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Nella stanza del mental coach

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Nella stanza del mental coach Torino psicologo dello sport psicologia sportiva psicologia dello sport a Torino psicologia dello sport prestazione obiettivi mental training mental coach coaching atleti   Vi siete mai chiesti cosa fa veramente un mental coach per sportivi? Ma soprattutto, sapete veramente chi è un mental coach?

In questo libro avrete la possibilità di entrare in uno studio di psicologia dello sport, sedervi accanto ai nostri mental trainer e leggere 11 storie di sport accomunate da un comune denominatore: l’utilizzo della psicologia dello sport per raggiungere un obiettivo.

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Nella stanza del mental coach Torino psicologo dello sport psicologia sportiva psicologia dello sport a Torino psicologia dello sport prestazione obiettivi mental training mental coach coaching atleti   Potrete conoscere la squadra perfetta dove però i problemi di comunicazione riducevano le performance oppure andare in pista con Beatrice, la nostra “mamma sportiva” alle prese con l’ansia da prestazione per il proprio figlio. Vi immaginerete cosa si prova a fare un salto nel vuoto e ricordarsi solo il rumore dello schianto a terra a poche settimane dalle Olimpiadi ed entrerete nelle dinamiche di uno sport di coppia quando la coppia scoppia! E molto altro ancora, ma non vogliamo rovinarvi il gusto di entrare nel mondo della psicologia dello sport e scoprire in quanti ambiti il mental coaching può servire.

Non mancherà la giusta dose di ironia perché in fondo gli psicologi dello sport sembrano “noiosi”,  ma non lo sono così tanto!
Tra il serio e lo scherzoso troverete consigli per il vostro benessere sportivo, capirete quali tecniche si usano per migliorare la prestazione mentale di uno sportivo e soprattutto, capirete, quali vantaggi ha l’affidarsi ad una persona competente e qualificata a fare questo tipo di lavoro!
Vi aspettiamo nella nostra stanza, a presto!

Il libro è disponibile su:

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Sport mental coaching: le verità nascoste che forse non sapete!

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In un mondo del lavoro sempre più globale abbiamo visto il proliferare di termini inglesi che sono diventati ormai parte abituale del nostro patrimonio linguistico . Tuttavia, in talune circostanze, questo “chiamare le cose con altri nomi” ha generato confusione nelle persone, se non addirittura disinformazione. Vogliamo quindi ragionare insieme su due termini molto diffusi in psicologia dello sport: lo sport (mental) coaching e il mental training.

In diverse circostanze ci siamo sentiti dire: “Ma voi, come psicologi dello sport fate anche coaching? Perché un mio amico dirigente ha chiamato un mental coach nella sua società e fa delle cose straordinarie con gli atleti!”. Un moto di emozione pervade l’animo del serio psicologo dello sport che oscilla fra lo stupore e la rabbia tentando di spiegare qualcosa che dovrebbe essere ovvio ma che purtroppo, in un mare di disinformazione, è andato perduto.

E allora permetteteci di guidarvi alla scoperta di verità nascoste…

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Sport mental coaching: le verità nascoste che forse non sapete! sport psicologo dello sport Torino psicologo dello sport psicologia sportiva psicologia dello sport mental training mental coaching coaching   Il termine coaching compare nel mondo sportivo tanti anni orsono e viene spesso utilizzato come sinonimo del nostro termine italiano “allenatore”. Ma poiché col tempo si è capito che nello sport l’allenamento verte su molti aspetti, compreso quello mentale, ecco che all’estero hanno iniziato a parlare dei “mental coach” ossia gli allenatori mentali. La moda si è diffusa presto anche da noi perché il moderno “mental coach” è sicuramente più figo, più efficace e più al passo con i tempi dell’ormai desueto e italianissimo “psicologo dello sport”.
Inizialmente questo gioco linguistico è servito per dare una ventata di internazionalità ad una professione, che, ricordiamo, nasce in Italia. Il primo congresso internazionale degli allenatori mentali (anche detti psicologi dello sport!) è stato organizzato da un italiano, Ferrucci Antonelli, nel 1965, a Roma (non a New York!). Ma nel tempo la sferzata markettara ha assunto una dimensione diversa e, a nostro avviso, non corretta. Si è iniziato a pensare che il “coach mentale” facesse qualcosa di profondamente diverso da quello che da più di 30 anni facevano i colleghi psicologi impegnati nell’ambito sportivo. Qualcosa di più moderno, qualcosa di più efficace… qualcosa che non c’entra nulla con la psicologia che, per molti, è ancora solo quella disciplina sanitaria che cura le patologie mentali! E in questa confusione generale, condita da disinformazione qualcuno ha iniziato a trasformare una competenza, il “coaching” in una professione il “coach”.

