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… e raccontare la tua esperienza come psicologo dello sport o come allenatore o atleta che ha provato la psicologia sportiva e il mental training?
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Psicologia dello sport e fitness!

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Psicologia dello sport e fitness! Torino psicologia dello sport palestra natascia bernardi istruttori gladys bounous fitness buone regole bskilled attività motoria alessandro simili   Spesso si associa il concetto di psicologia dello sport solo con atleti, squadre, allenatori o comunque in condizioni dove prevale la componente agonistica.
La nostra specializzazione ci porta invece a conoscere molto bene i meccanismi mentali che sono alla base di qualsiasi prestazione motoria e quindi l’intervento dello psicologo dello sport si estende in ambito sempre più diversi, quali ad esempio il mondo del fitness.

Già numerose palestre organizzano giornate di “psicologia del fitness” per i loro clienti e numerosi istruttori si rivolgono a noi per migliorare le loro performance.

In questo allegato, la collega Natascia Bernardi, psicologa, psicoterapeuta, che sta completando un master internazionale in scienze dello sport e psicologia dello sport, ci aiuta a scoprire le buone regole per tenere allenata la nostra mente quando pratichiamo fitness in palestra!

Buona lettura!

L’ipnosi sportiva è realmente efficace?

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance L'ipnosi sportiva è realmente efficace? Torino psicologia dello sport mental training ipnoterapia ipnosi sportiva ipnosi e sport gladys bounous allenamento mentale alessandro simili

Una rassegna realizzata dal nostro team per cercare di comprendere cosa dice la letteratura scientifica degli ultimi vent’anni in merito al tema dell‘ipnosi sportiva.

La rassegna scientifica è stata pubblicata sul Giornale Italiano di Psicologia dello Sport, numero 14, maggio/agosto 2012.

Abstract:
L’interesse nei confronti dell’ipnosi e della sua applicabilità in diversi contesti, sia clinici che applicativi, è notevolmente cresciuto negli ultimi decenni. Infatti nella letteratura scientifica sono numerose le pubblicazioni realizzate ogni anno con lo scopo di validare l’efficacia di questo strumento di intervento nei diversi settori. In ambito clinico, alcune recenti meta-analisi sono state in grado di evidenziare i disturbi psicologici in cui l’ipnosi risulta efficace, sia come strumento singolo sia in abbinamento ad altre tecniche psicologiche.

In psicologia dello sport la situazione invece non è così chiara. Nonostante l’ipnosi sia ampiamente utilizzata nei training mentali per l’ottimizzazione della prestazione sportiva, la ricerca scientifica in merito è ancora abbastanza ridotta ed a tratti incompleta.
Questo lavoro ha l’intento di raccogliere i maggiori studi scientifici pubblicati su riviste internazionali negli ultimi vent’anni, nel tentativo di dare risposta ai seguenti quesiti:

  • L’ipnosi sportiva è realmente efficace nel potenziamento delle prestazioni sportive
  • E se si, quali abilità possono essere potenziate con questo strumento
  • L’ipnosi riesce a garantire un’efficacia superiore, rispetto ad altre tecniche di mental training, nel potenziamento delle suddette abilità
  • Esistono dei protocolli di intervento ipnotico validati e standardizzati oppure tutto è lasciato all’esperienza soggettiva del preparatore mentale?

Ecco l’articolo scaricabile.

Welcome to EVOLUTION: cosa si allena in psicologia dello sport?

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Welcome to EVOLUTION: cosa si allena in psicologia dello sport? Torino sport resilienza psicologia sportiva psicologia dello sport performance mental training locus of control gladys bounous gestione imprevisto evolution emozioni concentrazione autoefficacia ansia da prestazione alessandro simili abilità mentali   Questo e-booklet nasce per rispondere a quella che forse è la domanda più frequente che ci viene rivolta: “Ma un preparatore mentale o psicologo dello sport o mental trainer… cosa allena??!!”.

