Tag: atleti

Dimmi come pensi…. e ti dirò se posso aiutarti!

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Dimmi come pensi.... e ti dirò se posso aiutarti! Torino test resilienza questionario autovalutazione psicologia dello sport motivazione mental training fiducia in se stessi distrazione concentrazione autoefficacia attenzione atleti allenatore allenamento mentale

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Dimmi come pensi.... e ti dirò se posso aiutarti! Torino test resilienza questionario autovalutazione psicologia dello sport motivazione mental training fiducia in se stessi distrazione concentrazione autoefficacia attenzione atleti allenatore allenamento mentale   Questo questionario, lungi dall’essere un test psicologico, può aiutarvi a capire meglio il vosto modo di gestire mentalmente una prestazione, dandovi delle indicazioni su eventuali punti di forza o aree di miglioramento.
Senza la pretesa di sostituirsi agli strumenti di analisi scientifici che ogni psicologo dello sport possiede può però iniziare a darvi un’idea su quanto potrebbe esservi di aiuto iniziare un percorso di allenamento mentale.
Rispondete alle domande con un V o F (e siate onesti con voi stessi) e poi andate nella sezione punteggi per avere un’indicazione in merito ai vostri punti di forza e aree di miglioramento mentali.

1) Mi capita spesso di preoccuparmi per gli errori fatti

2) Mi abbatto facilmente durante la prestazione e vado in confusione

3) E ‘facile per me lasciare andare i miei errori e non pensarci più

4) Se inizio male è difficile recuperare il giusto stato d’animo durante la prestazione

5) Mi distraggo facilmente e penso a cosa l’allenatore potrebbe pensare di me durante la mia prestazione

6) Non mi abbatto facilmente di fronte ad un errore o un imprevisto

7) Faccio meglio quando mi sento sotto pressione

8 ) Mi innervosisco facilmente e non riesco a dare il meglio di me

9) Ottengo migliori prestazioni quando la situazione è importante o impegnativa

10) Perdo facilmente la concentrazione o mi sento in ansia

11) Riesco a mantenere la calma anche quando sono sotto pressione

12) Non riesco a sfruttare le mie grandi occasioni

13) Il mio allenatore riesce, parlando, a distrarmi e farmi perdere la concentrazione

14) Tendo ad essere facilmente distratto .

15 ) Alcuni avversari possono entrare nella mia testa e farmi perdere completamente l’attenzione sul gioco

16) Condizioni di gioco avverse ( meteo, condizioni del campo , temperatura, luogo, ecc ) mi colpiscono negativamente .

17) Non ho problemi a concentrarmi su ciò che è importante e bloccando tutto il resto fuori .

18) Penso troppo a quello che potrebbe andare male prima e durante la prestazione

19) Uno o due fallimenti non incidono sulla fiducia in me stesso

20) Tendo a confrontarmi troppo con i compagni di squadra e avversari .

21) Preferisco competere contro un avversario migliore e perdere che andare contro un avversario più debole e vincere .

22 ) Io sono un atleta fiducioso e sicuro di sé .

23) Tendo a essere troppo negativo .

24) Mi ripeto spesso frasi negative e ho pensieri che mi disturbano durante la gara

25) Sono più motivato dopo i fallimenti e battute d’arresto .

26) E ‘ facile per me allenarmi costantemente a un alto livello di intensità .

27) Penso che l’esperienza di oggi (positiva o negativa) mi aiuterà a raggingere i miei obiettivi

28) Non ho obiettivi chiari che sono importanti per me da raggiungere.

29 ) Io sono un atleta altamente motivato .