E’ come se i preparatori tecnici di uno sport (gli allenatori) si sentissero dire dalla propria società: “Abbiamo trovato qualcuno che può fare il tuo lavoro, una nuova figura professionale, il technical coach! Sai in America va alla grande…” “A si? E cosa fa di diverso da me in campo?” “E sai… lui non allena ma fa coaching!” “Ok, e cosa fa di diverso da me?” “ehmm…. Ahmmm…. Lui comunica con i giocatori e favorisce l’apprendimento della tecnica e della tattica…” “Ok, quello che faccio anche io… e cosa altro fa di diverso da me?” “Lui fa coaching, tu alleni…”.
Vi sembra paradossale? Perché è esattamente la situazione che viviamo noi psicologi sportivi, quotidianamente, quando dobbiamo spiegare e motivare la nostra professione!

Partiamo dunque dalla definizione di “professional coaching” data dall’International Coaching Federation (ICF) per scoprire una meravigliosa verità! Alla domanda “Cos’è il coaching?” La risposta è: “una partnership con i clienti che, attraverso un processo creativo stimola la riflessione, ispirandoli a massimizzare il proprio potenziale personale e professionale.” Wow… ma a questo punto qualche collega psicologo dello sport inizierà a dire: “Ma è esattamente quello che faccio io!”

Ecco la prima verità nascosta: “Lo psicologo dello sport fa coaching!”

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Sport mental coaching: le verità nascoste che forse non sapete! sport psicologo dello sport Torino psicologo dello sport psicologia sportiva psicologia dello sport mental training mental coaching coaching   Bene, ma allora cosa fa di più il coach rispetto allo psicologo? Continuando la citazione tratta da ICF: “E’ responsabilità del coach scoprire, rendere chiari e allineare gli obiettivi che il cliente desidera”. Ma anche lo psicologo lo fa…
“Guidare il cliente in una scoperta personale di tali obiettivi”. Ok, ma ancora non mi è chiaro che cosa fa un coach di diverso dallo psicologo dello sport!
“Fa in modo che le soluzioni e le strategie da seguire emergano dal cliente…” Ok, anche questa cosa è alla base del lavoro psicologico. Ma quindi cosa fa un mental coach che non fa lo psicologo dello sport???? La risposta è niente!!!

Seconda verità nascosta: “Il coach non fa nulla di più di quanto uno psicologo sportivo normalmente faccia nella sua pratica professionale!”.

Avete capito bene! “Ma io ho visto che in Italia esistono delle associazioni professionali per il coaching!!” Si, ma sono associazioni private che non abilitano ad una professione.

Terza verità nascosta: “Il coaching è un insieme di competenze che non possono sovrapporsi ad una professione regolamentata quale quella dello psicologo”.

Vabbè ma in pratica, aldilà di questa precisazione teorica, cosa fa in pratica un professionista che fa coaching? Sempre basandoci sulle definizioni riconosciute a livello internazionali, si parla di coaching facendo riferimento ad un processo basato su domande strutturate (da parte del coach) in grado di favorire la consapevolezza e la messa in campo di strategie per la risoluzione dei problemi o l’ottimizzazione del potenziale umano.

Ah… ma quindi il coach fa domande e basta? Se è un vero coach si! Noi, per esempio, utilizziamo un modello di coaching ampiamente utilizzato a livello internazionale, sia nello sport che in azienda, il modello GROW. Questo modello di coaching prevede una sequenza strutturata di domande in cui il coach non interviene mai con suggerimenti personali o proposte di tecniche. Anche perché il presupposto sui cui si basa il processo di coaching è che la persona possieda già tutte le competenze necessarie per raggiungere il suo obiettivo personale o professionale. Il ruolo del coach è quello di aiutare la persona ad avere maggiore chiarezza sugli steps operativi e sulle azioni da pianificare nel tempo per raggiungere tali obiettivi.

Quarta verità nascosta: “Il coach lavora sul favorire l’autoconsapevolezza personale attraverso una metodologia di colloquio strutturato attraverso domande”.