La risposta più banale sarebbe: “La mente umana!”. Ma la ricerca scientifica degli ultimi decenni ci ha aiutato a capire esattamente quali sono gli aspetti della mente umana che incidono maggiormente sulle performance sportive.

In questo e-booklet ve le introduciamo dandovi anche qualche indicazione su quali tecniche si usano nei programmi di allenamento in psicologia dello sport.
Come al solito l’e-booklet è gratuito e vi saremo grati se vorrete farlo leggere anche ai vostri amici sportivi!

Buona lettura!

Scarica l’e-booklet

Evolution4Coaches: il training mentale per allenatori

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Evolution4Coaches: il training mentale per allenatori video analisi Torino psicologia sportiva psicologia dello sport prestazione pisa soccer school performance parma football school gladys bounous gara Evolution for coaches analisi comportamentale allenatori allenatore sportivo allenamento alessandro simili   Evolution4Coaches è un training di allenamento comportamentale per allenatori basato sulle più moderne tecnologie di videoanalisi, sviluppato da B-Skilled.

Partendo dalla letteratura scientifica, con il confronto con enti universitari internazionali, attraverso l’esperienza maturata sul campo della formazione degli allenatori, il team di BSkilled ha realizzato una piattaforma di analisi comportamentale per valutare le competenze verbali e non verbali dell’allenatore sul campo, durante gli allenamenti e in gara.

Partendo dalla video-analisi di circa 30 schemi comportamentali che l’allenatore può manifestare sul campo, si ottiene in tempo reale profilo quantitativo della performance di ogni singolo allenatore. La rielaborazione dei video permette una lettura qualitativa della stessa performance, garantendo così un’analisi a 360° dell’atteggiamento del coach nelle varie situazioni di gioco.

Questo lavoro viene svolto con il supporto tecnologico della app E4C, appositamente studiata e sviluppata da B-Skilled per questo training comportamentale.

Questo programma è stato parte integrante della metodologia Calcio4D, il progetto di formazione per allenatori di calcio promosso da Adriano Bacconi e Roberto Baggio.

Ad oggi B-Skilled sta portando avanti due progetti di ricerca per lo sviluppo della metodologia sia in ambito della formazione dei giovani che a livello professionistico. Il continuo interscambio tra la ricerca e la pratica sul campo consente ad Evolution4Coaches di adattarsi alle esigenze di ogni singolo allenatore in qualsiasi disciplina sportiva.

Ogni sessione di videoanalisi comprende l’elaborazione computerizzata della performance + 1h di restituzione individuale o 2 h in caso di gruppi. Il training minimo prevedere 2 sessioni: una baseline e un re-test dopo 1 mese. Le sessioni possono essere fatte anche via skype o di gruppo.

Per saperne di più scarica la brochure informativa oppure guarda il nostro tutorial su youtube e il video promo.


Contattaci per avere maggiori informazioni o per organizzare un presentazione della metodologia con gli allenatori del tuo club sportivo.

Parma Football School

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Parma Football School psicologia dello sport parma football school gladys bounous coaching analisys calcio analisi comportamentale allenatori alessandro simili   Parma Football School rappresenta, nel panorama sportivo e calcistico giovanile italiano, un’organizzazione attenta ai repentini cambiamenti di stile di vita, di comportamento e di apprendimento dei giovani.

Parma Football School riesce a stare al passo con i tempi e a proporre svariati progetti e programmi di insegnamento calcistico ideonei all’età ed ai bisogni dei giovani grazie alla creazione del Centro Ricerche e Formazione. Quest’ultimo, fortemente voluto da Marco Marchi, responsabile del progetto, composto da esperti di calcio  ed esperti di attività motorie, da Università e da Aziende è impegnato a creare sia programmi didattici completi che sistemi organizzativi evoluti. I progetti ideati e realizzati in questi primi sei mesi di attività sono riconosciuti di grande qualità organizzativa.

