Tag: preparazione mentale

Valpeagle HCV Filatoio 2440

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B-SKILLED ha scelto di sostenere la VALPEAGLE  per la stagione sportiva 2018/19 e si fregerà del titolo di Official Partner.

Una squadra è come un organismo in cui tutti gli organi sono vitali e in relazione gli uni con gli altri: non bisogna dimenticare la testa!

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Valpeagle HCV Filatoio 2440 psicologia dello sport preparazione mentale hockey su ghiaccio hockey   Allenare la mente è importante quanto allenare il fisico; la concentrazione, la gestione dello stress, il team building valgono quanto gli schemi tattici.

E così farà anche la VALPEAGLE, che nel suo percorso di crescita improntato al “guardare al passato per prepararsi al futuro” ritiene questa partnership un ulteriore mattone sostanziale del processo organizzativo verso un modello di società ancorato alla tradizione ma nel contempo aperto alle innovazioni e alla modernità.

PMS Basketball

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Nella stagione 2016-2017 il team di B-Skilled ha collaborato con la squadra U20, allenata dal coach Vincenzo di Meglio per raggiungere un prestigioso appuntamento: le finali nazionali.

Il percorso svolto con la squadra ha toccato i principali aspetti del team working coinvolgendo atleti e staff in un lavoro che ha portato la conquista dello scudetto U20.

U20 ECC/M – LA PMS E’ CAMPIONE D’ITALIA UNDER 20!!!

 

La preparazione mentale agli Europei

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La preparazione mentale in vista degli Europei di Francia 2016

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E’ arrivato il momento in cui in Europa ma non solo, si sente una carica importante, una elettricità strana. Non è l’arrivo dell’estate ma l’inizio degli Europei!

Quello di cui vogliamo parlare oggi, però, è di come una Nazionale può prepararsi ad affrontare gli Europei con una corretta preparazione mentale.

Come si può preparare mentalmente una Nazionale in vista degli Europei?

Tutti i grandi tornei estivi che coinvolgono le Nazionali di calcio hanno due caratteristiche particolari che rendono la preparazione fisica, tattica e mentale differenti dal campionato a cui partecipano tutti i giocatori:

  • Gruppo: il gruppo è formato da giocatori che, durante l’anno, hanno giocato in squadre di campionati diversi, molte volte anche avversarie tra di loro e che si trovano tutto d’un colpo a giocare insieme e a formare una nuova squadra.
  • Tipologia di torneo: a differenza del campionato a classifica, gli Europei sono strutturati con un mini girone iniziale e, successivamente, tutti scontri ad eliminazione diretta. Questa modalità rende qualsiasi partita praticamente fondamentale per il passaggio del turno con pochissime possibilità di errore.

La preparazione mentale, quindi dovrà essere programmata tenendo assolutamente conto di queste due caratteristiche.

Gruppo

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance La preparazione mentale agli Europei psicologia dello sport preparazione mentale mentali trainer mental coach Italia gladys bounous Europei Italia Europei Francia Europei 2016 edoardo ciofi calcio b-skilled   Come visto prima, il gruppo è uno dei punti cardine su cui lavorare. Giocatori amici/nemici si ritrovano insieme dopo mesi di campionato di club, spesso anche essendo avversari diretti per la lotta al titolo o alle posizioni alte della classifica.

Certo che c’è da considerare che, a differenza delle squadre di club, quando si gioca con la Nazionale c’è una spinta maggiore, da parte del gruppo nel voler dare il massimo per la maglia, sentendosi rappresentanti della propria nazione.

Il sentirsi tutti “italiani” “spagnoli” “francesi” e così via è sicuramente un veicolo di coesione davvero grande da sfruttare per creare un gruppo coeso.

Un’altra difficoltà che riguarda il gruppo è che, soprattutto nelle Nazionali maggiori, i giocatori convocati sono considerati i più forti della nazione. Per questo motivo bisogna porre attenzione al fatto che la responsabilità data non porti qualche soggetto a voler prevalicare rispetto ad altri mettendo la propria immagine davanti a quella della squadra.

