Tag: mental coach

L’effetto Pigmalione nello Sport

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance L’effetto Pigmalione nello Sport psicologo dello sport Torino psicologia dello sport torino psicologi dello sport mental coach torino mental coach Effetto Pigmalione

L’effetto Pigmalione nello Sport

In Psicologia si parla di “effetto Pigmalione” quando le aspettative che si hanno sugli altri, influiscono molto sui risultati che queste persone otterranno in vari ambiti della vita.

Proprio come Pigmalione, protagonista di un mito greco in cui, da bravo scultore scolpisce una statua talmente bella (Galatea) da innamorarsene e chiedere ad Afrodite di farla diventare in carne ed ossa, tutti noi vorremmo modellare alcune persone secondo le nostre aspettative, anche se la maggior parte delle volte lo facciamo in modo inconsapevole

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance L’effetto Pigmalione nello Sport psicologo dello sport Torino psicologia dello sport torino psicologi dello sport mental coach torino mental coach Effetto Pigmalione

Sono stati fatti diversi esperimenti per dimostrare la valenza di questo effetto. Il più famoso esperimento è quello compiuto nel 1965 da Rosenthal & Jacobson che, dopo aver indicato ad un’insegnante di scuola elementare quali, tra i suoi studenti, avevano i risultati migliori di un test fittizio (gli studenti sono stati scelti casualmente dai ricercatori), hanno riscontrato che effettivamente questi studenti hanno avuto, più avanti durante il percorso scolastico, risultati migliori rispetto alla media della classe.

Ma questo perché?

L’insegnante, in questo caso, si era creata un’aspettativa su alcuni studenti, (aspettativa che, addirittura, le era stata fornita da alcuni scienziati!) e quindi tutti i suoi comportamenti, durante gli anni di scuola hanno diretto, in modo inconsapevole, le prestazioni di questi bambini portandoli, alla fine della scuola elementare ad avere una media di punteggio decisamente più alta rispetto alla media.

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance L’effetto Pigmalione nello Sport psicologo dello sport Torino psicologia dello sport torino psicologi dello sport mental coach torino mental coach Effetto Pigmalione   Quando noi abbiamo delle aspettative su qualcuno, quindi, tendiamo a comportarci in modo tale che queste aspettative si verifichino.

Nello sport, soprattutto in quello giovanile, possiamo ritrovare svariate applicazioni di questo effetto, sia in positivo, sia in negativo.

Basti pensare, ad esempio, ad una squadra di calcio giovanile: l’allenatore ha certamente le sue aspettative e le sue idee su quali siano i più bravi ed i meno bravi della squadra. Anche se questa valutazione si basa su parametri reali, il comportamento dell’allenatore sarà quello volto a confermare le sue aspettative. Vediamo come:

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance L’effetto Pigmalione nello Sport psicologo dello sport Torino psicologia dello sport torino psicologi dello sport mental coach torino mental coach Effetto Pigmalione

Chiunque di voi abbia avuto a che fare con una squadra giovanile (abbiamo preso ad esempio il calcio ma vale per ogni sport, anche quelli individuali), sa che, nonostante in genere si cerchi di far giocare tutti gli atleti (soprattutto se si tratta di fasce d’età basse), l’allenatore avrà una preferenza verso qualcuno che giocherà qualche minuto in più degli altri.

Questi atletini considerati più bravi, non solo saranno quelli che giocheranno di più ma magari saranno quelli che, in allenamento, saranno presi come esempio per gli altri, che nelle partitelle saranno scelti per primi, che saranno chiamati più spesso per nome o che riceveranno più spesso i numeri di maglia più ambiti.

 

All’opposto invece ci sono quelli che, considerati meno bravi rispetto agli altri, saranno impiegati sempre di meno, saranno scelti per ultimi durante le partitelle in allenamento, dovranno sempre dimostrare di essere all’altezza di quelli più forti, ecc.

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance L’effetto Pigmalione nello Sport psicologo dello sport Torino psicologia dello sport torino psicologi dello sport mental coach torino mental coach Effetto Pigmalione

Nonostante molto spesso i comportamenti dell’allenatore siano inconsapevoli, le conseguenze che possono creare sono importantissime poiché le loro aspettative possono influenzare di molto la carriera sportiva dei giovani che, venendo etichettati sin da piccoli come “talenti” o “scarsi”, difficilmente riusciranno ad uscire da questa aspettativa, soprattutto perché anche loro interiorizzeranno queste aspettative modellandosi essi stessi (E da “Effetto Pigmalione” passiamo all’ “Effetto Galatea” dove siamo noi stessi, con le nostre aspettative, ad influenzare in positivo o in negativo la nostra vita).

Chiaramente questo non significa che il talento o il mancato talento siano esclusivamente questione di etichette, sia chiaro, ma che il comportamento dell’allenatore (ma anche di altre figure che ruotano attorno ai giovani atleti) può avere conseguenze importanti, soprattutto quando si crea qualche aspettativa.

Un buon allenatore dovrebbe quindi cercare di mettere sempre in discussione le aspettative che ha sugli atleti, facendo in modo che tutti si sentano allo stesso livello e che sia unicamente il vero talento, la capacità e la motivazione di questi a farli emergere nello sport.

Stress o Depressione Natalizia? Vai a correre!

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Stress o Depressione Natalizia? Vai a correre! Torino sport psicologo dello sport Torino psicologia dello sport a Torino psicologia dello sport Natale mental training mental coach Depressione Natalizia b-skilled

Stress o Depressione Natalizia? Vai a correre!

