l’allenamento mentale non si riduce solo a questo, ma questa tecnica è una delle più utilizzate nello sport, nella scuola e in generale può essere usata in tutte le situazioni stressanti. Molti manager che seguiamo intraprendono percorsi di coaching per miglioare le proprie prestazioni che prevedono l’utilizzo di molte tecniche usate anche in ambito sportivo.
Possiamo dire che questo esercizio è veramente utile per tutti coloro che devono affrontare una prestazione e hanno bisogno di focalizzare l’attenzione in modo selettivo, riducendo l’ansia ed eliminando pensieri disturbanti. Anche gli psicologi dello sport hanno le loro frasi di ancoraggio… ma queste… sono coperte da segreto professionale!!!! 😉