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Definizione degli obiettivi

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GOAL SETTING

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Quando si parla di sport o anche di azienda, un concetto molto importante per poter raggiungere il risultato che ci si prefissa è un lavoro di goal setting, ovvero di definizione degli obiettivi.

Sovente può succedere infatti che un atleta, una squadra, o un team di lavoro abbiano un obiettivo da raggiungere ma che quest’obiettivo sia poco efficace per mantenere alta la motivazione.

Infatti,  perché un obiettivo sia efficace, deve permettere all’individuo di mantenere alta la motivazione nel cercare di realizzarlo.

Cosa sono gli obiettivi?

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Gli obiettivi sono ciò che un atleta cerca di raggiungere tramite la propria prestazione.

Sono cessi, infatti a creare motivazione nell’essere umano poiché più l’obiettivo è vissuto come importante, più gli atleti, o chiunque, saranno motivati a fare il massimo per cercare di raggiungerlo! Quando nello sport o nei team di lavoro si vuole lavorare sulla motivazione, quindi, è fondamentale cercare di lavorare sugli obiettivi.

Un buon lavoro di goal setting, infatti, oltre all’influire sulla motivazione dei singoli, influisce anche sulla coesione di un gruppo (sportivo o di lavoro); infatti, quando all’interno di una squadre si riesce a creare un obiettivo comune a tutti i membri,  è più semplice sviluppare unione e coesione nel cercare di raggiungerlo.

Come definire gli obiettivi?

Per aiutarvi nella definizione degli obiettivi, esiste un modello semplice ma efficace da seguire:

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Il modello SMART:

  • Specific (Specifici): Gli obiettivi devono essere il più specifici possibile. Per capire se abbiamo raggiunto o meno un obiettivo, infatti, è importante che esso sia chiaro (es: “superare il mio record di 3 secondi”) e che non sia troppo generale (es: “l’obiettivo è migliorare la mia prestazione”).
  • Measurable (Misurabili): Legato al concetto di prima, più un obiettivo è misurabile (numerico), più è facile poter capire se, dopo una competizione o una stagione, si è raggiunto o meno l’obiettivo prefissato.
  • Attainable (Accessibili): Per essere efficace è fondamentale che un obiettivo sia accessibile, cioè che, pur quanto sia sfidante, l’atleta o il gruppo possa riuscire a raggiungere. Fissarsi un obiettivo impossibile da realizzare, infatti può portare malumore, perdita di auto-efficacia e frustrazione nell’individuo.
  • Relevant (Rilevante): Come visto prima, l’obiettivo deve essere importante e sfidante per l’atleta; con un obiettivo troppo facile da raggiungere o uno non fondamentale per l’atleta o per il gruppo infatti, è facile che ci sia una perdita di motivazione e un abbassamento del livello di attenzione e concentrazione.
  • Time-Bounded (Legati al tempo): Una caratteristica fondamentale per obiettivi efficaci è la variabile tempo; è importante, infatti, chiarire molto bene le tempistiche in cui si intende raggiungere questi obiettivi. Se l’obiettivo ha una scadenza a lungo termine (per esempio le Olimpiadi sono ogni 4 anni), è importante definire anche gli obiettivi a medio e breve termine cioè obiettivi con tempistiche più vicine che sono da considerare come tappe per poter raggiungere l’obiettivo più importante.

 


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Dalla pizza insieme al vinciamo insieme: la coesione di gruppo!

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Dalla pizza insieme al vinciamo insieme: la coesione di gruppo! team squadre sport psicologia dello sport psicologia obiettivi gruppo goal setting coesione   Se si pensa agli ingredienti fondamentali per un’ottima prestazione all’interno di squadre sportive, sicuramente uno dei primi punti che viene in mente è la “coesione”. La coesione è una dinamica che, per quanto sia fondamentale, rischia a volte di essere sottovalutata, forse perché non sempre si sa come potervi lavorare o perché, come spesso accade, si considera la coesione come semplice amicizia tra gli atleti.

Dalla pizza insieme…
Il discorso di come poter lavorare sulla coesione parte infatti da un approfondimento su cosa, all’interno dello sport (ma non solo…), si intenda con il concetto di coesione. Molto spesso con la coesione si indica semplicemente un rapporto di amicizia che lega gli appartenenti ad una squadra; viene quindi facilmente confusa la coesione con l’andare a mangiare la pizza insieme alla fine delle partite o dell’allenamento; quanti più atleti si va in pizzeria, più la squadra è coesa.

 …Al “vinciamo insieme”.
Per quanto in una squadra, come in qualsiasi gruppo umano, sia molto importante che vengano mantenuti dei rapporti umani positivi, la coesione è un qualcosa che va oltre all’amicizia. Esistono, infatti, due tipi distinti di coesione (Carron, 1985):

  • La coesione orientata al sociale che è appunto il collante sociale che tiene unite delle persone all’interno di un gruppo e
  • la coesione orientata al compito che è quanto i membri di un qualsiasi gruppo sono uniti nel cercare di portare a termine un compito.

In situazioni di competitività, come può essere lo sport o un contesto aziendale, per poter cercare di raggiungere una prestazione eccellente, è molto importante, quindi, focalizzarsi sulla coesione orientata al compito.

Obiettivi condivisi
Il modo migliore per poter lavorare sulla coesione orientata sul compito è fare in modo che tutti gli appartenenti ad una squadra siano motivati a portare a termine il compito di gruppo, a raggiungere quindi un obiettivo. Quanto più un obiettivo è “sentito” da tutti i membri di un gruppo, più è facile che ci sia un’unità nel cercare di raggiungerlo.

Goal Setting
Per poter avere una coesione di gruppo adeguata, quindi è fondamentale una strategia di goal setting che permette alla squadra di avere degli obiettivi che siano:

  • Condivisi da tutti i membri. Se tutti quanti i membri della squadra considerano importante l’obiettivo, saranno sicuramente più uniti nel cercare di raggiungerlo.
  • Chiari. L’obiettivo deve essere chiaro per tutti, così che tutti possano identificarsi.
  • Stimolanti per la squadra. L’obiettivo deve essere stimolante per fare in modo che la motivazione a raggiungerlo sia sempre alta in tutti i membri.

Questi obiettivi devono essere decisi dal gruppo e possono essere creati in aggiunta a quello che magari viene dato dalla società o dall’allenatore (ovviamente non devono essere in contrasto…). Lavorando in questa direzione, motivando quindi tutti (o la maggior parte) degli atleti della squadra a raggiungere un obiettivo, è molto più facile creare un gruppo unito.

 E la pizza?
Come abbiamo visto prima, è comunque importante che ci siano dei buoni rapporti sociali all’interno di una squadra e che quindi se dopo le partite ci si ritrova tutti insieme in pizzeria, sicuramente può essere un aiuto, anche se non è il segnale maggiore di una coesione. Portate quindi i vostri atleti in pizzeria ma per avere un gruppo unito non dimenticatevi di renderli motivati a raggiungere un obiettivo!