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Stress o Depressione Natalizia? Vai a correre! Torino sport psicologo dello sport Torino psicologia dello sport a Torino psicologia dello sport Natale mental training mental coach Depressione Natalizia b-skilled

Ormai è risaputo, il periodo delle feste di Natale è un periodo che per molte persone si rivela felice, pieno gioia, di buoni propositi e di condivisione di bei momenti con la famiglia e con gli amici.

Non è però così per tutti. Infatti sempre più persone, negli ultimi anni, tendono a subire un peggioramento dell’umore che viene chiamato “Christmas Blue” o “Depressione Natalizia”.

Questo disturbo sta cominciando ad essere talmente diffuso che è stato persino riconosciuto ufficialmente dalla comunità scientifica.

Quali sono le cause?

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Stress o Depressione Natalizia? Vai a correre! Torino sport psicologo dello sport Torino psicologia dello sport a Torino psicologia dello sport Natale mental training mental coach Depressione Natalizia b-skilled   Le cause possono essere molteplici:

  • Ansia generata dalla difficoltà organizzativa di dover pensare a regali, pranzi, cene e allestimenti di casa
  • Disagio provato dal senso di inadeguatezza nei confronti della felicità delle altre persone, che porta al senso di colpa di dover essere per forza felici
  • Rabbia dovuta dal dover per forza stare insieme a persone che non si sopporta fingendo di dover essere tutti uniti e solidali
  • Tristezza perché si vorrebbe passare il Natale con qualcuno di amato ma che non c’è più, oppure perché si è single e si è bombardati di messaggi di amore e felicità di coppia

Questi sono le maggiori cause della Depressione Natalizia che, secondo le statistiche, colpisce maggiormente le donne.

I sintomi sono spesso chiari: mal di testa, mancanza di appetito, sensi di colpa, ma anche minor capacità di divertirsi e difficoltà di godere dell’affetto di chi si ha vicino, senza contare la stanchezza perenne, sono tra i primi campanellini d’allarme di questo dicembre di ansia e malinconia.

Quindi cosa si può fare?

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Stress o Depressione Natalizia? Vai a correre! Torino sport psicologo dello sport Torino psicologia dello sport a Torino psicologia dello sport Natale mental training mental coach Depressione Natalizia b-skilled

La prima cosa da fare è non pensare di essere soli. Sembra strano ma è così, infatti il sapere che esistono tante persone al mondo a provare questo abbassamento dell’umore, rende un po’ meno pesante il senso di inadeguatezza verso una festa “felice”.

Non si è obbligati a dover amare il Natale, per questo il consiglio principale è quello di intraprendere attività meno “natalizie” per poter non trascurare quelli che sono i propri bisogni e le proprie passioni.

Da psicologi dello sport, infatti, consigliamo di prendere un momento per svolgere un’attività fisica costante che possa spezzare il vostro incantesimo di Natale.

La corsa, per esempio, ha diversi benefici sul corpo e sulla mente. Da una parte permette di tenersi in forma (e sotto le feste, si sa, male non fa), e, nel frattempo, ha diversi effetti positivi anche sulla mente:

  • Stimola la produzione di endorfine che generano un innalzamento dello stato di umore
  • Rende motivati e sicuri di se al raggiungimento dei propri obiettivi
  • Permette di staccare da tutte le attività quotidiane e senza avere il senso di colpa di “non fare niente”

Ovviamente consigliamo di poter mantenere una buona attività fisica sotto le feste a tutti quanti, non solo a chi le feste proprio non le sopporta! Sarà quindi importante la scelta della musica: mentre i cosiddetti “Grinch” preferiranno canzoni decisamente lontane dal Natale, quelli che invece adorano questo periodo, potranno correre con le compilation natalizie nelle cuffiette e il cappellino di Babbo Natale in testa (sperando che non si incontrino!).

 

Da parte di B-Skilled Buone feste (o buono sport) a tutti quanti!

 

Definizione degli obiettivi

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Definizione degli obiettivi Torino psicologo dello sport Torino obiettivi mental trainer torino mental coach torino mental coach goal setting

GOAL SETTING

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Definizione degli obiettivi Torino psicologo dello sport Torino obiettivi mental trainer torino mental coach torino mental coach goal setting

Quando si parla di sport o anche di azienda, un concetto molto importante per poter raggiungere il risultato che ci si prefissa è un lavoro di goal setting, ovvero di definizione degli obiettivi.

Sovente può succedere infatti che un atleta, una squadra, o un team di lavoro abbiano un obiettivo da raggiungere ma che quest’obiettivo sia poco efficace per mantenere alta la motivazione.

Infatti,  perché un obiettivo sia efficace, deve permettere all’individuo di mantenere alta la motivazione nel cercare di realizzarlo.

Cosa sono gli obiettivi?

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Definizione degli obiettivi Torino psicologo dello sport Torino obiettivi mental trainer torino mental coach torino mental coach goal setting

Gli obiettivi sono ciò che un atleta cerca di raggiungere tramite la propria prestazione.

Sono cessi, infatti a creare motivazione nell’essere umano poiché più l’obiettivo è vissuto come importante, più gli atleti, o chiunque, saranno motivati a fare il massimo per cercare di raggiungerlo! Quando nello sport o nei team di lavoro si vuole lavorare sulla motivazione, quindi, è fondamentale cercare di lavorare sugli obiettivi.

Un buon lavoro di goal setting, infatti, oltre all’influire sulla motivazione dei singoli, influisce anche sulla coesione di un gruppo (sportivo o di lavoro); infatti, quando all’interno di una squadre si riesce a creare un obiettivo comune a tutti i membri,  è più semplice sviluppare unione e coesione nel cercare di raggiungerlo.

Come definire gli obiettivi?

