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La genitorialità nello sport: alcuni spunti operativi

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In questo articolo, il collega Sergio Costa (www.sergiocostapsicologosport.com) esplora il mondo della genitorialità nello sport attraverso i dati emersi da alcune ricerche scientifiche.BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance La genitorialità nello sport: alcuni spunti operativi sport giovanile sport sergio costa genitorialitò genitorialità genitori nello sport formazione bambini

Nell’ultimo decennio è cresciuto notevolmente l’interesse accademico nei confronti dei genitori e del loro coinvolgimento nello sport giovanile, fornendo spunti interessanti sui fattori di stress, sulle esperienze e sui comportamenti positivi e negativi associati alla genitorialità (Holt & Knight, 2014).

Il genitore, che lo voglia o no, fa sempre un investimento sul figlio in termini di emozioni e aspettative, e convive anche lui con una serie di fattori stressanti, quali aspetti organizzativi e preoccupazioni relative allo sviluppo che possono condizionarlo, se non gestite bene. La consapevolezza di sé e delle proprie capacità è un elemento fondamentale sia nella carriera di un atleta che in quella del genitore, soprattutto se stiamo parlando di giocatori in fase giovanile.

Quali sono quindi le caratteristiche che dovrebbe avere il genitore e quale dovrebbe essere il suo ruolo?

Mi piacerebbe pensare al genitore che contribuisca alla crescita del proprio figlio, che lo stimoli e lo esorti se ne ha bisogno, o che ascolti le sue impressioni, le sue difficoltà e i suoi dubbi. Che partecipi alle esperienze del proprio figlio e lo aiuti a confrontarsi con il maestro e con i suoi problemi, che gioisca con lui per i successi ottenuti e lo conforti in caso di necessità.

Knight e colleghi (2010) hanno evidenziato che i giocatori di tennis junior dichiaravano di desiderare caratteristiche e modalità genitoriali differenti a seconda della situazione. Prima delle partite, infatti, i ragazzi preferivano comportamenti e suggerimenti legati al match che dovevano affrontare, mentre durante la competizione, volevano che i loro genitori si concentrassero più sullo sforzo e l’atteggiamento piuttosto che sul tennis giocato, abbinando comportamenti non verbali positivi (come espressioni facciali e posizioni del corpo) e commenti di aiuto e supporto.

Concludendo, dato l’impatto che i genitori possono avere sulle esperienze sportive e di crescita dei loro figli, diventa fondamentale progettare un programma per aiutarli a capire e gestire il loro ruolo, il modello aspettativa-valore e l’importanza dell’intelligenza emotiva (Horn e Horn, 2007; Harwood e Knight, 2015).

Molte società, per affrontare questo problema, fissano un decalogo, consigliando i genitori di sdrammatizzare, incoraggiare, esaltare i risultati positivi e alleggerire le sconfitte. Spesso li obbligano a non entrare in campo e negli spogliatoi, di lasciare che la borsa se la portino i ragazzi da soli e di non discutere con l’allenatore di aspetti tecnici o tattici, nonché di rispettare i compagni e gli altri genitori, senza tuttavia riscontrare spesso grande successo.

Vicent e colleghi (2015) suggeriscono di dare l’opportunità ai genitori di conversare su una tematica, di esplorare e confrontare le proprie esperienze, piuttosto che creare una serie di lezioni ed incontri formativi, utili ma fini a sé stessi. Seguendo infatti la teoria dell’autodeterminazione (Ryan e Deci, 2002), è solo attraverso l’autonomia, la relazione e la competenza, creata attraverso un lavoro sulla consapevolezza di sé, che si riesce ad ottenere un clima basato su una forte motivazione intrinseca utile al cambiamento e all’apprendimento del genitore.