Conoscere queste dinamiche e lavorare sul team-building e la creazione di un gruppo completo e coeso è sicuramente un’arma fondamentale per poter arrivare più avanti possibile.

Affrontare le gare

Abbiamo detto che ogni gara, in questi tornei, è praticamente fondamentale. Sbagliare una gara potrebbe pregiudicare la continuazione nel torneo, quindi la difficoltà maggiore, a livello mentale, sta nel non poter permettersi distrazioni o cali. Molto spesso i giocatori e i tecnici lo sanno, lo dicono in conferenza stampa, ma non cercano di preparare la squadra ad affrontare mentalmente questa sfida. La difficoltà sta infatti nel cercare di equilibrare le energie e l’attivazione psico-fisiologica della squadra.

Se è vero che non ci si può permettere di rilassarsi, anche affrontare ogni gara come se fosse la finale può portare a conseguenze negativi nella totalità del torneo.

La preparazione ideale sta nel preparare le singole gare lavorando sul dosaggio della carica emotiva dei giocatori che dovranno essere sempre proiettati sulla lunga durata e non sulla singola gara ma d’altro canto non possono permettersi di sottovalutare nessuna partita.

Porsi gli obiettivi corretti

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance La preparazione mentale agli Europei psicologia dello sport preparazione mentale mentali trainer mental coach Italia gladys bounous Europei Italia Europei Francia Europei 2016 edoardo ciofi calcio b-skilled   Come tutti saprete, la definizione degli obiettivi è fondamentale prima di affrontare ogni sfida. Anche la squadra più piccola, in questi tornei, può permettersi di sognare (come è successo alla Grecia proprio agli Europei del 2004) ma l’importante è sempre costruire l’obiettivo passo a passo per programmare ogni gara al meglio. In primis gli obiettivi devono essere strutturati a lungo, medio e breve termine così da permettere un programma “a scalini” e non trovarsi impreparati ad affrontare una situazione.

L’obiettivo, per esempio non può essere soltanto “Vincere l’Europeo”. Primo perché è un obiettivo che sarà condiviso da altre squadre e che soltanto una potrà raggiungere, quindi il livello di ansia e di carica emotiva sarà troppo grande, soprattutto verso le fasi finale. Non potrà neanche essere “Pensiamo partita per partita e poi cosa accadrà lo vedremo” perché mentalmente bisogna essere preparati anche ad arrivare fino in fondo senza avere la paura di vincere.

Fondamentale anche porsi obiettivi di prestazione e non soltanto di risultato proprio perché, soprattutto nella fase finale, il rischio di rimanere scottati e decisamente amareggiati da un risultato che non arriva, può essere mediato da un buona prestazione con la sensazione di aver dato il massimo. In questo modo il risultato magari non sarà raggiunto, ma a livello mentale i giocatori torneranno con la consapevolezza di aver fatto bene e pronti ad affrontare e preparare la stagione successiva.

Importanza dei gregari

Tutti noi abbiamo in mente la cavalcata dell’Italia che, nel 2006 ha conquistato il Mondiale in Germania. Se ricordate, una delle particolarità di quella squadra è stata che, al momento della chiamata, i gregari si sono fatti trovare pronti e, alcune volte, hanno anche risolto positivamente alcune partite.BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance La preparazione mentale agli Europei psicologia dello sport preparazione mentale mentali trainer mental coach Italia gladys bounous Europei Italia Europei Francia Europei 2016 edoardo ciofi calcio b-skilled

Il lavoro su chi non è sempre titolare è fondamentale. Bisogna far capire che nessuno è in gruppo per “scaldare la panchina” o per una vacanza in Francia, ma che la squadra è fondamentale dal primo all’ultimo elemento. La gestione dei cambi è una parte che riguarda puramente la scelta tecnica ma ovviamente ci sono diversi modi per poter gestire i gregari in modo da motivarli e far tenere loro sempre le energie attivate al punto giusto. Il compito dell’allenatore sarà quindi quello di far sentire ogni persona importante, a partire dall’allenamento, nei momenti di pausa, durante i pranzi e le cene. Il gruppo è fondamentale e, spesso, sono proprio i “panchinari” ad essere fondamentali per la salute mentale della squadra.