Per aiutarvi nella definizione degli obiettivi, esiste un modello semplice ma efficace da seguire:

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Definizione degli obiettivi Torino psicologo dello sport Torino obiettivi mental trainer torino mental coach torino mental coach goal setting

Il modello SMART:

  • Specific (Specifici): Gli obiettivi devono essere il più specifici possibile. Per capire se abbiamo raggiunto o meno un obiettivo, infatti, è importante che esso sia chiaro (es: “superare il mio record di 3 secondi”) e che non sia troppo generale (es: “l’obiettivo è migliorare la mia prestazione”).
  • Measurable (Misurabili): Legato al concetto di prima, più un obiettivo è misurabile (numerico), più è facile poter capire se, dopo una competizione o una stagione, si è raggiunto o meno l’obiettivo prefissato.
  • Attainable (Accessibili): Per essere efficace è fondamentale che un obiettivo sia accessibile, cioè che, pur quanto sia sfidante, l’atleta o il gruppo possa riuscire a raggiungere. Fissarsi un obiettivo impossibile da realizzare, infatti può portare malumore, perdita di auto-efficacia e frustrazione nell’individuo.
  • Relevant (Rilevante): Come visto prima, l’obiettivo deve essere importante e sfidante per l’atleta; con un obiettivo troppo facile da raggiungere o uno non fondamentale per l’atleta o per il gruppo infatti, è facile che ci sia una perdita di motivazione e un abbassamento del livello di attenzione e concentrazione.
  • Time-Bounded (Legati al tempo): Una caratteristica fondamentale per obiettivi efficaci è la variabile tempo; è importante, infatti, chiarire molto bene le tempistiche in cui si intende raggiungere questi obiettivi. Se l’obiettivo ha una scadenza a lungo termine (per esempio le Olimpiadi sono ogni 4 anni), è importante definire anche gli obiettivi a medio e breve termine cioè obiettivi con tempistiche più vicine che sono da considerare come tappe per poter raggiungere l’obiettivo più importante.

 


Se volete approfondire la tematica legata al goal setting, volete provare a creare i vostri insieme ad uno psicologo dello sport o volete avere informazioni sui nostri percorsi di mental training, scriveteci pure a info@bskilled.it

Le 9 abilità mentali per lo sport

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Le 9 abilità mentali per lo sport tennis sport piemonte psicologo dello sport Torino psicologia dello sport torino psicologia dello sport pallavolo mental training mental coach calcio basket b-skilled allenamento mentale abilità mentali

Le 9 abilità mentali per lo sport

Non c’è bisogno di essere un atleta professionista o di un campione olimpico per essere un atleta di successo.

Né si deve avere una stanza piena di trofei, vincere un campionato, o essere citato in prima pagina dei giornali sportivi.

Ci sono infatti molti elementi che accomunano i professionisti “top” e tutti gli altri atleti, cioè che per tutti il proprio sport è molto importante e che tutti gli atleti, di ogni categoria, si impegnano per raggiungere il meglio che possono nel loro livello.

Essi fissano obiettivi realistici, elevati per se stessi e si allenano sodo per raggiungerli.

Essi hanno successo perché perseguono i loro obiettivi e si godono il loro sport. La loro pratica sportiva arricchisce la loro vita e tutto ciò che danno in termini di tempo, fatica e rinunce, tornerà indietro in ogni ambito della vita, professionale e privata.

Le abilità mentali

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Le 9 abilità mentali per lo sport tennis sport piemonte psicologo dello sport Torino psicologia dello sport torino psicologia dello sport pallavolo mental training mental coach calcio basket b-skilled allenamento mentale abilità mentali   Un’altra cosa che accomuna tutti gli atleti di ogni categoria è l’utilizzo delle abilità mentali. Il centro di psicologia dello sport dell’Ohio ha identificato 9 abilità mentali che possono permettere a tutti gli atleti di migliorare le proprie performance.

 

 

 

 

Le abilità mentali sono:

  1. Scegliere e mantenere un atteggiamento positivo.
  2. Mantenere un elevato livello di auto-motivazione.
  3. Porsi obiettivi realistici.
  4. Confrontarsi efficacemente con le persone.
  5. Utilizzare un self-talk positivo.
  6. Utilizzare immagini mentali positive (imagery).
  7. Gestire in modo efficace l’ansia.
  8. Gestire efficacemente le emozioni.
  9. Mantenere la concentrazione.

La piramide delle prestazioni

Anche se ciascuna delle nove competenze è importante, l’importanza di ogni capacità mentale può essere più efficace se inserita nel momento corretto di preparazione

Per spiegare meglio, immaginiamo di dividere la preparazione in tre momenti:

  1. Preparazione a lungo termine della prestazione (ad esempio prepararsi per una maratona importante che si svolgerà fra 5-6 mesi)
  2. Preparazione precedente alla prestazione (ad esempio la settimana prima di una partita importante)
  3. Durante la prestazione.

Per ogni momento ci saranno delle abilità mentali più importanti di altre.

Livello I – (Atteggiamento Positivo, Auto-Motivazione, Obiettivi Realistici, Confrontarsi efficacemente con le persone).

Queste abilità mentali costituiscono un un’ampia base per il raggiungimento di obiettivi a lungo termine, per allenarsi efficacemente, e per sostenere la pratica quotidiana. Essi sono necessari giorno per giorno per lunghi periodi di tempo, spesso mesi e anni.

Livello II – (Self-Talk, Imagery).

Queste abilità sono utilizzate immediatamente prima delle prestazioni. Devono essere sfruttate poco prima dell’inizio della gara, o immediatamente prima di uno specifico gesto atletico o di un’azione, come ad esempio un servizio di tennis o un tiro libero nel basket.