PUNTEGGIO :

Sezione 1 : domande 1-6 si occupano di ” resilienza ” ossia la vostra abilità nel gestire mentalmente le battute d’arresto e gli errori . La forza mentale dipende anche dalla vostra capacità di lasciare in fretta errori e fallimenti dietro di voi . Aggrapparsi agli errori andrà ad incidere negativamente sulla prestazione. Calcola 1 punto per ciascuna delle seguenti risposte

1 ) F

2 ) F

3 ) V

4 ) F

5) F

6 ) V

Sezione 2 , le domande 7-12 sono inerenti alla capacità di gestire la pressione . Senza la capacità di mantenere la calma nelle situazioni stressanti un atleta risulterà vulnerabile. Nelle prestazioni importanti un po’ di “nervosismo” sano prima della competizione è importante ma un eccesso porterà un calo di prestazione. Calcola 1 punto per ciascuna delle seguenti risposte :

7 ) V

8 ) F

9 ) V

10) F

11 ) v

12 ) F

Sezione 3 , le domande 13-18  sono inerenti alla vostra capacità di concentrazione . In tutti gli sport , la capacità di concentrarsi su ciò che è importante e bloccare tutto il resto è una delle chiavi principali per l’eccellenza. Scarsa concentrazione è la ragione principale per cui gli atleti soffocano e si bloccano, con cali di prestazione.  Calcola 1 punto per ciascuna delle seguenti risposte :

13 ) F

14) F

15) F

16 ) F

17) V

18 ) F

Sezione 4 , le domande 19-24 sono inerenti al vostro livello di fiducia e ai fattori che influenzano la fiducia . Una caratteristica dell’atleta mentalmente forte è che possiede un livello di confidenza che sembra essere inattaccabile da insuccessi e fallimenti. Calcola 1 punto per ciascuna delle seguenti risposte :

19) V

20 ) F

21 ) V

22 ) V

23 ) F

24 ) F

Sezione 5 , le domande 25-29 si occupano di motivazione . La motivazione è il carburante che guiderà l’allenamento e la realizzazione dei vostri obiettivi . Senza motivazione non sarà possibile mettere nel lavoro l’energia necessaria per arrivare a raggiungere i vostri obiettivi.  Calcola 1 punto per ciascuna delle seguenti risposte :

25 ) V

26 ) V

27 ) V

28 ) F

29 ) V

Interpretazione :

Un punteggio di 5-6 in una qualsiasi delle cinque sezioni indica uno speciale punto di forza in quell’area. Punteggi di 4 o meno evidenziano una possibile area di miglioramento che deve essere affrontata con un percorso strutturato di mental training imparando le tecniche necessarie per gestire quell’aspetto..

Punteggio complessivo :

Un punteggio di 26-29 indicano un atteggiamento mentale molto solido nell’affrontare la competizione. I punteggi di 23-25 ​​indicano una moderata abilità nel gestire gli aspetti mentali, con un piccolo aiuto si potrebbe performare ancora meglio. I punteggi di 22 o al di sotto sono indicatori che un percorso di allenamento mentale sarebbe più che utile per affrontare al meglio le prestazioni.

Come focalizzare l’attenzione durante la prestazione

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Come focalizzare l'attenzione durante la prestazione Torino scuola respirazione psicologia dello sport psicologi dello sport miglioramento della prestazione sportiva frasi di ancoraggio focus focalizzazione attenzione difensore de-condizionamento errori concentrazione calcio autoipnosi attenzione atleti allenamento mentale allenamento allo studio allenamento

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Come focalizzare l'attenzione durante la prestazione Torino scuola respirazione psicologia dello sport psicologi dello sport miglioramento della prestazione sportiva frasi di ancoraggio focus focalizzazione attenzione difensore de-condizionamento errori concentrazione calcio autoipnosi attenzione atleti allenamento mentale allenamento allo studio allenamento   Mattia è un giovane calciatore dilettante, gioca in ruolo difensivo. Recentemente si è accorto che gli errori in ricezione del passaggio sono aumentati. Anche il mister lo ha più volte richiamato per questo. La sua concentrazione è troppo bassa.
Mattia va anche a scuola e i professori gli fanno notare spesso che è “disattento”.
Le sue prestazioni sia scolastiche che sportive sono peggiorate notevolmente negli ultimi mesi. Il problema è aggravato dal fatto che Mattia non riesce a non pensare agli errori commessi nelle partite precedenti o ai brutti voti presi alle interrogazioni, andando così a compromettere anche le prestazioni successive.
“Sono frustrato e non ho più voglia di giocare, né di studiare”: questo è quello che Mattia ci dice quando lo conosciamo la prima volta.