Tifosi

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance La preparazione mentale agli Europei psicologia dello sport preparazione mentale mentali trainer mental coach Italia gladys bounous Europei Italia Europei Francia Europei 2016 edoardo ciofi calcio b-skilled   I tifosi possono essere una grande risorsa ma anche una grande difficoltà. Sentire il peso di milioni di persone che buttano sulla squadra tantissime aspettative, passioni, emozioni e sogni, non è per niente facile. L’importante è riuscire a gestire la pressione e le aspettative tramite l’utilizzo di tecniche che vanno a lavorare sull’equilibrio psico-fisiologico (tecniche di rilassamento, lavoro sul self-talk, rituali, respirazione, gestione delle aspettative, ecc…) per fare in modo che i tifosi siano una grande carica nei momenti in cui ce n’è bisogno ma che non diventino un maggiore ostacolo nei momenti di difficoltà.

 

Detto questo come possiamo non chiudere con un grande in bocca al lupo per la nostra Nazionale?

FORZA AZZURRI!

Le 10 caratteristiche del top player nel calcio

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Le 10 caratteristiche del top player nel calcio top player psicologia dello sport psicologia preparazione mentale mental training game intelligence calcio   Avete mai sentito parlare di game intelligence? Secondo voi, che cosa distingue un bravo calciatore da un vero campione?

Le ricerche scientifiche svolte negli ultimi decenni ci dicono che i calciatori esperti, a parità di competenze fisico, tecniche e tattiche:

  • Hanno un’attenzione selettiva ad alcuni stimoli rilevanti per il gioco
  • Attivano di conseguenza processi percettivi più focalizzati e rapidi
  • Hanno un più rapido accesso al magazzino di memoria a lungo termine in cui sono conservati schemi di gioco e di spazio
  • E di conseguenza, eseguono delle predizioni (anticipazioni di eventi) più accurate paragonando la situazione con le informazioni apprese.
  • Le fasi precedenti permettono una rapida ed efficace presa di decisione e soluzione di problemi
  • Inoltre mantengono elevato questo processo anche in condizioni di stress!

Se volete approfondire le 10 caratteristiche mentali che caratterizzano un top player vi consigliamo l’articolo del coach Fabio Patteri, (preparatore atletico professionista con abilitazione a “preparatore atletico” presso la FIGC settore tecnico e ideatore del sistema di allenamento Soccer Training ed Emotional Fitness) con cui collaboriamo per sviluppare l’area dedicata al mental training.

Leggi l’articolo!

A mente calda… revisione psicologica dei Mondiali di calcio 2014

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance A mente calda... revisione psicologica dei Mondiali di calcio 2014 van gaal tilt suarez rigori regina brandao psicologico psicologia dello sport psicologa prestazione preparazione mentale portiere mondiali di calcio brasile allenatore

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance A mente calda... revisione psicologica dei Mondiali di calcio 2014 van gaal tilt suarez rigori regina brandao psicologico psicologia dello sport psicologa prestazione preparazione mentale portiere mondiali di calcio brasile allenatore   I Mondiali 2014 organizzati dal Brasile si stanno concludendo e, come ogni edizione precedente, hanno già lasciato in eredità molti spunti di riflessione per quanto concerne i diversi aspetti tecnici e tattici di preparazione fisica ma anche sotto il punto di vista mentale.

Sono infatti diversi gli episodi che potrebbero essere letti nell’ottica della psicologia dello sport, primo tra questi la reazione di Luis Suarez, talentuoso giocatore dell’Uruguay che, durante la partita contro l’Italia ha compiuto un gesto che rimarrà per sempre nella memoria di questo mondiale: verso la fine della partita ha infatti morsicato alla spalla il difensore della Nazionale Italiana, Giorgio Chiellini con uno scatto, definito da tutti, di aggressività.