Livello III – (Gestione Ansia, Gestione Emozioni e Concentrazione).

Queste sono le abilità mentali che vengono utilizzate durante le prestazioni. E’ molto importante saperle gestire per poter dare il meglio durante una gara.

Qui di seguito c’è illustrata la piramide in forma grafica.

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Le 9 abilità mentali per lo sport tennis sport piemonte psicologo dello sport Torino psicologia dello sport torino psicologia dello sport pallavolo mental training mental coach calcio basket b-skilled allenamento mentale abilità mentali

 

 

 

 

 

 

 

 

La figura dello psicologo dello sport, quindi, non è solo importante per gli atleti di livello “top”, ma per tutti gli atleti che desiderano prepararsi al meglio per le sfide che ricevono quotidianamente dal proprio sport. La conoscenza e l’allenamento delle abilità mentali è fondamentale per poter aggiungere alla propria preparazione, un programma completo di allenamento a 360° che permetterà all’atleta di poter sfruttare il 100% delle proprie potenzialità.

— — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — —

Se sei interessato ad approfondire le tue conoscenze sulla Psicologia dello Sport o ad essere seguito da un team di Psicologi Sportivi, non esitare a contattarci su info@bskilled.it!

La preparazione mentale agli Europei

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance La preparazione mentale agli Europei psicologia dello sport preparazione mentale mentali trainer mental coach Italia gladys bounous Europei Italia Europei Francia Europei 2016 edoardo ciofi calcio b-skilled

La preparazione mentale in vista degli Europei di Francia 2016

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance La preparazione mentale agli Europei psicologia dello sport preparazione mentale mentali trainer mental coach Italia gladys bounous Europei Italia Europei Francia Europei 2016 edoardo ciofi calcio b-skilled

E’ arrivato il momento in cui in Europa ma non solo, si sente una carica importante, una elettricità strana. Non è l’arrivo dell’estate ma l’inizio degli Europei!

Quello di cui vogliamo parlare oggi, però, è di come una Nazionale può prepararsi ad affrontare gli Europei con una corretta preparazione mentale.

Come si può preparare mentalmente una Nazionale in vista degli Europei?

Tutti i grandi tornei estivi che coinvolgono le Nazionali di calcio hanno due caratteristiche particolari che rendono la preparazione fisica, tattica e mentale differenti dal campionato a cui partecipano tutti i giocatori:

  • Gruppo: il gruppo è formato da giocatori che, durante l’anno, hanno giocato in squadre di campionati diversi, molte volte anche avversarie tra di loro e che si trovano tutto d’un colpo a giocare insieme e a formare una nuova squadra.
  • Tipologia di torneo: a differenza del campionato a classifica, gli Europei sono strutturati con un mini girone iniziale e, successivamente, tutti scontri ad eliminazione diretta. Questa modalità rende qualsiasi partita praticamente fondamentale per il passaggio del turno con pochissime possibilità di errore.

La preparazione mentale, quindi dovrà essere programmata tenendo assolutamente conto di queste due caratteristiche.

Gruppo

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance La preparazione mentale agli Europei psicologia dello sport preparazione mentale mentali trainer mental coach Italia gladys bounous Europei Italia Europei Francia Europei 2016 edoardo ciofi calcio b-skilled   Come visto prima, il gruppo è uno dei punti cardine su cui lavorare. Giocatori amici/nemici si ritrovano insieme dopo mesi di campionato di club, spesso anche essendo avversari diretti per la lotta al titolo o alle posizioni alte della classifica.

Certo che c’è da considerare che, a differenza delle squadre di club, quando si gioca con la Nazionale c’è una spinta maggiore, da parte del gruppo nel voler dare il massimo per la maglia, sentendosi rappresentanti della propria nazione.

Il sentirsi tutti “italiani” “spagnoli” “francesi” e così via è sicuramente un veicolo di coesione davvero grande da sfruttare per creare un gruppo coeso.

Un’altra difficoltà che riguarda il gruppo è che, soprattutto nelle Nazionali maggiori, i giocatori convocati sono considerati i più forti della nazione. Per questo motivo bisogna porre attenzione al fatto che la responsabilità data non porti qualche soggetto a voler prevalicare rispetto ad altri mettendo la propria immagine davanti a quella della squadra.

Conoscere queste dinamiche e lavorare sul team-building e la creazione di un gruppo completo e coeso è sicuramente un’arma fondamentale per poter arrivare più avanti possibile.

Affrontare le gare

Abbiamo detto che ogni gara, in questi tornei, è praticamente fondamentale. Sbagliare una gara potrebbe pregiudicare la continuazione nel torneo, quindi la difficoltà maggiore, a livello mentale, sta nel non poter permettersi distrazioni o cali. Molto spesso i giocatori e i tecnici lo sanno, lo dicono in conferenza stampa, ma non cercano di preparare la squadra ad affrontare mentalmente questa sfida. La difficoltà sta infatti nel cercare di equilibrare le energie e l’attivazione psico-fisiologica della squadra.

Se è vero che non ci si può permettere di rilassarsi, anche affrontare ogni gara come se fosse la finale può portare a conseguenze negativi nella totalità del torneo.

La preparazione ideale sta nel preparare le singole gare lavorando sul dosaggio della carica emotiva dei giocatori che dovranno essere sempre proiettati sulla lunga durata e non sulla singola gara ma d’altro canto non possono permettersi di sottovalutare nessuna partita.