Il problema di Mattia è molto comune nello sport . Gli atleti si lamentano spesso di non essere in grado di lasciar andare di errori o di concentrarsi nei momenti critici. Questo aspetto è uno dei temi che si affronta spesso in un programma di allenamento mentale perché per molti atleti non è facile riuscire a “de-condizionarsi dagli errori”. Vediamo allora una, delle diverse tecniche, che si possono usare in questi casi.

In inglese viene chiamata “Cue Statement”, in italiano può essere definita in molti modi, noi la chiamiamo “Frase di ancoraggio”.

Che cosa è una frase di ancoraggio?
Una frase di ancoraggio è una breve dichiarazione che ha lo scopo di rimettere a fuoco la vostra concentrazione . Le frasi di ancoraggio aiutano a smettere di pensieri negativi e distrazione che incidono sul rendimento . Queste dichiarazioni devono essere:

Personali  – Hai bisogno di trovare una dichiarazione spunto che funziona per te! Questa potrebbe essere una sola parola come ” duro” o ” dominare ” o una breve serie di parole. Un modo per sviluppare una dichiarazione spunto personale è quello di porre la domanda: “Se fossi il miglior atleta che potrei essere, come vorrei sentirmi, cosa vorrei trasmettere in campo?” Spesso cercando di rispondere a questa domanda emergono ricordi di episodi passati che possono essere anche esaminati in profondità con tecniche di imagery o tecniche di autoipnosi. Alla fine arriverete a trovare la parola o la frase che identifica per voi lo stato mentale desiderato.

Positive – Per essere efficace nella rifocalizzazione dell’attenzione dopo gli errori , una frase di ancoraggio deve essere positiva . Il self-talk negativo è stato collegato a cali di prestazioni e aumento di ansia . Quindi… la frase di ancoraggio deve permetterti di visualizzare cosa vuoi essere e non cosa non vuoi essere!

Corte – La dichiarazione spunto ideale permette di riorientare rapidamente, ma non interferisce con i pensieri necessari durante le prestazioni . Come accennato in precedenza , alcuni atleti preferiscono una sola parola come ” focus” , mentre altri utilizzano una breve dichiarazione personale, come “forte , concentrato, nel gioco. “

Mattia facendo questo esercizio ha scelto come frase di ancoraggio la parola “Stop!”. Per lui aveva un duplice significato: riuscire a stoppare correttamente la palla, intercettando bene i passaggi e stoppare i pensieri negativi che affollavano la sua mente durante la prestazione. Può essere utile associare la frase di ancoraggio con un gesto che siamo abituati a fare, un gesto riturale. Per Mattia questo gesto era darsi un pugno sul quadricipite femorale. La sensazione fisica, unita al richiamo di sensazioni mentali precisa lo ha aiutato, piano piano a rifocalizzare la sua attenzione sul gioco. Questa stessa tecnica l’ha utilizzata anche nello studio.

Come fanno le frase di ancoraggio a funzionare durante la gara ?
L’uso di una frase di ancoraggio per rifocalizzare l’attenzione durante la competizione non è difficile, ma ci vuole pratica . L’uso di una frase di ancoraggio in combinazione con un respiro profondo o con alcuni esercizi di respirazione diaframmatica permette di riorientare e diminuire la tensione muscolare causata dall’ansia .La continua e costante ripetizione (e qui è fondamentale l’allenamento) di un gesto (respiro o il pugno per Mattia), in combinazione con una parola o frase che richiama un determinato stato mentale permette al nostro cervello di generare un condizionamento che dopo un po’ di tempo diventerà via via più automatico permettendoci una rifocalizzazione dell’attenzione sempre più rapida.