Quello che appare evidente in questo episodio è che il gesto compiuto da Suarez è sicuramente molto lontano da essere un gesto razionale “pensato” ma, come altri episodi in passato (Zidane nel 2006 o, ancora più simile a quel gesto, è l’episodio del morso di Mike Tyson all’orecchio di un avversario) sono sfogo di una gestione negativa dell’aggressività che porta a reazioni con gravi conseguenze sia per la professione (squalifiche pesanti) sia per l’immagine dell’atleta. Ho parlato di cattiva gestione dell’aggressività perché bisogna considerare il fatto che l’aggressività in campo non è un fattore da eliminare, come potrebbe sembrare logicamente,  ma da trasformare in spinta agonistica positiva. Nel caso di Suarez e degli atleti che, come prima citato, si sono resi protagonisti di episodi simili; infatti, eliminare l’aggressività vorrebbe dire eliminare una caratteristica importante del giocatore che ha permesso loro di arrivare a così alti livelli. Quello che servirebbe a Suarez, più che una squalifica, è un percorso che gli consenta di imparare a gestire la propria aggressività in modo da trasformarla in un agonismo positivo e decisamente più proficuo.

Parlando di Mondiali e di psicologia dello sport, sicuramente il caso che viene in mente è l’inserimento di una psicologa (Regina Brandâo) all’interno dello staff del Brasile. La prima considerazione è che, a livello mediatico, è uscito un polverone sicuramente eccessivo per l’inserimento di una figura professionale che in altri sport è considerato come norma all’interno dello staff. Dal lavoro della psicologa all’interno del Brasile è uscito davvero poco ma, quello che si può dire è che, sicuramente, le aspettative sul suo ruolo all’interno della squadra sono state sicuramente eccessive oltre che, a volte, sbagliate.
Il lavoro di uno psicologo all’interno di una squadra è quello di “allenatore” delle dinamiche mentali dei giocatori, cioè egli si occupa di fornire agli atleti alcuni strumenti utili a potersi presentare in gara al 100% della propria forma mentale.
Quello che invece è emerso in questi giorni è l’aspettativa per una figura che si limitasse a “curare” i giocatori, accusati di essere troppo emotivi. Ora, la gestione dell’emotività è sicuramente un processo molto importante all’interno del mental training ma ci sono alcuni elementi che non possono essere ignorati:

  • Il mondiale giocato in casa (soprattutto per una squadra considerata tra le potenziali vincitrici) è fonte di emozioni veramente forti, sia per le enormi aspettative che vengono riversate sulla squadra da tifosi e media, sia per il fatto di giocare in stadi pieni soprattutto di persone con la maglietta dello stesso colore della tua.
  • I brasiliani, soprattutto per quanto riguarda lo sport, hanno in genere un aspetto emotivo molto alto (quasi spirituale) che può essere visto sicuramente come un supporto quando permette di dare una “carica” necessaria al raggiungimento di un obiettivo ma, anche come un ostacolo quando è troppo difficile da gestire.

Dopo la pesante sconfitta subìta dal Brasile per 7 a 1 contro la Germania in semifinale, tutto il mondo si è interrogato sulla “fragilità” dei giocatori brasiliani (colpevoli principalmente di aver pianto in diverse occasioni, come durante l’esecuzione degli inni) e sull’efficacia della psicologa nel team.
La prima considerazione che viene da fare è che sicuramente una sconfitta così pesante non è dovuta solo a motivi tecnici/tattici ma vi è stato sicuramente un problema di testa; infatti, dopo aver subìto il primo gol, i giocatori del Brasile non sono stati in grado di reggere le enormi pressioni che sono state riversate sulla squadra e sono entrati in chocking, cioè in un blocco che non ha permesso alla squadra di riuscire né ad attaccare né a difendersi in modo attivo ma solo a subire passivamente gli avversari.