Porsi gli obiettivi corretti

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance La preparazione mentale agli Europei psicologia dello sport preparazione mentale mentali trainer mental coach Italia gladys bounous Europei Italia Europei Francia Europei 2016 edoardo ciofi calcio b-skilled   Come tutti saprete, la definizione degli obiettivi è fondamentale prima di affrontare ogni sfida. Anche la squadra più piccola, in questi tornei, può permettersi di sognare (come è successo alla Grecia proprio agli Europei del 2004) ma l’importante è sempre costruire l’obiettivo passo a passo per programmare ogni gara al meglio. In primis gli obiettivi devono essere strutturati a lungo, medio e breve termine così da permettere un programma “a scalini” e non trovarsi impreparati ad affrontare una situazione.

L’obiettivo, per esempio non può essere soltanto “Vincere l’Europeo”. Primo perché è un obiettivo che sarà condiviso da altre squadre e che soltanto una potrà raggiungere, quindi il livello di ansia e di carica emotiva sarà troppo grande, soprattutto verso le fasi finale. Non potrà neanche essere “Pensiamo partita per partita e poi cosa accadrà lo vedremo” perché mentalmente bisogna essere preparati anche ad arrivare fino in fondo senza avere la paura di vincere.

Fondamentale anche porsi obiettivi di prestazione e non soltanto di risultato proprio perché, soprattutto nella fase finale, il rischio di rimanere scottati e decisamente amareggiati da un risultato che non arriva, può essere mediato da un buona prestazione con la sensazione di aver dato il massimo. In questo modo il risultato magari non sarà raggiunto, ma a livello mentale i giocatori torneranno con la consapevolezza di aver fatto bene e pronti ad affrontare e preparare la stagione successiva.

Importanza dei gregari

Tutti noi abbiamo in mente la cavalcata dell’Italia che, nel 2006 ha conquistato il Mondiale in Germania. Se ricordate, una delle particolarità di quella squadra è stata che, al momento della chiamata, i gregari si sono fatti trovare pronti e, alcune volte, hanno anche risolto positivamente alcune partite.BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance La preparazione mentale agli Europei psicologia dello sport preparazione mentale mentali trainer mental coach Italia gladys bounous Europei Italia Europei Francia Europei 2016 edoardo ciofi calcio b-skilled

Il lavoro su chi non è sempre titolare è fondamentale. Bisogna far capire che nessuno è in gruppo per “scaldare la panchina” o per una vacanza in Francia, ma che la squadra è fondamentale dal primo all’ultimo elemento. La gestione dei cambi è una parte che riguarda puramente la scelta tecnica ma ovviamente ci sono diversi modi per poter gestire i gregari in modo da motivarli e far tenere loro sempre le energie attivate al punto giusto. Il compito dell’allenatore sarà quindi quello di far sentire ogni persona importante, a partire dall’allenamento, nei momenti di pausa, durante i pranzi e le cene. Il gruppo è fondamentale e, spesso, sono proprio i “panchinari” ad essere fondamentali per la salute mentale della squadra.

Tifosi

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance La preparazione mentale agli Europei psicologia dello sport preparazione mentale mentali trainer mental coach Italia gladys bounous Europei Italia Europei Francia Europei 2016 edoardo ciofi calcio b-skilled   I tifosi possono essere una grande risorsa ma anche una grande difficoltà. Sentire il peso di milioni di persone che buttano sulla squadra tantissime aspettative, passioni, emozioni e sogni, non è per niente facile. L’importante è riuscire a gestire la pressione e le aspettative tramite l’utilizzo di tecniche che vanno a lavorare sull’equilibrio psico-fisiologico (tecniche di rilassamento, lavoro sul self-talk, rituali, respirazione, gestione delle aspettative, ecc…) per fare in modo che i tifosi siano una grande carica nei momenti in cui ce n’è bisogno ma che non diventino un maggiore ostacolo nei momenti di difficoltà.

 

Detto questo come possiamo non chiudere con un grande in bocca al lupo per la nostra Nazionale?

FORZA AZZURRI!

Nella stanza del mental coach

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Nella stanza del mental coach Torino psicologo dello sport psicologia sportiva psicologia dello sport a Torino psicologia dello sport prestazione obiettivi mental training mental coach coaching atleti   Vi siete mai chiesti cosa fa veramente un mental coach per sportivi? Ma soprattutto, sapete veramente chi è un mental coach?

In questo libro avrete la possibilità di entrare in uno studio di psicologia dello sport, sedervi accanto ai nostri mental trainer e leggere 11 storie di sport accomunate da un comune denominatore: l’utilizzo della psicologia dello sport per raggiungere un obiettivo.

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Nella stanza del mental coach Torino psicologo dello sport psicologia sportiva psicologia dello sport a Torino psicologia dello sport prestazione obiettivi mental training mental coach coaching atleti   Potrete conoscere la squadra perfetta dove però i problemi di comunicazione riducevano le performance oppure andare in pista con Beatrice, la nostra “mamma sportiva” alle prese con l’ansia da prestazione per il proprio figlio. Vi immaginerete cosa si prova a fare un salto nel vuoto e ricordarsi solo il rumore dello schianto a terra a poche settimane dalle Olimpiadi ed entrerete nelle dinamiche di uno sport di coppia quando la coppia scoppia! E molto altro ancora, ma non vogliamo rovinarvi il gusto di entrare nel mondo della psicologia dello sport e scoprire in quanti ambiti il mental coaching può servire.

Non mancherà la giusta dose di ironia perché in fondo gli psicologi dello sport sembrano “noiosi”,  ma non lo sono così tanto!
Tra il serio e lo scherzoso troverete consigli per il vostro benessere sportivo, capirete quali tecniche si usano per migliorare la prestazione mentale di uno sportivo e soprattutto, capirete, quali vantaggi ha l’affidarsi ad una persona competente e qualificata a fare questo tipo di lavoro!
Vi aspettiamo nella nostra stanza, a presto!