Sono almeno 14 le aree che saranno coinvolte all’interno del Centro Ricerche e Formazione che consentiranno a Parma Football School di diventare unico nel panorama della proposta italiana. Tra queste: l’area medica, l’area socio-psico-pedagogica, l’area comunicazione, l’area motoria, l’area etica, l’area sportiva, l’area didattica, l’area tecnica, l’area della formazione, l’area metodologica, l’area della gestione, l’area programmi, l’area prevenzione, l’area ricerca e l’area valutazioni.

Il team di B-Skilled è stato coinvolto nel progetto affidando a Gladys Bounous il coordinamento dell’area psicologica e ad Alessandro Simili il coordinamento dell’area comunicazione. All’interno del progetto, rivolto agli allenatori sportivi e non solo, verrà sviluppato e sistematizzato il modello di coaching analysis progettato da B-Skilled e sperimentato nel corso degli ultimi anni in collaborazione con diverse realtà sportive.

Per informazioni: www.parmafootballschool.com

Biofeedback e Ipnosi

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Biofeedback e Ipnosi Torino sport psicologia sportiva psicologia dello sport mental training ipnosi gladys bounous biofeedback allenamento mentale alessandro simili

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Biofeedback e Ipnosi Torino sport psicologia sportiva psicologia dello sport mental training ipnosi gladys bounous biofeedback allenamento mentale alessandro simili   Quando ci si approcia ad un percorso di ottimizzazione della prestazione molte sono le tecniche che gli operatori (si presume psicologi dello sport) adoperano per raggiungere l’obiettivo che l’atleta si aspetta possa essere raggiunto.

In effetti le richieste sono svariate, importanti e mai banali: dal potenziare le abilità attentive, alla gestione dello stress, al migliorare la resistenza (percepita) all’esaltare il talento personale e così via.

La domanda a questo punto è lecita: come facciamo a sapere come psicologi dello sport obiettivamente che l’atleta sta effettivamente raggiungendo gli obiettivi previsti? Dobbiamo aspettare i numeri della prestazione o possiamo dapprima capire se il nostro intervento è funzionale all’obiettivo? O possiamo solo rivolgerci a questionari/test?

A una mia richiesta sulle sensazioni provate potrò avere risposte positive/neutre/negative, ma allo stesso tempo come faccio a sapere che ho lavorato in direzione dell’obiettivo? Come posso capire se ho agito sul sistema simpatico o parasimpatico? Tradotto in termini concreti: un conto è lavorare sul rilassamento un conto è lavorare sulle abilità attentive che richiedono una certa attivazione e vigilanza.

Un risposta a queste domande ci deriva dall’uso del biofeedback e dalle tecniche ad esso correlate. Il biofeedback è uno strumento che permette all’atleta di porre sotto controllo alcune funzioni fisiologiche che normalmente non lo sono. Vuol dire in sostanza che qualsiasi persona può controllare, monitorare e ottimizzare alcune funzioni del nostro corpo quali il respiro, il battito cardiaco, la temperatura così come la regolazione del tono muscolare per acquisire abitudini regolative più appropriate.

L’atleta potrà ricevere attraverso un computer un feedback sia visivo (numerico) sia acustico sulla prestazione che sta compiendo nel qui ed ora.

Facciamo un esempio. Si presenta da noi un atleta con il classico problema “di controllare l’ansia che si genera al momento della prestazione”. A questo punto dopo aver focalizzato l’area di miglioramento posso, da un punto di vista cognitivo, capire le ragioni e intervenire con molte tecniche (pratiche) a mia disposizione: self talk, imagery, thought stopping. Farò il mio intervento e in quel momento avrò a disposizione il feedback dell’atleta.

A questo punto interviene il biofeedback (o neurofeedback) che fornisce una risposta immediata all’atleta per quando riguarda la sua domanda (oltretutto gli atleti sono abituati ai numeri e una risposta numerica agevola una corretta comprensione e ad un feedback immediato), ma anche allo psicologo dello sport che potrà toccare con mano non solo la parte cognitiva, ma anche la parte “fisiologica” del lavoro.