La spiegazione che mi sento di dare è che il focalizzarsi solo sul ruolo della psicologia per gestire l’emotività dei calciatori ha fatto sì che la squadra si caricasse di un ulteriore peso poiché i giocatori sono stati “marchiati” dal mondo intero come fragili e incapaci di gestire l’emotività (anche se, in tale contesto, le reazioni di pianto possono essere come un normale sfogo); quindi, oltre alle altissime aspettative di vittoria, si sono aggiunte anche le aspettative di un miracolo psicologico onestamente impossibile da compiere in così poco tempo.

Quello da cui si può ripartire a riguardo del lavoro di Regina Brandâo all’interno della squadra, è il rapporto con l’allenatore, Felipe Scolari che, anziché sentirsi “minacciato” dal lavoro della psicologa, ha riconosciuto il ruolo della stessa prendendo in seria considerazione quello che stava facendo, soprattutto per quanto riguardava lo stilamento della formazione dal punto di vista del profilo mentale dei giocatori.

Parlando della semifinale che ha portato all’eliminazione del Brasile, un’altra considerazione interessante è sul perché i tedeschi sono stati così cinici da voler segnare così tanti gol anche quando la partita era già chiusa (il risultato di fine primo tempo è stato di 5 a 0). La mossa di voler continuare ad attaccare è stata una mossa utile non per quanto riguarda la partita contro il Brasile, ma in ottica di mantenere alta la concentrazione per la finale. Se si fossero accontentati di vincere (sul 4 a 0 per esempio), il rischio di uno scarico emotivo e di concentrazione sarebbe stato davvero alto e avrebbe potuto avere conseguenze negative in vista della finale.
Sarebbe stato molto impegnativo, infatti, recuperare la concentrazione e soprattutto l’emotività che avrebbero perso se si fossero “adagiati sugli allori” già a metà partita. Anche se a farne le spese è stato il Brasile che ha dovuto subire un punteggio umiliante, in ottica psicologica la scelta di continuare a giocare fino al 90° è stata sicuramente buona in previsione della finale.

L’ultimo episodio che rimarrà nella memoria di questo mondiale è stata la scelta di Van Gaal, l’allenatore dell’Olanda, di cambiare il portiere titolare con quello di riserva solo per la cosiddetta “lotteria” dei rigori contro il Costa Rica.
Non parlando della scelta a livello tecnico, si può fare una breve analisi a livello psicologico.
Se escludiamo il fatto che, essendo passata l’Olanda grazie a due rigori parati dal portiere subentrato, è difficile criticare questa scelta, l’analisi che si può fare è su quanto questo fosse già stato deciso precedentemente o meno. Se, come è stato detto in un’intervista successiva, la scelta era stata fatta con entrambi i portieri prima della partita, allora, a livello mentale, è stata sicuramente una scelta che ha permesso al portiere, entrato successivamente, di caricarsi e di arrivare pronto al momento opportuno e, nel frattempo, di dare un segnale forte che sicuramente ha destabilizzato i tiratori avversari.
Se invece la scelta fosse stata una decisione di impulso dell’allenatore, il rischio sarebbe stato quello di caricare il portiere di riserva di eccessive responsabilità da una parte, ma anche di svalutare il portiere sostituito, creando così possibili problematiche per le partite successive.
Il fornire alcune letture dal punto di vista psicologico può essere un segnale positivo di apertura di un mondo che, a differenza di altri sport, pare non essere ancora pronto all’ingresso degli psicologi sportivi anche se i risvolti potrebbero essere ovviamente positivi, non solo per le singole squadre ma, per tutto il sistema del calcio.

Buona fine di Mondiali a tutti… e come sempre che vinca il migliore!