“Ma il mental coach che è venuto nella nostra società ci ha insegnato diverse tecniche ed esercizi per migliorare il nostro assetto mentale…”. E allora non stava facendo coaching! Quindi ha utilizzato impropriamente un termine per identificare il suo lavoro… Se vi ha fornito degli strumenti per sviluppare competenze che non possedevate o se vi ha insegnato delle tecniche di ottimizzazione mentale stava facendo “training” (trad. formazione, allenamento) e non “coaching”.
E parlando di “mental training” scopriremo altre interessanti verità… ma lo faremo in un altro post!

In conclusione speriamo di avervi condotto alla scoperta di qualcosa che forse non sapevate e speriamo che sempre meno persone cadano nella trappola della disinformazione psicologica!

Vi lasciamo dunque  un’ultima e assoluta verità nascosta: lo psicologo dello sport é anche un coach, ma spesso non è vero il contrario!!!

Allenati per diventare grande

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Allenati per diventare grande sport settori giovanili settori giovani settore giovanile self talk psicologia sportiva psicologia dello sport mental training la fiducia in se stessi nello sport gestire le aspettative nello sport gestire la rabbia nello sport gestire la paura nello sport genitori allenamento mentale   Ciclo di interventi sulla Psicologia dello Sport dedicati ai settori giovanili (dagli 8 fino ai 14 anni) e ai genitori. Gli incontri avverranno presso le strutture societarie in giorni e orari da concordare.

I temi trattati negli incontri saranno:

  • Diventare genitori sportivi  (incontro conoscitivo serale con i genitori)
  • Combattere la paura
  • Scaricare la rabbia
  • Cosa si aspettano gli altri da me?
  • Cosa mi dico in gara?
  • La fiducia in me stesso

Nord Tennis Sport Club Torino

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Da giugno 2015 è attiva la convenzione tra il team di B-Skilled e il Nord Tennis Sport Club Torino, associazione sportiva dilettantistica, che promuove corsi di tennis per ogni età e livello.

Il settore agonistico del Nord Tennis è in pieno sviluppo e, soprattutto negli ultimi anni, sta iniziando a regalare ai giovani atleti e ai rispettivi allenatori numerose soddisfazioni.

Il connubio Psicologia dello sport e tennis è da sempre stato vincente, come dimostrato da numerosi professionisti di ogni livello.

Per conoscere l’attività del Nord Tennis Sport Club Torino visita il sito o la pagina Facebook.

 

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Psicologo dello sport o Motivatore?

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Psicologo dello sport o Motivatore? Torino sport psicologia sportiva psicologia nello sport psicologia dello sport motivazione motivatore mental trainer mental coach ferrarini alberto bonucci atleti allenamento mentale   Atleta: “Ma tu sei un motivatore sportivo?”
Professionista: “No… sono uno psicologo dello sport… e non mi vergogno nel dirlo”
Atleta: “E che differenza c’è?”
Professionista: “Una laurea, un perfezionamento, una specializzazione… insomma più di 10 anni di percorso universitario, studi e ricerche, che supporta in modo scientifico ogni parola che ti dirò da questo momento in poi…”

In questi giorni spopolano tweet e articoli (anche su grandi testate giornalistiche) in cui si torna a parlare di “motivatori sportivi“, accompagnati da grandi interviste degli interessati che tengono a precisare che “loro non sono psicologi dello sport” quasi come se fosse uno svantaggio esserlo! Seguono racconti raccapriccianti di tecniche (le più disparate!) utilizzate per aiutare gli atleti a superare i loro limiti mentali: tecniche di cui chiaramente non vi è evidenza scientifica in nessuna pubblicazione che non sia un rotocalco di psicologia spicciola!

Il caso di Bonucci e del suo preparatore mentale riporta a galla un tema su cui stiamo lottando da anni e che speravamo fosse superato ma invece pare proprio di no, quindi cerchiamo di raccontarvi chi è e cosa fa uno psicologo dello sport quando opera con atleti e squadre sportive.