E’ ovvio che l’allenamento mentale non si riduce solo a questo, ma questa tecnica è una delle più utilizzate nello sport, nella scuola e in generale può essere usata in tutte le situazioni stressanti. Molti manager che seguiamo intraprendono percorsi di coaching per miglioare le proprie prestazioni che prevedono l’utilizzo di molte tecniche usate anche in ambito sportivo.
Possiamo dire che questo esercizio è veramente utile per tutti coloro che devono affrontare una prestazione e hanno bisogno di focalizzare l’attenzione in modo selettivo, riducendo l’ansia ed eliminando pensieri disturbanti. Anche gli psicologi dello sport hanno le loro frasi di ancoraggio… ma queste… sono coperte da segreto professionale!!!! 😉

Evolution: le nove abilità mentali per una prestazione sportiva

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Evolution: le nove abilità mentali per una prestazione sportiva Torino psicologia sportiva psicologia dello sport ottimizzazione prestazione sportiva modello mental trainng evolution esperti in psicologia dello sport atleti allenamento mentale abilità mentali

In questi due video vogliamo raccontarvi l’essenza del modello Evolution e raccontarvi quali sono le nove abilità mentali fondamentali per chi pratica sport individuali.

Verranno spiegate le nove abilità mentali, fondamentali in qualsiasi prestazione individuale.
I video sono tratti dalla conferenza “Questione di Testa”, realizzata in collaborazione con FIHP Piemonte e Rete7.

Prima parte

Seconda parte

Genitori Sportivi: un supporto per i piccoli atleti!

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Genitori Sportivi: un supporto per i piccoli atleti! Torino sport 2.0 ragazzi psicologo dello sport psicologia sportiva psicologia dello sport giovani atleti genitori formazione atleti allenamento mentale aiuto ai genitori

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Genitori Sportivi: un supporto per i piccoli atleti! Torino sport 2.0 ragazzi psicologo dello sport psicologia sportiva psicologia dello sport giovani atleti genitori formazione atleti allenamento mentale aiuto ai genitori

Questo e-booklet è pensato per tutti i genitori che si trovano a vivere una sfida impegnativa: supportare al meglio i propri figli che si impegnano nella pratica sportiva agonistica.

Essere genitori è il mestiere più difficile al mondo (e più entusiasmante) e trovarsi ad affrontare insieme ai propri figli le sfide del mondo sportivo può non essere semplice.

Nell’e-booklet troverete alcuni esempi di “errori” classici da evitare e 10 strategie per aiutare e sostenere, dal punto di vista mentale, vostro figlio prima e durante le competizioni.

Non esiste il manuale del buon genitore (per fortuna!) ma speriamo che questi spunti possano darvi un aiuto in più per vincere la vostra personale sfida!

Scaricatelo è gratuito e fateci sapere cosa ne pensate.
Buona lettura…

Scarica l’ebooklet!

Training per l’ansia competitiva

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Training per l'ansia competitiva psicologia sportiva psicologia dello sport ottimizzazione prestazione sportiva miglioramento della prestazione sportiva mental training dvd cd atleti ansia da prestazione sportiva ansia competitiva allenamento mentale

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Training per l'ansia competitiva psicologia sportiva psicologia dello sport ottimizzazione prestazione sportiva miglioramento della prestazione sportiva mental training dvd cd atleti ansia da prestazione sportiva ansia competitiva allenamento mentale   L‘ansia da competizione è un problema molto diffuso tra gli atleti, a qualsiasi livello si trovino a competere.
Ma d’altronde, chi non ha mai provato ansia di fronte ad una prestazione importante?

L’ansia è una fisiologica reazione di paura che ogni essere umano prova di fronte ad una situazione nuova o potenzialmente rischiosa. Spesso si confonde l’ansia con la normale attivazione pre-gara.
E’ assolutamente normale sentire il cuore che batte più forte, il corpo che inizia a reagire prima di una competizione. Ma quando diventa un problema? Quando mi rendo conto che questa attivazione è eccessiva e produce un decadimento della mia prestazione.