Se volete approfondire la tematica: http://www.bskilled.it/il-perfetto-genitore-sportivo/

BIBLIOGRAFIA

  • Harwood, C. G., Knight, C. J., The role of parents in the development of tennis players: The past, the present and the future. Journal of Medicine and Science in Tennis, 17, 2012, 9–15.
  • Harwood, C. G., Knight, C. J., Parenting in youth sport: A position paper on parenting expertise. Psychology of Sport & Exercise, 16, 2015, 24–35.
  • Harwood C.G., Knight C.J., Parenting in sport. Sport Exerc. Perform. Psychol, 5, 2016, 84-88.
  • Holt, N. L., Knight, C. J., Parenting in youth sport: From research to practice. London, England: Routledge, 2014.
  • Horn, T. S., Horn, J. L., Family influences on children’s sport and physical activity participation, behavior, and psychosocial responses. In G. Tenenbaum & R. C. Eklund (Eds.), Handbook of sport psychology (3rd ed., pp. 685–711). Hoboken, NJ: Wiley, 2007.
  • Knight, C. J., Boden, C. M., Holt, N. L., Junior tennis players’ preferences for parental behaviors, Journal of Applied Sport Psychology, 22, 2010, 377–391.
  • Vincent A. P. and Christensen D. A., Conversations with Parents: A Collaborative Sport Psychology Program for Parents in Youth Sport, Journal of Sport Psychology in Action, 6, 2015, 73–85.

Associazione Genitori si Diventa

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Dal 2017 Bskilled è diventato partner dell’Associazione Genitori si Diventa.

Genitori si Diventa è un’Associazione di Volontariato che si occupa di fornire supporto pratico ed informativo a tutte le famiglie che desiderano adottare o che ha già adottato, convinti che il benessere dei figli si basi sulla consapevolezza e sulla forza dei loro genitori.

La collaborazione di B-Skilled con l’associazione nasce per con l’esigenza di poter supportare i genitori nella pratica sportiva dei propri figli formandoli a poter diventare “Genitori Sportivi”.

Nel 2018 dalla collaborazione nasce un progetto di educazione emotiva per atleti di associazioni sportive che aderiscono all’iniziativa finanziata da una raccolta fondi tramite la Maratona di Milano.

Il progetto ha come obiettivo quello di insegnare ai piccoli atleti a conoscere e poter gestire le proprie emozioni con l’obiettivo di poter migliorare le proprie prestazioni in campo, ma anche per poter imparare a vivere al meglio anche fuori dal campo.

Orientamento allo sport in età prescolare

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Orientamento allo sport in età prescolare Torino sport scelta dello sport psicologia dello sport psicologi dello sport orientamento sportivo giovani genitori età prescolare bambini attività sportiva attività motoria analisi comportamentale   I genitori amanti dello sport che vogliono trasmettere questa passione ai propri figli si trovano inevitabilmente a doversi scontrare contro alcune domande importanti quali ad esempio:

  • a che età cominciare a fare attività motoria?
  • che tipo di attività fargli fare?
  • come posso aiutarlo a scegliere l’attività motoria per lui/lei più divertente se non manifesta preferenze

L’associazione Spor4KiDs propone attività motoria aspecifica pensata appositamente per bambini dai 3 ai 5 anni.
Gli obiettivi didattici di questa attività sono lo sviluppo di abilità cognitive e percettive trasversali a diverse discipline sportive. Attraverso l’attività motoria, libera e semistrutturata, i bambini possono iniziare ad esplorare il loro corpo in relazione allo spazio e al tempo.

In questa attività i bambini sono osservati dall‘equipe di psicologi di B-Skilled che, attraverso la video-analisi comportamentale, delinea un profilo di competenze cognitive, motorie e relazionali caratteristiche di ogni bambino. Questo monitoraggio consente di osservare i cambiamenti nel tempo dei bambini durante l’attività e identificare quali sono le naturali tendenze che il bambino manifesta in relazione all’attività motoria. Partendo da questa osservazione Sport4Kids e BSkilled hanno avviato un progetto sperimentale di orientamento allo sport in età prescolare per aiutare i genitori ad avvicinare i bambini alle attività sportive e motorie che risultano essere maggiormente appaganti e gratificanti per loro.

Per avere maggiori informazioni sul progetto, sui luoghi in cui si svolge l’attività e i costi, scarica la locandina e contatta il referente Sport4KiDs, Luca Filograno.