Il libro è disponibile su:

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Nella stanza del mental coach Torino psicologo dello sport psicologia sportiva psicologia dello sport a Torino psicologia dello sport prestazione obiettivi mental training mental coach coaching atleti
BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Nella stanza del mental coach Torino psicologo dello sport psicologia sportiva psicologia dello sport a Torino psicologia dello sport prestazione obiettivi mental training mental coach coaching atleti   BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Nella stanza del mental coach Torino psicologo dello sport psicologia sportiva psicologia dello sport a Torino psicologia dello sport prestazione obiettivi mental training mental coach coaching atleti   BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Nella stanza del mental coach Torino psicologo dello sport psicologia sportiva psicologia dello sport a Torino psicologia dello sport prestazione obiettivi mental training mental coach coaching atleti   BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Nella stanza del mental coach Torino psicologo dello sport psicologia sportiva psicologia dello sport a Torino psicologia dello sport prestazione obiettivi mental training mental coach coaching atleti

Routine sportiva e gesti rituali

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Routine sportiva e gesti rituali routine sportiva routine pre-gara rituali psicologo dello sport Torino psicologia dello sport mental training mental coach gestione dell'ansia ansia pre-gara

Routine sportiva e gesti rituali

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Routine sportiva e gesti rituali routine sportiva routine pre-gara rituali psicologo dello sport Torino psicologia dello sport mental training mental coach gestione dell'ansia ansia pre-gara

 

Vi è mai capitato di osservare un atleta che, prima di un gesto atletico importante (servizio di tennis, tiro libero nel basket, ricezione nella pallavolo e così via) oppure prima di cominciare una gara compie una sequenza di gesti particolare e anche un po’ buffa a dir la verità?
Molto spesso succede che il tutto viene categorizzato nella parola “scaramanzia”.

Ma siamo sicuri che non ci sia qualcosa in più?

Gli psicologi dello sport, soprattutto quando lavorano con atleti individuali, utilizzano del tempo durante i percorsi di mental training per costruire, insieme allo sportivo, una routine.
La routine, infatti, è uno degli strumenti che più viene utilizzato durante un mental training.

Che differenza c’è tra routine e scaramanzia?

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Routine sportiva e gesti rituali routine sportiva routine pre-gara rituali psicologo dello sport Torino psicologia dello sport mental training mental coach gestione dell'ansia ansia pre-gara

E’ vero che non tutti quanti gli atleti che fanno dei rituali prima di una gara o di un gesto atletico li utilizzano in modo da favorire la propria forza mentale ma che si tratta di semplice scaramanzia. Allora dove sta la differenza?

Ci sono due differenze sostanziali:

1) La consapevolezza. Chi compie un gesto scaramantico o religioso, non lo fa per avere i benefici mentali accertati dalla letteratura scientifica, ma lo fa per richiedere una sorta di aiuto miracoloso esterno che, quasi sicuramente, non ci sarà.
Chi utilizza, invece, una routine costruita con uno psicologo dello sport sa che questa serve per focalizzare l’attenzione, per diminuire l’ansia prima e durante una gara e per attivare l’arousal corporeo.

2) Focus sulla persona e non su oggetti esterni. Un errore che può compiere chi utilizza la scaramanzia, infatti, è quello di avere una routine legata ad oggetti esterni (calzino fortunato, maglietta vincente…). Le conseguenze, come potete immaginare, possono essere molto brutte dal momento in cui questo oggetto viene dimenticato vicino alla lavatrice o, ancora peggio, perso.
Chi invece compie una routine “psicologica” sa che questa dovrà essere sempre uguale e quindi dovrà legarla a gesti e pensieri che potrà replicare in qualsiasi momento e situazione.

A cosa serve una routine?

Come detto prima, l’utilizzo di una routine pre-gara o di rituali durante la gara, servono a supportare l’atleta nel miglioramento di alcune dinamiche mentali. Fare un rituale con consapevolezza, infatti, serve a focalizzare l’attenzione e la concentrazione (soprattutto quando si è distratti da un self-talk negativo), serve a ridurre l’ansia e ad attivarsi per essere pronto a performare nel modo migliore possibile.

Innanzitutto bisogna differenziare tra routine pre-gara e rituali prima di un gesto.
La prima è una routine che dura un po’ di tempo. Bisogna scegliere un momento durante il giorno della gara in cui la routine può partire. Trattandosi di un tempo molto ampio, ovviamente la routine non deve essere fissa e non modificabile, ma devono essere una serie di gesti e di pensieri che, durante i momenti che precedono la gara, vengono fatti sempre. Per esempio una routine pre gara può essere legata all’ascolto di musica, ad alcuni gesti durante il riscaldamento, al fare una tecnica di rilassamento, associando il tutto al self talk positivo.
I rituali prima di un gesto atletico, invece sono più fissi e immutabili. E’ una sequenza di gesti e pensieri che, una volta decisa e approvata dall’atleta, deve essere fatta ogni volta che il gesto atletico si ripropone. Ogni volta che un tennista serve, che un pallavolista batte o che un cestista si trova davanti ad un tiro libero.
Associare gesti a pensieri è sicuramente il modo migliore per essere pronti a fare la propria prestazione al 100%. L’importante è sempre essere consapevoli che non vi arriverà nessun aiuto dall’esterno ma che tutte le risorse che vi servono sono dentro di voi!

Ecco un video dove vi mostriamo le principali routine!

Please accept YouTube cookies to play this video. By accepting you will be accessing content from YouTube, a service provided by an external third party.