Per capire meglio il processo dell’ansia competitiva, abbiamo realizzato un video esplicativo.

Come spiegato nel video, un atleta che si trovi a dover competere con l’ansia competitiva ha bisogno di apprendere alcune strategie efficaci nella gestione di questo aspetto emotivo:

– tecniche di rilassamento
– tecniche di disattivazione fisiologica
– tecniche di controllo e monitoraggio dei pensieri
– tecniche di de-condizionamento dalla paura

Il percorso “How to compete anxiety” è un servizio che ha l’obiettivo di fornire all’atleta alcuni di questi strumenti, insegnadogli attivamente come auto-gestirli e come applicarli all’interno del suo percorso di allenamento tradizionale.

Il materiale video e audio di supporto, oltre alle schede di allenamento consegnate all’inizio del training consentono all’atleta, una volta imparato come fare di competere l’ansia da competizione in modo rapido ed efficace.

Per saperne di più, scarica la brochure.

Conferenza: “Questione di Testa! L’allenamento mentale al servizio dello sport”

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Conferenza: "Questione di Testa! L'allenamento mentale al servizio dello sport" Torino società sportive psicologia sportiva psicologia dello sport dirigenti sportivi conferenza atleti allenatori allenamento mentale

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Conferenza: "Questione di Testa! L'allenamento mentale al servizio dello sport" Torino società sportive psicologia sportiva psicologia dello sport dirigenti sportivi conferenza atleti allenatori allenamento mentale   Sabato 10 marzo 2012, la sezione piemontese della F.I.H.P (Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio) ha organizzato un pomeriggio dedicato ai suoi tesserati per spiegare meglio e far conoscere concretamente la psicologia dello sport.

Questo evento fa parte del nostro progetto di informazione sportiva chiamato “Questione di testa: l’allenamento mentale nello sport”.

Queste iniziative si rivolgono a club, enti, palestre, federazioni che vogliono offrire ai loro atleti, genitori di atleti, allenatori e dirigenti una possibilità in più per conoscere questo aspetto della preparazione ed eventualmente strutturare una convenzione per accedere ai nostri servizi con tariffe agevolate.

Guarda alcuni video della conferenza:

Se vuoi organizzare un evento simile per la tua realtà sportiva, contattaci.

Psicologia dello sport in età evolutiva nella scherma

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Psicologia dello sport in età evolutiva nella scherma Torino scherma psicologia sportiva psicologia dello sport età evolutiva atleti adolescenti

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Psicologia dello sport in età evolutiva nella scherma Torino scherma psicologia sportiva psicologia dello sport età evolutiva atleti adolescenti   Obiettivo della relazione è individuare e analizzare le influenze dei comportamenti delle figure che ruotano attorno al giovane schermitore sullo sviluppo psicofisico dello stesso, attraverso gli studi svolti nell’ambito della psicologia dello sport. Per poterlo fare è dunque necessario porre l’accento sul contributo apportato dalla psicologia dello sport. Rispetto agli atleti in età adulta l’obiettivo a cui un intervento psicologico mira è quello di far corrispondere prestazione potenziale e prestazione reale, cercando di rendere autonomo l’atleta nella gestione dell’approccio mentale alla competizione o alla pratica sportiva. Rispetto invece ai bambini e quindi parlando del contributo della psicologia dello sport in età evolutiva, l’obiettivo primario è quello di aiutare il bambino/ragazzo – atleta a “giocare” con le potenzialità della sua mente, quello secondario è invece supportare tutte le figure che ruotano attorno al giovane atleta, creando un ambiente positivo dove egli possa esprimere tutte le sue risorse. A tal proposito è utile citare un’affermazione del celebre fisico Albert Einstein: “La scelta più importante che un bambino deve fare è decidere se l’ambiente in cui si trova è un ambiente amico o nemico”.