Fin qui abbiamo parlato del biofeedback e dalla valenza che completa la professionalità dello psicologo dello sport anche se molti professionisti non sono avvezzi alla “tecnologia”, ma il biofeedback come training è una tecnica e in quanto tale per amplificare e comprovare la sua potenzialità va abbinata ad un’altra metodologia importante:l’ipnosi.

Uno a completamento dell’altro potremmo dire. O per certo versi uno a supervisione dell’altro. Se, come abbiamo detto, l’ipnosi (o meglio il suo utilizzo) può peccare di validità, dall’altro verso il biofeedback ha il limite che non può essere portato nella prestazione vera e propria.

Possiamo quindi identificare nell’ipnosi due grossi vantaggi a sostegno del biofeedback:

  • accompagnare il lavoro “on-line” attraverso il biofeedback;
  • portare sul campo le sensazioni, gli apprendimenti e trasformarli in comportamento efficaci per la prestazione.

Anche in questo caso facciamo un esempio pratico e vissuto. Atleta di biathlon (sci e carabina) che si presenta con un problema più che di ordine psicologico, di natura fisiologica: abbassare la temperatura periferica del dito indice che spara, perchè dopo km a sciare e con temperature che toccano anche i meno 18, questo perde di sensibilità. Nella prima seduta, attraverso il biofeedback riusciamo dopo varie sedute a controllare (alzando e abbassando volontariamente) la temperatura periferica del dito. Ma un conto è un luogo protetto quale può essere quello dello studio, un conto è l’ambiente.(potremmo dire che il biofeedback ci permette di realizzare la connessione mente-corpo, l’ipnosi la connessione mente-corpo-ambiente).

Procediamo allora attraverso l’ipnosi cercando una situazione significativa che potesse “ancorare” il lavoro fatto e soprattutto portare nella prestazione vera sensazioni vissute. L’atleta, in modo ecologico richiama l’immagine del primo sole del mattino in montagna che le riscalda la mani. La cosa affascinante è che “testando” l’immagine con il biofeedback, la stessa prestazione in studio è più veloce: in pochi attimi, verificandolo con il biofeedback (TEMP), l’atleta regola volontariamente e velocemente la propria temperatura periferica. Va da sè poi, la trasformazione dell’apprendimento in comportamento utile per la gara.

Vediamo infine uno schema (Blumenstein 2002) che mostra l’intervento del BFB in alcuni sport abbinato ad alcune tecniche.

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Bibliografia

  • Anchisi R.,Dessy M.G. Gambotto (1996). Manuale di Biofeedback, Psicologia e Medicina Comportamentale.Ed. Libreria Cortina,Torino.
  • Basmajian J.V. (1985). Il biofeedback: aspetti teorici ed applicazioni pratiche. Ed. Piccin, Padova
  • Blumenstein, Bar-Eli, Tenenbaum (2002) Brain and Body in sport and exercise.Ed.Wiley and Sons.USA.
  • Pancheri P.(1979). Biofeedback.Tecniche di autocontrollo in psichiatria, Psicosomatica e medicina.Ed.Bulzoni, Milano.

Cos’è la psicologia dello sport?

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Cos'è la psicologia dello sport? Torino psicologo dello sport psicologia sportiva psicologia dello sport miglioramento della prestazione sportiva mental training gladys bounous esperto in psicologia sportiva allenamento mentale alessandro simili   COS’E’ LA PSICOLOGIA DELLO SPORT?
La Psicologia dello Sport, nella sua definizione classica, è un ampio ramo della psicologia dove confluiscono diverse dottrine (psicologia, medicina, psichiatria, sociologia, pedagogia, filosofia, igiene, educazione fisica, scienze motorie, riabilitazione, ecc.) ed è pertanto un argomento di competenza multi – disciplinare aperto al contributo che ciascuno può portare sulla base della propria preparazione specifica. I settori della psicologia dello sport riguardano: lo studio della personalità dell’atleta, i fondamenti psicologici delle capacità motorie, la preparazione alle gare, la selezione degli atleti, la psicologia del gruppo e del singolo sportivo, dell’allenamento e della competizione e nello specifico lo stato mentale della prestazione d’eccellenza.