YouTube privacy policy

If you accept this notice, your choice will be saved and the page will refresh.

Se volete approfondire il discorso della routine sportiva, non esitate a contattarci su info@bskilled.it

Psicologo dello sport o Motivatore?

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Psicologo dello sport o Motivatore? Torino sport psicologia sportiva psicologia nello sport psicologia dello sport motivazione motivatore mental trainer mental coach ferrarini alberto bonucci atleti allenamento mentale   Atleta: “Ma tu sei un motivatore sportivo?”
Professionista: “No… sono uno psicologo dello sport… e non mi vergogno nel dirlo”
Atleta: “E che differenza c’è?”
Professionista: “Una laurea, un perfezionamento, una specializzazione… insomma più di 10 anni di percorso universitario, studi e ricerche, che supporta in modo scientifico ogni parola che ti dirò da questo momento in poi…”

In questi giorni spopolano tweet e articoli (anche su grandi testate giornalistiche) in cui si torna a parlare di “motivatori sportivi“, accompagnati da grandi interviste degli interessati che tengono a precisare che “loro non sono psicologi dello sport” quasi come se fosse uno svantaggio esserlo! Seguono racconti raccapriccianti di tecniche (le più disparate!) utilizzate per aiutare gli atleti a superare i loro limiti mentali: tecniche di cui chiaramente non vi è evidenza scientifica in nessuna pubblicazione che non sia un rotocalco di psicologia spicciola!

Il caso di Bonucci e del suo preparatore mentale riporta a galla un tema su cui stiamo lottando da anni e che speravamo fosse superato ma invece pare proprio di no, quindi cerchiamo di raccontarvi chi è e cosa fa uno psicologo dello sport quando opera con atleti e squadre sportive.

Partiamo dall’inizio… siamo psicologi… è vero… questo vuol dire che abbiamo fatto un percorso universitario, riconosciuto dal ministero dell’istruzione italiana, abbiamo superato un esame di stato per l’abilitazione professionale… questo non è sicuramente una garanzia di competenza ma almeno possiamo certificare il percorso di studi e tutelare i nostri atleti che non ci siamo formati su internet o con qualche corso full immersion di 3 giornate!
Poi abbiamo fatto un percorso professionalizzante per acquisire competenze specialistiche da utilizzare in campo sportivo perchè… ebbene si… lavorare in psicologia dello sport è molto diverso che lavorare in psicologia clinica. Nonostante molti abbiano ancora paura del termine “psicologia” perchè lo associano alla pazzia, in psicologia dello sport non lavoriamo sulle patologie mentali, sulle diagnosi cliniche, sui disturbi di personalità, ma sulle performances e sui meccanismi mentali che ognuno di noi possiede e che dovrebbe allenare per riuscire ad affrontare al meglio le sfide agonistiche. In altre parole, lavoriamo come degli allenatori ma non ci piace chiamarci “mental coach” o “mental trainer” perchè amiamo la nostra lingua nativa e valorizziamo gli studi che abbiamo fatto. Le tecniche di “allenamento mentale” applicate allo sport sono patrimonio del bagaglio formativo di uno psicologo che opera nello sport quindi… non ce ne vogliate a male, non vi spaventate, ma noi continueremo a chiamarci “psicologi dello sport”.

Spostandoci dalle parole ai fatti… cosa facciamo dunque di tanto terribile ai poveri atleti che si affidano ad uno “strizzacervelli” sportivo? Cerchiamo di capire quali aspetti del suo approccio mentale alla gara sono ben allenati e quali vanno potenziati. E come facciamo questo? Noi non abbiamo il potere soprannaturale di capire queste cose semplicemente guardandovi negli occhi, con un pendolino in mano, con una sfera di cristallo o con delle tecniche quanto mai curiose e divertenti, tanto da diventare delle esileranti gag della Gialappa’s Band. Noi psicologi dello sport facciamo dei test! Oddio che terribile parola… misuriamo le competenze!!! Terribile… E lo facciamo con strumenti che hanno avuto una validazione scientifica cioè che hanno dimostrato una attendibilità intorno al 90-95%. Tanto per capirci… se voglio sapere “questo atleta ha un problema di ansia da prestazione sportiva?” e per avere questa risposta lancio una monetina in aria… avrò il 50% di possibilità di azzeccarci o meno… se utilizzo uno strumento validato ho una probabilità di circa il 90% di avere una risposta corretta alla mia domanda… se utilizzo uno dei metodi che (sfortunatamente) abbiamo letto sui giornali in questi giorni, quanta probabilità ho di avere una risposta corretta alla mia domanda? Purtroppo questo aspetto sembra non interessare ad alcuni sportivi che preferiscono affidarsi a procedure molto suggestive, sicuramente più divertenti che mettersi lì e rispondere a domande con crocette ma il cui risultato può avere più o meno l’affidabilità della nostra famosa monetina.

Se i nostri atleti sopravvivono a questa prima terribile fase di assessment procediamo con il dir loro su quali aspetti andare a lavorare per potenziare le loro performances… E voi tutti penserete… La motivazione?? Perchè da quanto leggiamo dai giornalisti sportivi sembra il male dello sport moderno dopo i tagli di budget!! Sicuramente gli aspetti motivazionali sono uno degli aspetti che andiamo ad indagare… insieme ad altri 20 almeno! Perchè non tutti i problemi di uno sportivo sono motivazionali… E poi ancora… ma sappiamo quali sono i  meccanismi di base che alimentano la motivazione nell’essere umano che pratica sport? Noi si… perchè abbiamo passato le notti durante il periodo dell’università a studiare pagine e pagine noiosissime sulle ricerche in neuroscienze che ci hanno spiegato questo! E sappiamo inoltre che anche una pistola puntata alla tempia può miracolosamente motivare una persona e spingerla a fare qualcosa che non credeva avrebbe mai fatto prima… Ma forse non è la strada giusta per alimentare il meccansimo della motivazione intrinseca fondamentale per un buon risultato sportivo.