Giancarlo Grinza – Volo a vela

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Giancarlo Grinza - Volo a vela volo a vela trofeo torino Torino psicologia sportiva psicologia dello sport preparazione mentale mental training giancarlo grinza bskilled   Giancarlo Grinza nasce a Torino il 18/10/1972. A 17 anni prende il brevetto di volo a vela e nel 1990 partecipa alla prima competizione in seguito alla quale, viene promosso alla categoria nazionale. Dal 1990 al 2014 ha parteciapato a circa 50 competizioni.

Alcune fasi della sua carriera da ricordare:

  • 1991 vince la sua prima competizione al Trofeo Città di Torino
  • 1992 partecipa al campionato Europeo di Volo a Vela in Ungheria
  • 1993 partecipa al campionato europeo juniores in Francia-7classificato
  • 1995 vince il Trofeo Sales con un volo di distanza dichiarato da Torino a Bressanone
  • 1997 partecipa campionati italiani classe standard – 2 classificato
  • 1998 partecipa campionati Europei
  • 2002 partecipa al campionato internazionale Issoudun-2 classificato
  • 2004 partecipa al campionato internazionale di Bailleau-1 classificato
  • 2005 partecipa al campionato Europeo
  • 2007 partecipa al campionato Francese classe standard-2 classificato
  • 2008 partecipa al Torino sailplane GranPrix- 2 classificato
  • 2009 partecipa al World Air Games di Torino sfiorando la medaglia-4 classificato
  • 2011 partecipa al campionato italiano 20 metri – 2 classificato
  • 2011 partecipa al campionato internazionale di Hahnweide classe 15mt- 1 classificato
  • 2013 partecipa e vince il Campionato italiano classe unica

Nel 2014, dopo 23 anni dalla prima volta, vince nuovamente il Trofeo Città di Torino. E adesso il prossimo obiettivo sarà…

Muay Farang Team

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Muay Farang Team Torino thai boxe skype training psicologia sportiva psicologia dello sport preparazione mentale muai thay mathias gallo cassarino allenamento mentale   Nel corso dei secoli la Muay Thai divenne innanzitutto un efficace sistema di difesa, per poi passare alla forma sportiva e la Thailandia è sicuramente il paese in cui questa disciplina si è maggiormente sviluppata, vantando atleti considerati i più forti al mondo.
Quando un occidentale sostiene un combattimento di Muay Thai viene chiamato dai locali “farang”, termine utilizzato per indicare tutte le persone di origine caucasica e più in generale tutto ciò che è occidentale.

Il team Muay Farang è un team di atleti che si allena in Thailandia, seguendo programmi di allenamento thailandesi con un’approccio alla preparazione di tipo occidentale. I “muay farang” sfidano i grandi nomi della thai internazionale e hanno una sfida… cambiare le cose e spodestare i thailandesi dal loro primato di massimi rappresentanti mondiali di questa disciplina.

Il team, capitanato da Mathias Gallo Cassarino, si avvale, per la preparazione mentale del team di B-Skilled utilizzando lo Skype Training e portando un pò di occidente in oriente.

Per maggiori informazioni sul team, visitate il sito www.muayfarang.com

I 10 errori da evitare prima di una gara

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance I 10 errori da evitare prima di una gara routine pre-gara preparazione mentale mental training gara competizione autoefficacia ansia da prestazione ansia da competizione   Partendo dalla nostra esperienza sul campo abbiamo realizzato un e-booklet gratuito e scaricabile per fornire qualche indicazione pratica agli atleti sulla gestione della routine pre-gara.

La routine pre-gara è composta di tutte quelle azioni che un atleta esegue regolarmente prima di scendere in campo. In questa routine si collocano anche i rituali oltre che le normali tappe di riscaldamento, sia fisico che mentale.
Se la routine pre-gara è stata realizzata in modo efficace l’atleta arriva al momento dell’inizio della gara mentalmente e fisicamente pronto.
Tuttavia, qualche volta, in questo processo preparatorio si commettono degli errori!

Scaricate l’e-book per scoprire quali errori sono da evitare e come fare per migliorare la propria preparazione mentale alla gara!

Buona lettura!

Scarica l’e-booklet!