Partiamo dall’inizio… siamo psicologi… è vero… questo vuol dire che abbiamo fatto un percorso universitario, riconosciuto dal ministero dell’istruzione italiana, abbiamo superato un esame di stato per l’abilitazione professionale… questo non è sicuramente una garanzia di competenza ma almeno possiamo certificare il percorso di studi e tutelare i nostri atleti che non ci siamo formati su internet o con qualche corso full immersion di 3 giornate!
Poi abbiamo fatto un percorso professionalizzante per acquisire competenze specialistiche da utilizzare in campo sportivo perchè… ebbene si… lavorare in psicologia dello sport è molto diverso che lavorare in psicologia clinica. Nonostante molti abbiano ancora paura del termine “psicologia” perchè lo associano alla pazzia, in psicologia dello sport non lavoriamo sulle patologie mentali, sulle diagnosi cliniche, sui disturbi di personalità, ma sulle performances e sui meccanismi mentali che ognuno di noi possiede e che dovrebbe allenare per riuscire ad affrontare al meglio le sfide agonistiche. In altre parole, lavoriamo come degli allenatori ma non ci piace chiamarci “mental coach” o “mental trainer” perchè amiamo la nostra lingua nativa e valorizziamo gli studi che abbiamo fatto. Le tecniche di “allenamento mentale” applicate allo sport sono patrimonio del bagaglio formativo di uno psicologo che opera nello sport quindi… non ce ne vogliate a male, non vi spaventate, ma noi continueremo a chiamarci “psicologi dello sport”.

Spostandoci dalle parole ai fatti… cosa facciamo dunque di tanto terribile ai poveri atleti che si affidano ad uno “strizzacervelli” sportivo? Cerchiamo di capire quali aspetti del suo approccio mentale alla gara sono ben allenati e quali vanno potenziati. E come facciamo questo? Noi non abbiamo il potere soprannaturale di capire queste cose semplicemente guardandovi negli occhi, con un pendolino in mano, con una sfera di cristallo o con delle tecniche quanto mai curiose e divertenti, tanto da diventare delle esileranti gag della Gialappa’s Band. Noi psicologi dello sport facciamo dei test! Oddio che terribile parola… misuriamo le competenze!!! Terribile… E lo facciamo con strumenti che hanno avuto una validazione scientifica cioè che hanno dimostrato una attendibilità intorno al 90-95%. Tanto per capirci… se voglio sapere “questo atleta ha un problema di ansia da prestazione sportiva?” e per avere questa risposta lancio una monetina in aria… avrò il 50% di possibilità di azzeccarci o meno… se utilizzo uno strumento validato ho una probabilità di circa il 90% di avere una risposta corretta alla mia domanda… se utilizzo uno dei metodi che (sfortunatamente) abbiamo letto sui giornali in questi giorni, quanta probabilità ho di avere una risposta corretta alla mia domanda? Purtroppo questo aspetto sembra non interessare ad alcuni sportivi che preferiscono affidarsi a procedure molto suggestive, sicuramente più divertenti che mettersi lì e rispondere a domande con crocette ma il cui risultato può avere più o meno l’affidabilità della nostra famosa monetina.

Se i nostri atleti sopravvivono a questa prima terribile fase di assessment procediamo con il dir loro su quali aspetti andare a lavorare per potenziare le loro performances… E voi tutti penserete… La motivazione?? Perchè da quanto leggiamo dai giornalisti sportivi sembra il male dello sport moderno dopo i tagli di budget!! Sicuramente gli aspetti motivazionali sono uno degli aspetti che andiamo ad indagare… insieme ad altri 20 almeno! Perchè non tutti i problemi di uno sportivo sono motivazionali… E poi ancora… ma sappiamo quali sono i  meccanismi di base che alimentano la motivazione nell’essere umano che pratica sport? Noi si… perchè abbiamo passato le notti durante il periodo dell’università a studiare pagine e pagine noiosissime sulle ricerche in neuroscienze che ci hanno spiegato questo! E sappiamo inoltre che anche una pistola puntata alla tempia può miracolosamente motivare una persona e spingerla a fare qualcosa che non credeva avrebbe mai fatto prima… Ma forse non è la strada giusta per alimentare il meccansimo della motivazione intrinseca fondamentale per un buon risultato sportivo.