Scendendo maggiormente nello specifico del bambino/ragazzo che pratica sport vanno sottolineati gli aspetti di crescita ed intervento funzionali per le diverse caratteristiche legate alle differenti fasce d’età. Prima di farlo è però necessario definire lo sport come laboratorio formativo della struttura psico-fisica del bambino, grazie alle diverse capacità delle quali favorisce un graduale sviluppo: capacità psico-motorie, capacità relazionali, miglior controllo emotivo, strutturazione di una propria identità, aumento di sicurezza ed autostima. Le fasce d’età prese in considerazione sono quattro.

La prima (5-8 anni) identificata come “imparare divertendosi” è caratterizzata dal fatto che il bambino giocando scopre il suo corpo e le sue potenzialità di socializzazione con il mondo esterno: fondamentale è che l’apprendimento avvenga in modo ludico, senza strategie particolari ma da un modello, cercando di creare il giusto contesto. Nella seconda fascia (9-11 anni) chiamata “obiettivo: crescere”, diventano fondamentali le dinamiche di gruppo per garantire la formazione di regole e l’abitudine alla collaborazione, permettendo inoltre lo sbocciare della socialità e l’emulazione di un capo.
Nella fascia successiva (12-15 anni) denominata “studiare per essere vincenti” la pratica sportiva risulta ottimale per il miglioramento qualitativo della vita psicofisica degli adolescenti, favorendo la condivisione delle esperienze all’interno di un gruppo, permettendo di dare un ordine di importanza alle regole sociali che caratterizzano la condotta quotidiana.
Infine nella fascia d’età che va dai 15 ai 18 anni, “vincenti nella vita, vincenti nello sport”, lo sport diventa veicolo per la formazione di un’identità forte e stabile, per consolidare la propria autostima e per riuscire a controllare le emozioni al fine di gestire le situazioni.

Ma affinché questi presupposti possano realizzarsi, è necessario porre l’attenzione sulle figure che si relazionano con l’atleta, condizionandolo. Particolare importanza assumono in questo caso la famiglia e gli allenatori/istruttori. La famiglia condiziona l’atleta su almeno quattro aspetti: il rendimento sportivo, le possibilità tecniche, le aspirazioni e le scelte. Questo avviene principalmente attraverso quei messaggi che i genitori trasmettono ai figli nel momento in cui lo seguono durante la pratica dell’attività sportiva e che molto spesso sono caratterizzati da una spinta esasperata verso la vittoria o verso il non farsi male, a discapito del più funzionale dei messaggi che un bambino vorrebbe ricevere da un genitore: “vai e divertiti!”. In questo senso la famiglia riveste un ruolo importante per l’atleta, dato che determina in larga misura due aspetti psicologici fondamentali: il senso di sicurezza e la spinta all’autorealizzazione. Per quanto riguarda l’influenza dei tecnici, spunti importanti di riflessione per favorire uno sviluppo sano dell’atleta possono essere i seguenti: saper porre obiettivi sfidanti ma raggiungibili, saper guidare l’atleta a concentrarsi sulle cose essenziali dell’incontro, non dare troppe informazioni in gara (dato che è peggio che non darne nessuna), non concentrarsi sul trovare ed enfatizzare tutti gli errori ma trovare la strategia affinché gli errori non si ripetano più, dare poche informazioni in gara e centrate sulla risoluzione del problema, favorire la concentrazione durante la gara (evitando con la parola di distogliere l’atleta dall’obiettivo), imparare a dare i giusti feedback per migliorare l’apprendimento anche in caso di sconfitta, saper dosare i commenti “a caldo” e “a freddo”.

Questo contributo vuole essere solo uno spunto di riflessione che sottolinei il fatto che la formazione di un tecnico deve essere una formazione a 360° gradi, che contempli anche l’approccio psicologico all’allenamento. Speriamo dunque che gli organi preposti alla formazione dei tecnici non sottovalutino gli aspetti psicologici della formazione in quanto parte integrante del ruolo educativo che i maestri ricoprono nei confronti dei giovani atleti.