A CHI E’ UTILE?
La psicologia dello sport è utile per tutti coloro che vogliono lavorare sul migliorare la prestazione sportivo/motoria imparando a sfruttare al meglio le potenzialità della nostra mente. In generale, non si parla di percorsi di allenamento mentale vero e proprio al di sotto dei 16 anni. Ma tuttavia, anche prima di questa età, si può iniziare a “giocare” con la psicologia imparando alcune semplici principi dell’allenamento mentale.

QUANTO E’ UTILE…?
I percorsi di psicologia dello sport sono massimamente efficaci quando si rileva una discrepanza di risultato tra le prestazioni in allenamento e quelle in gara. E soprattutto quando queste differenze di prestazione non sono imputabili ad altre variabili (preparazione fisica, nutrizionale, carenze tecnico/tattiche).

CHE DIFFERENZA C’E’ TRA UN PERCORSO DI PSICOLOGIA DELLO SPORT E UNA PSICOTERAPIA O LA PSICONALISI?
La differenza sostanziale è che quando si intraprende un percorso di psicologia dello sport o allenamento mentale si lavora esclusivamente sulla prestazione. Non si va a toccare l’aspetto “patologico”, la famiglia di origine, i traumi passati, le relazioni affettive. Ci si concentra esclusivamente sulla performance sportiva e sul modo migliore per esprimere le potenzialità e raggiungere risultati. L’allenamento mentale va visto analogamente ai percorsi di preparazione atletica, tecnica o tattica, solo che si va ad allenare una parte intangibile del nostro corpo che si chiama “mente”.
Dunque la psicologia dello sport non ha nulla a che fare con la psicoterapia o la psicoanalisi anche se alcuni professionisti possono avere, nel loro percorso professionale, acquisito tali competenze.

LE RICHIESTE PIU’ FREQUENTI CHE GLI ATLETI CI RIVOLGONO

  • Gestione dell’ansia pre-regata
  • Regolazione dell’energia e gestione dei momenti di attesa pre-competizione
  • Tecniche di rilassamento
  • Aumento fiducia nelle proprie potenzialità
  • Gestione del sonno
  • Aumento autoefficacia
  • Aumento del “feeling”
  • Gestione dei cali di motivazione
  • Pianificazione e organizzazione delle competizioni
  • Miglioramento comunicazione nei gruppi e tra allenatore/atleta
  • Recupero psicologico dopo un infortunio

IN PRATICA…
Un percorso di allenamento mentale consiste in un incontro conoscitivo in cui atleta/allenatore e psicologo sportivo si conoscono e concordano un obiettivo di lavoro (valutando anche eventuali impedimenti nel procedere).
Si stabiliscono un numero di sedute ottimale per il raggiungimento dell’obiettivo prefisso che varia in media da 5 a 8 incontri.
Si stabilisce insieme se inserire nel processo di allenamento alcune sedute di allenamento sul campo (durante allenamenti) o di osservazione in gara. Questa opzione rende il lavoro estremamente più efficace perché diventa confezionato su misura alle esigenze del richiedente.
Fondamentale, per garantire l’autonomia dell’atleta, è la fase conclusiva del percorso che passa attraverso la verifica dei risultati ottenuti con l’allenamento mentale.

QUALI SPORT?
Tutte le discipline sportive possono trarre giovamento da un percorso di allenamento mentale, tuttavia questo deve essere calato nel contesto sportivo specifico, capendo bene le esigenze dei singoli atleti. Non possiamo certo pensare che, a livello mentale, le esigenze di un maratoneta siano identiche ad un centometrista. Questo aspetto fa parte integrante della professionalità dello psicologo a cui ci si rivolge.