Dopo che abbiamo spiegato ai nostri atleti che il loro, forse, non è un problema di motivazione, ma magari devono lavorare su altri aspetti, procediamo con il fornire loro un programma strutturato di allenamento, offrendogli delle tecniche che hanno dimostrato una evidenza scientifica (e ritorniamo alla nostra famosa monetina). Nel mondo moderno, dove tutti sono alla ricerca della pillola magica, della tecnica ultra moderna e strafiga per ottenere risultati in tempo zero, risultano particolarmente noiose le persone che ci dicono: “senti, questa cosa che ti propongo è stato dimostrato funzionare però è necessario che tu faccia questa cosa per un po’ di tempo per vedere dei risultati che però rimarrano stabili nel tempo!”. E noi psicologi dello sport, per questo motivo siamo particolarmente noiosi! Noi non abbiamo imparato tecniche magiche che funzionano subito e senza sforzo; i nostri insegnanti ci hanno spiegato l’effetto placebo e sappiamo che, se ben proposta, anche una caramella all’aglio può generare una suggestione tale per cui l’atleta si sente più forte e performa meglio,  ma non possiamo garantire che questa caramella funzioni per tutti! Le tecniche che noi proponiamo sono frutto di una ricerca che non abbiamo fatto noi, ma ricercatori che da almeno 100 anni fanno questo nella vita!!  E ci piacerebbe tanto pensare che basti urlare nelle orecchie ad un atleta “sei grande, sei il migliore, vai forte, nessuno ti ferma!!” per aumentare il suo livello di autoefficacia personale ma sappiamo che non è così… o meglio può anche verificarsi questa eventualità ma non è sicuramente merito della tecnica utilizzata e soprattutto non è così scontato che i benefici si mantengano nel tempo. Ma anche questa cosa sembra essere poco rilevante per molte persone: basta che funzioni poi “chissenefrega” se ho preso una pastiglia di zucchero invece che una medicina e sono guarito. Volendo anche noi psicologi siamo bravi a costruire “pastiglie di zucchero” e venderle come “medicine” ma non ci sembra corretto e cerchiamo di non farlo!

E tanto per farvi capire con quanta leggerezza viene trattato l’argomento dell’allenamento mentale nello sport, cita TuttoSport: ““Solo chi vince il giudizio è libero di essere se stesso e di esprimersi per quello che è veramente. Nel corso degli anni, ho portato Bonucci nella mia cantina, sotto terra. Al buio. E lì, con un tono di voce tutt’altro che buono o dolce, lo offendevo in ogni modo, lo giudicavo. Lo insultavo. Così, se lui faceva persino un piccolo cenno con lo sguardo, per lui c’era un pugno dritto nello stomaco. Obiettivo? Vincere il giudizio, affinché Leo stesse sempre sul pezzo”… Presumiamo si stesse utilizzando una rivisitazione colorita della tecnica di esposizione ai pensieri negativi… e non commentiamo oltre!!!

Se avete letto fino a questo punto avrete capito che anche gli psicologi vivono il sentimento di frustrazione: nel nostro caso legato al fatto di leggere tanta dis-informazione che arriva alle persone che magari hanno un interesse reale a capire cosa fa una persona che aiuta gli atleti a migliorare le loro prestazioni dal punto di vista mentale. Se siete fra questi interessati vi proponiamo di leggere alcuni articoli presenti sul nostro sito  o quelli presenti su altri siti di colleghi molto bravi che lavorano con impengo e serietà e che non leggerete mai su sportmediaset, gazzetta o tuttosport… perchè non fanno notizia e non fanno aumentare i “like” sui social ma sicuramente fanno un ottimo lavoro.

Se siete colleghi e/o condivite il nostro pensiero, partecipate anche voi alla campagna “Salvate gli Psicologi dello Sport dall’estinzione” e diffondete l’articolo… la Gazzetta dello Sport non ci considererà sicuramente ma forse il WWF ci darà un sostegno psicologico!!! 😀

Sport is… MAGIC: il lavoro di allenamento mentale nelle squadre

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Sport is... MAGIC: il lavoro di allenamento mentale nelle squadre Torino team squadre sportivi psicologia sportiva psicologia dello sport performance obiettivi negoziazione mental training mental coach leadership gruppi ebooklet e-booklet comunicazione b-skilled   Questo e-booklet nasce per rispondere a tutti coloro che si chiedono: “Ma cosa fa uno psicologo dello sport quando lavora con un team sportivo?”

Il lavoro di allenamento mentale nelle squadre sportive è complesso ma la ricerca scientifica evidenzia alcuni fattori chiave da analizzare e le competenze da ottimizzare per incrementare la performance di un team di lavoro.

In questo e-booklet introduciamo questi aspetti e vi diamo un’idea dei protocolli di intervento che utilizziamo quando veniamo contattati dalle società sportive in qualità di team mental coach!

Come al solito l’e-booklet è gratuito e vi saremo grati se vorrete farlo leggere anche ai vostri amici sportivi!

Buona lettura!

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Team Coaching

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BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Team Coaching Torino team squadre psicologia sportiva psicologia dello sport motivazione mental training gestione dello stress gestione dell'ansia gestione conflitto comunicazione allenamento mentale Pacchetti formativi di team coaching su tematiche specifiche della psicologia dello sport per squadre o gruppi sportivi che vogliono iniziare ad acquisire competenze nell’ambito del mental training per un proprio percorso di allenamento mentale personale (atleti).
I percorsi prevedono una parte di formazione teorica alteranta a momenti di pratica e acquisizione di tecniche e strumenti di ottimizzazione della performance.
I moduli hanno la durata di 120’ a sessione.