Dopo che abbiamo spiegato ai nostri atleti che il loro, forse, non è un problema di motivazione, ma magari devono lavorare su altri aspetti, procediamo con il fornire loro un programma strutturato di allenamento, offrendogli delle tecniche che hanno dimostrato una evidenza scientifica (e ritorniamo alla nostra famosa monetina). Nel mondo moderno, dove tutti sono alla ricerca della pillola magica, della tecnica ultra moderna e strafiga per ottenere risultati in tempo zero, risultano particolarmente noiose le persone che ci dicono: “senti, questa cosa che ti propongo è stato dimostrato funzionare però è necessario che tu faccia questa cosa per un po’ di tempo per vedere dei risultati che però rimarrano stabili nel tempo!”. E noi psicologi dello sport, per questo motivo siamo particolarmente noiosi! Noi non abbiamo imparato tecniche magiche che funzionano subito e senza sforzo; i nostri insegnanti ci hanno spiegato l’effetto placebo e sappiamo che, se ben proposta, anche una caramella all’aglio può generare una suggestione tale per cui l’atleta si sente più forte e performa meglio,  ma non possiamo garantire che questa caramella funzioni per tutti! Le tecniche che noi proponiamo sono frutto di una ricerca che non abbiamo fatto noi, ma ricercatori che da almeno 100 anni fanno questo nella vita!!  E ci piacerebbe tanto pensare che basti urlare nelle orecchie ad un atleta “sei grande, sei il migliore, vai forte, nessuno ti ferma!!” per aumentare il suo livello di autoefficacia personale ma sappiamo che non è così… o meglio può anche verificarsi questa eventualità ma non è sicuramente merito della tecnica utilizzata e soprattutto non è così scontato che i benefici si mantengano nel tempo. Ma anche questa cosa sembra essere poco rilevante per molte persone: basta che funzioni poi “chissenefrega” se ho preso una pastiglia di zucchero invece che una medicina e sono guarito. Volendo anche noi psicologi siamo bravi a costruire “pastiglie di zucchero” e venderle come “medicine” ma non ci sembra corretto e cerchiamo di non farlo!

E tanto per farvi capire con quanta leggerezza viene trattato l’argomento dell’allenamento mentale nello sport, cita TuttoSport: ““Solo chi vince il giudizio è libero di essere se stesso e di esprimersi per quello che è veramente. Nel corso degli anni, ho portato Bonucci nella mia cantina, sotto terra. Al buio. E lì, con un tono di voce tutt’altro che buono o dolce, lo offendevo in ogni modo, lo giudicavo. Lo insultavo. Così, se lui faceva persino un piccolo cenno con lo sguardo, per lui c’era un pugno dritto nello stomaco. Obiettivo? Vincere il giudizio, affinché Leo stesse sempre sul pezzo”… Presumiamo si stesse utilizzando una rivisitazione colorita della tecnica di esposizione ai pensieri negativi… e non commentiamo oltre!!!

Se avete letto fino a questo punto avrete capito che anche gli psicologi vivono il sentimento di frustrazione: nel nostro caso legato al fatto di leggere tanta dis-informazione che arriva alle persone che magari hanno un interesse reale a capire cosa fa una persona che aiuta gli atleti a migliorare le loro prestazioni dal punto di vista mentale. Se siete fra questi interessati vi proponiamo di leggere alcuni articoli presenti sul nostro sito  o quelli presenti su altri siti di colleghi molto bravi che lavorano con impengo e serietà e che non leggerete mai su sportmediaset, gazzetta o tuttosport… perchè non fanno notizia e non fanno aumentare i “like” sui social ma sicuramente fanno un ottimo lavoro.

Se siete colleghi e/o condivite il nostro pensiero, partecipate anche voi alla campagna “Salvate gli Psicologi dello Sport dall’estinzione” e diffondete l’articolo… la Gazzetta dello Sport non ci considererà sicuramente ma forse il WWF ci darà un sostegno psicologico!!! 😀

Sport is… MAGIC: il lavoro di allenamento mentale nelle squadre

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Sport is... MAGIC: il lavoro di allenamento mentale nelle squadre Torino team squadre sportivi psicologia sportiva psicologia dello sport performance obiettivi negoziazione mental training mental coach leadership gruppi ebooklet e-booklet comunicazione b-skilled

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Sport is... MAGIC: il lavoro di allenamento mentale nelle squadre Torino team squadre sportivi psicologia sportiva psicologia dello sport performance obiettivi negoziazione mental training mental coach leadership gruppi ebooklet e-booklet comunicazione b-skilled   Questo e-booklet nasce per rispondere a tutti coloro che si chiedono: “Ma cosa fa uno psicologo dello sport quando lavora con un team sportivo?”

Il lavoro di allenamento mentale nelle squadre sportive è complesso ma la ricerca scientifica evidenzia alcuni fattori chiave da analizzare e le competenze da ottimizzare per incrementare la performance di un team di lavoro.

In questo e-booklet introduciamo questi aspetti e vi diamo un’idea dei protocolli di intervento che utilizziamo quando veniamo contattati dalle società sportive in qualità di team mental coach!

Come al solito l’e-booklet è gratuito e vi saremo grati se vorrete farlo leggere anche ai vostri amici sportivi!

Buona lettura!

Download