Tariffa Partnership
 Moduli             180 euro cad (+IVA) * richiedici come avere uno sconto
riservato ai partner
Il costo totale del team coaching è calcolato sul numero di moduli presenti in ogni pacchetto per un massimo di 15 persone. Per ogni partecipante in più vanno aggiunti 20 euro/pers.

Le nostre offerte formative:

Pacchetti
Gestione dell’ansia e stress da competizione
4 moduli
Goal setting e obiettivi 2 moduli
Motivazione 2 moduli
Comunicazione nel gruppo
3 moduli
Teamwork 5 moduli
Gestione conflitto
3 moduli

Giancarlo Grinza – Volo a vela

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Giancarlo Grinza - Volo a vela volo a vela trofeo torino Torino psicologia sportiva psicologia dello sport preparazione mentale mental training giancarlo grinza bskilled

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Giancarlo Grinza - Volo a vela volo a vela trofeo torino Torino psicologia sportiva psicologia dello sport preparazione mentale mental training giancarlo grinza bskilled   Giancarlo Grinza nasce a Torino il 18/10/1972. A 17 anni prende il brevetto di volo a vela e nel 1990 partecipa alla prima competizione in seguito alla quale, viene promosso alla categoria nazionale. Dal 1990 al 2014 ha parteciapato a circa 50 competizioni.

Alcune fasi della sua carriera da ricordare:

  • 1991 vince la sua prima competizione al Trofeo Città di Torino
  • 1992 partecipa al campionato Europeo di Volo a Vela in Ungheria
  • 1993 partecipa al campionato europeo juniores in Francia-7classificato
  • 1995 vince il Trofeo Sales con un volo di distanza dichiarato da Torino a Bressanone
  • 1997 partecipa campionati italiani classe standard – 2 classificato
  • 1998 partecipa campionati Europei
  • 2002 partecipa al campionato internazionale Issoudun-2 classificato
  • 2004 partecipa al campionato internazionale di Bailleau-1 classificato
  • 2005 partecipa al campionato Europeo
  • 2007 partecipa al campionato Francese classe standard-2 classificato
  • 2008 partecipa al Torino sailplane GranPrix- 2 classificato
  • 2009 partecipa al World Air Games di Torino sfiorando la medaglia-4 classificato
  • 2011 partecipa al campionato italiano 20 metri – 2 classificato
  • 2011 partecipa al campionato internazionale di Hahnweide classe 15mt- 1 classificato
  • 2013 partecipa e vince il Campionato italiano classe unica

Nel 2014, dopo 23 anni dalla prima volta, vince nuovamente il Trofeo Città di Torino. E adesso il prossimo obiettivo sarà…

Muay Farang Team

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Muay Farang Team Torino thai boxe skype training psicologia sportiva psicologia dello sport preparazione mentale muai thay mathias gallo cassarino allenamento mentale

BSKILLED - Psicologia dello sport e della performance Muay Farang Team Torino thai boxe skype training psicologia sportiva psicologia dello sport preparazione mentale muai thay mathias gallo cassarino allenamento mentale   Nel corso dei secoli la Muay Thai divenne innanzitutto un efficace sistema di difesa, per poi passare alla forma sportiva e la Thailandia è sicuramente il paese in cui questa disciplina si è maggiormente sviluppata, vantando atleti considerati i più forti al mondo.
Quando un occidentale sostiene un combattimento di Muay Thai viene chiamato dai locali “farang”, termine utilizzato per indicare tutte le persone di origine caucasica e più in generale tutto ciò che è occidentale.

Il team Muay Farang è un team di atleti che si allena in Thailandia, seguendo programmi di allenamento thailandesi con un’approccio alla preparazione di tipo occidentale. I “muay farang” sfidano i grandi nomi della thai internazionale e hanno una sfida… cambiare le cose e spodestare i thailandesi dal loro primato di massimi rappresentanti mondiali di questa disciplina.

Il team, capitanato da Mathias Gallo Cassarino, si avvale, per la preparazione mentale del team di B-Skilled utilizzando lo Skype Training e portando un pò di occidente in oriente.

Per maggiori informazioni sul team, visitate il sito www.muayfarang.com